Novità in biblioteca

Tra la guerra e il mare

Democrazia migrante e crimini di pace

Maurizio Albahari

Manifestolibri, Castel San Pietro (RM), 2017

Il libro si rivolge a chiunque sia interessato a capire come e perché la morte di chi deve solcare il Mediterraneo non sia un dato ineluttabile dei nostri tempi. Attraverso una narrazione che combina l'esperienza sul campo con un originale apparato teorico, Albahari propone una disamina della violenza di confine, nelle sue sfaccettature meno visibili. Ed è proprio la questione dei migranti, di coloro che si trovano con la guerra alle spalle ed il mare di fronte, a chiarire alcune tra le numerose zone grigie che caratterizzano quest'inizio di ventunesimo secolo - tra pace e guerra, legalità e crimine, umanitarismo e coercizione.

Apprendimento Inclusione Competenze e Valutazione

a cura di Domenico Milito

ea Anicia, Roma, 2017

La presente pubblicazione è frutto della riflessione su tematiche cogenti che investono nell'attualità le istituzioni formative e, in particolare, la scuola. Il focus è dato dal processo di apprendimento per come esso viene a determinarsi nei diversi ambienti, reali e virtuali, secondo specifiche e inedite modalità e forme. I nodi problematici affrontati implicano la necessità di rivolgere l'attenzione verso un'adeguata alfabetizzazione orientata a favorire l'affermazione della cittadinanza attiva. Questa non è intesa come semplice presa di coscienza dei propri diritti e doveri, bensì come acquisizione critica e responsabile della dimensione personale di ogni essere umano chiamato a vivere in un contesto connotato da una moltitudine di linguaggi e dall'incrociarsi di culture diverse. Ciò mentre l'eterogeneità, assurta a fattore caratterizzante della contemporaneità, finisce con l'includere i bisogni educativi speciali che ne diventano, così, una delle tante componenti peculiari. Sullo sfondo di tale scenario sono state affrontate, altresì, le questioni connesse con un impegnativo processo progettuale e valutativo proteso a promuovere l'effettivo sviluppo di competenze ritenute irrinunciabili nella società globalizzata e in continua e repentina trasformazione.

Comprendere i disturbi mentali

Una guida per la famiglia con l'aiuto del DSM-5

American Psychiatric Association

Raffaello Cortina Editore, Milano, 2018

Il libro fornisce preziose informazioni su tutto ciò che riguarda la malattia mentale e la sua cura. Presenta i disturbi usando un linguaggio comprensibile per lettori senza formazione psichiatrica, per esempio genitori che potrebbero voler capire quali opzioni sono possibili per il trattamento del loro bambino. Spesso la descrizione è accompagnata da un breve case study su un paziente sottoposto a trattamento per un determinato disturbo, che serve come esempio per orientarsi in casi analoghi. Il lettore avrà la possibilità di riconoscere i sintomi psichiatrici, di capire quando è il momento di chiedere aiuto per ottenere le cure adeguate. Tra i differenti disturbi illustrati vi sono la depressione, la schizofrenia, il disturbo da deficit di attenzione/iperattività, il disturbo dello spettro dell’autismo, il disturbo da stress post-traumatico e il disturbo bipolare. Il volume, basato sul DSM-5® (quinta e ultima edizione del Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali), offre anche un glossario, suggerimenti per affrontare il disagio e una lista di risorse utili per il trattamento.

Bravi bambini

Percorso per la scuola dell'infanzia su convivenza civile, autonomia, relazionalità e creatività

Rosalba Corallo

Erickson, Trento, 2006

Il simpatico Gigiotto, cane poliziotto amico dei bambini, è il personaggio guida di questo percorso di educazione alla legalità e alla convivenza civile che si rivolge ai bambini della scuola dell'infanzia. Le numerose unità di apprendimento in esso contenute - ricche di disegni, giochi e filastrocche - costituiscono la base ideale per organizzare coinvolgenti attività che permetteranno al bambino di sviluppare l'abilità di relazionarsi con gli altri in maniera positiva, l'autonomia, la creatività e il rispetto delle regole. Per permettere agli insegnanti di impostare il percorso in modo efficace il volume propone un questionario-intervista utile per raccogliere all'inizio del percorso le informazioni essenziali sull'alunno - la sua famiglia, le sue esperienze, i suoi interessi, le capacità di comunicazione - e delle griglie di osservazione da compilare prima, durante e dopo il percorso per monitorare i progressi di ciascuno nel campo dell'autonomia, nelle competenze affettivo-relazionali, psico-grafomotorie, espressive e logico-cognitive. Sono inoltre a disposizione dell'insegnante dei sussidi cartacei tra cui un modello di Gigiotto, il suo distintivo e molte altre immagini da ritagliare per rendere le attività con i bambini ancora più divertenti e coinvolgenti.

Lo psicoterapeuta sanitario nell'ambulatorio medico

Edoardo Giusti e Monica Bilello

Sovera Edizioni/Strumenti, Roma, 2016

In questi ultimi anni la collaborazione del medico di base con lo psicologo/psicoterapeuta è risultata molto proficua per i pazienti ambulatoriali. Il nuovo modello di assistenza sanitaria cerca di dare un senso al disagio fisico derivante dalla malattia organica in modo da facilitare il cambiamento comportamentale verso un nuovo e più salutare stile di vita. Il testo presenta modalità e protocolli d’intervento complementari consentendo, attraverso i colloqui psicologici, di affrontare anche la sofferenza del paziente ipocondriaco desomatizzando l’ansia, l’ossessione e la paura immotivata di avere una malattia.

Psicosociologia della genitorialità

a cura di Simona Adelaide Martini

Golem Edizioni, Reggio Calabria, 2017

Non è mai semplice lavorare in gruppo. Un grande gruppo, composto da 23 professionisti che dedicano il loro lavoro allo studio e alla cura delle famiglie. Bambini e bambine, genitori, coppie, madri e padri, fratelli e sorelle. Figli unici. Figli desiderati e figli "arrivati per caso". Figli non voluti. Figli abbandonati. Figli che non arrivano. Che arrivano troppo presto o troppo tardi. Che muoiono quando ancora devono iniziare a vivere. Figli che spaccano il silenzio della notte. Che riempiono i giorni. Figli della notte. Figli reali. Figli. Gli ultimi capitoli sono dedicati a una riflessione sul tema della GPA, tecnica più o meno regolamentata da leggi nazionali e internazionali, gli autori e le autrici di questo libro auspicano che gli psicologi non si fermino a una posizione mentale univoca, a giudizi affrettati e guidati da posizioni politiche o da ideologie ma tengano conto di alcuni punti essenziali: la mancanza di ricerche esaustive, i limiti e i rischi della censura nella narrazione della storia delle origini, le similitudini con le ombre delle adozioni internazionali, e persino la tematica del desiderio come elemento che nella psiche richiede una rivalutazione della responsabilità individuale. Abbiamo voluto accompagnare il lettore lungo un immaginario percorso che partisse dal desiderio e dal progetto di diventare genitori fino al suo compimento. Un percorso costellato anche di ostacoli, fallimenti, fatiche, dolori e insuccessi. Di scelte e decisioni. Di conflitti e ambivalenze. Di vita.

Uso e abuso di sostanze

Capire e affrontare le dipendenze da alcol e droghe

Giulia Calamai

Eclipsi Edizioni, Firenze, 2017

Il Disturbo da Dipendenza da Sostanze (DUS) è in forte espansione a causa delle caratteristiche sociali, ambientali e culturali della nostra società. Tende sempre più a presentarsi sotto forma di "poli-abuso" oppure ad associarsi a dipendenze comportamentali quali il gioco d'azzardo o l'uso patologico di internet. Nonostante ciò, la tossicodipendenza è stata ed è ancora la "cenerentola" delle patologie psichiatriche, considerata "cronica e recidivante" e poco rispondente ai trattamenti. Questo libro ha lo scopo di fornire informazioni recenti sul disturbo e sui principali fattori che contribuiscono ad aumentare la vulnerabilità ad esso, nonché indicazioni sui principali trattamenti disponibili. Include schede e materiali che il paziente può usare per intraprendere un primo monitoraggio dei propri sintomi e analizzare la propria determinazione al cambiamento, e fornisce informazioni preziose ai familiari e conoscenti sulle strategie più efficaci da mettere in atto quando si manifestano le tipiche criticità che accompagnano il DUS.

Adolescenza e droga

Uno studio sociologico, neuroscientifico, psicologico e giuridico

Matteo Rossi Renier e Anna Lamberti - Bocconi

Alpes, Roma, 2017

È ormai acquisito che durante l’adolescenza, e fino oltre i vent’anni, il cervello non è ancora giunto a completa maturazione, il che rende da una parte più facile l’avvicinamento alle droghe, dato che non è matura la capacità di valutare i rischi, dall’altra più dannoso il consumo, poiché interferisce strutturalmente sullo sviluppo e sulla funzionalità cerebrale. L’assunzione di sostanze psicoattive durante l’adolescenza, che in Italia ha vaste dimensioni, è un fenomeno preoccupante, riguardo al quale è necessario mettere in atto efficaci percorsi di contrasto e di prevenzione. Affinché sia possibile pianificarli, occorre innanzitutto avere un quadro statistico completo dei dati attuali sul consumo, divisi per tipologie di sostanza e consumatori, e disporre di risultati sperimentali su campioni significativi della popolazione giovanile; vanno poi approfondite le cause del consumo di droghe in età adolescenziale, le connessioni tra fattori di rischio e vulnerabilità, le modalità dei comportamenti di consumo, gli effetti dannosi sul sistema nervoso centrale, i disturbi correlati all’uso di sostanze. È solo con un massiccio lavoro di prevenzione, volto a evitare, o almeno a ritardare il più possibile, il primo contatto di un adolescente con una sostanza, che diventa più probabile che questi si astenga dall’uso di sostanze, e si possa così sperare di contrastare con successo la diffusione della droga fra i giovani. La prevenzione significa innanzitutto responsabilizzazione degli adolescenti rispetto agli enormi rischi che corrono a livello fisico e psichico facendo uso di droghe. L’altro versante necessario, ad esso collegato, è quello della promozione di percorsi di educazione alla salute e di attività socializzanti positive e aggregative, da attuare a livello di scuole e di territorio. Infine, deve essere effettiva la possibilità per tutti di usufruire di trattamento medico e psicologico, se necessario, in quanto la psicoterapia appare come uno strumento elettivo per indagare nei conflitti e nelle carenze interiori sulle quali si struttura la vulnerabilità. In tal modo la società nel suo insieme preserva e tutela il proprio futuro, contribuendo a far fronte al fenomeno del consumo giovanile di droghe, che impedisce agli individui lo sviluppo del pensiero critico, dell’espressione di sé, e della propria consapevolezza esistenziale.

Interventi clinici con la coppia in separazione

Giancarlo Tamanza

Il Mulino, Bologna, 2017

Lo scenario della separazione, spesso contraddistinto da una conflittualità molto intensa e pervasiva, presenta per lo psicologo che opera in questo tipo di contesti sfide diverse da quelle consuete. Attraverso esemplificazioni cliniche, il volume illustra le modalità di intervento (procedura, tecniche, strumenti) più idonee alla consultazione con coppie in separazione. L’obiettivo è costruire condizioni tali da rendere affrontabile il conflitto, sbloccando il processo separativo, accompagnando i genitori verso la riappropriazione delle proprie capacità e responsabilità, e facilitando una riorganizzazione funzionale delle relazioni familiari.

Imprenditorialità, lavoro e innovazione sociale

Percorsi di uscita dalla marginalità e dalle dipendenze patologiche

A cura di Maurizio Giambalvo e Giuseppina Mattina

Carocci Editore, Roma, 2016

Come disegnare percorsi di (re)inserimento sociale e lavorativo in un'epoca segnata dalla rarefazione di opportunità professionali? Come aiutare gli imprenditori ad assumere persone con problemi di dipendenza patologica superando paure e pregiudizi? Per rispondere a queste e altre questioni, gli autori presentano gli esiti di una ricerca condotta con metodo qualitativo ed etnografico, offrendo al lettore strumenti e spunti di riflessione sul mondo del lavoro dei soggetti svantaggiati.

La scuola prigioniera

L'esperienza scolastica in carcere

Ivo lizzola, Silvia Brena, Alberto Ghidini

FrancoAngeli/ I territori dell'educazione, Milano, 2017

Seguire per un intero anno le attività e la vita delle classi di un istituto di pena, e leggere l'esecuzione penale con una attenzione pedagogica: questo l'intento del lavoro che ha dato origine a questa pubblicazione. Si sono ascoltate le storie di vita di uomini e donne detenuti, i loro pensieri, le riflessioni raccolte nella scuola del carcere di Bergamo. Si sono osservate le pratiche di insegnamento, si è discusso e si è ricercato con gli insegnanti. Si è lavorato anche insieme alle altre figure professionali presenti in carcere. Quanto emerso, letto alla luce di una pedagogia fenomenologicamente orientata, tratteggia i caratteri di "una esperienza di soglia", nella quale l'esperienza educativa accoglie la condizione umana provata, chiamata alla verità dall'ombra, dalla colpa e dalla pena. E l'attività formativa cerca di sostenere il riscatto e la riparazione, di dare senso alla sofferenza e di aprire alla riconciliazione. La scuola può cambiare il carcere, l'esperienza di detenzione; certo ne forza le logiche e le pratiche, ne riapre il tempo. Il carcere cambia la scuola: la scuola si scopre centrata sugli studenti e sulle loro storie; si pone come luogo per la riflessione e la cura delle intenzionalità; aiuta la costruzione di responsabilità e di apprendimenti. La scuola in carcere a volte ridisegna l'educazione e il rendere giustizia, avvia esigenti movimenti di incontro, fa ripensare alle vittime, pulisce il futuro. Il volume contiene un contributo di Lara Granelli, Luigi Mucelli, Sabrina Pauzzi

Voci dal buio

Reportage da Siria, Iraq e Turchia

Sarah Glidden

Rizzoli Lizard, Milano, 2017

«È possibile documentare la vita di qualcuno senza interferire?» si chiede Sarah Glidden dopo aver ascoltato la straziante testimonianza di Salam, confinato in un campo profughi iracheno. A raccogliere la storia di quest’uomo segnato dal destino, ci sono due amici dell’autrice: Sarah Stuteville e Alex Stonehill, due giovani giornalisti che lei ha deciso di seguire nel loro viaggio attraverso le zone più calde del Medio Oriente. Dalla Turchia dei rifugiati iraniani all’Iraq del post-Saddam, per poi finire nella Siria del regime di Assad, il gruppo si muove insieme a un osservatore molto particolare: Dan, un ex marine che pochi anni prima ha combattuto alle porte di Baghdad. Ognuno di loro si è lasciato alle spalle gli Usa convinto di sapere cosa avrebbe trovato e con una chiara idea di quali fossero le responsabilità (o i meriti) del proprio Paese nei confronti di quelle popolazioni. Mai e poi mai si sarebbero aspettati di venire a contatto con l’umanità di quelle terre, così lontane dal sensazionalismo con cui pacifisti e guerrafondai le raccontano. Con i suoi acquerelli, Sarah Glidden restituisce umanità alle vittime della guerra, rendendole incredibilmente vicine a noi. Grazie alla sua risoluta delicatezza, Voci dal buio tocca il nervo scoperto dell’attualità, restituendo al lettore esperienze tanto reali quanto intense.

Un'altra scuola è possibile

Le grandi pedagogie olistiche di Rousseau, Froebel, Pestalozzi, Montessori, Steiner, Sai Baba, Malag

Gino Aldi, Gaia G. Belvedere, Antonella Coccagna, Lorenzo Locatelli, Sabino Pavone

Enea Edizioni, Montalcino (SI), 2013

L'educazione è la causa di molti problemi che la nostra società oggi sta affrontando e l'educazione sarà la soluzione. Gli attuali sistemi educativi sono anacronistici, considerano solo alcuni aspetti del bambino tralasciandone altri; hanno fatto propri valori e prassi che non contemplano la felicità e il benessere. Un approccio olistico, globale, sistemico può essere la soluzione ai problemi che stiamo vivendo. In questo libro abbiamo raccolto le esperienze più significative di quegli educatori che hanno sviluppato un approccio olistico all'educazione, che hanno dedicato o stanno dedicando la vita a crescere bambini e ragazzi più forti e sicuri di sé. I ritratti presentati in questo volume ci permettono di leggere l'educazione olistica ora da una prospettiva naturalistica, come nel caso di Rousseau, Pestalozzi e Froebel, ora attraverso metodi scientifici come quello di Maria Montessori, antropologici come quello di Rudolph Steiner o spirituali come nelle scuole di Sai Baba e Krishnamurti, ora con una vocazione sociale e relazionale, come nei modelli di Reggio Children e Gino Aldi e nelle classi di don Milani e Mario Lodi o infine ecologico come negli asili nei boschi. Gli autori del testo: Gino Aldi, Antonella Coccagna, Lorenzo Locatelli, Gaia Camilla Belvedere, Sabino Pavone.

Il metodo Montessori a casa propria

Come crescere un bambino curioso e autonomo

Céline Santini e Vendula Kachel

Red!, Cornaredo (MI), 2017

Autonomia, fiducia nelle proprie capacità, concentrazione, creatività... Ecco alcune delle numerose qualità che il metodo Montessori contribuisce a sviluppare nel bambino. Con l'obiettivo di rendere il metodo Montessori accessibile al maggior numero di persone, le autrici propongono più di 100 attività per bambini fino a 6 anni relativamente a vari ambiti: la scoperta della natura (far germogliare un seme, osservare un nido di api...); la scoperta della cultura e del mondo (accostarsi all'archeologia, creare un disegno animato...); la scoperta del corpo e dei cinque sensi (orientarsi alla cieca, provare la forza di gravità...); la scoperta della vita pratica (scoprire le calamite, rompere una noce...). Una miniera di consigli per i genitori che possono così mettere in pratica il metodo Montessori nella vita quotidiana.

Radicare il cosmopolitismo

La sociologia cosmopolita di fronte alle sfide del futuro

Massimo Pendenza

Mimesis/Sociologie, Milano - Udine, 2017

Il cosmopolitismo non è soltanto una teoria, è soprattutto un punto di vista sul mondo e un orientamento normativo sulle relazioni. Le sue radici sono fondamentalmente filosofiche, e utopiche, per quanto ciò non significhi che esso non abbia effetti sulla vita concreta delle persone. Compito della sociologia, e obiettivo di questo volume, è riportare queste idee in terra, farle vivere senza che esse siano delle imposizioni e osservarne il delinearsi concreto in modo che venga fuori il carattere situato, radicato appunto, del cosmopolitismo. Il libro si compone di due parti: la prima è volta ad ampliare la narrazione standard del cosmopolitismo e a sostenere con forza l'apporto sostanziale della sociologia classica a questa particolare visione del mondo; la seconda propone alla comunità scientifica la categoria analitica del 'cosmopolitismo sociale' e l'applica al caso dell'Europa.

L'impresa come istituzione sociale

Paola De Vivo

Il Mulino/ Itinerari, Bologna, 2017

Le scienze sociali hanno gradualmente sottratto il tema dell’impresa e dell’azione imprenditoriale al campo di trattazione esclusivo della scienza economica. L’impresa è un’istituzione storica e sociale dotata di specifiche modalità di organizzazione, fondate su rapporti di cooperazione e di conflitto tra gli attori sociali che le danno vita. In quanto istituzione complessa, essa è governata da regole formali e informali che presiedono agli scambi che sostanziano l’azione imprenditoriale, le logiche di interazione tra gli attori che vi partecipano e gli esiti individuali e collettivi a cui pervengono.

Attraversamenti cuturali

Cinema, letteratura e arti visuali nell'Italia contemporanea

a cura di Fulvio Orsitto e Simona Wright

Franco Cesati Editore, Firenze, 2016

Il presente volume nasce dalla felice esperienza del convegno Intersections/ Intersezioni, e raccoglie l'elaborazione in forma di saggio di alcuni degli interventi proposti nel corso della seconda edizione dell'evento - tenutasi a Torino il 6-7 giugno 2014 - e della terza - che ha avuto luogo a Firenze il5-6 giugno 2015. Ecco quindi che uno speciale ringraziamento va innanzitutto al nostro collega e amico Francesco Ciabattoni (Georgetown University), per aver collaborato alle varie fasi organizzative di entrambi i convegni, oltre che per aver accettato di far parte del comitato scientifico di questa nostra curatela. L'alta qualità delle relazioni offerte a Torino e a Firenze da accademici e ricercatori provenienti da varie parti del mondo ci ha convinti a curare un volume coeso, che prendesse spunto dai convegni ma che andasse oltre la semplice redazione di Atti.

Clinica del vuoto

Anoressia, dipendenze, psicosi

Massimo Recalcati

Franco Angeli, Milano, 2002

Raccolta di saggi sull'insegnamento di Freud e Lacan intorno ad alcune patologie quali l'anoressia, le dipendenze e le psicosi, nelle quali la dimensione del vuoto si impone come determinante. Tale vuoto si trova nel ricorso al consumo smodato o errato di sostanze, nel gioco della maschera sociale, nell'ordinarietà della follia contemporanea, nella diffusione di versioni mortifere del narcisismo e nell'uso distruttivo del proprio corpo.

Elogio della critica

Imparare a comprendere l'arte, riconoscere la bellezza e sopravvivere al mondo contemporaneo

A.O. Scott

Il Saggiatore, Milano, 2016

Il mondo è il labirinto degli specchi di un enorme luna park, uno spazio abbagliante e policromo in cui è quasi impossibile orientarsi. Siamo accecati dagli schermi degli smartphone, impigliati nella rete, schiavi dei social network, bombardati di luci e parole, colori e suoni dalle fonti più disparate: cinema e pubblicità, serie televisive e videogiochi, e ancora moda, informazione, musica e romanzi. In quest’epoca di perenne sollecitazione, viviamo circondati da una sovrabbondante offerta di esperienze che è insieme eccitante e spaventosa: che cosa dovremmo leggere, guardare, ascoltare, idolatrare e infine acquistare? Che cos’è il bello? Cosa vogliamo davvero? Cosa desideriamo? La sola risposta a questa paralisi per eccesso di stimoli è la critica: non solo come specialità giornalistica o accademica, ma anche come attitudine che ognuno dovrebbe coltivare. Esercitare la critica ha la stessa importanza di ridere, piangere o sognare. A.O. Scott – forte dalla sua esperienza di critico cinematografico per il New York Times – mostra come il pensiero critico dia forma tanto alla creazione artistica quanto all’azione civile o ai rapporti interpersonali. Con humour tagliente, propone esempi eruditi e vivaci aneddoti: riafferma l’imperativo poetico di Rainer Maria Rilke «Devi cambiare la tua vita»; osserva pensoso le code per assistere alle performance di Marina Abramovich; ricorda il tragico destino critico di Keats e Melville; affronta le furibonde reazioni di chi, come Samuel L. Jackson, si ribella alle sue recensioni. Elogio della critica, sfiorando il memoir e il trattatello filosofico, ci regala una piccola guida per sopravvivere al nostro tempo: una celebrazione dell’arte e dell’immaginazione che riflette sul nostro istinto a coltivare il piacere, un manifesto contro la pigrizia e la stupidità e una cartografia per farsi largo tra i dubbi che riguardano la nostra esperienza. Perché criticare significa ascoltare il messaggio di bellezza e libertà che giunge dall’arte, e tentare di farlo proprio nella vita di tutti i giorni.

Il secondo senso

Per un'antropologia dell'ascolto

Antonello Ricci

Franco Angeli, Milano, 2016

Il secondo senso è l'udito, essendo il primo la vista. Il primato dell'occhio nella gerarchia dei sensi marca l'immaginario contemporaneo, non solo occidentale, al punto da far parlare di cultura oculocentrica, visualismo, iconismo. L'antropologia culturale non fa eccezione: notoriamente si connota come disciplina scientifica la cui metodologia di "ricerca sul campo" si basa sull'osservazione partecipante". Il volume s'interroga sul ruolo dell'udito e dell'ascolto nel lavoro dell'antropologo: l'etnografia come pratica di acquisizione, ma soprattutto di rappresentazione dell'alterità culturale o, più "semplicemente", della cultura. Prendendo in considerazione alcune innovative prospettive di studio - quelle riguardanti il paesaggio sonoro, il design acustico, l'acustemologia - e ricorrendo a molteplici e, a volte, non convenzionali terreni di ricerca (cinema, letteratura, pubblicità), il libro individua e propone molteplici "punti d'ascolto": prospettive sul secondo senso inteso come dispositivo di accesso al mondo e alla sua comprensione. Poetiche dell'ascolto offrono al lettore un itinerario tra favole di magia, film e romanzi raccontati secondo un codice acustico. Etnografie dell'orecchio calano il lettore nelle rappresentazioni museografiche e del patrimonio culturale, nell'intreccio dei sistemi religiosi e della mitopoiesi, lo conducono infine nel senso sociale della malattia. Un ricco apparato di contenuti video può essere attivato fotografando i QR Code stampati all'interno del testo.

Jacques Lacan

La clinica psicanalitica: struttura e soggetto

Massimo Recalcati

Raffaello Cortina Editore, Milano, 2016

Come si costituisce un soggetto e cosa rende la sua vita degna di essere vissuta? Queste due domande sono al centro del pensiero di Lacan, di cui Massimo Recalcati presenta qui una lettura ampia centrata sulle categorie di desiderio e di godimento. Questo testo, cui seguirà un secondo volume dedicato alla clinica psicoanalitica, non prende partito per il Lacan del desiderio contro il Lacan del godimento né viceversa. Sceglie la via di mostrare come desiderio e godimento siano i poli entro i quali si snoda il processo di soggettivazione e accentua lo statuto etico del soggetto esposto a una responsabilità illimitata eppure senza padronanza. Attraverso questa griglia il lettore potrà seguire lo sviluppo del pensiero di Lacan sul soggetto e ripercorrere i suoi temi più conosciuti: lo stadio dello specchio, l'aggressività paranoica, la funzione dialettica della parola e le leggi strutturali del linguaggio.il Nome del padre.il dono d'amore, il fattore letale del significante, l'oggetto piccolo (a), l'angoscia come incontro con il reale, l'inesistenza della Donna e del rapporto sessuale, la pratica dell'arte come organizzazione del vuoto, Joyce-il-sinthomo.

Sociologia della sicurezza

Teoria e problemi

a cura di Maria Caterina Federici e Angelo Romeo

Mondadori/Università, Milano, 2017

Le condizioni di incertezza e insicurezza che la società contemporanea vive quotidianamente richiedono alle scienze sociali un approfondimento tanto teorico, quanto empirico. Questo manuale introduce allo studio della sicurezza in una prospettiva sociologica, cercando di offrire da un lato un quadro delle principali teorie che si sono occupate di sicurezza, dall'altro una trattazione dei principali temi che vi ruotano intorno, come il rischio, il terrorismo, la violenza, l'educazione, la complessità, la comunicazione. Il volume consente inoltre di approfondire alcune questioni legate alla percezione della sicurezza e del rischio, in riferimento a integrazione, ambiente, criminalità, mondo del lavoro, diritti umani e politiche europee. Un manuale che attraverso varie competenze, legate da un filo conduttore di matrice sociologica, sviluppa per la prima volta in maniera scientifica e sistematica il percorso di un argomento che tocca ogni ambito dell'azione sociale.

La parola ai giovani

Dialogo con la generazione del nichilismo attivo

Umberto Galimberti

Feltrinelli/Serie bianca, Milano, 2018

Nel 2007 Umberto Galimberti ha pubblicato un libro, “L’ospite inquietante. Il nichilismo e i giovani”, in cui descriveva il disagio giovanile da imputare, a suo parere, non tanto alle crisi psicologiche a sfondo esistenziale che caratterizzano l’adolescenza e la giovinezza, quanto a una crisi da lui definita “culturale”, perché il futuro che la cultura di allora prospettava ai giovani non era una promessa, ma qualcosa di imprevedibile, incapace di retroagire come motivazione a sostegno del proprio impegno nella vita. A distanza di anni cos’è cambiato di quell’atmosfera che Galimberti aveva definito “nichilista”? Non granché, fatta eccezione per una percentuale forse non piccola di giovani che sono passati dal nichilismo passivo della rassegnazione al nichilismo attivo di chi non misconosce e non rimuove l’atmosfera pesante del nichilismo senza scopo e senza perché, ma non si rassegna. E dopo un confronto serrato con la realtà, si promuove in tutte le direzioni, nel tentativo molto determinato di non spegnere i propri sogni. “La parola ai giovani” raccoglie la voce di questi giovani che hanno un gran bisogno di essere ascoltati, per poter dire quelle cose che tacciono ai genitori e agli insegnanti perché temono di conoscere già le risposte, che avvertono lontane dalle loro inquietudini, dalle loro ansie e dai loro problemi. E allora si affidano a un ascoltatore lontano, che prende a dialogare con loro, non per risolvere i loro problemi, ma per offrire un altro punto di vista che li faccia apparire meno drammatici e insolubili.

Il principio di uguaglianza come forma e come norma

Niklas Luhmann

Armando Editore, Roma, 2017

Il principio di uguaglianza è un principio cardine dei moderni ordinamenti democratici. Elevata a espressione della giustizia sin dalla riflessione filosofica più antica, l’uguaglianza entra nelle costituzioni moderne come diritto al godimento di diritti, garante dell’ordine giuridico e sociale. L’articolo qui tradotto, propone una descrizione del principio fondamentale di uguaglianza basata sulla sua osservazione come forma-a-due-lati. In questo modo si rende evidente il paradosso insito nell'applicazione del principio costituzionale, “condannato” a non potersi liberare dell’altro lato della forma, della sua stessa negazione

Elogio del fallimento

Conversazioni su anoressia e disagio della giovinezza

Massimo Recalcati

Erickson, Trento, 2011

Questo libro non è uno scritto. È fatto di una serie di conversazioni svoltesi nelle circostanze più varie, su riviste e in trasmissioni radiofoniche, tra il 1998 e il 2011, quasi tutte inedite in lingua italiana. Le parole sono state lasciate nella loro improvvisazione originale. Il lettore potrà notare che alcuni temi ritornano con insistenza; sono quelli del desiderio e del godimento, del disagio della giovinezza e dei suoi sintomi, delle anoressie-bulimie e delle mutazioni antropologiche che caratterizzano il disagio della nostra Civiltà, dell’esperienza del fallimento come antagonista al discorso del capitalista e della crisi diffusa del discorso educativo. Attraverso Lacan (accostato qui al Pasolini luterano), Massimo Recalcati, meditando sulla propria pratica clinica di psicoanalista, offre una visione lucida e appassionata del nostro tempo e dei sintomi che lo rappresentano, insieme a una sintesi chiara ed efficace del proprio itinerario di ricerca che può considerarsi una prima introduzione generale al suo pensiero.

Allenare l'attenzione in età prescolare

Giochi e attività dai 3 ai 5 anni

Monica Muratori e Maria Cristina Cutrone

Erickson, Trento, 2017

Possedere buone capacità di attenzione, sia uditiva che visiva rappresenta una premessa fondamentale per garantire un efficace apprendimento in età scolare. Dal funzionamento delle abilità attentive dipende infatti anche il corretto esercizio delle funzioni esecutive più complesse (pianificazione, organizzazione, concentrazione ecc.), importanti per raggiungere un buon rendimento nella scuola primaria. Per aiutare i bambini a svilupparle è necessario proporre loro, già nel periodo prescolare, percorsi di allenamento mirati. Questo volume presenta un training specifico e intensivo di potenziamento del sistema attentivo per bambini dai tre ai cinque anni. Strutturato in dodici sezioni, contiene moltissime schede operative e materiali pronti all'uso: I contrari; Tocca gli animali; Orecchie aperte; Passi degli animali; La fila dei numeri; Stop ai numeri; Trova la figura; Ricorda la casa; Uno o tre; Le coppie; Leggi le figure; Ascolta le parole. Le attività possono essere proposte con modalità ludica dagli in segnanti della scuola dell'infanzia all'interno del gruppo classe, oppure essere utilizzate dai logopedisti come percorsi individuali con bambini che necessitano di potenziare le strategie di attenzione e di controllo.

Orfani speciali

Chi sono, dove sono, con chi sono, Conseguenze psico-sociali su figlie e figli del femminicidio

Anna Costanza Baldry

FrancoAngeli, Milano, 2017

Si stima che in Italia in 15 anni (dal 2000-2014) ci sono stati 1.600 nuovi casi di orfani che hanno perso la madre perché uccisa dal padre, poi suicida o successivamente detenuto. Minori o già maggiorenni, sono "orfani speciali" perché sono speciali i loro bisogni, i loro problemi, la condizione psico-sociale in cui si trovano. In un attimo la loro vita è stata stravolta come in un terremoto, si sono trovati catapultati in un'altra realtà. Non solo: come in una guerra, l'omicidio è spesso solo l'epilogo di continue violenze domestiche. Questi orfani vivono dunque un trauma complesso di cui fino a oggi non ci si era mai occupati. L'Italia è il primo paese ad avere definito recentemente una legge ad hoc che cerca di ridurre i danni subiti e rendere la vita di questi orfani e di chi se ne prende cura un po' meno difficile. Anna Costanza Baldry, che ha contribuito a far conoscere il problema e ha sostenuto l'approvazione di questa legge, tratta il tema in maniera scientifica, presentando anche i risultati della prima indagine nazionale empirica, con interviste ai protagonisti e l'approfondimento di alcuni casi "simbolo" documentati dalla letteratura internazionale, realizzata anche grazie al progetto europeo Switch-off, con la rete DiRe (Donne in Rete). Con un approfondimento giuridico di Carla Garlatti, presidente del tribunale per i minorenni di Trieste. Un testo che vuole aiutare gli operatori della giustizia, dei servizi sociali, gli insegnanti, gli studiosi e le nuove famiglie che si occupano di questi orfani speciali a conoscere gli strumenti di intervento e ad adottare protocolli adeguati per la gestione dei casi.

Sociologia dei processi culturali

Loredana Sciolla

Il Mulino/Manuali, Bologna, 2012

Il manuale fornisce un quadro unitario del campo degli studi sociologici sulla cultura. L'attenzione per lo sviluppo storico della disciplina si accompagna alla descrizione dei più rilevanti fenomeni e processi culturali, senza tralasciare i principali modelli teorici in base ai quali tali fenomeni e processi vengono compresi e spiegati. In un ambito così articolato e in continua espansione, risulta particolarmente utile questa limpida introduzione, proposta in un'edizione riveduta e aggiornata.

Sociologia dell'industria culturale

Giovanbattista Fateli

Carocci, Roma, 2007

L'industria culturale non è solo un settore della produzione industriale, un modo diverso e moderno di proporre la cultura, una parte importante della vita delle persone e dell'immaginario collettivo; fra l'altro, non è neppure se stessa, perché spesso si mescola con altre espressioni di grido come 'cultura di massa', 'sistema dei media' e altro ancora. È però di sicuro un concetto, un'idea contrassegnata da una lunga fila di interpretazioni diverse, da una folta matassa di posizioni polemiche. Il libro racconta quindi un cammino intellettuale rischioso, punteggiato di battaglie, e un fenomeno sociale vistoso ma reputato di volta in volta assolutamente centrale o totalmente insignificante. Nella ricostruzione del percorso vengono utilizzate chiavi diverse, ricorrendo principalmente all'analisi storica e agli strumenti della sociologia, con un'unica consapevolezza: parlare di industria culturale, oggi, non significa affatto recitare un epitaffio ma indagare su un dibattito vivo e presente, ancora utile per capire meglio il mondo in cui viviamo.

Educare i bambini e gli adolescenti all'autonomia

Per aiutarli a diventare più indipendenti e sicuri di sé

Stephanic Bujon e Laurence Einfalt

Red!, Cornaredo (MI), 2014

I bambini necessitano di essere educati all’autonomia, al senso di responsabilità, alla capacità di far fronte alle difficoltà perché questi sono aspetti fondamentali dell’identità personale: possiamo allevare bambini super protetti, ma a volte anche super infelici, oppure, invece, imparare a controllare le nostre ansie e le nostre insicurezze, dando fiducia al mondo e ai nostri bambini. Questo non significa lasciare i nostri piccoli in balia del destino, ma permettere loro di vivere da soli situazioni che sono ragionevolmente in grado di affrontare, perché solo in questo modo svilupperanno la fiducia in sé stessi e nelle proprie capacità. Questo libro spiega ai genitori come insegnare ai propri figli a organizzarsi autonomamente, nell'igiene quotidiana, nella scuola, nei compiti, nella gestione del tempo libero ecc.

Un cammino nella psicoanalisi

Dalla clinica del vuoto al padre della testimonianza

Massimo Recalcati

Mimesis/volti, Milano - Udine, 2016

I saggi contenuti in questo volume ripercorrono la riflessione teorico-clinica che ha portato Massimo Recalcati ad affermarsi come voce di riferimento della psicoanalisi italiana. Dalla psicopatologia dell’anoressia e della bulimia alla clinica dei nuovi sintomi, sino al “complesso di Telemaco” e alle riflessioni su psicoanalisi ed estetica, questo libro sintetizza l’itinerario di un pensiero.

Quale pace?

Sei saggi su pace e guerra, violenza e nonviolenza, giustizia economica e benessere sociale

Giuliana Pontara

Mimesis/minimaphilosophica, Milano - Udine, 2016

Quattro fenomeni profondamente interrelati costituiscono gravi ostacoli a una pace stabile a livello mondiale e mettono a repentaglio interessi e diritti basilari di generazioni presenti e future: l’escalation della violenza; il constante approfondirsi delle disuguaglianze nella distribuzione di risorse e potere; il crescente aumento della temperatura del pianeta e il conseguente degrado ambientale; il forte aumento dei flussi migratori nel mondo con decine di milioni di persone che fuggono dai massacri, dalle persecuzioni, dalla povertà cronica.

Confessioni di un trafficante di uomini

Andrea Di Nicola e Giampaolo Musumeci

Chiarelettere, Milano, 2015

Per la prima volta parlano gli uomini che controllano il traffico dei migranti. Un sistema criminale che gli autori di questo libro hanno potuto raccontare dopo aver percorso le principali vie dell'immigrazione clandestina, dall'Europa dell'Est fino ai paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Ecco cosa si muove dietro la massa di disperati che riempiono le pagine dei giornali. Una montagna di soldi, un network flessibile e refrattario alle più sofisticate investigazioni. La testimonianza dei protagonisti conduce dentro un mondo parallelo che nessuno conosce. Ora finalmente possiamo vedere in presa diretta la più spietata agenzia di viaggi del pianeta.

Le nuove dpendenze

Riconoscerle, capirle e superarle

Claudette Portelli e Matteo Papantuono

San Paolo, Cinisello Balsamo (MI), 2017

Il rapido sviluppo della tecnologia – in modo particolare di Internet e dei social media – ha agevolato l’uomo in vari ambiti della sua vita. Ma cosa succede quando le nostre stesse creature prendono il sopravvento? Quando noi perdiamo il controllo degli strumenti che nascono per essere a nostro servizio? Se per ogni necessità abbiamo un’App, se non riusciamo a sopravvivere senza i motori di ricerca, “protesi” delle nostre menti; se abbiamo bisogno di controllare costantemente i nostri smartphone e dipendiamo dai likes, dai followers e dagli you win? Tutto ciò rischia di renderci impazienti, esibizionisti, alienati, sconsolati, ossessivi e dipendenti. Come tutte le altre addictions, l’uso dell’utile tecnologia sta diventando un abuso che in molti casi si trasforma in dipendenza e, a volte, anche in vera e propria patologia. Portelli e Papantuono fanno il punto sulle nuove dipendenze, per capirle, superarle e riprenderne il controllo in tempi brevi.

L'autismo: un altro modo di comunicare

Laurent Danon-Boileau

FrancoAngeli, Milano, 2015

L'autismo è davvero difficoltà o addirittura impossibilità di comunicare? O è piuttosto un modo di esistere che ha forme di comunicazione diverse rispetto a quelle ordinarie? A questi interrogativi l'autore dà una risposta nuova, a partire dall'esposizione di casi clinici di bambini autistici descritti con estrema finezza e in grande dettaglio. Vi si accompagna una non comune capacità di trattare la teoria in modo puntuale ma non dogmatico: in funzione della clinica e non come un apparato macchinoso. L'ispirazione fondamentale del libro è mostrare la complessità del modo di stare al mondo e di comunicare dei soggetti affetti da autismo nelle sue diverse varianti, forme e intensità. E di segnalare le potenzialità dei bambini autistici, che si sviluppano a patto che chi tratta con loro, dai genitori agli insegnanti, dai terapisti del linguaggio agli psicologi e agli psicoanalisti abbia la disponibilità di osservare e mettersi sul piano comunicativo del soggetto. Seguendo i suoi ritmi, senza imporgli un addestramento da automa ma senza nemmeno lasciarlo nello stato di isolamento. Con questo approccio l'autore ci mostra in modo convincente come l'autismo non possa dirsi una fortezza chiusa, ma un altro modo di stare al mondo. L'autore dà anche conto delle diverse teorie sulla genesi dell'autismo schierandosi contro ogni approccio che ne attribuisca la causa ai genitori e perciò li colpevolizzi.

Psicologia per migranti

Accoglienza e sostegno per rifugiati, profughi e richiedenti asilo, dall'emergenza all'integrazione

Ekaterini Anagnostopoulos, Florinda Barbuto, Vera Cabras, Giovanni Ginetti

Sovera Edizioni, Roma, 2017

Una lettura e una proposta metodologica, nella cornice del Modello Pluralistico Integrato, finalizzata a realizzare interventi trasversali efficaci in diverse fasi e contesti del processo di accoglienza. Una prassi efficiente ed applicativa per l’integrazione di migranti, rifugiati e richiedenti asilo. Un modo di essere dell’operatore, competente ed etico, che favorisce il cambiamento, valorizzando le risorse e le potenzialità degli individui, dei gruppi e della Comunità.

Non uccidete il futuro dei giovani

Don Andrea Gallo

Baldini &Castoldi, Milano, 2015

Riguardo le nuove generazioni è ormai di uso comune sostenere che è stato loro rubato il futuro, ma per il combattivo "prete da marciapiede" di Genova ( che ci ha lasciati qualche anno fa) il futuro, ai giovani, più che rubarlo, glielo stanno uccidendo, con il rischio quindi che non sia più possibile restituirglielo prima di almeno due o tre generazioni. Questo libro mostra un don Gallo diverso dal solito, molto documentato e alle prese con concetti molto concreti quali la strategia della Fiat e del suo manager Sergio Marchionne, il rating, il debito sovrano, le deindustrializzazioni, la finanza, la globalizzazione e i vari indici sociali ed economici degli ultimi 150 anni, cioè in pratica dall'Unità d'Italia, messi in rete dall'Istat. Sono gli indici che mostrano con chiarezza come qualcosa, in quello che era il Belpaese, si sia rotto a partire dagli anni Ottanta. "Giovani, incazzatevi!", ripete più volte don Gallo nel libro, e con ragione. Nel 2011 hanno fatto sensazione la primavera araba, la rivolta inglese di Tottenham e l'inizio del movimento degli Indignados, sfociato come un fiume anche negli Usa a partire da Wall Street, ancora oggi l'ombelico del mondo della finanza. "Quella finanza che ha distrutto l'industria e umiliato il lavoro", sottolinea don Gallo, facendo notare che le potenziali Tottenham non mancano neppure in Italia. Un appello appassionato a indignarci in massa perché per i nostri giovani ci possa essere una primavera italiana.

A scuola senza zaino

Il metodo del curricolo globale per una didattica innovativa

Marco Orsi

Erickson, Trento, 2017

La sorprendente diffusione del movimento «Senza Zaino» ha condotto a questa nuova edizione della guida, rivista e aggiornata, il cui punto di partenza è la riflessione sull’oggetto zaino, emblema di luoghi inospitali che rimanda a un modello pedagogico improntato all’individualismo e alla standardizzazione. Ad esso si contrappongono i valori promossi da «Senza Zaino», la comunità, l’ospitalità e la responsabilità. Il libro si propone di individuare pratiche e fornire strumenti didattici capaci di orientare il processo di insegnamento e l’azione stessa del docente, affrontando i 5 passi che portano, ispirandosi alla struttura della bottega artigiana, alla realizzazione delle scuole «Senza Zaino»: 1. organizzare gli spazi (strumenti e tecnologie didattiche); 2. organizzare la classe (differenziare l’insegnamento); 3. progettare e valutare le attività; 4. gestire la scuola-comunità; 5. coinvolgere i genitori, aprirsi al territorio. Un itinerario di cambiamento che viene percorso oggi da più di 100 istituti sparsi su tutto il territorio nazionale, una rete che testimonia una spinta all'innovazione quanto mai vitale e attuale.

L'ora di lezione non basta

La visione e le pratiche dell'ideatore delle scuole senza zaino

Marco Orsi

Maggioli Editore, Santarcangelo di Romagna, 2015

Galileo aveva vestito il suo occhio con il cannocchiale: ciò gli permise di scoprire la configurazione delle cose celesti. In questo libro l'autore propone di vestire a nuovo le classi delle nostre scuole. Se la formazione è così fondamentale come si dice, allora gli spazi ad essa riservati - nelle scuole di ogni ordine grado - dovrebbero essere curati, dotati di giochi per imparare le varie competenze, di materiali per la matematica, di strumenti per i vari aspetti della lingua, di attrezzi per gli esperimenti scientifici, di libri, enciclopedie, carte geografiche, di computer, tablet collegati a internet e così via. Dovrebbero essere attrezzati anche con materiali d'archivio per raccogliere disegni, articoli, saggi, foto, lettere, video, musica, reperti, interviste e testimonianze, trovando il giusto mix tra cartaceo e digitale. Insomma i bambini e i ragazzi dovrebbero poter vestire i propri sensi, come poté fare Galileo, per fare le loro scoperte. E poi ci sono alcune cose come attaccapanni, zaini, sedie, banchi, cattedra, la stanza dei docenti, "mani alzate", che sono oggetti con un impatto tutt'altro che lieve sui modi di conoscere e di apprendere. In queste pagine si getta sulla scuola uno sguardo del tutto nuovo, originale, guardando alle cose della conoscenza (le discipline di studio e i campi di esperienza), ma anche alle cose in quanto strumenti della conoscenza

Sociologia dell'Islam

Religione e politica

Renzo Guolo

Mondadori/Università, Milano, 2017

Le tensioni politiche e religiose che attraversano l'Islam sono al centro del volume, che affronta, con uno sguardo decisamente puntato sulla contemporaneità, temi quali: l'autorità e la leadership; le fratture tra i diversi rami, sunnita e sciita, dell'Islam e la loro diversa organizzazione socio-religiosa; l'emergere dell'Islam politico, con le sue anime neotradizionalista e radicale; il tentativo di costruire, con diversi esiti e forme, uno "stato islamico" in ambito sia sciita sia sunnita; lo jihadismo di Al Qaeda e l'Is; il fenomeno dei combattenti provenienti dai Paesi occidentali, immigrati di seconda o terza generazione e convertiti, che militano in quelle organizzazioni. L'analisi è condotta con un approccio sociologico e politologico.

Partigiane della libertà

a cura di Vera Bessone e Massimo Roccaforte

NFC Edizione, Rimini, 2015

n occasione del 25 aprile 2015 NFC edizioni di Rimini pubblica la ristampa anastatica (a cura di Vera Bessone e Massimo Roccaforte), di uno dei più importanti documenti storici mai realizzati, sul ruolo delle donne nella resistenza italiana. Saggi, testimonianze, fotografie d’epoca e documenti ormai introvabili raccolti in un volume di grande eleganza e fondamentale importanza storica. Pubblicato originariamente della Sezione Centrale stampa e propaganda del Pci nel 1973, in occasione del trentennale della caduta del regime fascista, questo libro mai distribuito in libreria, raccoglie centinaia di fotografie, scritti, documenti, manifesti originali del biennio 1943-1945 in cui tutta Italia fu attraversata e divisa nella guerra di resistenza all’occupazione nazi-fascista. Per la prima volta, attraverso la ricostruzione di decine di biografie accompagnate da un importante ricostruzione storica del periodo, viene restituito alle donne quel ruolo fondamentale nella politica italiana che, prima della guerra di resistenza non aveva avuto eguali. Il libro, accompagnato anche da una prestigiosa illustrazione di Renato Guttuso in copertina, riporta decine di articoli dell’epoca tratti da libri, riviste e opuscoli militanti con i contributi di scrittori, scrittrici, politici, ricercatori, ricercatrici, giornaliste e giornalisti dell’epoca.

Femminicidio

Abuso e violenza: riconoscere e intervenire

Marco Manzani, Marcello Paiar, Maristella Paiar

Edizioni Reverdito/Psicologia Divulgativa, Trento, 2017

Il libro analizza in dettaglio il fenomeno del femminicidio indagando le variabili psicologiche, criminologiche e legali implicate. Un testo sia per i professionisti dell’area socio-sanitaria come medici, psicologi, assistenti sociali ed educatori, sia per chi si occupa dell’area legale come avvocati, criminologi e giudici. Il fenomeno viene affrontato con un linguaggio tecnico ma immediato, facendo riferimento alle più recenti ricerche scientifiche in materia. Permette una lettura ideale anche per le vittime e per i famigliari che vogliono comprendere al meglio questo fenomeno anche da un punto di vista giuridico.

Genitori e figli

Le regole del gioco secondo la teoria delle costellazioni familiari

Bertold Ulsamer e Gabriele Ulsamer

Edizioni L'Età dell'Acquario, Torino, 2016

In questo manuale sull’educazione dei figli, gli autori, basandosi sulle teorie di Bert Hellinger, analizzano l’importanza degli «ordini dell’amore » in seno al nucleo familiare e la «struttura profonda» su cui esso si basa. Negli ordini dell’amore sono fondamentali, ad esempio, l’equilibrio tra dare e prendere, i concetti di merito e gratitudine, di colpa e perdono, il giusto modo di ripartire obblighi e responsabilità, i problemi legati all’appartenenza e all’esclusione, la parità nel rapporto di coppia, l’accettazione del proprio destino e di quello del resto della famiglia e, in particolare, il modo corretto di stringere legami e di capire quando è il momento giusto per lasciare che i figli scelgano la loro strada. Gli autori spiegano in maniera diretta, efficace e concreta tutto quello che può risultare controproducente nell'educazione, offrendo consigli utili per evitare errori cui si potrebbe porre rimedio solo attraverso lunghe e faticose terapie.

Ri-guardarsi

I Centri antiviolenza fra politica, competenze e pratiche di intervento

a cura di Giuditta Creazzo

Settenove, Cagli (PU), 2016

I Centri antiviolenza sorti dal movimento politico delle donne sono stati la prima risposta appropriata al problema della violenza maschile contro le donne. Essi nascono dall'ascolto e dalla legittimazione della parola e dell'esperienza delle donne che vivono il problema della violenza in prima persona, e sono gestiti da associazioni di donne che investono in questi luoghi desideri e passioni profonde, professionalità e competenze, nella convinzione che da qui passi uno snodo cruciale del cambiamento delle relazioni fra uomini e donne.

Siamo tutti uomini

I colori dell'olocausto

Francesco Lve Lombardo, Janjo, Dario Maglionico, Cosimo Cheone Caiffa, Toni Viceconti

edizioni lamemoriadelmondo, Magenta (MI), 2015

Nei lager nazisti, furono uccisi circa 15 milioni di persone, 6 milioni di queste erano ebrei. Perché, allora, quando si parla di Olocausto o giorno della memoria si pensa solo alla deportazione del popolo ebraico? Chi erano tutti gli altri deportati? I nazisti avevano inventato un sistema di codifica per classificare i prigionieri, in base ai motivi dell'arresto il deportato veniva contrassegnato con un triangolo di colore diverso: verde criminali comuni; rosa omosessuali, nero asociali, viola Testimoni di Geova, blu apolidi; rosso prigionieri politici, marrone rom e sinti, giallo ebrei. In questa graphic novel saranno raccontate otto storie, una per ogni triangolo.

L'equivoco della famiglia

Chiara Saraceno

Editori Laterza, Bari - Roma, 2017

In questi anni i modi di fare e intendere la famiglia sono stati oggetto di cambiamenti, anche radicali. L'invecchiamento delle parentele ha trasformato i rapporti tra le generazioni. Separazioni e divorzi hanno modificato i confini delle famiglie. Le tecniche di riproduzione assistita hanno portato nuovi modi di diventare genitori. L'occupazione femminile ha fatto emergere l'importanza del lavoro non pagato delle donne. Le coppie dello stesso sesso hanno chiesto e ottenuto riconoscimento. A fronte di questi cambiamenti le reazioni sono spesso di paura, di nostalgia del passato, quando non di condanna. La famiglia è chiamata in causa come soluzione di tutti i problemi ma anche come fonte di problemi essa stessa: i giovani che tardano a diventare autonomi, le donne che non fanno abbastanza figli, i padri troppo assenti oppure troppo presenti, le figlie che non sono più disponibili a occuparsi a pieno tempo dei genitori divenuti fragili. In compenso, le politiche sociali per le famiglie concretamente esistenti sono molto scarse, con conseguenze gravi per il futuro di tutti.

Creare Capacità

Martha C. Nussbaum

Il Mulino, Bologna, 2012

Martha Nussbaum è impegnata da più di 25 anni, assieme ad Amartya Sen, a proporre, non solo nelle sedi accademiche ma anche al mondo della politica, dell'economia e della finanza un nuovo paradigma in grado di misurare (e giudicare) la ricchezza di uno stato sui bisogni soddisfatti e sulle opportunità realmente offerte ai propri cittadini. Istituzioni internazionali come la Banca Mondiale, l'Undp delle Nazioni Unite, ma molto recentemente anche la Commissione Sarkozy e il premier Cameron, hanno finalmente accettato di porre le "capacità" - le condizioni cioè di poter sviluppare le proprie potenzialità e abilità in una società che consenta effettivamente di usarle - come criterio di valutazione del benessere. Una conquista della filosofia, la vittoria di una singolare filosofa.

Donne di fronte alla guerra

Pace, diritti e democrazia

Stefania Bartoloni

Editori Laterza, Bari-Roma, 2017

A differenza dei tanti uomini pronti a misurarsi in quella che considerarono un'eroica ed elettrizzante avventura, le donne italiane non invocarono la guerra. Ci fu poi un gruppo di utopiste, legate a una rete internazionale di militanti, che avanzò una ferma critica al sistema di potere maschile. Per quella élite di femministe e di suffragiste erano gli uomini a capo dei governi e della diplomazia, che sceglievano di dirimere i conflitti tra le nazioni attraverso lo strumento della guerra, a provocare dolore e spargimenti di sangue. Per questo motivo, negli anni a cavallo tra Ottocento e Novecento e nel corso del primo conflitto mondiale, chiesero più diritti e più democrazia per le donne e sollecitarono la loro partecipazione nelle decisioni sulle vicende nazionali e internazionali.

Pedagogia generale

identità, percorsi, funzioni

Alessandro Mariani, Franco Cambi, Marco Giosi, Daniela Sarsini

Corocci editore/Studi Superiori, Roma, 2017

La pedagogia generale, oggi, viene costantemente chiamata a essere lo "spazio" di una riflessione complessiva nell'ambito dei saperi educativi (a tutto campo, esplicitamente critica, coordinata al focus stesso del pedagogico: l'educare/formare/formarsi). Pertanto continua, pur tra polemiche, a svolgere un ruolo centrale in tali saperi educativi. Essa è, però, uno spazio sempre più interdisciplinare, scientifico e, al tempo stesso, filosofico, riflessivo e metariflessivo, e va allora interpretata e coltivata in stretto rapporto con un tipo di discorso critico, appunto filosofico e saggistico. Il volume la espone nel suo volto teorico e nel suo modello di discorso, declinandone anche il rapporto stretto e complesso e, ancora, critico con le varie "realtà dell'educazione"; l'articolazione interna in un fascio di "pedagogie di... o della..." che ne fissano le frontiere settoriali più evidenti e attuali; l'interrogazione critica sulla propria identità e funzione che - a partire dagli anni sessanta - ha reso assai più problematico, più complesso e più sottile il fare-pedagogia-generale.

Elementi di antropologia culturale

Ugo Fabietti

Mondadori/Università, Milano, 2015

Questa nuova edizione degli "Elementi di antropologia culturale", ampiamente riveduta e aggiornata anche sul piano iconografico, costituisce un'introduzione allo studio delle culture di ieri e di oggi, e fornisce gli strumenti per affrontare gli argomenti della disciplina nella pluralità dei loro aspetti simbolici e materiali, sociali ed economici, politici e religiosi, estetici ed ecologici. La carica innovativa di questo testo risiede nello sforzo che l'autore ha compiuto - anche attraverso l'illustrazione di numerosi casi etnografici - per intrecciare l'esposizione delle specifiche realtà culturali con i paradigmi interpretativi offerti dalla ricerca teorica più recente. Il libro risulta un'introduzione indispensabile al significato di parole, concetti e idee con le quali potremo meglio comprendere le culture e le società umane nel loro incontro sulla scena del mondo contemporaneo.

Pedagogia dell'infanzia

verso una nuova cultura dei diritti del bambino

Andrea Bobbio

Editrice La Scuola, Brescia, 2002

Il volume è destinato ad operatori, studenti e ricercatori interessati ad approfondire gli avanzamenti più significativi nell’ambito della pedagogia dell’infanzia, conseguiti nell’ambito di una sinergia particolarmente fruttuosa tra saperi professionali e saperi accademici. L'infanzia quale costruttto culturale rappresenta una conquista irrinunciabile per l'attuale civiltà pedagogica. Rinforzare questa acquisizione fondandola in una solida teoria della fromazione, non scalfibile dalla sfida della contemporaneità

Modernità e individuo

sociologia dei processi culturali

Salvatore Abruzzese

ELS La Scuola, Brescia, 2016

Una presentazione degli elementi costitutivi e metodologici della sociologia dei processi culturali. Tracciando non solo una ricostruzione storica o una sintesi teorica, il volume privilegia un approccio operativo per affrontare i temi emergenti nell'analisi sociologica. Una prospettiva particolare sulla disciplina, messa alla prova con l'esame della modernità, intesa come esempio paradigmatico di processo culturale. La chiave è data dalla scelta di attribuire una particolare attenzione allo statuto del soggetto, colto dentro le opportunità e i vincoli della contemporaneità. Modernità e individuo costituiscono così le due polarità di un particolare rapporto tra la società, vista nella forma di un preciso evento storico culturale che la ridisegna, e il soggetto, che in questa si trova a vivere e a ridefìnire strategie e valori di riferimento.

Il gioco d'azzardo patologico

Esperienze cliniche, strategie operative e valutazione degli interventi territoriali

a cura di Alfio Lucchini

Franco Angeli, Milano, 2016

Il volume affronta il tema del gioco d'azzardo patologico (GAP) sotto vari aspetti: vengono aggiornate le conoscenze scientifiche sulla natura del gioco e le caratteristiche che lo possono rendere una patologia; vengono proposti modelli di intervento di sensibilizzazione, prevenzione, formazione che vedono nel territorio la risorsa e il luogo di azione; vengono descritte esperienze e riflessioni di noti professionisti italiani e stranieri di presa in carico e cura delle persone malate di GAP. Focalizzandosi su temi poco analizzati come la valutazione degli interventi o l'analisi dei costi sociali e sanitari del gioco d'azzardo, il testo presenta i dati della più importante help line italiana e si sofferma su alcuni focus, tra cui quello della problematica del gioco tra gli over 65, affrontata con ricerche originali. Si tratta quindi di uno strumento per gli operatori, utile per tenersi aggiornati su un tema molto presente nel dibattito sociale e politico ma ancora poco approfondito nei suoi vari aspetti scientifici.

L'olocausto Armeno

Alberto Rosselli

Mattioli 1885/Archivi storici, Fidenza (Parma), 2015

A differenza dei pogrom contro armeni, ebrei e greci ordinati tra la fine dell'Ottocento e i primi del Novecento dall'ultimo sultano ottomano, Hamid II, lo sterminio portato a compimento durante la Prima Guerra Mondiale dal sedicente partito "progressista" e "modernista" dei Giovani Turchi fu attuato con meticolosa scientificità. Sulla base dell'ideologia nazionalista e razzista panturanista e panturchista, leader come Jemal, Enver, Talaat Pacià prima e Mustafà Kemal poi (sotto il quale la persecuzione si trascinò fino al 1922) gli ottomani trucidarono circa un milione e mezzo di armeni cristiani, colpevoli soltanto di professare un credo religioso diverso. Come i nazionalsocialisti tedeschi che consideravano gli ebrei una razza inferiore e con tale spregevole motivazione pianificarono la "Soluzione Finale", anche i Giovani Turchi trattarono gli elementi "non turchi" alla stregua di esseri "subumani". Come è noto, lo stesso premio Nobel per la letteratura, Orhan Pamuk (espatriato recentemente negli Usa), ha più volte invitato i propri connazionali a fare i conti con il "genocidio" armeno, scatenando le ire del governo di Ankara che si rifiuta ancora oggi di ammettere il primo "olocausto" della storia contemporanea.

AIDS

Breve storia di una malattia che ha cambiato il mondo

Cristiana Pulcinelli

Carocci Editore/Città della scienza, Roma, 2017

Il suo ingresso sul palcoscenico del mondo avvenne all'inizio degli anni Ottanta del secolo scorso negli Stati Uniti. Eppure l’AIDS esisteva già da almeno settant'anni, relegato in alcune zone dell’Africa. E così è dall'Africa che parte questo racconto di grandi tragedie, di grandi speranze e di un enorme cambiamento nella nostra società. Perché l’AIDS non è solo l’epidemia che ha causato ad oggi nel mondo 70 milioni di contagiati e oltre 35 milioni di morti, che ha cancellato anni di liberazione sessuale e ridato vigore alla paura del diverso. È anche la malattia che ha indotto clamorosi avanzamenti delle conoscenze scientifiche, la nascita dell’attivismo dei pazienti e, qualche volta, la vittoria della solidarietà sui profitti.

DSM-5 L'essenziale

Guida ai nuovi criteri diagnostici

Lourie W. Reichenberg

Raffaello Cortina Editore, Milano, 2015

Evidenziando i cambiamenti apportati nel DSM-5® ai due principali sistemi di classificazione, il testo offre a tutti i professionisti della salute mentale l'opportunità di aggiornarsi in modo sintetico ed esaustivo. Vengono descritte le 20 classificazioni dei disturbi contenute nel DSM-5® e le proposte di nuovi modelli e scale di valutazione; si forniscono inoltre consigli sulla fase della diagnosi e della pianificazione della terapia e suggerimenti per scegliere il trattamento evidence-based più adeguato alle caratteristiche del paziente. L'autore esamina infine le conseguenze dei principali cambiamenti apportati nel DSM-5®, come l'eliminazione del sistema multiassiale, lo sviluppo dell'approccio basato sul ciclo di vita e le considerazioni legate ai fattori culturali e al genere.

Che Stress

Come riconoscerlo, fronteggiarlo e prevenire il burn-out

Lorena Toller

Sovera Edizioni, Roma, 2011

Il termine stress è diventato una parola simbolo degli anni Duemila, usata come sinonimo di tensione nervosa elevata, preoccupazioni continue, martellamento emotivo insostenibile in genere correlati a superlavoro, perfezionismo, alta competitività... ma lo stress non è solo questo: può essere causato da un momento critico della propria vita, da insoddisfazioni nei rapporti interpersonali, da un modo di essere che non ci appartiene, dalla ripetitività di comportamenti lontani da ciò che davvero vorremmo per noi. Uno stress eccessivo, prolungato e gestito male può provocare problemi comportamentali, fisici, emotivi e cognitivi, oltre alle possibili gravi conseguenze sulla nostra salute quando si entra in burn out, ossia in esaurimento psicofisico. Nel testo il lettore potrà trovare una sintetica analisi dei segnali che ci possono mettere in allarme e una efficace guida per fronteggiare i momenti più critici, per ritrovare equilibrio e benessere e rimettere in armonia!

DSM-5

Istruzioni per l'uso

a cura di Laura Weiss, Roberts Alan, K. Louie

Raffaello Cortina Editore, Milano, 2017

DSM-5®. Istruzioni per l’uso è un’indispensabile integrazione didattica al Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM-5®), che si rivolge a docenti e studenti di psichiatria e psicologia, servizi sociali, scuole di medicina e programmi residenziali con l’obiettivo di facilitare la comprensione e l’applicazione dei criteri diagnostici e dei concetti clinici essenziali attraverso molteplici strumenti di apprendimento. Questo volume può essere utilizzato a integrazione del Manuale, o può essere associato a DSM-5®. Casi clinici per acquisire istruzioni dettagliate utili a comprendere e a usare il manuale stesso. Scritto con grande chiarezza, Istruzioni per l’uso introduce gli studenti al DSM-5® e fornisce loro gli strumenti necessari a comprenderne appieno e ad applicarne correttamente i concetti e i criteri.

Venti da Nord-Est

Storie di alcolismo e tracce d'uscita

Mariapia Bonanate

Edizioni Gruppo Abele, Torino, 2017

Gli Alisei sono venti che soffiano in modo costante e regolare. A questi venti, che tracciano quasi un sentiero nel mare, si è ispirata Aliseo, nata a Torino nel 1987, all’interno del Gruppo Abele. Un’associazione che racchiudeva simbolicamente, nella scelta del nome, il suo progetto: aiutare chi si è perso nell’alcol a ritrovare una rotta sicura per continuare a “navigare” nella propria esistenza. Ma anche “soffiare” con determinazione e perseveranza, come gli importanti venti tropicali, sull’indifferenza che circonda l’alcolismo nella nostra società. Negli anni Ottanta l’abuso dell’alcol era un fenomeno sommerso, negato, quando non nascosto, da una cultura che celebrava ed esaltava il bere e non ne indicava i pericoli. Dietro questa cortina fumogena, si consumavano, in segreto e in una solitudine assordante, drammi che distruggevano gli individui e le famiglie, con gravi ricadute sulla vita sociale. Questo libro è nato per far conoscere questa tragica realtà, tuttora diffusa e ancora poco considerata. Per dare voce alle donne e agli uomini che, in questi trent'anni, hanno fatto un pezzo di strada con Aliseo. Per stare insieme con tutte le persone che vivono la pesante e alienante fatica della dipendenza dall'alcol. Come scrive don Luigi Ciotti, nell'introduzione, «è dalla relazione che scaturisce il riconoscimento della dignità della persona, dignità che nemmeno le più dure condizioni di vita possono annientare».

La Fuga

Percorsi di rifugiati d'Oriente e d'Africa

Chiara Michelon

Infinito, Formigine (MO), 2017

Prima di essere rifugiati sono uomini e donne con una loro specifica storia. Conoscere questa storia significa cominciare a capire perché si sono allontanati dai loro paesi. Nabil arriva in Italia dall’Afghanistan, Arad e Mina dall’Iran, Lila dal Pakistan, Sami dal Sudan. L’autrice, giornalista, prova a togliere loro di dosso gli abiti stereotipati del “povero rifugiato” e a restituire dignità e spessore a storie che rischiamo di considerare solo dei naufragi, ma che invece possono gettare le basi per un nuovo inizio.

I nuovi volti del mediterraneo

Dalle guerre altrui in terra di nessuno alla resistenza del popolo curdo

Elma Battaglia

Edizioni Erranti, Cosenza, 2016

Questo libro, frutto di un’esperienza sul campo, rappresenta una testimonianza diretta importante. Impreziosito da uno sguardo ampio su tutto il Mediterraneo, ha il grande merito di offrire un contributo fondamentale nella lettura della questione kurda. Ma soprattutto è capace di raccontare la fierezza di un popolo, perché l’autrice l’ha conosciuta in prima persona attraverso gli occhi degli uomini e delle donne che hanno combattuto a Kobânê, dei bambini e delle madri che vivono nei campi profughi, di coloro che hanno perso la vita nell’attentato di Suruç o dei tanti che ancora oggi continuano a resistere a Cizre, Dyarbakir e Silopi.

Sociologia della violenza

identità, modernità, potere

Consuelo Corradi

Mimesis/Sociologie, Sesto San Giovanni, 2016

Dopo gli eventi dell'11 settembre 2001, i sociologi sono stati stimolati ad affrontare temi "nuovi" come la guerra, il terrorismo e il male. Scopo di questo libro è incoraggiare la disciplina ad aprire questo campo di investigazione, analizzando forme empiriche e situazioni macro e microsociologiche. Poiché la comprensione della violenza non prescinde dai modi concreti in cui si manifesta, la sociologia ha il vantaggio di porsi in quello spazio euristico intermedio, molto concreto, che si trova tra la scienza politica e la psicologia, che studia soprattutto l'aggressività e le perversioni. L'ipotesi di questo libro è che la violenza non sia solo uno strumento del potere, ma anche una forza generatrice di potere, che con esso si confonde. Una forza sociale capace di strutturare la realtà e conferirle significato, rafforzando la partizione noi-loro, irrigidendo schemi identitari talvolta inventati e naturalizzando la vittima entro un modello sessuato, etnico, culturale o nazionalistico. Il libro affronta principalmente la violenza "modernista" e gli elementi che la qualificano: il legame tra pensiero ed emozione, la differenza con la devianza, il legame con il sacro, il lavorio sul corpo della vittima e la particolare soggettività dell'aggressore. L'autrice analizza nel dettaglio due fenomeni collettivi gli stupri di massa in Bosnia e il comportamento dei kamikaze - nonché la violenza contro le donne nelle relazioni di prossimità.

Incognita Libia

Cronache di un Paese sospeso

Michele Mercuri

Franco Angeli, Milano, 2017

Le rivolte del 2011 hanno decretato la fine del regime di Gheddafi, chiudendo un capitolo durato più di quarant'anni. Qualcuno, allora, si era illuso che il Paese potesse incamminarsi verso un sistema democratico. Non è stato così, e oggi stiamo pagando il conto dei nostri “calcoli errati”. Che ne sarà, dunque, della Libia? Ripercorrendo le fasi salienti della storia del Paese fino ai fatti più recenti, l’Autrice spiega incognite e contraddizioni di una realtà tanto vicina quanto difficile da comprendere.

Alla ricerca del padre in famiglia e in terapia

a cura di Maurizio Andolfi, Antonello D'Elia

Franco Angeli, Milano, 2017

Questo volume affronta il tema centrale della paternità. Vengono illustrate le trasformazioni della paternità all'interno delle nuove e variegate forme di famiglia. Di vecchi e di nuovi padri, di padri materni, di padri violenti, di padri gay, di padri marginali, di padri separati e della condivisione dei figli in organizzazioni familiari sempre più complesse si parla ampiamente in questo volume. Purtroppo, sono ancora profondamente radicati in famiglia e nel contesto sociale i pregiudizi che rappresentano un uomo ancorato a modelli tradizionali e regole rigide su come "fare il padre", mentre stentano a prendere consistenza nuove forme di identità paterna, in cui aspetti di forza, anche fisica, si integrano con le fragilità, le espressioni di intimità e con la capacità di comunicazione dei propri bisogni e di ascolto di quelli dei figli. Ma dove è il padre quando emerge un problema in famiglia con un bambino difficile o un adolescente a rischio? In questo libro, autorevoli Autori italiani e stranieri, attraverso la loro esperienza di psicoterapeuti, illustrano l'importanza di "andare a cercare il padre" per sollecitarne presenza e collaborazione attiva. Se la madre appare sempre disponibile a chiedere aiuto di fronte a una difficoltà di un figlio, il padre lo è meno e spesso ne segue le decisioni; di fronte ai disturbi allarmanti di un figlio, tuttavia, i padri sollecitati rispondono e si motivano e, una volta coinvolti in terapia, possono mostrare risorse e abilità imprevedibili. Ritrovare un padre autentico e accudente piuttosto che una mera funzione ordinativa è per un figlio un'esperienza di crescita fondamentale. Perché questo avvenga in modo stabile è necessario che il "paterno" entri a pieno titolo nelle teorie e nei modelli che studiano l'età evolutiva e nella testa di chi opera nelle Istituzioni per la Salute Mentale e nei Servizi per l'Infanzia.

L'ansia nei bambini

Come curarla senza farmaci né terapie

Louse Reid

Tecniche nuove, Milano, 2016

Il numero di bambini che necessita di una consulenza psicologica per il trattamento di disturbi legati all'ansia è in costante aumento, al tempo stesso si abbassa l'età media e sempre più spesso si riscontrano disturbi da panico in bambini di sei, sette anni. In questo contesto risulta urgente utilizzare strumenti efficaci che aiutino i nostri figli a ritrovare il proprio equilibrio rinunciando a farmaci o a una terapia. Louise Reid propone azioni semplici ed efficaci in grado di fornire un valido aiuto per i nostri bambini riducendo loro l'elevato livello di ansia. Questo libro risulta essere perciò una guida per aiutare al meglio i nostri piccoli, per seguirli fino all'adolescenza, aiutandoli a gestire i loro problemi liberandoli di inutili sofferenze. Il principale obiettivo di questo testo è aiutare i genitori a riconoscere e decodificare il significato più profondo dei "messaggi" che il bambino manda loro. Segue poi il desiderio di fornire strumenti semplici e facilmente utilizzabili in grado di neutralizzare l'ansia che attacca i nostri figli e che ci rende, a volte, impotenti di fronte al problema.

A forza di essere vento

Lo sterminio nazista degli zingari

AA. VV.

Editrice A, Milano, 2006

Quanti, non si saprà mai. Diciamo cinquecentomila. Tanti furono, più o meno, i Rom e i Sinti, gli Zingari (o meglio gli Zigeuner, usando il termine spregiativo tedesco) che furono sterminati dai nazisti. Oltre ventimila passarono per il camino del campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, all'interno del quale tra il febbraio 1943 e l'agosto 1944 funzionò lo Zigeunerlager, un "campo nel campo" riservato appunto a loro. "A forza di essere vento" è un cofanetto cartonato contenente 2 DVD e un libretto allegato. I due DVD comprendono documentari, interviste, spettacoli musicali per un totale di oltre 2 ore e mezza di visione. Il libretto contiene articoli e immagini relative agli Zingari, allo sterminio di cui furono vittime durante la Seconda Guerra Mondiale, alla loro realtà attuale.

Giulio Regeni, le verità ignorate

La dittatura di al-Sisi e i rapporti tra Italia ed Egitto

Lorenzo Declich

Alegre, Roma, 2016

A qualche giorno dal ritrovamento del corpo di Giulio Regeni, alcuni attivisti in Italia producono un hashtag - #veritàpergiulio - e un banner che accosta l'immagine dell'italiano a quella di Khaled Said, il ventottenne egiziano ucciso di botte dalla polizia di Alessandria il 6 giugno del 2010. Khaled Said, considerato il "primo martire" della rivoluzione egiziana del 25 gennaio 2011, è uno dei simboli, forse il più forte, di una stagione di lotte che, per molti versi, non è ancora finita. Ad accomunare i due delitti c'è l'età, ma soprattutto il comune sentire delle vittime e la modalità dell'assassino: la violenza cieca degli apparati di sicurezza dello Stato egiziano.

Dizionario di Antropologia

Etnologia, Antropologia Culturale, Antropologia Sociale

a cura di Ugo Fabietti e Francesco Remotti

Zanichelli, Bologna, 2009

Il Dizionario di Antropologia è la prima opera di questo genere diretta e scritta interamente da studiosi italiani. Nelle sue voci, informative e critiche al tempo stesso, gli specialisti, gli studenti e i cultori, non solo dell'antropologia ma anche delle “scienze umane” in generale, troveranno un sicuro punto di riferimento per orientarsi attraverso nozioni, concetti, nomi di personalità e istituzioni attorno ai quali si è costituito, nel tempo, il sapere di un vastissimo campo disciplinare. La struttura delle voci e l'ampio corredo bibliografico fanno di questo Dizionario non soltanto un'opera di consultazione, ma anche un valido strumento per affrontare la lettura di testi antropologici ed etnografici, la redazione di lavori di tesi e nuovi possibili percorsi di ricerca. Nel libro 992 pagine Oltre 2500 voci Circa 4000 titoli di bibliografia Il lessico completo della disciplina Gli Autori classici e contemporanei Le correnti teoriche Il lavoro etnografico Le etnie Le aree culturali Le specializzazioni dell'antropologia I concetti e le nozioni dei saperi “di confine” I musei Le riviste Le istituzioni Circa 80 tra cartine, disegni e diagrammi

L'arte della guerra

Annali della strategia USA/NATO (1990 - 2016)

Manlio Dinucci

Zambon Editore, Milano, 2016

“Dal 2011, Manlio Dinucci – tra i massimi osservatori italiani di geopolitica e geostrategia – tiene, sul quotidiano “il manifesto”, una rubrica settimanale denominata «L’arte della guerra», chiaro omaggio al testo classico di Sun Tzu, dove commenta gli avvenimenti internazionali, attento a evidenziarne in specie le tattiche e le azioni belliche nascoste. Nei suoi interventi, Dinucci non suggerisce soluzioni né indirizzi politici, ma fornisce, sulla base di informazioni di prima mano (la consultazione diretta di documenti del Dipartimento di Stato americano, della Casa Bianca e della NATO), analisi di grande pregnanza relativamente alla strategia militare degli Stati Uniti degli ultimi 25 anni e al ruolo assunto dalla NATO in operazioni di sostegno e affiancamento. La sistematizzazione cronologica, da parte dell’editore Zambon, di questo poderoso materiale – cui si aggiungono contributi ulteriori, frutto di un lavoro di pluridecennale – rivela una realtà inquietante, ossia come la Storia del nostro recente passato avesse già in sé il seme di quanto si sta verificando oggi.”

Tossicodipendenze

Una guida alle basi razionali del trattamento

a cura di Laura Amato e Pier Paolo Pani

Il Pensiero Scientifico Editore, Roma, 2013

Un'opera di taglio pratico che offre a medici e psicologi tutte le informazioni aggiornate sulla diffusione delle varie sostanze d'abuso e la descrizione completa degli interventi sanitari utili per attenuare le conseguenza delle tossicodipendenze. I contenuti della guida sono integrati con i risultati delle revisioni sistematiche condotte dalla Cochrane Collaboration.

Adolescenza e dipendenza

a cura di Teodosio Giacolini e Claudio Leonardi

Giovanni Fioriti Editore, Roma, 2016

Questo libro offre una descrizione dei disturbi da uso di sostanza e dei comportamenti di addiction che si manifestano in adolescenza, con l'intento di migliorare la nostra comprensione del problema tramite l'utilizzo di diverse prospettive teoriche. I singoli contributi non vogliono, pertanto, corrispondere a una visione univoca del fenomeno in questione, né tantomeno offrire un quadro esplicativo definitivo, ma offrono un punto di riferimento per lo studio, per il trattamento terapeutico e per gli interventi comunitari rivolti a adolescenti con problematiche connesse all'uso di sostanze o con comportamenti di addiction. Il filo rosso che unifica i singoli contributi è dato pertanto dal comune interesse per il tema, nella convinzione che solo la contaminazione dei saperi può condurre a una conoscenza di fenomeni complessi. Il volume è articolato in tre sezioni: aspetti generali, riferimenti teorici e di ricerca, quadri clinici. In ogni sezione sono presenti contributi di professionisti che hanno una competenza prioritaria nell'adolescenza o nelle dipendenze, da cui emerge anche la diversa prospettiva di osservazione.

Harvey Sacks Fare Sociologia

curatela e traduzione di Enrico Caniglia, Andrea Spreafico e Federico Zanettin

Edizioni Altravista, Broni (PV), 2017

Scopo di questa antologia è quello di presentare e discutere gli aspetti fondativi della riflessione di Harvey Sacks. E' stato quindi selezionato un gruppo di saggi che riguardano la prima fase del pensiero sacksiano – ben distinti per stili e contenuti da quelli più famosi dedicati al sistema dei turni conversazionali e alle categorie di appartenenza. Ciò che li accomuna è una serrata riflessione volta a ridefinire l’impresa conoscitiva della sociologia, anche se ciò non esclude importanti implicazioni per la psicologia, l’antropologia culturale e la linguistica. Quello dello studioso newyorkese costituisce infatti uno dei più approfonditi tentativi di descrizione di cosa voglia dire fare sociologia, una questione che spesso viene ingiustamente accantonata. Al centro della sua proposta vi è la doppia funzione del linguaggio: da un lato è la principale forma di agire sociale, dall’altro partecipa alla costruzione formale del ragionamento volto a fornire strumenti metodologici per la ricerca

La morte spiegata ai bambini

E anche agli adulti

Jean-Jacques Charbonier

Tecniche nuove, Milano, 2017

"Non ti conosco, non so chi sei e non so quanti anni hai: sette, dodici, diciassette?... Molti di più? E magari sei triste? Hai perso da poco una persona cara o un animale che occupava un posto speciale nel tuo cuore? O temi che questi momenti difficili debbano prima o poi arrivare? 0 forse trovi semplicemente insopportabile l'idea che si debba morire? Eppure di una cosa sono certo: quando avrai letto questo libro, avrai molta meno paura della morte e sarai già un po' meno triste all'idea di perdere le persone che ami". Jean-Jacques Charbonier spiega cos'è la vita, cos'è la morte ed espone la sua personale visione su questo argomento delicato. Vuole offrire un aiuto a tutti gli adulti che si trovano in difficoltà nell'affrontare il tema della morte con i bambini, proponendo un punto di vista da cui si giunge a considerare in modo diverso anche la vita. È un racconto scritto in forma di dialogo che il medico fa con i bambini, o con chiunque voglia ascoltarlo, a cui spiega con un linguaggio semplice tematiche che di solito vengono evitate dagli adulti a casa e a scuola.

Italia diseguale

Poveri e ricchi nel Belpaese

Daniele Poto

Edizioni GruppoAbele/iRicci, Torino, 2016

L’Italia è un paese povero abitato da ricchi o, viceversa, un paese ricco abitato da poveri? La domanda, volutamente provocatoria, percorre il libro di Daniele Poto. L’analisi muove dalla povertà che attanaglia l’intero pianeta ma subito si addentra, come un racconto di avventura, nei meandri delle ragioni politiche e strutturali della crisi dell’Italia: un paese di vecchi e nuovi poveri, sei milioni in totale, con il rigonfiamento di una classe media che si inabissa portando involontariamente a fondo l’economia e che lo Stato colpevolmente non sostiene. Per arrivare alla meta finale il testo affronta la povertà da molteplici punti di vista, che diventano altrettanti capitoli: la politica drogata dei derivati, l’accanimento sulle pensioni, la politica fiscale, lo “sfogo” della beneficenza, il mancato reddito di dignità o di cittadinanza, lo scenario internazionale, l’etero-direzione del Brussels Group e molto altro ancora.

L'amore impossibile

Affrontare la dipendenza affettiva maschile e femminile

Nicola Ghezzani

Franco Angeli/Le Comete, Milano, 2015

La dipendenza affettiva, quella strana miscela di amore, sofferenza e conflitto che caratterizza la vita sentimentale di molti individui e molte coppie, continua ad essere il disturbo dell'affettività più diffuso dell'epoca contemporanea. Ne soffrono in modo palese un numero elevatissimo di donne devastate nell'anima da desideri, frustrazioni e conflitti; ma anche - in modo più silente - una quantità di uomini inconsapevoli del loro stato, perché la cultura corrente li descrive, sbagliando, come invulnerabili al sentimento, oppure come versati nell'arte della sopraffazione e della violenza a danno delle donne. Questo libro spiega la natura del disturbo, in tutte le sue declinazioni, e rende giustizia al dolore di donne e uomini, accomunati da una forma speculare o complementare di patologia. Il decorso che va dalla servitù d'amore all'annichilimento dell'autostima fino al conflitto, alla rivendicazione, alla violenza distruttiva e autodistruttiva viene descritto nel libro con rara perizia clinica e con profonda umanità. Casi clinici si alternano a esempi tratti dalla letteratura di ogni tempo, accompagnando lo sviluppo dei passaggi teorici. Il nuovo modello teorico-clinico approntato da Nicola Ghezzani - la Psicologia dialettica - spiega con chiarezza le varie fasi del disturbo e mostra per quali vie esso possa essere risolto, restituendo ai pazienti la possibilità del vero amore e di una esistenza rinnovata.

Introduzione alla sociologia delle migrazioni

Laura Zanfrini

Editori Laterza, Roma, 2016

L'immigrazione sta modificando strutturalmente il nostro continente, la sua composizione demografica, la sua economia, la sua stessa identità, al punto che è impossibile pensare all'Europa senza fare i conti con questo fenomeno. Attraverso un'accurata selezione di teorie e ricerche prodotte dalle scienze sociali, questo manuale aiuta a comprendere il fenomeno della mobilità umana contemporanea, soffermandosi in particolare sulle sfide in atto. Dalla gestione delle migrazioni per ragioni umanitarie alle questioni politiche sollevate dall'insediamento permanente di comunità immigrate e minoranze religiose; dal problema dello svantaggio di cui spesso sono vittime i migranti alle prospettive di valorizzazione della 'diversità' per lo sviluppo dell'Europa.

Erdogan

L'incerto Alleato

David L. Philips

LEG, Gorizia, 2017

Il libro offre una descrizione senza orpelli dell'autoritarismo di Erdogan e delle fasi del processo di consolidamento del potere dopo il fallito colpo di Stato del 15 luglio 2016, spingendosi infine ad alcune prospettive sul futuro prossimo del Paese, centrale per la geopolitica del Medio Oriente e del mondo.

Tante piccole sedie rosse

Edna O'Brien

Einaudi Stile Libero Big, Milano, 2017

Una notte d'inverno un misterioso straniero raggiunge a piedi un villaggio sulla costa irlandese. Dice di essere un poeta e un guaritore, di avere erbe e pozioni per lenire i dolori e curare i problemi sessuali. Ha una personalità magnetica, tanto che la piccola comunità di Cloonoila ne è presto conquistata. Fidelma McBride piú di tutti. E il suo destino rimarrà segnato in modo ineluttabile.

Gender, omosessualità, genitorialità

Domande ad uno psicologo cristiano

Rocco Quaglia

Studium Editore, Roma, 2017

La cultura, come l'insieme dei codici comportamentali condivisi, è in qualche modo determinata dai tradizionali generi, maschile e femminile, assegnati alla nascita, oppure è da considerarsi svincolata dal sesso cromosomico? Esiste una linea di confine tra il "naturale" e il "culturale", oppure il naturale è riducibile al culturale? La sessualità ha una meta spontaneamente eterosessuale, oppure l'eterosessualità è da considerarsi una tra le molte espressioni della sessualità? L'individuo è un essere da liberare dalla propria designazione culturale, come sostiene l'ideologia gender, oppure è da educare affinché si appropri del suo vero sé? Queste sono alcune domande affrontate in questo libro, il quale si presenta con alcune particolarità. Il pensiero dell'autore, pur anticipato nel titolo del volume, si sviluppa, tuttavia, senza chiusure e preconcetti, ma riflettendo su ogni singolo aspetto delle varie tematiche affrontate, coinvolgendo il lettore nelle diverse e varie letture dei fenomeni analizzati. Due sono le particolarità del libro, la prima è che l'autore, in quanto possiede una formazione psicologica, si pone non da un punto di vista ideologico, ma dal punto di vista del bambino, del suo sviluppo e del suo benessere; la seconda è data dall'intento di accrescere la consapevolezza nel lettore circa le grandi trasformazioni in atto nelle nostre società occidentali, e i possibili pericoli di un'educazione che considera ininfluente la biologia nell'organizzazione della sessualità degli individui.

Manuale di psicoterapia breve per i disturbi emozionali nei bambini

AA.VV

Giovanni Fioriti Editore, Roma, 2015

Suggerisce una via per la modificazione delle inter-azioni tra genitori e figlio, che non sia semplicemente basata su indicazioni e prescrizioni ai genitori di modifica comportamentale.Psicoterapia basata sull'aiuto a comprendere come le relazioni interne condizionano le relazioni esterne.Essa si differenzia in modo significativo dalle terapie a orientamento psicodinamico che considerano il sintomo del bambino come un epifenomeno di meccanismi inconsci dal cui affronto e risoluzione dovrebbe dipendere quasi magicamente il cambiamento comportamentale.Questo manuale descrive un modello di psicoterapia psicodinamica che pone al centro il lavoro sulle inter-azioni attuali e passate.L'ipotesi sottesa è che mantenere al centro del lavoro terapeutico le inter-azioni genitori-figlio possa permettere una maggiore rielaborazione nei genitori, e nei figli, dei loro Modelli Operativi Interni e che tale rielaborazione abbia un effetto più stabile e duraturo nella facilitazione della presa di coscienza dei sintomi del bambino e del fatto che essi sono comunque sempre una espressione di malessere nel rapporto tra sé e l'altro.

Ascoltare i bambini

Psicoterapia delle infanzie negate

Luigi Cancrini

Raffaello Cortina Editore, Milano, 2017

In questo libro, che è il seguito naturale di "La cura delle infanzie infelici", Luigi Cancrini propone cinque storie, raccontate in prima persona dai bambini che le hanno vissute. Presentate nel modo in cui sono emerse all'interno di una situazione terapeutica dedicata espressamente a loro, le storie aprono scenari in vario modo terribili o affascinanti e fino a oggi del tutto sconosciuti anche per gli addetti ai lavori. Chi si prende cura oggi dei bambini maltrattati o infelici poco si preoccupa, abitualmente, di dare loro l'ascolto su cui sarebbe giusto basare il proprio intervento, e poco o nulla esiste in letteratura, tranne che per i traumi legati all'abuso, sul modo in cui il bambino riflette dentro di sé, nei suoi vissuti e nelle sue esperienze, la complessità dolorosa delle situazioni in cui è costretto a crescere. Naturale e straordinariamente semplice risulta, da questo modo di procedere, l'integrazione delle esperienze elaborate dagli psicoanalisti dell'infanzia, da Klein a Winnicott fino a Bowlby, con quelle dei terapeuti sistemici della famiglia, mentre chiara si presenta, anche per i non professionisti, la necessità di riconoscere il diritto alla psicoterapia per tutti i bambini che soffrono troppo. Evitando lo sviluppo di quelli che sarebbero, in mancanza di questo intervento, i gravi disturbi di personalità dell'adulto.

Manuale di psichiatria per le professioni d'aiuto secondo il DSM -5

a cura di Pasquale Romeo

Laruffa Editore, Reggio Calabria, 2015

“Manuale di psichiatria per le professioni d’aiuto secondo il DSM-5” è adatto per coloro che amano il genere medicina, e coloro i quali leggono spesso medicina. In ogni caso questo libro può essere letto anche da persone a cui piace leggere il genere altre branche della medicina e il genere libri psichiatria.

Pop music, media e culture giovanili

Dalla beat Revolution alla Bit Generation

Lello Savonardo

EGEA Università Bocconi Editore, Milano, 2017

Il premio Nobel per la letteratura, assegnato nel 2016 al cantautore Bob Dylan «per avere creato una nuova espressione poetica nell'ambito della tradizione della grande canzone americana», pone l’accento sulla rilevanza che la popular music sta assumendo nella società contemporanea e sottolinea anche quanto i tradizionali confini tra le diverse forme artistiche siano sempre più labili. La pop music è strettamente connessa allo sviluppo dei media, alla cultura di massa, all'universo giovanile e ai suoi linguaggi espressivi. Le nuove generazioni si rivelano portatrici di una spinta rivoluzionaria che esplode alla fine degli anni Sessanta. Una spinta che favorisce l’emergere di una vera e propria cultura giovanile. La musica pop/rock determina nuove tendenze ed è a sua volta influenzata dai fermenti sociali e culturali. Rappresenta la colonna sonora di intere generazioni, accompagnando non solo le diverse forme di intrattenimento ma anche l’impegno sociale, la necessità di appartenenza e l’esigenza di riconoscibilità e di protagonismo dei giovani. Il rock riflette l’universo giovanile, nei suoi riti e miti, oltre a rappresentare un significativo strumento di socializzazione e di aggregazione. La cultura «popular» esprime il terreno su cui si svolgono le trasformazioni. La pop music non è mai immobile ma sempre in movimento. Il volume, a partire dalle principali teorie sulla sociologia della musica, si sofferma sul mutamento sociale, le culture giovanili, i media e la pop music, passando dalla Beat Revolution, che ha caratterizzato i movimenti artistici e culturali dagli anni Cinquanta in poi, alla Bit Generation, immersa nelle tecnologie digitali e nella software culture.

Donne oltre il loro tempo

AA.VV

Diderotiana, Torino, 2016

"Donne oltre il loro tempo" narra di donne che nella storia si sono distinte particolarmente per ingegno, cultura e carattere a dispetto di società e ambienti a loro ostili. Marie Pierre Lavoisier, Ada Byron, Marie Curie, Lise Meitner, Gertrude Bell, Etty Hillesum sono donne oltre il loro tempo. Il libro vuole in primo luogo restituire alle protagoniste il loro posto nella storia, liberando le loro vicende dalle costruzioni ideologiche passate che spesso le hanno appannate e offuscate. L'obbiettivo di questo volume, però, non è solo quello di una restituzione di ciò che è stato, ma anche di una decostruzione degli esiti funesti di quella mentalità maschilista che implicitamente evoca l'antico principio per cui la naturalità è femminile e la spiritualità maschile.

Essere genitori non è un mestiere

Cosa dice la scienza sulle relazioni tra genitori e figli

Alison Gopnik

Bollati Boringhieri, Torino, 2016

Alison Gopnik è una delle più importanti e apprezzate psicologhe infantili della scena internazionale. Questo libro sintetizza il suo pensiero innovativo e fortemente empati-co, frutto di decenni di ricerche scientifiche d'avanguardia e della sua stessa esperienza di madre e di nonna. Prendersi cura dei nostri figli, è ciò che ci rende più umani. Eppure negli ultimi decenni ha preso sempre più piede un insidioso processo di professionalizzazione della genitorialità: c'è un'intera industria miliardaria che cerca di convincere madri e padri in tutto il mondo a educare i propri figli usando «metodi» precisi per far sì che abbiano «successo» nella vita. Ma questa moda è profondamente sbagliata, secondo Gopnik, per molte, ottime ragioni. Basandosi su approfonditi studi evolutivi e su ricerche originali sull'attitudine dei bambini ad apprendere, questo libro, intenso e necessario, difende l'importanza del ruolo protettivo dei genitori, un istinto profondamente radicato negli esseri umani. Tuttavia Gopnik ammonisce con forza: essere genitori non è un mestiere attraverso il quale si possa ottenere un «risultato» prestabilito. I bambini sono per loro natura fantasiosi, stupendamente inventivi e giocosi, e sono sempre molto diversi dai loro genitori. Quello che sarà il loro mondo da adulti è imprevedibile e la loro strada la dovranno trovare da sé. Quanto più i genitori saranno in grado di lasciarli sviluppare autonomamente, in un ambiente armonioso e ricco d'amore, tanto più facilmente ogni bambino potrà usare le proprie risorse per far fronte alle sfide che incontrerà lungo il cammino.

Tossici

L'arma segreta del reich. a droga nella Germania nazista

Norman Ohler

Rizzoli, Milano, 2016

Il 31 ottobre 1937, gli stabilimenti Temmler registrarono all’Ufficio brevetti di Berlino la prima metilanfetamina tedesca. Nome commerciale: Pervitin. La nuova versione dei farmaci “rivitalizzanti” si diffuse in maniera capillare nella società dell’epoca. “L’eccitante esplose come una bomba, dilagò come un virus e iniziò ad andare a ruba, diventando ben presto normale quanto bere una tazza di caffè.” Lo prendevano studenti e professionisti per combattere lo stress, centraliniste e infermiere per star sveglie durante il turno di notte, chi svolgeva pesanti lavori fisici per superare la fatica; e lo stesso valeva per i membri del partito e delle SS. Nel 1939, grazie a Otto Ranke, fisiologo della Wehrmacht, il farmaco prende piede in ambito militare. Anche Mussolini – il paziente “D” – fu tenuto sotto stretta sorveglianza dai medici nazisti. Testato durante l’invasione della Polonia, viene distribuito ai soldati delle divisioni corazzate di Guderian e Rommel in procinto di attraversare le Ardenne e inventare il Blitz-krieg, quando la velocità dei mezzi e la capaci-tà di resistenza degli uomini diventano un fat-tore decisivo. Il resto è storia. Perché la Wehrmacht dei primi anni di guerra non era invincibile per la sua superiorità tecnica e tattica e l’“indomito spirito battagliero ariano” dei suoi guerrieri, ma anche per quello che scorreva nelle loro vene. Basato sulle ricerche dell’autore negli archivi tedeschi, che conservano anche le carte del medico personale di Hitler, questo libro è il primo tentativo di indagare il legame tra la struttura del regime nazista e l’uso delle droghe per plasmare e rinforzare la società tedesca. Non ha la pretesa di riscrivere la storia del nazionalsocialismo né tantomeno di sminuire la responsabilità dei nazisti rispetto ai crimini di cui si sono macchiati ma, come scrive Hans Mommsen nella postfazione, cambia il quadro d’insieme. E getta una nuova luce, ancor più sinistra, su uno dei periodi più cupi della storia dell’umanità.

Teatri di famiglia

La parola e la scena in terapia familiare

Luigi Onnis

Bollati Boringhieri, Torino, 2017

Gli sviluppi recenti delle neuroscienze e un’epistemologia della costruzione della complessità hanno cooperato, su fronti diversi, a mettere ancor più in valore quello spostamento dalla dimensione intrapsichica alla scena relazionale familiare che caratterizza la psicoterapia sistemica. Tra i massimi teorici di questo indirizzo, Luigi Onnis espone qui gli esiti del suo lungo lavoro di ricerca clinica, aperta agli orientamenti che hanno conferito rilievo al linguaggio emozionale del corpo. Il dolore e il disagio che non trovano accesso alla parola possono infatti essere oggetto di rappresentazione in senso teatrale. Spazialità e corporeità diventano per Onnis elementi-chiave di una efficace drammaturgia della cura. All’interno dello spazio scenico la famiglia sofferente, abituata a «parlare» attraverso il sintomo del «paziente designato» – soprattutto se la malattia è psicosomatica –, riesce a esprimersi con sorprendente inventività proprio grazie al registro comunicativo analogico-metaforico, con cui il terapeuta è chiamato a entrare in sintonia. L’insieme di posture, gesti, fisionomie, reciproca vicinanza/distanza, gioco degli sguardi dà voce all’«inconscio familiare condiviso» inibito a livello verbale, lasciando finalmente affiorare vincoli difensivi di lealtà, sentimenti di dipendenza, alleanze transgenerazionali disfunzionali, timori di infrangere una pseudoarmonia: tutti i «miti di unità» e i «fantasmi di rottura» che ostacolano ogni trasformazione evolutiva. Dalle sequenze del «teatro di famiglia», vere narrazioni per immagini, l’intero mondo affettivo esce allo scoperto e trova le risorse per rimettere in moto il tempo che si era fermato.

Domande & risposte sui criteri diagnostici

DSM-5

A cura di Philip R. Muskin

Raffaello Cortina Editore, Milano, 2016

"Questo manuale di autovalutazione è stato pensato per affiancare la lettura del DSM-5 e non per sostituirla. L'ultima edizione del DSM introduce una serie di nuove diagnosi, pur mantenendone molte già note, e nuovi approcci alla diagnosi. Il nostro obiettivo nel preparare questo manuale è stato quello di sfidare il lettore, speriamo in maniera costruttiva, a imparare le nuove diagnosi, a capire i cambiamenti rispetto al DSM-IV e ad apprendere i nuovi approcci diagnostici. Alcune domande potranno sembrare ovvie o semplici e altre, invece, piuttosto difficili. Durante la lettura di questo manuale, lasciatevi guidare verso i singoli capitoli del DSM-5, dove potrete apprendere nuove informazioni o trovare conferma delle vostre conoscenze nei campi di vostra competenza. I collaboratori si sono assunti un compito impegnativo: scrivere un libro su un libro che era ancora in fase di scrittura. Alla preparazione di questo manuale ha partecipato un gruppo di clinici e di educatori che hanno accettato il compito di studiare il DSM-5 allo scopo di aiutare gli altri a farlo da sé. Questo manuale non contiene opinioni o giudizi sulle diagnosi. I collaboratori hanno gentilmente donato i proventi ricavati da questo libro a una fondazione di beneficenza." (Philip R. Muskiri)

Scrivere per la pace

Rendere l'Africa visibile al mondo

Ngugi wa Thiongo

La nave di Teseo, Milano, 2017

Per oltre sessant’anni, Ngu ̃gı ̃ wa Thiong’o ha scritto dell’Africa con indomito coraggio, affrontando domande, ponendo sfide, raccogliendo storie e provando a immaginare un futuro possibile per il suo continente. Nella sua ampia produzione letteraria, Scrivere per la pace rappresenta il punto più alto della sua riflessione saggistica, raccogliendo per la prima volta i testi scritti dall’autore in oltre tre decenni su una vasta area di tematiche: dal ruolo dell’intellettuale alle violenze coloniali, dal tradimento dittatoriale dei processi di decolonizzazione, alle lotte politiche in un’era di capitalismo rampante, dalle più attuali eredità della schiavitù fino alle uniche prospettive possibili per la pace e l’eguaglianza. Capace di definire un volto vivido ed estremamente contemporaneo del continente africano in un momento storico in cui da esso emergono le sfide più difficili cui l’Europa, l’America e l’Asia devono trovare risposte, questo libro ci ricorda la potenza dell’opera di Ngu ̃gı ̃wa Thiong’o e offre una riflessione chiara e coraggiosa, tesa a fare della letteratura uno strumento per migliorare il mondo: Scrivere per la pace è, per questo, una lettura indispensabile.

Il metodo Montessori a casa e a scuola

Introduzione alla teoria e alla pratica

Charlotte Poussin

Red, Cornaredo (MI), 2017

Osservando l’innato desiderio di imparare dei bambini, e assumendo il punto di vista della psicologia dell’età evolutiva, la Montessori ha creato una pedagogia unica e universale, che si è diffusa rapidamente nel mondo, rivolgendosi a tutte le culture e a tutte le classi sociali. Questo metodo educativo, che pone al centro dell’apprendimento il piacere, l’entusiasmo, la curiosità e l’autonomia del bambino è ancora oggi più che mai attuale. Questo libro vi propone di ispirarvi allo spirito montessoriano per trasmettere a vostro figlio, nella vita quotidiana, quei principi capaci di infondere e far germogliare in lui i semi del sapere, insegnandogli ad agire in modo autonomo.

Io sono Adila

Storia illustrata di Malala Yousafzai

a cura di Fulvia degl'Innocenti e Anna Forlati

Settenove, Cagli (PU), 2015

Adila è una bambina e vive in Pakistan. Ama la scuola ma rischia di dover interrompere gli studi a causa della difficile situazione del suo paese. Per proseguire nella propria strada ci vuole coraggio e lo troverà grazie all'esempio di una ragazzina che l'ha preceduta. E che ora sta lottando anche per lei. Attraverso una cornice narrativa che descrive la vita e i timori di una bambina comune, il racconto di Fulvia Degl’Innocenti e le illustrazioni di Anna Forlati raccontano la storia di Malala Yousafzai, Premio Nobel per la pace 2014: dagli interventi nel blog della Bbc all’attentato ad opera dei talebani, fino al Premio Nobel per la pace e alle attività della sua fondazione. Il libro è patrocinato da Amnesty International

Giornalismo di pace

a cura di Nanni Salio e Silvia De Michelis

Edizioni GruppoAbele, Torino, 2016

La guerra domina la scena dell’informazione: per interesse, per scelta politica, per superficialità. I media, poi, vengono per lo più usati dagli Stati come «armi di disinformazione di massa». A questa prassi si oppone il modello del «giornalismo di pace», elaborato soprattutto da Johan Galtung, che cerca di leggere in profondità i conflitti, rifuggendo dalle semplificazioni di chi descrive la guerra e la violenza come realtà inevitabili e ricercando gli obiettivi reali delle parti in causa, le loro contraddizioni e le vie possibili per superarle. L’intento non è quello di nascondere o di minimizzare la guerra ma di contribuire, con una informazione corretta, alla trasformazione non violenta dei conflitti. Di questo metodo il libro fornisce una ricca documentazione teorica e interessanti casi di studio.

Lezioni di pace

Il Corano, L'Islam e il terrorismo spiegato ai miei allievi

Hafez Haidar

Imprimatur, Reggio Emilia, 2017

È un costruttore di ponti, Hafez Haidar. Per lui la cultura è «mezzo salvifico che racchiude la bellezza, la saggezza, l’amore sconfinato». Ed è tra i maggiori studiosi a livello mondiale delle religioni monoteistiche. Questo libro nasce dal dialogo con i suoi studenti, ai quali, attraverso il racconto del Corano e della vita di Maometto, vuole insegnare che il fondamentalismo islamico non è che una spaventosa deriva dell’Islam. E nasce dal fanatismo, dall'ira, dall'ignoranza e dagli interessi economici. Un messaggio concreto per «abbattere i muri della diffidenza, dell’odio e della violenza».

Per un mondo libero dalle armi nucleari

a cura di Enza Pellicchia

Pisa University Press, Pisa, 2016

Il 27 ottobre 2016 è stata approvata alle Nazioni Unite la risoluzione L. 41, con cui si chiede la convocazione, per il 2017, di un'Assemblea Generale per avviare negoziati su uno strumento giuridicamente vincolante per la messa al bando delle armi nucleari. Si tratta di una svolta epocale. Le armi nucleari - più di 16000 testate possedute da Stati Uniti, Russia, Cina, Pakistan, India, Gran Bretagna, Francia, Israele e Corea del Nord - non sono illegali, diversamente da altre armi di distruzione di massa: esse continuano a rappresentare una minaccia per tutto il genere umano, mentre cresce anche il rischio del ed. terrorismo nucleare. Lo scopo del volume è quello di informare e offrire strumenti e competenze che forniscano un supporto razionale alla richiesta di un mondo libero da armi nucleari, per andare oltre il (pur importante) coinvolgimento emotivo ma anche oltre una narrazione storica che ha contributo ad accreditare le armi atomiche come "male necessario" per porre fine alla seconda guerra mondiale e poi per mantenere la pace nel mondo. I numerosi temi - affrontati in chiave interdisciplinare - hanno come denominatore comune la responsabilità: responsabilità degli scienziati, prima di tutto; responsabilità di chi - politici e militari - decise di usare la bomba atomica; responsabilità di noi tutti, nell'attivarci per esigere un mondo libero da armi nucleari. Responsabilità non solo per qualcosa (qualcosa che è stato fatto o che non è stato fatto), ma anche verso qualcuno: le generazioni future e le vittime delle due atomiche di Hiroshima e Nagasaki e delle migliaia di test nucleari che fino al 1990 sono stati effettuati.

Famiglie moderne

genitori e figli nelle nuove forme di famiglia

Susan Golombok

Edra, Milano, 2016

Quest’opera innovativa, scritta da una delle più note ricercatrici del settore, presenta lo stato dell’arte della ricerca in materia di psicologia dello sviluppo e della genitorialità nelle nuove forme di famiglia, come le cosiddette famiglie “monogender” o “arcobaleno”, famiglie gay/lesbiche, ma anche madri single per scelta e famiglie create tramite tecniche di riproduzione assistita come la fertilizzazione in vitro (IVF), donazione di ovuli, donazione di sperma, donazione di embrioni e gestazione di sostegno. Questa ricerca affronta i problemi e le preoccupazioni che sono state sollevate per quanto riguarda queste famiglie. Le scoperte non solo contestano miti popolari e ipotesi comuni circa le conseguenze sociali e psicologiche per i bambini, ma arrivano anche a sfidare le teorie consolidate di sviluppo del bambino che si basano sul primato della famiglia tradizionale. L’autrice sostiene che la qualità delle relazioni familiari e l’ambiente sociale più ampio sono più influenti nello sviluppo psicologico dei bambini rispetto al numero, genere, orientamento sessuale, o parentela biologica dei loro genitori o al metodo del loro concepimento.

Mille piani

Capitalismo e schizofrenia

Gilles Deleuze e Félix Guattari

Castelvecchi, Roma, 2006

Nel 1980, quando, in Francia, Gilles Deluze e Felix Guattari diedero alle stampe la prima edizione di Mille piani, la nuova dimensione del pensiero filosofico aperta dalle riflessioni dei due pensatori fu subito evidente, anche se fu necessario ancora del tempo prima che la densità e la centralità dei temi affrontati da quest'opera venissero recepite in tutta la loro importanza. Deleuze e Guattari, con uno sforzo analitico capace di andare dritto al cuore del contemporaneo, isolarono concetti indispensabili per comprendere la realtà del mondo dopo la fine del Ventesimo secolo. Parole-chiave come "rizoma", capace di descrivere l'orqanizzazione reticolare e la relazione comunitaria attraverso la quale viene prodotta la conoscenza; interpretazioni illuminanti dell'attuale deriva tecnologica e la conseguente possibilità di parlare di un "corpo post-organico"; l'identificazione di un apparato repressivo visto come "macchina da guerra" inglobata nel cuore delle società avanzate; la descrizione di un pensiero nomade, aperto, che procede per intersezioni... tutto questo, insieme a molti altri concetti con cui lo scenario culturale è andato familiarizzandosi fanno di "Mille piani" un punto di riferimento assoluto: l'opera filosofica che meglio identifica il nostro tempo.

Il condom assassino

Ralf Konig

Renbooks, Bologna, 2015

Il terrore è di gomma! Ha l'aspetto di un preservativo, ha la consistenza di un preservativo, si indossa come un preservativo, ma non è un preservativo! Il detective Luigi Mackeroni alla caccia del mostro più incredibile della storia cinematografica! Torna in una nuova edizione il capolavoro horror di Ralf König, impreziosito dal seguito, completamente inedito per l’Italia, “Fino all’osso”. Da questo volume, già tradotto in numerose lingue, sono stati tratti film e opere teatrali.

Amnesty International Rapporto 2015 - 2016

La situazione dei diritti umani nel mondo

Amnesty International

Infinito, Mnocalazati (AV), 2016

Per milioni di persone, il 2016 è stato un anno di continua sofferenza e paura, poiché governi e gruppi armati hanno compiuto violazioni dei diritti umani nei modi più diversi. Il mondo si sente insicuro e impaurito davanti a un futuro tanto incerto. Ma è proprio in questi momenti che abbiamo bisogno di voci coraggiose, di eroi comuni che si oppongano all'ingiustizia e alla repressione.

La società circolare

fordismo, capitalismo molecolare, sharing economy

Aldo Bonomi, Federico Della Puppa. Roberto Masiero

Comunità Concrete, Roma, 2016

Questo libro intende offrire strumenti e visioni per interpretare l'Italia contemporanea. Dopo la lunga stagione del fordismo novecentesco imperniato sulla dialettica capitale-lavoro e quella del postfordismo basato sull'egemonia della micro e piccole impresa territorializzata, siamo oggi entrati in una nuova fase, quella dell'economia circolare, nella quale la nostra socialità è alla base della creazione del valore economico. In questo contesto cambia la relazione tra economia, società e istituzioni regolative. Non più la verticalità del fordismo che includeva con il welfare e i diritti, non più l'orizzontalità dell'economia diffusa che includeva con il fare impresa, bensì la circolarità tra il nostro essere, il nostro sentire, il nostro pensare, connesso senza mediazioni al grande gioco dei flussi globali, dove non è chiaro se il destino individuale e collettivo si configuri come ruota della fortuna o come ruota del criceto.

Montessori

Dio e il bambino e altri scritti inediti

a cura di Fulvio De Giorgi

Editrice La scuola, Brescia, 2013

Una grande pedagogista, scienziata, femminista, educatrice, pacifista: Maria Montessori è stata la donna italiana più famosa nel mondo in ambito intellettuale. La sua opera pedagogica è ancora molto studiata; il suo "metodo" è vivo e presente nelle scuole dell'infanzia di vari Paesi. Dotata di sincera e calda fede religiosa, Maria Montessori è stata apprezzata e lodata dai papi Benedetto XV e Paolo VI, anche se attorno a lei si è andata costruendo la "leggenda nera" di una Montessori laicista, naturalista, anti-cristiana, teosofa. Questo libro cerca di rileggere, con verità storica e senza preconcetti storiografici, la sua figura e la sua prospettiva pedagogica, presentando opere sull'educazione religiosa - il testo, inedito in Italia, Dio e il bambino e altri scritti, mai pubblicati e finora ignoti, degli anni Trenta - e materiali documentari che gettano nuova luce sulla biografia della Montessori, oltre ogni deformazione o leggenda.

Golem

Lorenzo Ceccotti

BAO Publishing, Milano, 2016

Satira sociale sugli estremi del capitalismo, parabola politica sulla fine delle economie mondiali, esperimento visuale di narrazione a fumetti senza limiti grafici, distopia sulla conquista del mondo da parte delle nanomacchine, Golem è il primo romanzo grafico lungo di Lorenzo Ceccotti, in arte LRNZ, apprezzatissimo illustratore e industrial designer. Nascosti nei disegni di questa storia ci sono elementi narrativi segreti, rilevabili solo con un'apposita App gratuita, che nei mesi successivi all'uscita del volume completeranno l'affresco socio-narrativo della storia con contenuti multimediali inediti realizzati appositamente e disseminati, nascosti nel web dall'autore. Un libro memorabile, in un'edizione da mozzare il fiato.

Il Dizionario illustrato dei giovanimerda

Amleto De Silva

MagicPress, Aricca (RM), 2016

Da che mondo è mondo, gli anziani hanno sempre redarguito e criticato le nuove generazioni: vuoi per consuetudine sociale, vuoi per semplice invidia, vuoi per pura cretinaggine, e quasi sempre i giovani hanno avuto ragione, anche se qualche volta sul filo di lana. Oggi, invece, assistiamo a un evento epocale: per la prima volta nella storia, i giovani hanno torto marcio, e gli anziani hanno ragione. Indolenti, accidiosi, presuntuosi, reazionari (soprattutto quando si atteggiano a sinistra pura e dura), pressappochisti, cazzocanisti, i giovani d’oggi si sono trasformati negli anziani di ieri. Tra overdose di politically correct e orride canzoncine indie suonate male, il Dizionario Illustrato dei #giovanimerda cerca di tracciare una mappa alfabetica dei difetti delle nuove generazione attraverso uno sguardo rancoroso, sarcastico e ironico.

Per piacere

Storia culturale della chirurgia estetica

Rossella Chigi

Il Mulino, Bologna, 2008

Paola studia all'università e lavora il fine settimana in un supermarket per pagarsi una "taglia in più" di seno. Laura ha deciso di cancellare le rughe del viso con un lifting per salvare il suo matrimonio. Piero è deriso dai compagni per le sue orecchie a sventola e i genitori stanno pensando di farlo operare. Trasformare il corpo a colpi di bisturi è una pratica sempre più diffusa, ma è davvero una novità solo degli ultimi anni? E perché lo facciamo, per piacere a noi stessi o agli altri? Rossella Ghigi ripercorre la storia della chirurgia estetica scoprendo insospettabili continuità nel processo che ha portato alla banalizzazione di questa pratica nell'era contemporanea. Dalla ricostruzione dei nasi tagliati nei duelli medioevali alla cancellazione dell'infamia della sifilide, dalla correzione del "naso da ebreo" negli immigrati del primo '900 alla occidentalizzazione degli occhi asiatici del secondo dopoguerra sino al corpo scolpito della donna in carriera, quello che è chiamato in causa è soprattutto l'individuo e il suo desiderio di integrazione sociale. Più che a istanze di eccezionalità corporea, la chirurgia estetica sembra rispondere a un bisogno di "normalità" esteriore, quale che sia il significato attribuito a questa parola nelle diverse epoche.

Telecamorra

guerra tra clan per il controllo dell'etere

Alessandro De Pascale

Lantana, Frosinone, 2012

"Telecamorra" è una storia di soldi, clan e potere, gli ingredienti di sempre quando si tratta di criminalità organizzata. Quella che si è costituita in Campania è una vera e propria "cricca delle telecomunicazioni", che ha come obiettivo la conquista dell'etere. Nella terza regione d'Italia per numero di licenze si contano 77 televisioni e 165 radio locali registrate. In ballo ci sono contributi pubblici per 12 milioni di euro l'anno e centinaia di spot elettorali utilizzati per ottenere protezioni politiche. Per non parlare della gestione dei posti di lavoro dell'indotto, quasi un ammortizzatore sociale dei clan, cui si aggiunge l'esercito di cantanti neomelodici e sedicenti maghi da utilizzare per ottenere consenso sociale, riciclare soldi sporchi e fare un mucchio di quattrini puliti. Un'illegalità diffusa, tollerata da anni nonostante le numerose denunce presentate alla magistratura e per la prima volta raccontata in questo libro.

Le politiche della condivisione

la sharing economy incontra il pubblico

a cura di Emanuele Polizzi e Matteo Bassoli

Giuffrè, Milano, 2016

“Le politiche della condivisione. La sharing economy incontra il pubblico” è un libro suggerito per coloro a cui piace il genere di libro economia, e coloro i quali leggono spesso economia. In ogni caso questo libro può essere letto anche da lettori che vogliono leggere la categoria libri diritto e la categoria libri economia dello sviluppo.

Guerra & Droga

Un libro-inchiesta sul rapporto indissolubile, tra guerra e droga

Alessandro De Pascale

Castelvecchi, Roma, 2017

Dagli oppiacei assunti - e spesso trafficati - dai contingenti internazionali in Afghanistan a quelli dell'Uck nel Kosovo protetto dalla Nato; dall'anfetamina usata dai Top Gun e dalle forze speciali statunitensi alle metanfetamine prodotte dai nazisti ieri e dallo Stato Islamico oggi, passando per il boom di psicofarmaci prescritti a reduci e soldati, in qualche caso provocandone addirittura la morte, fino agli interessi dei servizi segreti, a esperimenti condotti anche su civili inconsapevoli, con nuove sostanze psicoattive, usate persino contro gli oppositori politici o per finanziare conflitti clandestini tramite il narcotraffico. Sostanze che riducono inibizioni e paure, che aiutano a sopportare la fatica e ad aumentare la soglia del dolore, o usate come "arma tattica" per rendere il nemico inabile a combattere. Un rapporto, questo tra guerra e droga, che ha origini antiche quasi quanto la guerra stessa. Sullo sfondo, la sottile linea, tutta politica, che divide le sostanze considerate legali, da quelle ritenute illegali, per capire come gli usi/abusi generati dalle guerre siano stati sfruttati strumentalmente per imporre il proibizionismo, il cui fallimento è ormai sotto gli occhi di tutti. In questo libro si ricostruisce una fotografia del passato e del presente attraverso i numerosi viaggi in Medio Oriente (Balcani, Iraq, Siria, Libano, Libia, Afghanistan, Turchia) che l'autore compie da più di dieci anni e grazie a documenti ufficiali desecretati dagli Archivi di Stato di Usa, Gran Bretagna e Germania.

Bumf

Vol 1

Joe Sacco

Rizzoli Lizard, Milano, 2016

Cosa resterà di Barack Obama? In che modo i suoi otto anni di mandato hanno segnato la politica americana e internazionale? Nel 2009, quando gli fu assegnato il Premio Nobel per la Pace, in molti storsero il naso e si chiesero: "Che ha fatto per meritarselo?". Oggi, mentre la sua parabola politica è prossima alla conclusione e qualcun altro scalpita per prendere il suo posto, sono in tanti a domandarsi se le sue parole d'ordine (change e hope, cambiamento e speranza) non siano state solo delle vaghe promesse. Tra le fila dei delusi, la voce di Joe Sacco è senza dubbio la più radicale e schietta. Il Re del giornalismo a fumetti, infatti, ha concentrato in "Bumf" tutta la sua rabbia nei confronti di un presidente che si è presentato al mondo come un'alternativa per poi tenere in vita, con la scusa della lotta al terrorismo, alcune delle peggiori manifestazioni del potere a stelle e strisce: il campo di prigionia di Guantanamo, l'uso spropositato di droni in Pakistan e le sistematiche intrusioni nella privacy dci cittadini americani denunciate da Edward Snowden, per citare solo le più evidenti. In una folle cavalcata narrativa che mescola guerre mondiali e universi paralleli, Sacco immagina un Nixon redivivo che si sostituisce a Obama senza che nessuno noti la differenza, un presidente senza scrupoli per il quale ogni forma di violenza è permessa nel nome della ragion di Stato.

L'Alternativa ambiente

Gilles Clément

Quodlibet, Macerata, 2015

Mentre l'ecologia radicale, trincerata dietro i suoi rigorosi precetti, cerca di resistere, mentre il Green business si organizza per accaparrarsi il mercato bio, una terza strada, senza nome, ma che qui chiamo "Alternativa ambiente", nasce dall'intrecciarsi di mormorii - analisi contraddittorie, bilanci di catastrofi, azzardate profezie -, ma anche da dati certi, esperienze e ricerche attendibili. L'"Alternativa ambiente" guarda con interesse alla decrescita, ma senza aderirvi del tutto, prende le distanze dal Green business, ritenuto eccessivo, e, piuttosto che attendersi una qualche forma di salvezza dai parlamentari della Repubblica, si mette in attesa interrogando i possibili impatti dell'effetto-farfalla. Sì, il giardino è planetario, più nessuno può dubitarne, ma chiunque sia sufficientemente avvertito, da misurare l'ampiezza di una tale questione, si chiede come si possa diventare giardinieri, di questo giardino qui. Nessuna risposta arriva in un colpo solo. L'umanità incredula, di volta in volta addormentata dai media e risvegliata dalla crisi, saggia nuovi modi di vita, tenta nuovi percorsi in territori sconosciuti. Tutto è da inventare, tutto sembra nuovo.

Non siamo figlio contro-figure

docenti beat, studenti bit generation

Benedetto Cosmi

Sovera, Roma, 2010

Adolescenti ben oltre quell'età che, in generazioni diverse, era già considerata matura. Oppure la fuga, dover trovare finalmente chi sa apprezzare qualità e impegno. Una nuova ondata migratoria con la valigia di cartone, ma con titoli accademici. Benedetta Cosmi esce dagli schemi. Puntigliosa vuole entrare dentro le questioni. Non si accontenta delle verità superficiali. Dei luoghi comuni. Una giovane donna, consapevole dei suoi mezzi e disposta a lottare per sè ma anche per il riscatto di una generazione. Un seme che lascia pensare che questi trentenni non siano destinati in blocco a non lasciare traccia.

Elogio della depressione

Aldo Bonomi, Eugenio Borgna

Einaudi, Milano, 2011

Un sociologo e uno psichiatra si confrontano su un tema che li unisce: la crisi esasperata e radicale delle forme di relazione e di convivenza nel nostro Paese. Al centro sono la crisi dei territori sotto l'impatto sempre più violento dei flussi (di uomini, merci e denaro come mostra Bonomi) e la crisi della famiglia, travolta dal disordine dei ruoli e dalla scarsa comunicazione tra genitori e figli, anziani e giovani, e inevitabile sede di conflitto (la illustra Borgna). Sono temi di estrema attualità che interessano tutti, e che trovano beneficio nell'essere osservati incrociando i diversi linguaggi e i convergenti punti di vista dei due autorevoli studiosi.

Il dilemma della pace

Femministe e pacifiste sulla scena internazionale, 1914 .1939

Elda Guerra

Viella, libreria editrice, Roma, 2014

Quali dilemmi dovettero affrontare le protagoniste del movimento politico delle donne nei nuovi drammatici contesti novecenteschi? Esito di un'ampia ricerca, il volume affronta le vicende dell'associazionismo internazionale femminile nel periodo compreso tra le due guerre mondiali, dagli schieramenti di fronte alla Grande guerra alla ricerca di politiche innovative negli anni Venti e Trenta nel dialogo con la Società delle Nazioni, al giudizio su fascismi e totalitarismi, fino alla scelta tra pacifismo e difesa della democrazia nel precipitare degli eventi nella seconda guerra mondiale. Viene così introdotto, sulla base di una rigorosa analisi delle fonti, uno sguardo innovativo sulla storia del secolo appena concluso grazie alla ricostruzione delle grandi questioni della cultura politica delle donne nelle sue tensioni tra affermazione della giustizia per entrambi i sessi, ricerca di politiche di pace e crescita dei diritti e delle libertà delle donne e di tutti gli esseri umani.

Il senso del lavoro

Pratiche e saperi di donne

a cura del Comitato pari opportunità dell'Università degli Studi di Verona

Ombre Corte/culture, Verona, 2014

Il "senso del lavoro", come pratica e pensiero, che tiene assieme bisogni, desideri e relazioni, è il filo conduttore del ciclo di incontri seminariali dal quale nasce questo volume. Donne di generazioni diverse affrontano le tante questioni che riguardano il lavoro inteso anche come lavoro di relazione. Ne scaturisce un ampio confronto che ruota attorno alla consapevolezza che il lavoro di ciascuna è perlomeno duplice, retribuito e non retribuito, e che sempre meno può essere circoscritto a un'attitudine strettamente "lavorativa". Ciò che in effetti viene richiesto nel tempo di lavoro è un impegno relazionale, affettivo, comunicativo e di cura che appartiene a ciascuna prima e oltre il lavoro. Un lavoro, dunque, sulla complessità del "tenere insieme", che si nutre di un sapere femminile e che può essere un potente motore di cambiamento non solo del lavoro delle donne, ma del lavoro tout court. Organizzato dal Comitato pari opportunità dell'Università di Verona, il percorso mostra anche la capacità di lavorare a partire dall'eterogeneità delle esperienze e collocazioni dentro l'Università, rendendola un elemento di trasformazione. Questi contributi si affiancano così a tutta quella ricerca che oggi si interroga sulla "femminilizzazione" del lavoro in un sistema produttivo che ormai si nutre dell'intera vita delle persone e non solo del loro tempo di lavoro.

Il caso Uber

La sharing economy nel confronto tra common law e civil law

Edmondo Mostacci e Alessandro Somma

EGEA Università Bocconi Editore, Milano, 2016

L’avvento di Uber, al pari delle altre modalità di produzione e scambio di beni e servizi che costituiscono la parte meno collaborativa e più imprenditoriale di quella che i più chiamano sharing economy, promette di incidere in misura significativa sulla struttura economica e sociale dei Paesi occidentali e pone al diritto questioni che sono in parte integralmente nuove e in parte la riedizione in termini rinnovati di tematiche ormai risalenti. Questo volume intende offrire al lettore una visione il più possibile ampia e unitaria della congerie di problemi comportati dall'affermarsi di Uber, intesa quale archetipo fondamentale della più ampia trasformazione sottesa alla sharing economy, analizzando le sue molteplici sfaccettature e le soluzioni che nel corso di questi anni sono state approntate dai diversi ordinamenti della western legal tradition, senza rinunciare a fornire alcune indicazioni prospettiche sulle ricadute future di un fenomeno in continua trasformazione. A tal fine, il lavoro, dopo una prima ricognizione del fenomeno del ridesharing e delle connesse problematiche, prende le mosse dal contesto statunitense, dove Uber è nata e ha conosciuto la sua prima affermazione, per volgere lo sguardo poi agli altri Paesi di common law. Successivamente l’analisi si indirizza al diverso approccio tenuto dagli ordinamenti di civil law, dedicando particolare attenzione al caso italiano e alle sue specificità. Infine, alcune considerazioni conclusive legano l’indagine precedentemente svolta al più generale fenomeno della sharing economy e ai temi che essa pone alla riflessione giuridico comparativa.

Libertà di espressione e libertà religiosa in tempi di crisi economica e di rischi per la sicuerzza

a cura di Francesco Dal Canto, Pierluigi Consorti e Saulle Panizza

Pisa University Press, Pisa, 2016

Il presente volume raccoglie i contributi sviluppati a seguito di un incontro svoltosi il 27 novembre 2015 nell'ambito di un Progetto di ricerca finanziato dall'Università di Pisa sul tema “Libertà religiosa e libertà di espressione in tempi di crisi economica e di rischi per la sicurezza”. Nel volume si propone una riflessione su svariati profili problematici di estrema attualità connessi alla tutela di tali diritti di libertà.

Il metodo degli shock culturali

Manuale di formazione per il lavoro sociale e umanitario

Margalit Cohen-Emerique e Ariella Rothberg

Franco Angeli, Milano, 2016

Lavorando con i migranti, gli operatori sociali e umanitari si confrontano a volte con situazioni destabilizzanti, che sembrano difficili da integrare nella loro pratica professionale. Come superare questi ostacoli e stabilire un rapporto di fiducia basato sulla ricchezza delle differenze culturali? Il metodo degli shock culturali consente di prendere distanza da se stessi attraverso il decentramento, aprendosi alla scoperta del quadro di riferimenti dell'altro e alla negoziazione indispensabile al "con-vivere". I numerosi esempi tratti da situazioni reali, commentati e analizzati dalle autrici, consentiranno di: individuare le situazioni di shock culturale per superarle; identificare le rappresentazioni su di sé e sull'altro; affrontare in modo diverso il rapporto con l'alterità. Sia per gli operatori sociali e umanitari che per gli studenti e i formatori interculturali, questo metodo, di apparente semplicità, richiede in realtà una grande perizia.

I disturbi psichici nella globalizzazione

Dalla crisi del campo familiare ai sistemi di cura per dipendenze, anoressie e distruttività

Francesco Comelli

Franco Angeli, Milano, 2015

Questo testo, rivolto a studenti universitari, psicologi, psicoterapeuti, psicoanalisti, psichiatri, riflette sul rapporto fra la crisi dei contenitori del soggetto e i suoi disagi psichici: la crisi del campo familiare e la sfiducia nelle ideologie hanno favorito una massificazione della persona che assume in toto gli stati mentali di massa, che allontanano il "negativo" o le esperienze soggettive, per identificarsi in inautentico tutto "positivo". La rimozione del concetto di morte, grazie ad un'ipertrofia tecnoscientifica, lascia la persona incapace di sapere perché soffre o tuttalpiù la spinge a trovare "farmaci" da cui dipendere per difendersi dal dolore ritenuto inaffrontabile. Le esperienze di gruppi di genitori, gruppi multifamiliari, gruppi equipe, gruppi allargati istituzionali (Large Group), sedute di gruppo monosintomatico per pazienti anoressico-bulimiche presenti nel testo danno conto di uno studio della crisi della famiglia. Con una costante attenzione al rapporto tra psicopatologia e cultura - anche grazie a una pluralità di riferimenti (da Bion a Pasolini e Gaber) - l'autore propone esperienze cliniche di sistemi di cura innovativi, volti a trasformare il dolore e l'autodistruttività, spesso trasmessi fra generazioni consciamente o inconsciamente, in una crescita e in un confronto fra gli "altri" provenienti da altre culture e "noi" occidentali.

Diventare uomini

Relazioni maschili senza oppressioni

Lorenzo Gasparrini

Settenove, Cagli (PU), 2016

Un saggio per l’antisessismo maschile in Italia che raccoglie la prospettiva femminista del «partire da sé». L’autore descrive la vita comune di un uomo, dall’infanzia all’età adulta, per mostrare come il sessismo – strumento con il quale il sistema patriarcale si mantiene e si evolve – condizioni il suo sviluppo, il suo linguaggio, le sue abitudini, la sua visione del mondo. I giochi dell’infanzia, i rapporti con l’altro sesso e con gli altri generi, la vita di coppia, il lavoro e la socialità. Ogni uomo incorpora pregiudizi e abitudini sessiste, diventando parte attiva di una politica discriminatoria. Tutto questo può cambiare, ma non si nasce antisessisti: solo una presa di coscienza libera e critica da parte degli uomini sul patriarcato vigente, può aprire uno sguardo maschile nuovo sui rapporti tra i generi e liberare dai condizionamenti sociali l’immagine che gli uomini hanno di sé.

L'ambiguità del patire

Quando la Psicopatologia svela le radici culturali del presente

Enrico Ferrari

Moretti & Vitali editori, Bergamo, 2014

Quale aria si respira oggi negli studi di psicoterapia? È l'aria dei problemi di sempre, oppure un'aria viziata da nuove forme di inquinamento? Le storie di vita degli uomini e delle donne che bussano alla porta delle stanze d'analisi e di psicoterapia non raccontano solo di un disagio individuale, cresciuto nelle mura di casa. Esse raccontano anche di un nuovo disagio della civiltà, dove la speranza nel futuro ha perso cittadinanza, la cultura ha delegittimato la natura e la perdita di senso non si accompagna all'aspettativa di un tempo migliore. Il libro analizza i modi della sofferenza oggi più eloquenti, in quei pazienti che scelgono di ricavarsi un tempo e uno spazio nei luoghi della cura psicologica, osando chiedere un ascolto che i farmaci non possono e non sanno dare. Pazienti che soffrono lo smarrimento del panico, l'inimicizia anoressica con il proprio corpo, la noia che opacizza il quotidiano, la rabbia che non tollera il limite, la colpa che rende pesante ogni separazione. Forme di sofferenza individuale, ma che svelano anche nuovi stili collettivi di vivere il tempo, lo spazio, le relazioni. Dentro questo scenario la richiesta di aiuto si fa socialmente più pressante e non si accontenta di anestetizzare il dolore. Per questo le psicologie, come quella di ispirazione fenomenologica e psicoanalitica, che si interessano all'interiorità del paziente e a ciò che si cela oltre la loro coscienza, hanno ancora un irrinunciabile ruolo terapeutico e sociale.

La bambina filosofica

L'opera (quasi) Omnia

Vanna Vinci

Rizzoli Lizard, Milano, 2013

Muta da sub, colbacco e Moon Boot anni Settanta: dopo aver conquistato il pianeta Terra ed essersi resa conto che non ne valeva assolutamente la pena, la Bambina Filosofica ha deciso di estendere il raggio delle proprie nefandezze al suolo lunare, non ancora infestato dalla più enorme, terribile, definitiva calamità mai conosciuta dall’universo: la razza umana. Armata di una buona scorta di marshmallow e accompagnata dal basito Lillo, partirà così alla scoperta del corpo celeste più amato, sognato e temuto del mondo, fosse anche solo per pronunciare la frase destinata a imprimersi indelebilmente nella storia delle esplorazioni spaziali: “È un piccolo passo per l’uomo, ma un grande passo per una bambina filosofica e un gorilla nichilista.” La Bambina Filosofica è tornata. Ma non ditelo alla NASA. Contiene: intenzioni abiette; esercizi di insubordinazione verbale; epidemie di peste bubbonica; sette cinefile; poeti maledetti, mostri sacri e altri soggetti davvero poco, poco raccomandabili.

No Future

La bambina filosofica

Vanna Vinci

BAO Publishing, Milano, 2015

Manuale di sopravvivenza a questi tempi incerti, effimeri e così pettinati, "No future" è il manifesto dadaista della bambina filosofica. Tenetelo con voi se temete di trovarvi in situazioni a rischio noia e omologazione; vi fornirà infiniti spunti per far iniziare una conversazione... o per stroncarla sul nascere.

Il futuro che (non) c'è

Costruire un domani migliore con la demografia

Alessandro Rosina e Sergio Sorgi

EGEA Università Bocconi Editore, Milano, 2016

Welfare, lavoro, cultura, mercato, democrazia, innovazione, sviluppo sostenibile: questi temi evocano sempre più spesso apprensione e timori, come se ogni questione di ampio respiro fosse all'origine di nuovi problemi e ulteriori insicurezze. Eppure è in queste parole che si nasconde il futuro. Ma che cosa hanno in comune i processi di trasformazione che segnano questo scorcio di secolo? Una chiave di lettura efficace per spiegare e unificare fenomeni tanto complessi è offerta dalla demografia: con la sua capacità di interpretare i mutamenti che rivoluzionano i rapporti tra le generazioni, la vita dei singoli e le loro interazioni, dimostra come solo ponendo al centro le persone si possa produrre vera crescita. La sfida sta nel mettere in relazione positiva da un lato l'aggiunta di qualità (e non solo di anni) alla nostra vita, dall'altro la possibilità di contribuire al benessere condiviso, per tutti e a tutte le età, misurabile non solo in termini di ricchezza materiale.

Interazionismo simbolico

Herbert Blumer

Il Mulino, Milano, 2008

Coniata da Blumer, l'espressione "interazionismo simbolico" designa una delle prospettive che hanno maggiormente influenzato la sociologia, la psicologia sociale e le altre scienze sociali contemporanee. In questo volume fondativo sono enucleate le premesse dell'approccio interazionista, che ha ispirato anche autori come Goltman: gli esseri umani agiscono sulla base dei significati che attribuiscono alle cose; tali significati, elaborati e modificati attraverso un processo interpretativo, emergono dall'interazione tra individui. Questi, dunque, non sono attori passivi guidati da forze esterne, bensì artefici della propria condona. L'importanza primaria riconosciuta al significato soggettivo e al processo, abbinata a una metodologia prevalentemente qualitativa che si sforza di comprendere il "mondo dell'altro" come questi lo vede, ha portato l'interazionismo simbolico a conquistare stabilmente uno spazio di indiscusso rilievo nella teoria e nella ricerca sociale.

La famiglia inattesa

I genitori omosessuali e i loro figli

Federico Ferrari

Mimesis, Sesto San Giovanni, 2015

Se il matrimonio tra persone dello stesso sesso è ormai discusso apertamente e legittimato in molti paesi, sulle possibilità per le coppie omosessuali di avere dei figli c’è ancora molta chiusura. Le ragioni addotte si rifanno spesso a presunte ricadute negative sul benessere che deriva ai bambini dall’avere un modello affettivo e relazionale diverso da quello di due genitori eterosessuali. Federico Ferrari, psicoterapeuta familiare, smentisce questi preconcetti sulla base delle evidenze scientifiche e delle esperienze pratiche. L’autore, a partire dalla realtà delle famiglie omogenitoriali, riscopre le dinamiche fondamentali del fare famiglia e del divenire genitori, al di là degli stereotipi di genere e delle forme del familiare ad essi improntate. Il libro include un capitolo sulla consulenza con i genitori omosessuali e i loro figli, per sostenere queste famiglie ad affrontare un contesto sociale, istituzionale e scolastico, che spesso, ancora, non le prevede e può mostrarsi fortemente discriminatorio. Chiude il volume una raccolta dei maggiori studi suddivisi secondo la metodologia della ricerca e il tipo di campione utilizzato.

Comunità di pratica

Apprendimento, significato e identità

Etienne Wenger

Raffaello Cortina Editore, Milano, 2006

Comunità di pratica presenta una teoria dell’apprendimento secondo cui il coinvolgimento nella pratica sociale è il processo fondamentale attraverso cui impariamo. L’unità di riferimento è quella “comunità operativa” che formano le persone svolgendo delle attività in comune per conseguire un obiettivo. L’idea che un’organizzazione sia una costellazione di “comunità di pratica” è veramente rivoluzionaria e ha implicazioni profonde su ciò che occorre per gestire un’organizzazione di successo nella nuova economia.

Il buio in sala

Leo Ortolani

BAO Publishing, Milano, 2016

"Alcuni anni fa avevo pubblicato sul mio blog la recensione a fumetti del film Marvel The Avengers. Poco più che una serie di vignette quasi uguali tra loro, disegnate in fretta e furia, giusto per dire la mia, quella di un uomo perplesso da questo film, in un mondo che lo adora incondizionatamente. Ricordo che fin dalla scena iniziale avevo pensato "Cos'è, questa roba?" e mi ero girato verso Marcello Cavalli, compagno di merende cinematografiche, a cercare conferme. Lui però continuava a fissare lo schermo, anche per non darmi corda, che quando inizio a fare il cagadubbi sono oggettivamente insopportabile. E niente, mi ero visto questo film, povero nella sceneggiatura e nella messa in scena, attento alla battuta, ma non al fatto che l'epicità fosse andata in bagno e probabilmente fosse rimasta chiusa dentro, perché poi non si era più fatta vedere. E poi ero uscito dal cinema ed era piaciuto a tutti. Tranne a me." (Leo)

Tutta un'altra storia

Come spiegare ai bambini la diversità

Elisabetta Maùti

Erickson, Trento, 2013

Se vogliamo far crescere i nostri bambini come figli di un mondo multietnico, aperto al nuovo e tollerante, dobbiamo aiutarli a comprendere e apprezzare il valore delle differenze sin da quando sono piccoli. Ma come possiamo spiegare loro un argomento tanto difficile con parole semplici e facilmente comprensibili? Attraverso 10 favole ambientate negli scenari più insoliti e inconsueti, questo libro ci darà la possibilità di entrare con i nostri piccoli in un mondo abitato da personaggi diversi, con il preciso obiettivo di aiutarli a comprendere che della diversità non si deve avere paura, né vergogna. Insieme al Principe con 2 piedi destri e a Gelsomino Senzanaso, ecco sfilare davanti a noi un chicco di caffè, un bambino di vetro, una corte di pennarelli di tutti i colori, alcuni più popolari e altri meno… Lo scopo è di insegnare ai bambini che tutti siamo un po’ diversi dagli altri, sia dentro che fuori, ma è proprio questa diversità che ci contraddistingue, e che ci rende unici. È la diversità che fa di noi delle persone davvero speciali. (Età di lettura: da 3 anni)

Genere, politica, storia

Joan W.Scott

Viella, Roma, 2013

Il saggio di Joan W. Scott che apre il volume (Il "genere": un'utile categoria di analisi storica) è uno degli scritti più influenti e citati della letteratura storica contemporanea, e un cardine degli studi femministi. Il suo contributo critico ha inciso profondamente sulla storia delle donne e più in generale sulla nostra comprensione del passato, sulle scienze sociali, sugli studi culturali, sulla teoria femminista, ispirando ricerche innovative nel nuovo campo della storia di genere. Oltre a questo, si pubblicano qui alcuni dei testi più significativi e attuali di Scott sul rapporto tra genere, politica e storia. Li accompagnano i saggi di sei storiche di diverse aree geografiche e di diverse specializzazioni cronologiche, che sulla "American Historical Review" hanno recentemente fatto il punto sull'impatto della categoria di genere nei diversi campi della ricerca storica delle donne. Con interventi di Maria Bucur, Dyan Elliott, Gail Hershatter, Joanne Meyerowitz, Heidi Tinsman, Wang Zheng. Postfazione di Paola Di Cori.

La psicologia clinica in ospedale

Consulenza e modelli d'intervento

Carlo Alfredo Clerici e Laura Veneroni

Il Mulino, Bologna, 2014

Punto d'incrocio fra la soggettività del paziente e quella dell'equipe, fra l'oggettività della malattia e gli aspetti istituzionali, l'attività di psicologia clinica in ospedale è oggi un ambito di intervento di crescente rilevanza. Il professionista che in tale contesto fornisce la propria opera di consulenza è chiamato ad affrontare la complessità dei fenomeni che agiscono sul paziente nel corso delle cure mediche. Questo volume offre gli strumenti utili per comprendere i vissuti che si accompagnano alla malattia in ottica fisiopatologica, psicopatologica, psicologica e relazionale.

Il Corano spiegato ai giovani

Rachid Benzine

Archinto, Milano, 2016

Il Corano: tutti ne parlano, ma chi lo conosce veramente? Questo libro rivela al grande pubblico un Corano misconosciuto, spesso poco conosciuto persino dagli stessi musulmani. Con metodo e con chiarezza, Rachid Benzine mette alla portata di tutti gli strumenti necessari per leggerlo e per capirlo. Come si è prodotta la rivelazione coranica? In quale società è apparso il Corano? A chi si rivolge? Chi era Maometto? Come è successo che la predicazione orale dei primi tempi sia diventata il libro a cui oggi fanno riferimento più di un miliardo di nostri contemporanei? Quali insegnamenti propone il Corano? Quali punti ha in comune con la Bibbia? Per quale motivo ha qualcosa da dirci? Un libro per scoprire come il Corano è diventato, fin da quando è apparso nella storia, una fonte di ispirazione spirituale e di trasformazione sociale.

Il lavoro femminile

Lo sviluppo economico in Italia

Laura Savelli con la collaborazione di Alessandra Martinelli

Edifir, Firenze, 2009

E' il settimo volume della serie “Lo sviluppo economico in Italia”, e si pone l’obbiettivo di mettere in luce il contributo femminile nel mondo del lavoro e nell'economia del nostro paese, con particolare riguardo agli ultimi due secoli, che hanno visto le donne presenti non più solo nelle campagne, nell'artigianato, nel piccolo commercio, ma in misura crescente nell'industria, nei servizi, dall'istruzione alla sanità, dalle comunicazioni ai trasporti, nelle professioni, nell'imprenditoria e nella finanza.Cercheremo di mettere in rilievo come questa crescita di presenza extra-domestica si sia intrecciata con forti persistenze, ma anche con rilevanti trasformazioni nella vita familiare e nelle relazioni sociali.Ad accompagnare il testo è un percorso fotografico, che presenta mestieri, impieghi, e momenti salienti della vicenda delle lavoratrici italiane.

La sharing economy

Dai rischi incombenti alle opportunità possibili

Vincenzo Comito

Ediesse, Roma, 2016

Tra i diversi aspetti della trasformazione in atto nello scenario economico mondiale un posto di tutto rilievo spetta all'affermazione della cosiddetta «economia della condivisione» (sharing economy), nell'ambito di una più generale e per alcuni versi potenzialmente devastante tendenza alla numerizzazione dell’economia. Quasi ogni settore possiede il suo sistema numerico che fornisce un servizio di messa in relazione tra privati e/o imprese. Tra le prime success stories va ricordata l’affermazione di Uber nei trasporti di persone e di cose e di Airbnb per l’affitto di appartamenti per le vacanze. Ma i servizi espletati, basati spesso su lavoro mal pagato e precario, si vanno estendendo ormai ad ogni settore. Il volume analizza, oltre al rapporto tra evoluzione tecnologica e mutamenti nel mondo del lavoro, l’influenza negativa che tali sviluppi hanno sulla struttura dei mercati e sulla concorrenza, sull'evasione e l’elusione fiscale, sulla concentrazione della ricchezza e sul crescente dominio dei rapporti di mercato nell'organizzazione della società e degli Stati, che faticano a gestire la situazione. È invece necessario che i poteri pubblici non blocchino sviluppi che potrebbero avere anche aspetti positivi e intervengano per controllare i fenomeni «spontanei» in atto e orientarli verso esiti più accettabili.

La rabbia

a cura di Valerio Bindi e Luca Raffaelli

Einaudi Stile Libero Extra, Milano, 2016

Vent'anni dopo "Gioventù cannibale", un gruppo di narratori spariglia improvvisamente le carte e trova un linguaggio inedito non solo per testimoniare, ma anche per sfidare il nostro tempo. Sono nati tra il 1978 e il 1992, anni in cui l'Italia covava la crisi che ha cancellato ogni idea di futuro. Sono autori di fumetti, arrivano dalla fucina di Crack!, il festival nato al Forte Prenestino: spaziano dal manga al punk, dall'underground al pop, e narrano storie metropolitane, visionarie, taglienti, comiche, rabbiose. Non è la rabbia di chi ha perso la partita, ma quella di chi non ha nemmeno potuto giocarla. La rabbia di chi è rimasto bloccato in ascensore per un fine settimana che dura da una vita. Di chi non ha trovato un posto in questo mondo, eppure sa raccontarlo come nessun altro. Se una volta la rabbia era un sentimento collettivo, di azione politica, oggi che il mondo la umilia si trasforma in confessione, in diario quotidiano - minimalista, tragico o surreale - dove la posta in gioco è l'identità di un'intera generazione. Essere nati tra la fine degli anni settanta e gli inizi dei novanta caratterizza una generazione a cui, purtroppo o per fortuna, è stata preclusa ogni possibilità di guardare con certezza al futuro. La rabbia è un antologico tematico di otto fumetti inediti realizzati da undici autori costretti quindi a convivere con quella rabbia di chi è rimasto bloccato in ascensore per un fine settimana che dura da una vita. Zerocalcare, Ratigher, Bambi Kramer, Vincenzo Filosa e Giusy Noce, Hurricane, Sonno, Tsò e Federico Primosig, Laura Nomisake e Annalisa Trapani sono riuniti in questo magnifico volume curato da Valerio Bindi e Luca Raffaelli e che riunisce i pensieri di questi giovani artisti che raccontano con parole e immagini le ansie di una generazione perduta, che tra i venticinque e i quarant’anni, non può costruirsi un domani fatto di un lavoro sicuro, di una famiglia, di un affetto stabile perché privato dei sogni, di una sicurezza che manca sotto i piedi. Il loro tratto fantasioso e diversissimo, come può essere per esempio quello di Zerocalcare o di Laura Nomisake, comunica più di mille post su facebook, di mille hashtag, anche perché l’ironia e la voglia di sognare sempre e comunque salvano comunque questa generazione che ha trovato nel reinventarsi l’asso nella manica.

L'uomo maltrattante

Dall'accoglienza all'intervento con l'autore di violenza domestica

Giacomo grifoni

Franco Angeli, Milano, 2016

Come approcciare nell'ambito della relazione di aiuto l'uomo che agisce violenza? Con quali strumenti è possibile pianificare un trattamento focalizzato sulla violenza? Quali insidie si nascondono nella presa in carico e come affrontare le inevitabili impasse della relazione operativa? Attraverso numerosi esempi e continui richiami teorici, il testo accompagna il lettore nel percorso che va dall'accoglienza all'intervento, delineando i criteri operativi necessari per avvicinarsi in modo appropriato al lavoro con l'uomo maltrattante. L'esperienza maturata sul campo dall'autore, tanto nel lavoro con gli uomini maltrattanti che con le donne vittime di violenza, dimostra infatti la crescente necessità di acquisire nuove competenze professionali per fornire risposte efficaci ed integrate in una dimensione ecologica ad un problema di salute pubblica quale è quello rappresentato dalla violenza. Psicologi, medici, assistenti sociali, educatori, ma anche i professionisti che lavorano in ambito giudiziario, possono trovare in questo testo alcune bussole fondamentali per orientarsi nella loro pratica e accompagnare gli uomini in un percorso di assunzione di responsabilità e di apprendimento di abilità di vita alternative alla violenza. Lavorare con questo tipo di utenza, infatti, comporta un'inevitabile rivisitazione dei propri percorsi formativi, per renderli sensibili alle tematiche che sottendono l'analisi della domanda delle situazioni in cui è presente il maltrattamento.

Il lavoro sociale nelle dipendenze da alcol e droga

Valerio Quercia

Erickson, Trento, 2014

Quali competenze devono avere gli operatori sociali che si occupano di persone con problemi di dipendenza? Come possono affrontare questa «prima linea» dei servizi, per offrire una prestazione professionale adeguata ed efficace? Il loro compito non è facile. Si relazionano con persone che spesso non sono ben disposte al cambiamento, devono svolgere contemporaneamente il ruolo d’aiuto e quello di controllo, si confrontano con un quadro normativo complesso e mutevole. Senza dimenticare che anche il concetto stesso di dipendenza è in continua evoluzione. Questa guida pratica vuole essere d’aiuto ai professionisti del servizio sociale impegnati nel campo delle dipendenze, tenendo presenti tutti i fattori che entrano in gioco: dal versante legale a quello del lavoro di rete; dalla conoscenza della natura e degli effetti delle sostanze stupefacenti all’assessment dei fattori di rischio individuali; dal lavoro con i gruppi alla progettazione di interventi di prevenzione e di promozione della salute. Un’attenzione particolare viene dedicata alla cura della relazione tra assistente sociale e cliente, soprattutto quando il fuoco delle interazioni è incentrato sul cambiamento comportamentale.

Generazione Tuareg

Giovani, flessibili e felici

Francesco Delzìo

Rubbettino, Soveria Mannelli, 2007

I trentenni e i quarantenni di oggi si sono formati in un deserto, causato dal rapido e imprevedibile dissolvimento delle certezze che avevano caratterizzato il Novecento. Sono i protagonisti della Generazione Tuareg. Costretti a vagare in un mare senz'acqua come i nomadi del deserto, privi delle bussole che avevano guidato padri e nonni. Proprio come i Tuareg, hanno una sola chance per sopravvivere: affrontare il deserto in gruppo, abbandonando l'iper-individualismo di fine Novecento. Colpita e marginalizzata dalle conseguenze della rivoluzione del '68 e della cultura dello spot televisivo, dai mercati dei servizi chiusi alla concorrenza e dalla riforma Dini, la Generazione Tuareg può riscattarsi solo costruendo una nuova mappa di valori, un nuovo pensiero comune. Coltivando visioni più ampie del proprio interesse, può rovesciare l'approccio di chi oggi è al potere in Italia. Battendo la "sindrome dell'alieno": l'idea - straordinariamente diffusa tra dirigenti pubblici e privati, intenditori, opinion maker, accademici - che le sorti dell'Italia siano qualcosa di altro rispetto ai propri comportamenti, ai propri giudizi, alle proprie ambizioni. Riaccendere la speranza, ricostruire il "sogno italiano". È la grande missione della Generazione Tuareg. flessibile per necessità, felice per scelta.

Corpi violati

Condizionamenti educativi e violenze di genere

a cura di Simonetta Ulivieri

Franco Angeli, Milano, 2014

Sono cronache di ordinaria follia quelle che leggiamo ogni giorno sui giornali: donne ammazzate, stuprate, massacrate di botte, senza che vi sia un limite nemmeno di età... e non solo in lontane società arretrate ma qui, nel nostro paese, nelle grandi città come nei piccoli centri. Come leggere questi fenomeni? Come soprattutto provare a contrastarli davvero? Questo volume - che accoglie i saggi di Anna Antoniazzi, Irene Biemmi, Francesca Borruso, Daniela Dato, Francesca Dello Preit, Rosa Gallelli, Silvia Leonelli, Anna Grazia Lopez, Elisabetta Musi, oltre che della stessa Simonetta Ulivieri, tutte pedagogiste - ha il merito di proporre una lettura non sociologica o psicologica ma finalmente pedagogica di questa tragedia, perché educativo è il dispositivo che lo fonda e solo educativa sarà la via d'uscita. Le radici del male non vanno cercate nelle "anomalie" delle singole storie, delle infanzie ferite, dei raptus imprevedibili, ma nella normalità di un ordine simbolico intrinsecamente violento. Alla pedagogia, più che ad ogni altra disciplina, spetta dunque il compito di individuare pratiche e dispositivi inediti con cui riformulare l'ordine simbolico che incornicia le relazioni tra i soggetti. Perché quando si hanno le parole per nominare la realtà, si hanno anche gli strumenti per trasformarla.

C'è differenza

idendtità di genere e linguaggi: storie, corpi, immagini e parole

Graziella Priulla

Franco Angeli, Milano, 2013

Questo libro ha l'ambizione di porsi come manuale di educazione di genere; vuole favorire una riflessione sugli stereotipi presenti nella comunicazione per sviluppare nuove modalità che contribuiscano a creare nelle giovani generazioni identità positive e paritarie, che le aiutino a difendersi da modelli di femminilità e mascolinità limitativi delle potenzialità di ciascuna e di ciascuno. Le storie che raccontiamo sono quelle delle progressive conquiste di parità, di autonomia, di libertà delle donne italiane. I corpi cui ci riferiamo sono quelli delle donne di oggi. Per le donne il corpo non segna la propria unicità allo stesso modo in cui lo fa per gli uomini, perché è il segno prioritario attraverso il quale da sempre sono guardate e pensate. Le immagini e le parole sono quelle impiegate dai mass media e dai linguaggi quotidiani per parlare di uomini e di donne. Quattro sono i punti in cui si articola il volume: i concetti e la loro storia: di che cosa ci occupiamo, da dove veniamo; - la lingua italiana: come parliamo; - i mass media: che cosa guardiamo; - l'educazione di genere: che cosa impariamo.

L'indicibile tenerezza

In cammino con Simone Weil

Eugenio Borgna

Feltrinelli, Milano, 2016

Una vita esemplare e un pensiero folgorante. Eugenio Borgna ha trascorso molto della sua vita in dialogo con gli scritti di Simone Weil, che hanno saputo offrirgli infinite suggestioni per il suo cammino di medico e psichiatra, impegnato nell'ascolto e nella condivisione della sofferenza e della speranza. In questo vero e proprio diario di un lettore d'eccezione, Eugenio Borgna interroga l'enigma di questa giovane donna che ha attraversato un'epoca di guerre e totalitarismi armata della sua fragilità, della sua intelligenza luminosa, della sua febbrile passione per l'amicizia e la trascendenza. Eugenio Borgna rievoca gli anni di formazione di Simone, l'appartenenza alla colta borghesia ebraica della capitale francese, la vicinanza ad alcuni grandi irregolari della cultura del tempo. Mette al centro di questa sua rivisitazione il momento drammatico in cui Simone decide di andare a lavorare in fabbrica con l'idea di condividere la sofferenza degli ultimi in un estremo esperimento con se stessa e con le proprie forze. E indaga in Simone Weil il costante, misterioso intreccio tra una bruciante sensibilità che la avvicina alle grandi figure della mistica e della poesia femminile come Teresa di Lisieux, Etty Hillesum, Madre Teresa di Calcutta, e un impegno politico senza riserve, che la porta alla volontà di partecipare alla guerra civile spagnola e più tardi alla Resistenza francese, morendo a Londra stremata dalla malattia e dalla solitudine

Tutto quello che non vi hanno mai detto sull'immigrazione

Stefano Allievi, Gianpiero Dalla Zuanna

GLF editori Laterza, Roma-Bari, 2016

Un quadro aggiornato sui flussi migratori e sul loro contributo reale allo sviluppo economico, culturale e sociale del paese Senza eludere nessuno dei temi scottanti degli ultimi mesi: l'aumento esponenziale dei richiedenti asilo, l'impatto della crisi sulle migrazioni, il contributo degli stranieri all'economia italiana, i problemi di criminalità, l'integrazione fra le diverse culture e religioni.

Il secolo dei giovani

Le nuove generazioni e la storia del novecento

a cura di Paolo Sorcinelli e Angelo Varni

Donzelli Editore, Roma, 2004

Come si può raccontare il Novecento, da tanti definito proprio il "secolo dei giovani", senza assumerne lo sguardo? Come dar conto del mutamento di linguaggi che dal dopoguerra a oggi è intervenuto nel costume, nell'arte, nella musica, nella letteratura, nella politica, senza far riferimento a quella soggettività delle nuove generazioni che sembra essere uno dei caratteri più forti e originali della storia contemporanea? La scelta degli autori è quella di guardare a tali cambiamenti con gli occhi di chi li ha provocati, per capire in che modo i giovani hanno interpretato la storia che hanno vissuto e come, a loro volta, siano stati rappresentati dalla storiografia. Questo volume aggiunge un'altra tessera alla lettura dell'Italia.

La paranza dei bambini

Roberto Saviano

Giangiacomo Feltrinelli, Milano, 2016

Dieci ragazzini in scooter sfrecciano contromano alla conquista di Napoli. Quindicenni dai soprannomi innocui – Maraja, Pesce Moscio, Dentino, Lollipop, Drone –, scarpe firmate, famiglie normali e il nome delle ragazze tatuato sulla pelle. Adolescenti che non hanno domani e nemmeno ci credono. Non temono il carcere né la morte, perché sanno che l’unica possibilità è giocarsi tutto, subito. Sanno che “i soldi li ha chi se li prende”. E allora, via, sui motorini, per andare a prenderseli, i soldi, ma soprattutto il potere. La paranza dei bambini narra la controversa ascesa di una paranza – un gruppo di fuoco legato alla Camorra – e del suo capo, il giovane Nicolas Fiorillo.

Human

Quel che ci rende unici

Michael S. Gazzaniga

Raffaello Cortina Editore, Milano, 2009

Siamo davvero unici nel regno animale? Ed è unico il nostro cervello? Che cosa, nel corso dell'evoluzione, lo ha reso tale? Per oltre mezzo secolo le neuroscienze hanno cercato di spiegare la condizione umana individuando i processi psicologici e i meccanismi neurali che sottendono funzioni chiave quali la percezione, la memoria, le emozioni o il linguaggio. Quello che non hanno fatto è indagare la natura biologica, psicologica e sociale della specie umana nel quadro delle relazioni interpersonali che caratterizzano la nostra vita quotidiana. In questo volume Michael Gazzaniga affronta la sfida, guidandoci con stile chiaro e insieme rigoroso nella ricerca dei cambiamenti che ci hanno reso esseri senzienti e pensanti assai diversi dai nostri predecessori, capaci non solo di passare gran parte del tempo in società, confrontandoci con altri esseri umani e valutando le loro azioni e le loro intenzioni, ma anche di dar prova del nostro ingegno nella creazione artistica e nell'invenzione tecnico-scientifica.

La teoria sociologica contemporanea

Ruth A. Wallace e Alison Wolf

Il Mulino/Manuali, Bologna, 2008

Il volume offre l'opportunità di accostarsi alle principali teorie sociologiche contemporanee: il funzionalismo, la teoria del conflitto, le teorie della scelta razionale, l'interazionismo simbolico, la fenomenologia. L'attenzione delle autrici, focalizzata sui contributi apparsi dopo il 1945 e sui loro autori, si è spostata fino a ridosso del tempo presente, seguendo gli sviluppi dei vari filoni teorici, introducendo nuovi autori (ad esempio Luhmann, Giddens, Bourdieu, Boudon) e ampliando la trattazione alle nuove tendenze (ad esempio la sociologia del corpo, le correnti postmoderniste, le recenti teorie della scelta razionale, la teoria sociale dell'emozione, i contributi del movimento femminista all'interno dei vari approcci), attraverso le quali la riflessione sociologica si tiene al passo con le trasformazioni della società e della cultura.

10 cose che ogni bambino con autismo vorrebbe che tu sapessi

Ellen Notbohm

Erickson, Trento, 2015

Se fino a non molto tempo fa si riteneva che l’autismo fosse una «malattia incurabile», oggi, grazie ai progressi della ricerca, la credenza che chi ne è affetto debba rinunciare a una vita significativa e produttiva non ha più ragion d’essere. Ogni giorno, gli individui con autismo ci mostrano che sono in grado di superare, compensare e gestire in modi alternativi molti degli aspetti più difficoltosi della loro condizione e avere una vita realizzata e dinamica. Scrittrice e madre di un bambino con autismo, l’autrice si mette nei panni e nella testa di coloro che soffrono di questo disturbo, immaginando che siano loro stessi a dire agli adulti le «10 cose» essenziali da tenere a mente: 1. Io sono un bambino 2. I miei sensi non si sincronizzano 3. Distingui fra ciò che non voglio fare e non posso fare 4. Interpreto il linguaggio letteralmente 5. Fai attenzione a tutti i modi in cui cerco di comunicare 6. Fammi vedere! Io ho un pensiero visivo 7. Concentrati su ciò che posso fare e non su ciò che non posso fare 8. Aiutami nelle interazioni sociali 9. Identifica che cos'è che innesca le mie crisi. Amami incondizionatamente libro guiderà genitori, familiari, insegnanti e educatori lungo un viaggio di conoscenza e di scoperta, alla fine del quale l’autismo farà meno paura e grazie a cui si disporrà di informazioni e strumenti maggiori e più efficaci per poter rendere un bambino con autismo un adulto indipendente, migliorandone sensibilmente le capacità comunicative e le abilità sociali.

Le dipendenze comportamentali in età evolutiva

Valeria Verrastro

Alpes Italia, Roma, 2015

L'adolescenza è una particolare fase evolutiva per lo sviluppo di comportamenti di dipendenza patologica (dalla dipendenza delle figure di riferimento all'indipendenza, per la conquista dell'autonomia e la costruzione della propria identità). L'adolescente può essere spinto a sperimentare condotte devianti e trasgressive, con il rischio di sviluppare una "dipendenza" da comportamento. Le nuove dipendenze comportamentali comprendono quelle condotte con caratteristiche di addiction (l'oggetto implicato non è l'uso di una sostanza, ma un comportamento socialmente accettato). Queste condotte tra gli adolescenti, preoccupano l'intera comunità scientifica per le eventuali pericolose ricadute sul successivo sviluppo evolutivo. Una recente ricerca sulle dipendenze comportamentali individua i possibili fattori di rischio e di protezione, al fine di riconoscerne i segnali precoci e prevenirne la strutturazione della patologia. Si intende incoraggiare l'approfondimento dello studio sul campo e la programmazione di programmi d'intervento specifici, volti alla prevenzione della tendenza precoce degli individui in età evolutiva a sviluppare nuove forme di dipendenza patologica.

Tra me e il mondo

Ta - Nehisi Coats

Codice edizioni, Torino, 2015

Tra me e il mondo è una lettera che Ta-Nehisi Coates scrive al figlio Samori nel giorno del suo quindicesimo compleanno. Coates racconta la storia della sua infanzia nella parte sbagliata di Baltimora, della paura delle strade e delle gang, della scuola, della violenza, della polizia. Vincere questa paura, la paura di perdere il proprio corpo, diventerà lo scopo della sua vita. Per la prima volta la ricostruzione della storia americana riparte da zero; e riparte proprio da Ground Zero – dove ben prima del crollo delle torri gemelle c’era la sede del mercato degli schiavi della città di New York – per arrivare alle continue uccisioni ingiustificate di neri da parte della polizia, una violenza che diventa in questo racconto la storia universale del razzismo. Questo è un libro da cui nessuno uscirà indenne.

Aldo Capitini filosofo dell'azione e della libertà

Giuliana Mannu

Mimesis, Milano, 2016

Il saggio ricostruisce criticamente l’opera di Aldo Capitini, con particolare attenzione allo spazio teoretico in cui si intrecciano i rapporti tra morale e politica, individuo e società, ontologia ed esistenza, con riferimento anche al pensiero di Augusto Del Noce. La prima sezione indaga le categorie del pensiero capitiniano che definiscono la sua proposta etico-politica come filosofia dell’azione e della libertà. La seconda parte riguarda il pensiero di Augusto Del Noce, in particolare l’epistolario inedito con Aldo Capitini dal quale emerge, non solo la grande rilevanza dei temi trattati ai fini della ricostruzione dei rapporti intercorsi tra i due pensatori, ma soprattutto un’interpretazione del loro pensare che sostanzia la linea etico-politica del nostro tempo. Il carteggio documenta le traversie, il periodo di crisi, di rivoluzione intellettuale e morale, durante la loro amicizia, mettendo in luce che il nodo teoretico della loro riflessione si ritrova nel valore attribuito all’agire pratico e alla libertà come scopo e tensione continua della coscienza attiva dell’individuo.

Generazione tradita

Gli adulti contro i giovani

Pier Luigi Celli

Mondadori, Milano, 2010

Una generazione tradita da una società divisa, rissosa, individualista. Una generazione tradita da una politica faziosa, immorale e strafottente. Una generazione tradita dal suo Paese. Quel bel Paese in cui cultura e competenza sono requisiti trascurabili per accedere al mondo del lavoro e dove le aspirazioni di una generazione giovane vengono sacrificate a un sistema vecchio e malato. Pier Luigi Celli, conduce con uno sguardo critico e impietoso un'indagine che scandaglia i sistemi educativi e gli intrighi della politica, i debiti della vecchia generazione e la lotta degli adulti contro i giovani. Dal suo punto di vista di manager di lungo corso, Celli recupera e sviluppa i temi che aveva lanciato in una provocatoria e assai discussa lettera a "la Repubblica", Figlio mio lascia questo Paese, fermamente determinato a trovare una risposta positiva possibile. C'è nell'aria un sentimento che ondeggia pericolosamente tra ineluttabilità, rassegnazione e voglia di riscatto. Solo un esame intransigente può restituire le condizioni per sperare e ricominciare. E, in questo, trova un suo senso preciso l'impegno di leggere pagine che sono, prima di tutto, un invito a guardare ai giovani con lungimiranza e generosità. Per prendere parte alla sfida. Per riconsegnare ai giovani la loro scommessa. Per rendere alla generazione tradita ciò che le spetta.

Cronache di Gerusalemme

Guy Delisle

Rizzoli - Lizard, Milano, 2012

Agosto 2008: un volo notturno porta Guy Delisle a Gerusalemme, dove il fumettista e la sua famiglia trascorreranno un anno della propria vita per dare modo a Nadège, la compagna di Guy, di partecipare a una missione di Medici Senza Frontiere. Vivranno a Beit Hanina, un quartiere nella zona est della città che sin dalla prima passeggiata si mostrerà, in tutta la sua desolazione, decisamente diverso dalla Gerusalemme propagandata dalle guide turistiche; e si destreggeranno più o meno goffamente in una quotidianità fatta di checkpoint e frontiere - teatro di perquisizioni e infiniti quanto surreali interrogatori -, delle mille sfumature di laicità e ultraortodossia, di tensioni feroci e contrasti millenari, e della disperata speranza, della rabbia e della frustrazione del popolo palestinese, in lotta ogni giorno contro l'occupazione, devastato dall'atrocità di un attacco (la tristemente nota Operazione Piombo Fuso) di cui l'autore si trova a essere basito spettatore. Una quotidianità condizionata dunque da grandi questioni, eppure fatta, come ogni altra, di piccoli momenti, narrati dall'autore di "Pyongyang", "Cronache birmane" e "Shenzen".

Dipendenza da alcol

Veronica Frilli

Sovera Edizioni, Roma, 2015

L'alcolismo resta, ancora oggi, la principale fonte di dipendenza e la principale causa di problemi psico-fisici, incidenti stradali e sul lavoro, crisi familiari. Anche tra i giovani il problema richiede la massima attenzione. In questo volume vengono forniti utili strumenti per aiutare ad aiutarsi a uscire dal tunnel della dipendenza.

Memorie Traumatiche

EMDR e strategie avanzate in psicoterapia e psicotraumatologia

Michele Giannantonio

Mimesis, Millano - Udine, 2014

La letteratura contemporanea più avanzata pone al centro dell'interesse psicoterapeutico il ruolo svolto dalle cosiddette "memorie somatiche" nella genesi e del mantenimento di ampia parte della psicopatologia, non solo di tipo post-traumatico. Oltre a ciò, è sempre più evidente la necessità di ricorrere (anche) ad approcci psicoterapeutici che utilizzino il linguaggio per andare al di là di esso, e accedere - dietro e dentro alle parole - al vasto e complessivamente indicibile regno delle emozioni e soprattutto delle sensazioni fisiche e viscerali, impermeabili al linguaggio, alla costruzione di significati e alla razionalità, e potenzialmente immortali. L'EMDR è certamente uno tra gli approcci maggiormente consolidati e verificati in sede di ricerca evidence-based per il trattamento del PTSD, ma la fenomenologia caleidoscopica dei disturbi post-traumatici e connessi alla storia di attaccamento richiede necessariamente uno sguardo clinico ampio e sofisticato, nonché l'adattamento delle procedure standard che hanno consentito una così ampia diffusione dell'EMDR. Può dunque rivelarsi utile, se non indispensabile, modificare le procedure standard dell'EMDR, integrarle, alternarle o sostituirle con altri approcci che "dialogano" con il corpo del paziente, adattando cioè il procedere clinico alle esigenze del paziente, e non a quelle (talvolta scolastiche) del terapeuta.

Quando i corpi ricordano

esperienze politiche dell'AIDS in sudafrica

Didier Fassin

ARGO, Lecce, 2016

All'inizio degli anni Duemila, mentre si scatenava un'aspra polemica sulle cause e le cure di questa malattia, il Sudafrica è diventato la nazione con il più alto numero di malati di Aids al mondo. Frutto di cinque anni di ricerca nelle township e nelle ex homeland, ma anche negli ambienti scientifici e politici, in "Quando i corpi ricordano" Didier Fassin ricostruisce lo sviluppo di una crisi epidemiologica e politica senza precedenti che, nel contesto del post-apartheid, ha scosso il rapporto fra sapere e potere. Mentre la storia della segregazione razziale si perpetua nelle violenze e nelle disuguaglianze di oggi, questo libro mostra come il lavoro della memoria delle sofferenze collettive faccia rivivere negli eventi del presente le tragedie del passato. Con una riflessione che va al di là del caso sudafricano, l'autore indaga i modi in cui, nelle società contemporanee, i corpi ricordano.

Rifugiati

Conversazioni su frontiere, politica e diritti

Filippo Miraglia con Cinzia Gubbini

Edizioni GruppoAbele, Torino, 2016

La più grande emergenza profughi dal secondo dopoguerra investe l’Europa in modo marginale e quantitativamente limitato: dei 60 milioni di donne e bambini che nel 2015 sono fuggiti da guerre e violenze solo un milione è approdato in Europa. Eppure la vulgata è che siamo di fronte a una invasione insostenibile e l’Unione europea, per “difendere” se stessa, stipula accordi con la Turchia di Erdogan per delegarle la gestione dei profughi, ricacciati ai confini dei Paesi da cui provengono. Eppure, nonostante l’asprezza della situazione, il nodo resta quello dei diritti: i diritti delle persone che, una per una, devono poter avere, ovunque si trovano e tanto più se fuggono da guerre e violenze, una vita dignitosa e libera. Per questo in migliaia lavorano ogni giorno, forse troppo silenziosi. Ma sono loro dalla parte giusta, e c’è da augurarsi che non sia troppo tardi quando chi ci governa se ne renderà conto.

La Repubblica degli stagisti

come non farsi sfruttare

Eleonora Voltolina

Laterza, Bari, 2010

«Il primo stage è il contrario del primo bacio: di solito è il migliore. Per varie ragioni: ha nel suo dna giovinezza, entusiasmo, innocenza. Al primo stage non ci sono aspettative né rancori né disillusioni: è il primo contatto di una persona con il mondo del lavoro, e nella maggior parte dei casi è emozionante». Il peggio viene dopo: perché l’Italia ormai è una Repubblica fondata sullo stage, spesso utilizzato come espediente per risparmiare sul costo del personale. Ma quali sono le leggi che lo regolamentano? E come si fa a distinguere le occasioni buone dalle fregature? Eleonora Voltolina, direttore del sito Repubblica deglistagisti.it, raccoglie le voci di tanti giovani che sono passati attraverso questa esperienza, indica le strade per uscirne indenni e lancia proposte per moltiplicare le ‘buone pratiche stagistiche’.

Antropologia culturale

seconda edizione

Fabio Dei

Mulino - Manuali, Bologna, 2016

Il manuale di Fabio Dei è riproposto in una nuova edizione arricchita e offre un quadro d'insieme dell'antropologia culturale, illustrandone metodo, teoria e linguaggi. L'approccio privilegia la focalizzazione sui nodi problematici e sulle categorie interpretative che fanno dell'antropologia uno strumento di riflessione fondamentale per la comprensione del mondo contemporaneo.

Cronache Birmane

Guy Delisle

Rizzoli - Lizard, Milano, 2013

Cronache birmane è un fumetto autobiografico in bianco e nero di Guy Delisle, scritto e pubblicato originariamente in francese. È un diario di viaggio sul periodo passato da Delisle in Birmania con sua moglie Nadège, un'amministratrice per Medici senza frontiere (MSF) e il loro bambino Louis. Delisle ha documentato in precedenza i suoi viaggi verso paesi retti da regimi nei fumetti Shenzhen e Pyongyang, focalizzati sui suoi viaggi in Cina e in Corea del Nord. Il fumetto racconta del viaggio di Guy Delisle nel paese del sud-ovest asiatico che è ufficialmente riconosciuto dalle Nazioni Unite come Myanmar ma conserva la denominazione di Birmania da parte delle nazioni che non riconoscono la giunta militare al comando. All'inizio del viaggio, la famiglia Delisle deve sistemarsi in un alloggio di Medici senza frontiere mentre cercano una sistemazione più permanente. Guy rimane a casa a prendersi cura di Louis mentre Nadège è spesso assente per le attività legate a MSF. Guy porta spesso Louis con il passeggino fuori nel quartiere e incontra personaggi locali.

Francesca Woodman

Gli anni romani tra pelle e pellicola

Isabella Pedicini

Contrasto, Roma, 2015

È il 1977. A diciannove anni Francesca Woodman è a Roma per un soggiorno studio. Figlia d'arte, studentessa presso il Rhode Island School of Design, per lei Roma rappresenta quel luogo e quel momento in cui le suggestioni estetiche e stilistiche coltivate in America, arrivano a definitiva maturazione. Attraverso lo studio delle immagini, dei carteggi privati, degli appunti sparsi che Francesca Woodman ha lasciato ai suoi amici romani, come attraverso le testimonianze di chi ha condiviso con lei questo periodo creativo, Isabella Pedicini compone un ritratto inedito, accompagnando il lettore attraverso un intimo viaggio dove parole e immagini si intrecciano a disegnare i contorni dell'originale universo della grande fotografa. Nel lavoro di Francesca Woodman si ritrovano gli echi e le suggestioni surrealiste, l'uso del corpo come linguaggio, gli influssi dei testi di Breton uniti a quelli della fotografia americana. Francesca Woodman si trasforma e per farlo utilizza i due strumenti che permettono il suo gioco magico: il corpo e la macchina fotografica. Si arriva così a individuare al centro della sua opera il topos della metamorfosi come continuazione della vita.

Le italiane e la storia

Un percorso di genere nella cultura contemporanea

Maria Pia Casalena

Bruno Mondadori, Milano - Torino, 2016

Nel XXI secolo le donne italiane che si occupano di storia sono molto meno numerose rispetto ai loro colleghi uomini e, soprattutto, sembrano ancora lontane - nonostante alcuni segnali incoraggianti - dal raggiungere un ruolo pienamente paritario nella comunità degli storici accademici. Cosa c'è all'origine di tale fenomeno? La storiografia è davvero una pratica intellettuale da uomini? Quando si potrà finalmente parlare di un pieno accesso delle italiane alla "cittadinanza storiografica"? Maria Pia Casalena ricostruisce la tortuosa vicenda della partecipazione femminile alla storiografia italiana a partire dalla nascita della Nazione, per giungere alle soglie del nuovo millennio. Dal confronto puntuale e sistematico tra produzione femminile e produzione maschile emergono tutti i motivi della feconda "differenza" portata dalle studiose e vengono alla luce i momenti salienti della risposta delle istituzioni italiane all'affermarsi di voci femminili sempre più numerose nelle riviste specializzate e nelle università del nostro Paese.

Umanizzare il carcere

Diritti, resistenze, contraddizioni ed opportunità di un percorso finalizzato alla restituzione dell

Pietro Buffa

Laurus, Roma, 2015

L'opera ripercorre vari aspetti connessi alle trasformazioni normative e gestionali del sistema penitenziario italiano a seguito delle note sentenze di condanna della Corte Europea per i Diritti dell'Uomo di Strasburgo. Acquista il valore di un vero e proprio manuale d'uso per tutti coloro vogliano intraprendere con decisione la strada del cambiamento di questo delicato settore, partendo dai suoi fondamenti giuridici per toccare anche i meccanismi per la creazione del consenso necessario.

Rom e Sinti

Il genocidio dimenticato

Carla Osella

Tau Editrice, Perugia, 2013

Questo libro, inserito nella collana dei quaderni della Fondazione Migrantes, è nato dall'amore verso il popolo rom e sinto con il quale da oltre quaranta anni l'autrice condivide la sua vita. Questo lavoro, iniziato nel 2005, è stato svolto in collaborazione con Francesca Sardi, senza la quale questo libro non avrebbe mai visto la luce. Sono stati anni faticosi di ricerche, visite, consultazione di documenti, incontri con i direttori dei musei e, soprattutto, con le persone che erano state internate. Il progetto ha previsto sia le visite ai lager fondati dai nazisti durante l'ultima guerra mondiale, sia le foreste in cui venivano trucidati: è stato un pellegrinaggio nel dolore del passato dove milioni di uomini, donne e bambini soffrirono a causa della deportazione, la fame, il lavoro inumano cui erano sottoposti, mentre altri venivano assassinati nelle camere a gas. Il filo rosso che collega ogni capitolo del libro è stato quello di dar voce a chi di loro ha vissuto il dramma della deportazione e della morte. Ci auguriamo che questo passato non ritorni mai più. Cosa dicono le persone - Scrivi una recensione

Kobane Calling

Zerocalacare

BAO Publishing, Milano, 2016

L'opera è un reportage in forma grafica del viaggio che ha portato l'autore al confine tra la Turchia e la Siria a pochi chilometri dalla città assediata di Kobanê, tra i difensori curdi del Rojava, opposti alle forze dello Stato Islamico. Nella prima parte del fumetto Zerocalcare racconta i motivi che lo hanno spinto nella piccola cittadina di Mehser, al confine turco-siriano, a poca distanza dalla città assediata di Kobanê, simbolo dell'agognata indipendenza della regione del Rojava, a maggioranza curda, contro le forze dello Stato Islamico. Il disegnatore racconta con umorismo gli esiti dell'annuncio, fatto ai genitori, della sua partenza verso Kobanê con un gruppo di volontari romani per supportare la resistenza curda e narrare obiettivamente il conflitto con testimonianze di prima mano. L'arrivo e la permanenza sono quindi tratteggiati nelle vignette con umorismo e digressioni tipiche dello stile di Zerocalcare ma con spirito critico verso le contraddizioni con cui internazionalmente vengono condotti gli interventi bellici e un fortissimo coinvolgimento emotivo verso le persone e i volontari conosciuti.

Barbara Kruger

testi di Angela Vattese, Paolo Fabbri e Marco Pierini

Palazzo delle Papesse, Museo d'arte contemporanea Siena, Siena, 2002

Palazzo delle Papesse Centro Arte Contemporanea, mostra personale dedicata all'artista americana. Per l'occasione il primo e secondo piano dello storico palazzo erano state interamente destinati ai lavori di Barbara Kruger. Sono state esposte circa venticinque opere, delle quali alcune ancora inedite, per lo più di grande formato e provenienti da collezioni pubbliche e private europee. Uno dei pezzi più significativi è stata la video-installazione "Power/Pleasure/Desire/Disgust", presentata in prima assoluta in Italia, e rielaborata appositamente dall'artista per adattarsi ai difficili spazi del Palazzo delle Papesse. Barbara Kruger, inoltre, aveva realizzato fuori dalle Papesse alcuni interventi specificamente pensati e progettati per la cità di Siena, che hanno coinvolto il sistema dei trasporti pubblici e delle comunicazioni pubblicitarie, in accordo con lo spirito e la natura della sua produzione-provocazione artistica. Questo è il catalogo della mostra.

Tamara De Lempicka

Icona dell'art Déco

Vanna Vinci

24 Ore Cultura, Roma, 2015

La scandalosa Tamara de Lempicka, artista e musa delle avanguardie del Novecento, è entrata nel mondo del graphic novel. E ora Grazie alla matita di Vanna Vinci che le ha dedicato questo splendido libro libro.

Cindy Sherman

Paul Moorhouse

Phaidon Press, Londra, 2014

Poco tempo dopo la sua nascita, la famiglia lasciò il New Jersey per trasferirsi a Huntington, Long Island. Cindy Sherman cominciò a interessarsi di arti visive già al college (SUNY Buffalo), dove cominciò a dedicarsi alla pittura, che però abbandonò presto per dedicarsi alla fotografia. Insieme a Longo (Compagno di studi), a Charls Clough e altri artisti fonda la galleria d'arte Hallwalls. Per un breve periodo si focalizza sulla pittura dipingendo in maniera realista copie di foto tratte da riviste e ritratti. Quando in America ci fu la contestazione femminile, Sherman si appropria dello stereotipo maschilista della donna sensuale, lo interpreta in prima persona per riutilizzarlo in chiave ironica. Usa lo stereotipo per eliminare lo stereotipo. Nel 1995, Sherman ha ricevuto uno dei prestigiosi premi MacArthur Fellowships, conosciuti come "Genius Awards." Nel 2006 ha creato una serie di pubblicità di moda per il designer Marc Jacobs. Nell'autunno del 2011 MAC, azienda leader nella produzione di cosmetici professionali, esce con una collezione i cui poster pubblicitari ufficiali sono delle caratterizzazioni della Sherman. Attualmente lavora a New York. Sherman produce serie di opere, fotografando se stessa in una varietà di costumi. In serie recenti, datate 2003, si presenta come clown. Sebbene la Sherman non consideri il proprio lavoro femminista, molte delle sue serie di fotografie, come "Centerfolds," (1981), richiamano l'attenzione sullo stereotipo della donna come appare nella cinematografia, nella televisione e sui giornali. Cindy Sherman non manipola in alcun modo le sue foto. all'estremità opposta c'è invece la fotografia composta e manipolata, resa finzione.

Intermedialità al femminile: l'opera di Ketty La Rocca

Elena Del Becaro

Mondadori/Electa, Milano, 2008

Il Museo Nazionale delle arti del XXI secolo mira a diffondere e valorizzare le ricerche artistiche e architettoniche più attuali, al fine di aprire la cultura artistica italiana a una nuova stagione di riflessione sulla contemporaneità artistica, che diviene il baricentro di un'articolata attività di ricerca, conservazione e documentazione nonché di uno specifico impegno dedicato alla formazione di nuove leve di critici e studiosi. È con questo intento che il Ministero per i Beni e le Attività culturali e il MAXXI hanno istituito nel 2006 un premio per la miglior tesi di laurea e dottorato di ricerca dedicata all'arte contemporanea italiana. Questo volume presenta il lavoro di Elena Del Becaro dedicato all'opera di Ketty La Rocca. Ricostruisce il percorso di una delle personalità artistiche più originali italiane tra anni Sessanta e Settanta, in una lettura che va oltre la ricostruzione storica riuscendo a collocare il lavoro dell'artista nel quadro d'insieme del vivace panorama artistico italiano del periodo.

Nostro figlio è dislessico

manuale di autoaiuto per i genitori di bambini con DSA

Gianluca Lo Presti

Erickson, Trento, 2016

Le più recenti normative ministeriali che riguardano gli alunni con BES segnano un ulteriore passo in avanti nell'inclusione scolastica, ampliando e differenziando la gamma dei bisogni educativi a cui offrire risposte e interventi mirati. Non sempre però le famiglie conoscono davvero le ricadute di queste nuove disposizioni sul piano del successo scolastico e delle metodologie didattiche, né quali sono le richieste da fare e le azioni da intraprendere con la scuola in seguito, ad esempio, a una diagnosi di disturbo specifico dell’apprendimento. Frutto di anni di pratica professionale diretta, il volume nasce con lo scopo di rendere i genitori:• informati sui cambiamenti normativi in materia di DSA;• in grado di riconoscere i fattori di rischio e i sintomi;• consapevoli delle risposte che lo specialista deve fornire alla conclusione del percorso diagnostico;• condividere con gli insegnanti il Piano Didattico Personalizzato;• gestire la delicata attività dello studio a casa;• prevenire gli effetti secondari del disturbo sul piano emotivo, motivazionale e relazionale.Pensato per le famiglie, il volume può fornire anche a psicologi e docenti indicazioni operative e un ampio panorama di strumenti didattici e interventi di recupero, grazie soprattutto a un linguaggio chiaro e ai numerosi suggerimenti pratici e consigli di esperti.

La storia

Elsa Morante

Einaudi, Milano, 1974

A questo romanzo (pensato e scritto in tre anni, dal 1971 al 1974) Elsa Morante consegna la massima esperienza della sua vita "dentro la Storia" quasi a spiegamento totale di tutte le sue precedenti esperienze narrative: da "L'isola di Arturo" a "Menzogna e sortilegio". La Storia, che si svolge a Roma durante e dopo la seconda guerra mondiale, vorrebbe parlare in un linguaggio comune e accessibile a tutti.

HIV/AIDS 2.0

Profezia di un'evoluzione possibile

Claudia Turrisi

Franco Angeli, Milano, 2015

L'infezione da HIV e l'AIDS oggi sono ancora presenti nella nostra società, e non sono circoscritti a una parte marginale della popolazione. Le nuove diagnosi sono attribuibili, nella maggioranza dei casi, alla trasmissione sessuale. I dati ci dicono che si tratta di un fenomeno trasversale e in complessivo aumento, eppure è come se il problema fosse scomparso, nessuno ne parla più. La cronicizzazione della malattia, insieme agli straordinari traguardi medico-scientifici nel frattempo raggiunti, rischiano di far trascurare difficoltà, fatiche, nascondimenti e sofferenze che ancora oggi vivono le persone HIV-positive nel confrontarsi con una patologia che ha implicazioni personali, fisiche, relazionali e sociali molto diverse dalle altre. La disattenzione in merito al tema HIV, oltre a lasciar proliferare il potenziale distruttivo del virus, sta impedendo di accogliere l'inedita sfida (culturale, pedagogica, etica, politica, psicologica, umana e sociale) che questo tipo di malattia rappresenta. Il volume si rivolge a educatori, formatori, insegnanti, assistenti sociali, medici, operatori dell'area psicosociale e socio-educativa, studenti, educatori degli oratori, delle associazioni sportive e a tutti coloro che, in contesti differenti, desiderano sviluppare un'attenzione profonda alla tematica dell'infezione da HIV.

Guarire i Giovani dalle dipendenze

100 domande e risposte

Vincent Dodin

LSWR, Milano, 2016

Qual è la differenza tra uso occasionale e tossicodipendenza? Esistono individui più vulnerabili di altri alle dipendenze? Che cosa sono le droghe sintetiche? Si può diventare dipendenti da Facebook, dal lavoro o dallo sport? Si può obbligare un giovane a curarsi? Alcool, sigarette, droghe, medicinali, cyber-dipendenze, disturbi alimentari, giochi patologici, acquisti compulsivi, la lista è lunga e nuovi comportamenti compaiono senza tregua. Sotto forma di 100 domande/risposte, brevi e precise, Vincent Dodin affronta, in modo chiaro e concreto, tutto ciò che c'è da sapere sulle dipendenze, sui prodotti e sui nuovi consumi, sui comportamenti delle persone affette da dipendenze, sul loro trattamento e sulla loro presa in carico. Sintetizzando le conoscenze attuali, quest'opera pratica, frutto di anni di ricerche che hanno avuto un riscontro nella realtà quotidiana e con i pazienti, spiana la strada verso la guarigione.

Esilio dalla Siria

una lotta contro l'indifferenza

Shady Hamadi

add, Torino, 2016

Che cos'è oggi la Siria dopo anni di sconfitte e di speranze, di occasioni negate e di lotta quotidiana contro l'indifferenza? È nel difetto, anzi nell'assenza, di qualsiasi solidarietà e riconoscimento di quanto accade che attecchiscono i semi dell'integralismo. Perché non dovrebbe essere così? Abbiamo lasciato soli i siriani all'interno del Paese, ignorando la loro tragedia abbiamo spinto le nuove generazioni al sacrificio, al martirio. Eppure è in Siria che affondano, cristallizzandosi, questioni importanti che toccano il mondo intero. Dopo "La felicità araba", Shady Hamadi racconta il suo esilio fatto di partenze e di incontri, di sconfitte e di resistenza civile: la morte di Mustafa, inghiottito nelle carceri del regime; il viaggio di Samer con un borsellino per i soldi e le foto come bagaglio; il ragazzo pronto a combattere con un braccio solo, per difendere un popolo che vuole l'emancipazione dalla dittatura e dal fondamentalismo e che, ogni giorno da anni, lotta per la vita e la libertà.

Kobane, diario di una resistenza

Racconti di una staffetta di solidarietà

Rojava Calling

Alegre, Roma, 2015

La resistenza popolare a Kobane ha mostrato l'esistenza di una terza via tra il fascismo islamico dell'Isis e l'imperialismo occidentale che si nutre di islamofobia. E sempre in Rojava, regione a maggioranza curda del nord della Siria, è nato l'esperimento del "confederalismo democratico", sistema di autogoverno che rimette in discussione gli Stati-nazione e che persegue un'economia solidale, riaffermando il principio di autodeterminazione dei popoli. Eppure questa esperienza fondamentale di lotta all'Isis, che potrebbe rappresentare anche un punto di svolta nella questione curda aperta da quasi un secolo, viene boicottata dal Governo turco e ignorata dai media occidentali. Non solo, tuttora il Pkk di Abdullah Öcalan è annoverato tra le organizzazioni terroristiche, al pari proprio dell'Isis che combatte. Collettivi e singoli - tra cui Zerocalcare che cura la prefazione a fumetti di questo volume - hanno sentito la necessità di recarsi a Kobane e a Suruc, in territorio turco a pochi metri dal confine, dando vita alla staffetta italiana "Rojava calling" per portare solidarietà concreta e dare visibilità a chi non si è mai arreso e continua a lottare per la propria autonomia. Questo libro è il loro diario di viaggio collettivo, raccontato in prima persona plurale dalle decine di attivisti che si sono succeduti nelle staffette. Un racconto corale dei veri protagonisti di questa drammatica e straordinaria esperienza, che come tutte le resistenze parla non soltanto al popolo curdo...

Quando Marina Abramovic morirà

James Westcott

Johan & Levi, Monza, 2014

Belgrado 1974. Marina Abramovic dà fuoco a una monumentale stella a cinque punte, simbolo del regime di Tito, e ci si distende dentro fino a svenire per asfissia. Napoli 1975. Uno spettatore le punta al collo una pistola carica: l'artista ha sfidato il pubblico a usare su di lei, risolutamente passiva, uno qualsiasi degli oggetti disposti su un tavolo. New York 2002. Marina vive per dodici giorni in un'abitazione pensile allestita alla Sean Kelly Callery. Digiuna. L'unico nutrimento è l'avido sguardo degli astanti che la osservano bere, dormire, lavarsi e urinare. Tra la schiera di spettatori c'è James Westcott: è il suo primo incontro con "la nonna della Performance Art", come lei ama definirsi, e l'incipit di "Quando Marina Abramovic morirà", biografia intima di un'artista che da quarantanni gioca con la morte mettendo il proprio corpo al centro di performance divenute leggendarie. Agli esordi, lanciarsi nell'arte performativa significa per Marina ribellarsi a un'esistenza "militarizzata", tiranneggiata da una madre che le impone diktat culturali comunisti e non la bacia mai. Cruciale per il decollo da Belgrado è l'unione artistica e sentimentale con il fotografo tedesco Ulay, con cui avvia una collaborazione tanto ardita quanto fruttuosa. A bordo di un furgone Citroen trasformato in casa mobile, la coppia gira l'Europa esibendosi in pezzi che mettono a nudo una simbiosi culminata nel prolifico "Nightsea Crossing".

Attraversare i muri

un'autobiografia

Marina Abramovic

Bompiani, Milano, 2016

Nel 2010, in occasione della retrospettiva che il MoMA dedicò a Marina Abramovic ́, più di 750mila persone aspettarono in fila fuori dal museo per avere la possibilità di sedersi di fronte all’artista e di comunicare con lei senza dire una parola, in una performance senza precedenti durata più di settecento ore. Una celebrazione di quasi cinquant’anni di performance art rivoluzionaria. Figlia di genitori comunisti, eroi di guerra sotto il regime di Tito nella Jugoslavia postbellica, Marina Abramovic ́ fu cresciuta secondo una ferrea etica del lavoro. Agli esordi della sua carriera artistica internazionale viveva ancora con la madre e sotto il suo totale controllo, obbedendo a un rigido coprifuoco che la costringeva a rincasare entro le dieci di sera. Ma nulla poté placare la sua insaziabile curiosità, il suo desiderio di entrare in contatto con la gente e il suo senso dell’umorismo. Tutto ciò che ancora oggi la contraddistingue e dà forma alla sua vita. Al cuore di Attraversare i muri c’è la storia d’amore con il collega perfomance artist Ulay: una relazione sentimentale e professionale durata dodici anni, molti dei quali passati a bordo di un furgone viaggiando attraverso l’Europa, senza un soldo. Un legame che arrivò al drammatico epilogo sulla Grande Muraglia cinese. La storia di Marina Abramovic ́, commovente, epica e ironica, parla di un’incomparabile carriera artistica che spinge il corpo oltre i limiti della paura, del dolore, dello sfinimento e del pericolo, in una ricerca assoluta della trasformazione emotiva e spirituale. Esso stesso straordinaria performance, Attraversare i muri è la rappresentazione vivida e potente della vita di un’artista eccezionale.

Mi chiamo Sonia e sono stata adottata

Posso raccontarti la mia storia?

Anne Braff Brodzinsky

Erickson, Trento, 2016

La protagonista di questo libro illustrato è una bambina, si chiama Sonia, è stata adottata e racconta la sua storia. Vuole raccontarla, soprattutto agli altri bambini — ma non solo — per far capire che cosa significa essere figli adottivi, quali difficoltà e quali soddisfazioni ci si trova a vivere. Con parole semplici e dirette, Sonia invita i piccoli lettori a osservare l’adozione dal punto di vista dei bambini. Sonia dà voce ai dubbi, alle preoccupazioni e ad alcuni pensieri che possono accompagnare l’esperienza adottiva. Il libro diventa così un’occasione preziosa e un utile strumento per aprire riflessioni e ulteriori domande non solo per chi vive in prima persona l’adozione, ma anche per chi — bambino o adulto — incontra le storie di adozione degli altri. La Guida per genitori, insegnanti e operatori psicosociali contenuta nel volume, scritta appositamente da Anne Braff Brodzinsky per l’edizione italiana, è ricca di spunti di riflessione e suggerimenti operativi e rappresenta una risorsa di facile consultazione per avvicinare e trattare le domande e le questioni complesse che ogni esperienza adottiva porta con sé. Si rivolge a tutti coloro che, a diverso titolo, incontrano, seguono e aiutano bambini e ragazzi adottati.

Padri calpestati

Dieci storie vere di uomini separati

Renea Rocchino Nardari

Effatà, Cantalupa (TO), 2014

Padri maltrattati che diventano improvvisamente nemici da allontanare e da sfruttare. Padri costretti ad elemosinare l'affetto dei figli. Padri obbligati a vivere in condizioni di estrema povertà. Padri emarginati, ignorati e calpestati. Padri vittime di pregiudizi e resistenze culturali da parte degli Operatori di Giustizia. Padri che invocano una riforma equa per i loro diritti in materia familiare. Le dieci storie raccontate intendono dar voce a tutti quei padri privati del diritto di amare e di essere amati dai loro figli, facendoci toccare con mano situazioni paradossali di uomini dimenticati e violati nei loro affetti e nei loro diritti.

Nel paese delle pulcette

Beatrice Alemagna

Phaidon, Londra, 2009

E’ il compleanno di Pulcetta Grassa che, per l’occasione, ha deciso di invitare a casa tutte le pulcette che abitano nel materasso in fondo al giardino per conoscerle e farle conoscere tra di loro. Ma scoprirà presto che nessuna le somiglia, ognuna è diversa dall’altra. Dopo un primo momento di disorientamento, le pulcette arrivano alla conclusione che non è possibile scegliere come essere, ma semplicemente si nasce tutti diversi. E questo non impedisce loro di vivere tutte insieme e di godersi in compagnia la festa di compleanno di Pulcetta Grassa. Una favola divertente sulla differenza e la tolleranza, capace di catturare l'interesse di ogni bambino. Scritta e illustrata con una tecnica singolare, grazie alla quale Beatrice Alemagna coniuga il collage con l'impiego di inserti e tessuti. Età di lettura: da 3 anni.

Margini d'Italia

L'esclusione sociale dall'Unità a oggi

David Forgacs

Editori Laterza, Bari, 2015

I ‘margini d’Italia’ sono tutto ciò che si è scelto di relegare alla periferia fisica o simbolica della nazione: le popolazioni africane delle colonie, le zone meno sviluppate del meridione, i manicomi prima della loro chiusura, le baraccopoli delle grandi città e i campi nomadi di oggi. È indubbio che l’esclusione di alcuni soggetti e alcuni luoghi contribuisce a determinare l’identità culturale di una nazione. Nel nostro paese l’esclusione sociale non è sempre passata attraverso un progetto politico preciso, ma è sempre stata contrassegnata da un discorso pubblico che ha rappresentato luoghi e persone come marginali. Nel libro, le voci e le fotografie di coloro che hanno contribuito alla segregazione politica e sociale, o l’hanno combattuta, ci raccontano molto sul processo di formazione dell’Italia moderna. Il risultato è un ribaltamento di prospettiva nella considerazione della nostra identità, destinato a lasciare il segno nella storiografia italiana.

Cura della dipendenza da cocaina

indicazioni cliniche e organizzative per il trattamento dei pazienti integrati soialmente

a cura di Antonia Cinquegrana e Tiziana Bussola

Franco Angeli, Milano, 2015

A partire dal 2010 a Brescia e a Lugano sono state istituite due Unità Operative Ambulatoriali espressamente dedicate ai soggetti cocainomani socialmente integrati. Si tratta di persone affette da una dipendenza anche grave, per quanto privi di problematiche legali o di una psicopatologia rilevante e che riescono a mantenere, tra alti e bassi, rapporti affettivi significativi e/o un'attività lavorativa anche soddisfacente: decidono di chiedere aiuto nel momento in cui comprendono di non avere più punti fermi, riconoscendo così che sono forse in procinto di perdere con essi "tutta la loro normalità". Tuttora questa tipologia di pazienti accede con difficoltà ai Ser.T. ma, benché possa essere considerata una popolazione eccessivamente selezionata, in realtà rappresenta la maggior parte dei soggetti che consumano cocaina in termini di dipendenza patologica. La cooperazione tra il gruppo lombardo e quello ticinese si è consolidata in sperimentazioni congiunte e l'esperienza acquisita nel curare oltre cinquecento pazienti ha consentito di individuare un modello organizzativo e clinico adatto a quanti, pur patologicamente dipendenti da cocaina, hanno conservato un'adeguata rete di sostegno psicosociale. Questo libro vuole descrivere un'esperienza professionale sottoposta al vaglio del metodo scientifico, ma nata soprattutto dall'integrazione di tecniche, attitudini, osservazioni che provengono dalla competenza clinica, con lo scopo di fornire utili indicazioni ai professionisti interessati ad approfondire l'attuazione di setting di cura specialistici espressamente dedicati a questo specifico target.

Ricerche e terapie sul gioco d'azzardo

Edoardo Giusti e Nicoletta Cittarelli

Sovera, Roma, 2016

Conoscere la dipendenza eccessiva e la trappola del giochi d’azzardo, aiuta a comprendere un fenomeno di alto costo sociale. Le illusioni, il desiderio di vincere, la difficoltà di controllare l’impulso di scommettere e non riuscire a smettere nonostante le cospicue perdite di denaro e le conseguenze familiari, riguarda la patologia distruttiva del giocatore compulsivo. Il testo fornisce strumenti di valutazioni e strategie d’intervento utili per contenere e trattare soggetti alla ricerca di sensazioni estreme e per la prevenzione di ricadute.

Il gioco d'azzardo in Italia

Contributi per un approccio interdisciplinare

a cura di Fabio La Rosa

Franco Angeli, Milano, 2016

Il gioco d’azzardo rappresenta un fenomeno in continuo mutamento, di crescente complessità e di non facile controllo, con impatti talvolta imprevedibili sull’individuo, sull’azienda, sull’economia di una nazione, sulla criminalità organizzata, sull’intera collettività. Con questa consapevolezza, nel corso del 2014 è stato creato presso l’Università degli Studi “Kore” di Enna un gruppo di ricerca sul tema, che ha visto l’adesione di un cospicuo numero di ricercatori e docenti. Ad un anno dalla sua formazione, il gruppo ha prodotto questo primo volume composto da sedici saggi, a carattere tanto teorico quanto empirico, volto ad offrire un approccio interdisciplinare del fenomeno. Questo è, infatti, osservato in una pluralità di chiavi di lettura: economica, aziendale, sociologica, psicologica e giuridica, così come in una pluralità di oggetti d’indagine, che spaziano dalle relazioni tra il gioco d’azzardo e la crisi economica, al mercato e ai suoi costi sociali, dal gioco d’azzardo patologico alle particolari tipologie di gioco. Tali profili d’indagine talvolta possono risultare in contrasto tra loro e in questo senso il volume si presta altresì ad una lettura critica nel tentativo di comporre interessi opposti. I contributi proposti forniscono così un’istantanea attuale di un fenomeno in inarrestabile mutamento sotto ognuno dei profili indagati, nonché un supporto per tutti i soggetti interessati dalla filiera del gioco d’azzardo, nel tentativo di migliorarne i risultati, nel pieno rispetto delle “regole del gioco” concorrenziale, delle esigenze erariali dello Stato e, ancor prima, nel pieno rispetto del giocatore in quanto individuo

Gioco d'azzardo e ludopatia

dal divertimento alla dipendenza

Caterina Donadeo

Haze, Milano, 2014

Le dinamiche della dipendenza da gioco, della cosiddetta 'ludopatia', sono molto complesse e delicate. Questo studio sul campo, in una delle aree più critiche del nostro Paese, la Lombardia, analizza motivazioni, origine, conseguenze e possibili vie d'uscita di un fenomeno sempre più diffuso, verso cui lo Stato mantiene una posizione di sostanziale ambiguità.

Rischiar per gioco

L'azzardo come patologia sociale

Franca Tani e Massimo Morisi

Passigli, Firenze, 2016

"Il gioco è un'attività tipicamente umana che, pur nel rispetto di regole, apre all'imprevisto, alla fantasia, alla creatività. Certo i significati che si sono aggregati intorno a questa parola fascinosa e a suo modo ambigua sono molteplici (mettersi in gioco, stare al gioco, la posta in gioco, il gioco della vita) e molti si riferiscono non tanto all'attività del giocare, ma a significati ulteriori di carattere psicologico, etico, filosofico. Il gioco è di per sé anche un'attività saltuaria, intermittente, non si può giocare sempre. Non a caso si dice che uno è un giocatore non perché gioca, ma gioca con determinate caratteristiche di continuità, quando quel particolare gioco diventa la sua professione, il suo lavoro: un lavoro appunto, o un'ossessione, non più un gioco. Nessuno dice di un ragazzo che gioca al pallone con altri coetanei che è un calciatore; o, se uno gioca a tennis con gli amici, che è un tennista. È da chiedersi allora come il gioco possa diventare una patologia comportamentale che genera e giustifica un forte allarme sociale, e una patologia che colpisce in modo significativo i nostri adolescenti. Il buon senso suggerisce che ciò avviene quando il gioco non serve più a giocare in senso ludico ma è lo strumento per un fine diverso, di carattere lucrativo, attraverso un meccanismo di tipo casuale e aleatorio che non mette in gioco, se non in parte, sovente minima, la bravura dell'operatore." (Dalla Prefazione del professar Ivano Paci)

Proibito parlare

Cecenia, Beslan, teatro Dubrovka: le verità scomode della Russia di Putin

Anna Politkovskaja

Mondadori, Milano, 2007

Il 7 ottobre 2006 Anna Politkovskaja è stata ritrovata nell'androne della sua casa moscovita uccisa da quattro colpi di arma da fuoco. Dopo pochi giorni avrebbe pubblicato sul giornale "Novaja Gazeta" i risultati di una sconvolgente inchiesta sulle torture perpetrate in Cecenia dai russi, l'ultimo reportage di una carriera giornalistica sempre all'insegna del coraggio, della verità, della lotta per i diritti e la dignità degli individui, per la libertà e la democrazia. Quella che ancora, in Russia, non c'è. Testimone scomoda, sempre in prima linea, ha vissuto sulla propria pelle e raccontato al mondo senza mezzi termini i lati più oscuri della Russia postsovietica, gli episodi più drammatici, dalla strage di bambini nella scuola di Beslan al sequestro di ostaggi al Teatro Dubrovka, alla guerra cecena.

Diario Russo

2003 .- 2005

Anna Politkovskaja

Adelphi, Milano, 2007

Diario russo è il testamento morale di Anna Politkovskaja, ma anche la spiegazione implicita del suo assassinio, avvenuto il 7 ottobre 2006 e rimasto impunito. Il libro ricostruisce infatti in dettaglio, su basi rigorosamente documentarie, anni cruciali della storia russa contemporanea. Rispetto alla Russia di Putin, questa volta la verità sul Paese non si rivela attraverso un affresco polifonico, storie convergenti che solo alla fine individuano il loro motore immobile nella figura di Putin. Qui la prospettiva è rovesciata: si parte dal centro stesso del potere, documentando giorno per giorno lo scaltro gioco politico che ha portato alla morte della democrazia parlamentare russa e al progressivo contrarsi della libertà di informazione. Una morte annunciata già nel 1999, ma divenuta palese con l’elezione pilotata della Quarta Duma nel dicembre 2003 e l’indebolimento del fronte democratico. L’esplosione nella metropolitana di Mosca, il crollo del Parco acquatico di Jasenevo, l’insabbiamento dell’inchiesta sull’eccidio al teatro Dubrovka, l’assassinio del presidente ceceno Achmet Kadyrov e l’eccezionale intervista a suo figlio Ramzan, le testimonianze sul sequestro di Beslan, le cosiddette «azioni terroristiche di Al-Qaeda nel Caucaso»: sono solo alcune tappe di un viaggio perturbante nella storia di ieri. E la formula del diario permette di ricostruire i passaggi intermedi di avvenimenti che hanno sconvolto la Russia e insieme le loro connessioni con la politica, spesso sfuggite ai media occidentali. Passione civile, pertinace ricerca della verità, coraggio davanti al pericolo, volontà di giustizia hanno fatto di Anna Politkovskaja non solo «la coscienza morale perduta della Russia» – come qualcuno ha scritto – ma, ancor meglio, la coscienza morale «salvata» della sua terra.

Per questo

Anna Politkovskaja

Adelphi, Milano, 2007

Di tutti i libri di Anna Politkovskaja, questo, uscito dopo il suo assassinio, è il più tragico e potente: ci dice infatti il perché di un destino, consentendoci di leggere in successione le cronache che nel tempo hanno decretato la fine di una vita. Gli articoli sono stati raccolti grazie al lavoro appassionato dei giornalisti di "Novaja gazeta", dei figli e della sorella di Anna Politkovskaja ne è uscito un documento dove testi pubblicati e altri ancora inediti o incompiuto promemoria personali e testimonianze confluiscono in una sorta di ininterrotto reportage sulla Russia contemporanea, dall'ottobre 1999 a fine settembre 2006, pochi giorni prima della morte avvenuta il 7 ottobre nell'androne di casa per mano di un killer. Il 19 febbraio 2009 un tribunale moscovita ha assolto i tre imputati del delitto, ma il 25 giugno la Corte Suprema ha annullato "per significative violazioni procedurali" la sentenza di assoluzione. Il processo dunque si rifarà. Per Anna Politkovskaja l'unico giornalismo possibile era un giornalismo "sanitario" - così lei lo definiva -, teso a proclamare una verità che si imprime nella memoria anche grazie al vigore dello stile, al senso dello humour, all'alta percettività nello scandagliare l'anima di vincitori e vinti. Il campo di indagine è vastissimo, ma qui gli scenari già delineati nei libri precedenti vengono ripercorsi con nuovi dettagli e approfondimenti rivelatori.

La Russia di Putin

Anna Politkovskaja

Adelphi, Milano, 2004

La prima parte del libro si focalizza sull'esercito, descritto come un inferno dove i giovani soldati vengono sotto posti a vessazioni crudeli da parte dei loro superiori senza pietà. Poi si passa alle falsificazioni effettuate dai vari funzionari dell'esercito: creazione di false prove e documenti, torture e processi farsa. Molte parti sono dedicate alla descrizione di specifici personaggi come il colonnello Budanov, che violenta e poi uccide una giovane cecena, e il mafioso Fedolev. Dopo aver fatto una digressione sulle condizioni della vita di provincia, il libro si chiude con la vicenda del Teatro Dubrovka (che provocò la morte di 129 civili russi e 39 militari separatisti ceceni) e l'immediato incremento dell'odio e dell'eliminazione fisica nei confronti della popolazione cecena, nemica numero uno di Putin e della sua guerra contro il terrorismo

Gertrude Stein

identità di genere, temi di una scrittura magica

Anna Verna e Giulietta Rovera

Giuliana Tulani Editrice, Ferrara, 2016

A Stein si è riconosciuta subito la straordinaria personalità non la qualità di grande scrittrice. La sua capacità di affascinare veniva utilizzata contro chi ne riconoscesse il valore attribuendo il giudizio alla magia della sua conversazione. Sono state le studiose femministe e il Teatro d'Avanguardia a dare un apporto fondamentale alla comprensione di Stein. Le prime collocando la sua scrittura nelle problematiche di genere, il secondo liberando tutto il potenziale sovversivo della sua visione della scena teatrale. Tali prospettive hanno consentito di cogliere l'importanza di una scrittura che ha avuto profonda influenza su differenti fenomeni culturali del Novecento grazie a una creatività libera e molteplice fonte di un grande piacere intellettuale e di una sorta di euforia della mente.

La scuola è libertà

Maria Montessori

Garzanti, Milano, 2016

«Avendo in mente l’ampia discussione che tuttora esiste sulla scuola, sulla sua riforma, sulla preparazione dei maestri e dei docenti, leggere gli scritti di Maria Montessori non ha certo il senso di una fuga nel passato ma, anzi, quello di approfondire un insieme di conoscenze che entrano appieno nel dibattito di oggi.» Con queste parole Vittorino Andreoli ci invita a leggere le pagine profonde e moderne di una raccolta che ci apre le porte a una scuola diversa da quella a cui siamo abituati, e che si fonda sulla libertà di ogni bambino di crescere in sintonia con le sue inclinazioni. È la scuola basata sull’amore, che rifiuta l’imposizione di ogni modello predeterminato, in grado di gettare semi che aiutino i più piccoli a sviluppare la propria autonomia e le proprie peculiari potenzialità. È la scuola di Maria Montessori, capace contemporaneamente di educare e divertire, e che permette ai bambini di crescere come le persone che sono, e che desiderano essere.

Che genere di violenza

conoscere e affrontare la violenza contro le donne

Maria Luisa Bonura in collaborazione con Marcella Pirrone

Erickson, Trento, 2016

Il volume presenta in modo sintetico ma esaustivo il fenomeno della violenza maschile contro le donne, nelle sue implicazioni sia individuali sia sociali, e fornire alle operatrici e agli operatori indicazioni per un’azione professionale efficace, approfondendo le opportunità e le competenze relazionali necessarie per accompagnare in percorsi di uscita dalla violenza e promuovere una cultura della parità di genere e del rispetto delle differenze. Che genere di violenza è dedicato a chiunque voglia comprendere ciò che ognuno/a (in quanto familiare, amico/a o, semplicemente, cittadino/a) può fare e come i/le diversi/e professionisti/e e le persone impegnate nel volontariato possono intervenire per contrastare l’abuso e promuovere percorsi di libertà. Arricchiscono il volume numerosi box di approfondimento e testimonianze di donne, sia vittime di abuso e maltrattamenti, sia operatrici impegnate in prima linea nel contrasto alla violenza di genere.

Trauma, attaccamento e sessualità

Psicoterapia integrata-corporea e bodywork per le ferite invisibili

Michele Giannantonio

Mimesis, Milano-Udine, 2013

Ogni evento realmente traumatico deposita ombre insidiose e durature nel tempo, incide ferite profonde nella memoria corporea di una persona; questo condizionamento è particolarmente pervasivo quando tali esperienze avvengono all'interno di una storia di attaccamento problematica, e soprattutto quando coinvolgono anche la sfera della sessualità. Talvolta eloquenti ed eclatanti, queste tracce dolorose si accompagnano spesso a ferite invisibili, che appartengono al regno dell'indicibile; come tali, possono sfuggire anche alle maglie più sottili ed esperte del fare diagnosi e psicoterapia, in special modo quando si ha la pretesa di afferrare l'essenza dei ricordi somatici attraverso l'uso della comprensione razionale e del linguaggio. Muovendosi primariamente nell'ambito dei disturbi post-traumatici complessi e sessuali femminili, questo volume intende offrire al lettore nuove chiavi interpretative e di intervento clinico che possano facilmente integrarsi con altri modelli di riconosciuta efficacia. Dimensioni poco frequentate dalla maggior parte degli approcci, come lo schema e i confini corporei, la gestione delle distanze e del contatto fisico, il rapporto con il piacere in senso lato ma anche con l'accudimento, verranno affrontati da un punto di vista in parte innovativo, anche - ma non necessariamente - attraverso metodiche che prevedono l'uso consapevole, strategico e responsabile del contatto fisico, probabilmente uno dei temi più controversi dell'intera psicoterapia.

Un castello di sabbia

storia della mia vita e della mia schizofrenia

Elyn R. Sacks

Franco Angeli, Milano, 2007

Una malattia mentale come la schizofrenia, raccontata in prima persona da una paziente eccellente: una studiosa di filosofia che è diventata - proprio grazie alla sua malattia - docente di psichiatria all'Università della California. Un racconto denso e toccante, dove il dolore si tinge di ironia, passione e intelligenza. Un castello di sabbia è l'autobiografi a di Elyn Saks: le sue rotture psicotiche, i ricoveri, le regressioni, i suoi rapporti di amore e di amicizia, le sue conquiste come donna e come accademica. Cresciuta a Miami negli anni Cinquanta, in una famiglia normale e premurosa, intorno agli otto anni Elyn comincia a sentirsi "come un castello di sabbia con tutta la sabbia che si sta sgretolando sotto le onde". E con l'adolescenza, le cose peggiorano: "La schizofrenia arriva come una lenta nebbia, che diventa impercettibilmente sempre più fitta con il passare del tempo". È l'inizio di una battaglia lunga e difficile per tenere a bada i suoi demoni e i suoi incubi. Una battaglia che Elyn Saks è determinata a vincere: studia filosofia, psicologia e legge, si laurea prima a Oxford e poi a Yale: grazie alla sua determinazione e alla sua incrollabile forza di volontà, la sua malattia diventa una opportunità, uno stimolo ad allargare i propri orizzonti di conoscenza e ad aprirsi verso il mondo. E oggi, Elyn Saks è convinta che, un giorno, il suo successo sarà anche quello di quanti soffrono come ha sofferto lei.

Educazione sessista

Stereopiti di genere nei libri delle elementari

Irene Biemmi

Rosemberg & Sellier, Torino, 2010

Esiste un mondo popolato da valorosi cavalieri, dotti scienziati e padri severi ma anche da madri dolci e affettuose, casalinghe felici, streghe e principesse. Questo universo fantastico è quello con cui si interfacciano quotidianamente i bambini e le bambine che frequentano le elementari, quando leggono le storie raccolte nei loro libri di lettura. All'inizio del Duemila la scuola italiana continua a tramandare modelli di mascolinità e femminilità rigidi e anacronistici. Il progetto POLITE (Pari opportunità nei libri di testo), nato sulla scia della Piattaforma di Pechino del 1995, aveva elaborato un Codice di Autoregolamentazione per gli editori, ma pare che le sue indicazioni non siano state accolte. Occorre allora che maestri e maestre, educatori e educatrici, si dotino di strumenti utili a decostruire il fondamento sessista su cui si fondano i saperi trasmessi a scuola. Questo libro mette a disposizione di lettrici e lettori un kit di strumenti (di tipo sia quantitativo che qualitativo) che l'autrice ha testato in una ricerca condotta su un campione di dieci libri di lettura della classe quarta elementare, di alcune delle maggiori case editrici italiane: De Agostini, Nicola Milano, Piccoli, Il Capitello, La Scuola, Giunti, Elmedi, Piemme, Raffaello, Fabbri. I risultati dell'indagine testimoniano l'urgenza di liberare le nuove generazioni da un immaginario di Principi Azzurri e Belle addormentate nel bosco.

Frida Kahlo

A cura di Helga Prignitz - Poda

Electa, Milano, 2014

In immagini di grande impatto si esprime lo spirito rivoluzionario che portò alla rivalutazione del passato indigeno e delle tradizioni folkloriche, intesi come insopprimibili codici identitari generatori di un'inedita fusione tra l'espressione del sé e il linguaggio, l'immaginario, i colori e i simboli della cultura popolare messicana. Prestiti inusuali di opere mai presentate in Italia sono posti in un sapiente dialogo con una ricca selezione di lavori di pittori e movimenti a lei contemporanei le cui traiettorie ne intersecano l'arte d'avanguardia ponendola filologicamente in un quadro internazionale: la pittura metafisica, il dadaismo, la nuova oggettività e naturalmente il surrealismo. I diversi saggi degli studiosi, soprattutto stranieri, tra i quali spicca Salomon Grimberg, affrontano per l'occasione tematiche specifiche di grande originalità, finalmente fuori da ogni stereotipo del romanzo di una vita inesorabile, pure narrata in special modo attraverso i ritratti fotografici dell'artista, tra cui quelli realizzati da Nickolas Muray negli anni Quaranta, che codificano l'iconografia di una straordinaria interprete delle trasformazioni politiche, sociali e culturali del Novecento.

Psicotraumatologia

Fondamenti e strumenti operativi

Michele Giannantonio

Centro Scientifico Editore, Torino, 2009

I traumi sono esperienze trasversali a gran parte della psicopatologia: il volume accompagna il lettore a esplorare il modo complesso attraverso il quale questi si manifestano sia nell'individuo sia nei gruppi. Ausilio all'attività quotidiana del clinico, dalla diagnosi psicotraumatologica all'intervento psicoterapeutico, è il testo italiano di riferimento sull'argomento, nella sua edizione rinnovata e aggiornata. Una guida teorica e pratica per studenti, psichiatri, psicologi clinici, psicoterapeuti e per tutti gli operatori clinici che lavorano con persone traumatizzate. Il manuale, già adottato nelle precedenti edizioni presso corsi universitari, scuole di specializzazione in psicoterapia e master postuniversitari, segue il corso delle conoscenze scientifiche in tema di psicotraumatologia, uno dei settori clinici che stanno riscuotendo il maggiore interesse ed espansione a livello internazionale. Con il contributo di importanti autori, come Francine Shapiro e Roger Solomon, vengono affrontati i seguenti argomenti: categorie diagnostiche, fattori di rischio, fenomenologia dei ricordi post-traumatici, falsi ricordi, abuso sessuale, dissociazione, danno biologico, neurofisiologia dei disturbi post-traumatici, strategie psicoterapeutiche, intervento nelle catastrofi e interventi di defusing e debriefing.

Artiste

Dall'impressionismo al nuovo millennio

Martina Corgnati

Bruno Mondadori, Milano, 2004

Perché le donne artiste sono state così poche? Alla fine degli anni ottanta la storica dell'arte Linda Nochlin, accesa militante femminista, formulava questa domanda provocatoria. Quel punto di vista ormai storico è solo la base per ripercorrere le vicende della creatività al femminile dagli ultimi decenni dell'Ottocento ai nostri giorni, considerando attraverso le figure più importanti (tra cui Berthe Morisot, Käthe Kollwitz, Natalja Goncarova, Meret Oppenheim, Georgia O'Keeffe, Louise Nevelson, Eva Hesse, Carla Accardi, Shirin Neshat) le tendenze e i problemi specifici dell'arte prodotta da donne.

Carl Gustav Jung

Romano Màdera

Feltrinelli, Milano, 2016

Ogni vita umana chiede di essere salvata. Ogni vita umana si fa strada nel mondo impersonale delle convenzioni, si scava nella pietra refrattaria dei conformismi, si mette in cerca della voce segreta che la chiama a spogliarsi di ciò che è noto ma non le appartiene, per assumere fino in fondo ciò che le appartiene ma non conosce ancora. È sull'onda di questa idea di salvezza che Romano Màdera rivisita il pensiero di Carl Gustav Jung, mettendo al centro della sua rilettura il documento più enigmatico dell'intera opera junghiana, quel Libro rosso che lo psicoanalista svizzero aveva composto in una stagione segnata dal travaglio interiore e dalla necessità drammatica della trasformazione della propria vita come del proprio pensiero. Màdera rilegge con pazienza e audacia queste pagine sconcertanti e personalissime regalandoci una rivisitazione filosofica e quasi sapienziale del lascito junghiano. E ci dona un libro capace di misurarsi in maniera radicale con gli enigmi tutti umani del sacro come potenza di trasformazione, della morte interiore come fuga dai pericoli della metamorfosi, della rinascita come incalcolabile avventura del divenire se stessi.

Regina di Quadri

Vita e passioni di Palma Bucarelli

Rachele Ferrario

Mondadori, Milano, 2010

Donna di grande fascino e carattere, occhi color ghiaccio e capelli pettinati alla Greta Garbo, amante del bello in tutte le sue forme, dalle sublimi espressioni dell'arte, al design, all'alta sartoria, Palma Bucarelli ha attraversato il Novecento lasciando un'impronta indelebile nel panorama artistico italiano. Nominata nel 1933, a soli ventitré anni, ispettrice della Galleria Borghese, dimostra fin dal principio il suo spirito determinato: quando Mussolini convoca tutti i soprintendenti d'Italia, lei non si presenta, e difenderà questa posizione indipendente per tutti gli anni del regime. Il coraggio, certo, non le manca: ai primi bombardamenti alleati sulla capitale, si impegna a portare in salvo il patrimonio della Galleria nazionale d'arte moderna, di cui è diventata funzionario con mansioni direttive, prima a Caprarola e poi a Castel Sant'Angelo. Il secondo no a Mussolini lo dice quando la RSI chiama i suoi a raccolta: resta senza stipendio, collabora con la Resistenza distribuendo in bicicletta il foglio clandestino "L'azione", e continua a proteggere la "sua" Galleria. Finita la guerra, Palma si deve confrontare con una società conservatrice e culturalmente arretrata. Per tutta la sua lunga vita, potrà contare sull'appoggio dei suoi amici e corteggiatori. Pioniera nell'arte e nella vita, donna libera in un mondo che alle donne lasciava poco spazio, Palma Bucarelli ha contribuito a imporre nel nostro paese l'idea moderna di museo.

Dipendenze comportamentali

Criteri, evidenze, trattamento

Kenneth Paul Rosemberg e Laura Curtiss Feder

Edra, Milano, 2015

Il DSM-5 ha introdotto una nuova categoria clinica chiamata “dipendenza comportamentale” (esplicitamente quella dal gioco d’azzardo, implicitamente le altre, fra cui il gioco online e l’uso di Internet), ponendo immediate esigenze di aggiornamento professionale per psicoterapeuti e psichiatri. In cosa differisce una dipendenza comportamentale da un disturbo del controllo degli impulsi? Quali sono i criteri per determinare che alcuni comportamenti sono dipendenze? Che cosa comportano tali differenze in termini di trattamento efficace? Questo è il primo e più autorevole testo mai scritto sul tema delle dipendenze comportamentali (differenti dalle addiction relative a sostanze/farmaci) e si propone come punto di riferimento unico (per ora) del settore in ambito professionale (e potenzialmente accademico). Questo lavoro spiega esaurientemente i criteri utilizzati per determinare la dipendenza, le prove per identificare comportamenti assortiti come dipendenze, e il trattamento evidence-based per ciascuno di essi. Si tratta di una risorsa preziosa e puntuale per qualsiasi professionista clinico (psicoterapeuta, psichiatra, medico) che cura le dipendenze. - Guida di riferimento per la nuova categoria DSM-5 di “dipendenza comportamentale” - Rassegna esaustiva delle varie dipendenze comportamentali - Definizione dei criteri per diagnosticare ogni dipendenza comportamentale, per analizzare un ampio spettro di comportamenti suscettibili di diagnosi, per comprendere le differenze con la vecchia classificazione dei disturbi del controllo degli impulsi - Diagnosi e trattamento evidence-based per ogni dipendenza comportamentale - Patrocinio SIP (Società Italiana Psichiatria)

NEET

Giovani che non studiano e non lavorano

Alessandro Rosina

Vita e Pensiero, Milano, 2015

Vagano senza meta, senza aver chiaro il loro ruolo nella società e nel mercato del lavoro, sempre più disincantati e disillusi, con il timore di essere marginalizzati e di dover rinunciare definitivamente a un futuro di piena cittadinanza. Sono i Neet (acronimo inglese per Not in Education, Employment or Training), i giovani che non studiano e non lavorano: un fenomeno in crescita allarmante, tanto che si comincia a parlare di loro come di una 'generazione perduta'. Questo spreco di potenziale umano ha un costo rilevante, sul piano sia sociale sia economico, perché le nuove generazioni sono la componente più preziosa e importante per la produzione di benessere in un Paese. Come si è arrivati a questa situazione? Come la vivono i giovani? E come se ne esce? Parte da queste domande il libro-inchiesta di Alessandro Rosina. Il suo sguardo lucido e acuto individua le responsabilità dei vari attori istituzionali, economici, sociali (dalla scuola al sistema produttivo, alla famiglia, ai mass media) svelando inefficienze e limiti. Poi, indicatori ufficiali e dati di ricerche scientifiche alla mano, disegna un percorso di riscatto possibile, che passa attraverso il cambio di atteggiamento verso le nuove generazioni, l'attenzione ai talenti giovani, l'investimento nelle nuove competenze, il sostegno dell'intraprendenza. Per arrivare un giorno non lontano a dire: "C'erano una volta i Neet?".

La disforia di genere in età evolutiva

Implicazioni cliniche, sociali ed etiche

Davide Dèttore, Jiska Ristori, Paolo Antonelli (a cura di)

Alpes Italia, Roma, 2015

L'idea del libro nasce dalla mancanza e conseguente necessità di un manuale di riferimento sulla disforia di genere in età evolutiva nel contesto italiano in base all'esperienza clinica e di ricerca degli autori. Nella realtà italiana, ma non solo, il tema della disforia di genere in età evolutiva risulta essere di sempre maggiore attualità e rilevanza scientifico-sociale, come sancito dalla nascita di numerosi gruppi clinici e di ricerca, soprattutto a livello ospedaliero e universitario, che se ne occupano. Testo fondamentale per i professionisti che a vario titolo (clinico, sociale ed educativo) sono a contatto con la disforia di genere in età evolutiva, oltre che per gli studenti nei loro percorsi formativi e didattici, descrivendo lo stato dell'arte e le questioni ancora aperte relativamente alla disforia di genere in età evolutiva. Lo scopo di questo libro è occuparsi degli aspetti psicologici, medici ed etici correlati alla disforia di genere in bambini e adolescenti, e fornire una panoramica dei dibattiti attuali e delle opzioni cliniche disponibili a livello internazionale.

Io sono con te

storia di Brigitte

Melania G. Mazzucco

Einaudi, Torino, 2016

Brigitte arriva alla stazione Termini un giorno di fine gennaio. Addosso ha dei vestiti leggeri, ha freddo, fame, non sa nemmeno bene in che Paese si trova. È fuggita precipitosamente dal Congo, scaricata poi come un pacco ingombrante. La stazione di Roma diventa il suo dormitorio, la spazzatura la sua cena. Eppure era un'infermiera, madre di quattro figli che ora non sa nemmeno se sono ancora vivi. Quando è ormai totalmente alla deriva l'avvicina un uomo, le rivolge la parola, le scarabocchia sul tovagliolo un indirizzo: è quello del Centro Astalli, lì troverà un pasto, calore umano e tutto l'aiuto che le serve. Di fatto è un nuovo inizio, ma è anche l'inizio di una nuova odissea. "Io sono con te" è un libro raro e necessario per molte ragioni: è la storia di un incontro e di un riconoscimento, di un calvario e una rinascita, la descrizione di un'Italia insieme inospitale e accoglientissima, politicamente inadeguata e piena di realtà e persone miracolose. Melania Mazzucco si è messa in gioco a ogni pagina come essere umano e come scrittrice, scegliendo una forma flessibile e nuova, esatta, personale, carica di un'emozione trattenuta e dirompente. Se in "Vita" aveva narrato l'epopea dell'emigrazione italiana, ora ribalta la prospettiva: guardando negli occhi questi uomini e queste donne, specchiandoci nelle loro storie, non potremo non riconoscere l'energia disperata che ci accomuna tutti, quando la vita ci ha travolti e tentiamo di rimetterci in piedi.

Il mio nome non è Wendy

Wendi Uba con Paola Monzini

Laterza, Bari, 2007

"Scrivere questo libro mi ha permesso di raccontare la mia storia e dunque di fare un po' di ordine, o forse di ricreare un necessario disordine. La mia intenzione era di far conoscere ad altri, che non sanno, come succedono certe cose, come si comprano e si vendono le persone, e far vedere che c'è un altro modo, per chi arriva da solo in un paese straniero, di guadagnare. Non c'è solo la prostituzione. E poi, anche se quello che mi è successo mi ha provocato un danno enorme, mi piace poter pensare e dire che ne ho tratto anche forza e che ho imparato moltissimo. Finora ho dovuto sempre nascondere tutto. Ora capisco invece che raccontare è anche una liberazione."

Identità di genere

Consulenza tecnica per la riattribuzione del sesso

Filippo Petruccelli, Chiara Simonelli, Roberta Grassotti, Francesca Tripodi

Franco Angeli, Milano, 2014

Il termine identità di genere indica il vissuto personale di esistere nel tempo continuando ad essere se stessi malgrado i cambiamenti che avvengono durante l'intero arco di vita. Si tratta della percezione unitaria e persistente di se stessi come appartenente al genere maschile o femminile o ambivalente (di grado minore o maggiore). Il soggetto può vivere la non corrispondenza in modo ambiguo, ambivalente o lineare al punto da non riconoscersi appartenente al proprio sesso biologico e/o riconoscersi e desiderare di appartenere all'altro sesso. La disforia di genere rappresenta la condizione in cui c'è discordanza, parziale o completa, tra il sesso di nascita da un lato, e il genere codificato dal cervello, dall'altro, e rappresenta da sempre un argomento piuttosto dibattuto in ambito clinico, giuridico e mediatico. Il volume raccoglie contributi esplicativi ed applicativi derivati dall'esperienza professionale e clinica degli autori, con l'obiettivo di fornire strumenti utili per tutti gli operatori impegnati nei campi della psicologia, della sessuologia, della giustizia, dell'educazione e della divulgazione di massa.

Schenzen

Guy Delisle

Rizzoli Lizard, Milano, 2016

Shenzhen è un fumetto autobiografico in bianco e nero di Guy Delisle, scritto e pubblicato originariamente in francese. È un diario di viaggio su un periodo di tre mesi passato da Delisle a Shenzhen, una megalopoli costruita nel giro di 35 anni dalla Repubblica Popolare Cinese vicino ad Hong Kong. Delisle vi si reca a fare da coordinatore tra la casa belga di produzione di animazioni Dupuis e uno studio cinese in cui animatori cinesi disegnano lungometraggi per bambini (Papyrus) partendo dallo Storyboard in francese. Il fumetto racconta delle difficoltà a gestire il lavoro di coordinamento con lo studio cinese e dello shock culturale di un occidentale in questa megalopoli cinese orientata al profitto.

L'invenzione dei giovani

Jon Savage

Feltrinelli, Milano, 2007

“Un libro che può cambiare il modo in cui le persone pensano all’adolescenza.”“The Guardian”I giovani non sono sempre esistiti. Al contrario: sono stati inventati.In America e in Europa, a cavallo tra Ottocento e Novecento, un nuovo attore sociale e un nuovo stile di vita si sono fatti strada in modo prepotente fino a rivoluzionare il costume e la società.Jon Savage racconta questa rivoluzione in un libro di storia avvincente come un romanzo. Che parte dai sogni di ribellione della generazione romantica e attraversa due secoli di fermenti e tormenti, entusiasmi e angosce: Peter Pan e il mito dell’eterna giovinezza, la fondazione dei boy scout, lo choc della Prima guerra mondiale, lo sviluppo di una psicologia dell’adolescenza, la militarizzazione della gioventù nella Germania hitleriana e nell’Italia fascista, la diffusione di nuovi stili musicali dal ragtime allo swing al rock’n’roll, la nascita della pubblicità e di un mercato pronto a sfruttare economicamente i nuovi gusti e la nuova cultura di massa. Fino alla consacrazione definitiva, quando nel giugno 1945 – poche settimane prima dello scoppio della bomba atomica su Hiroshima e Nagasaki – il “New York Times” annuncia trionfante che “i teenager sono un’invenzione americana”. Da quel momento in poi il mondo non sarà più lo stesso. Il futuro sarà dei teenager.

Dioniso: alcol e disturbi correlati

Concettualizzazione e trattamento secondo l'orientamento cognitivo

Tullio Scrimali

Franco Angeli, Milano, 2016

Il consumo di bevande alcoliche e i disturbi ad esso correlati costituiscono una topica estremamente complessa che esibisce un impatto drammatico sulla salute dell'uomo a livello planetario. L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha calcolato che, in media, 3,3 milioni di morti ogni anno possono essere imputate, direttamente o indirettamente, al consumo eccesivo di alcol e che un'assunzione esagerata di bevande alcoliche costituisce il principale fattore eziopatogenetico di oltre 200 diverse affezioni psichiatriche e mediche. D'altra parte, le bevande alcoliche costituiscono inoltre il fulcro di importanti valenze storiche, culturali ed economiche e il loro uso moderato non danneggia la salute, favorisce la socializzazione e completa un'alimentazione, non solo sana, ma anche estetica e rilassante, come quella mediterranea. Nella monografia, l'autore descrive un originale modello cognitivo complesso, da lui stesso sviluppato, per i disturbi correlati all'alcol, nonché le strategie di prevenzione e di cura, individuate in molti anni di ricerca, di didattica e di lavoro clinico nell'ambito dell'alcologia. La monografia offre informazioni aggiornate ed esaurienti a studenti, ricercatori e operatori della sanità e della salute mentale che desiderino fare il punto sulla problematica alcologica, secondo una prospettiva d'orientamento cognitivocomportamentale, l'unica, a tutt'oggi, evidence-based. Per il suo linguaggio chiaro e discorsivo, il libro può essere utilizzato anche ai fini della psicoeducazione e dell'informazione di persone non addette ai lavori.

Fuori dal fango

La relazione d'aiuto per superare la violenza di genere

Rosanna Rutigliano e Cinzia Spriano

Franco Angeli, Milano, 2016

L'opera propone un metodo dinamico e performativo per affrontare il fenomeno della violenza di genere e suggerisce alcuni strumenti per migliorare gli interventi d'aiuto e promuovere un reale cambiamento nella vittima. Il volume nasce dell'esperienza di rielaborazione di un percorso di supervisione di un gruppo di operatori di un Centro Antiviolenza e dalla collaborazione professionale delle autrici, l'una psicoterapeuta di scuola junghiana, l'altra assistente sociale esperta in assistenza alle vittime di violenza, criminologia e servizio sociale. Insieme hanno inteso proporre la loro esperienza teorica ed empirica per fornire un prezioso modello di intervento operativo, che dialoga continuamente con altre proposte di lettura - provenienti da indirizzi teorici diversi - che guardano al fenomeno complesso della violenza. Si è affrontata la questione delle marginalità socio-culturali dell'occidente, che entrano in gioco nell'alimentare la violenza, per ricondurla alle radici mitiche della nostra società, al fine di più viva partecipazione per il bene comune con la creazione di un modello sociale alternativo di integrazione delle differenze. Il volume dà spazio anche al tema dell'intercultura, offrendo spunti per una profonda riflessione su come realizzare il dialogo tra le diverse tradizioni per aprirsi al rinnovamento. Il capitolo finale raccoglie inoltre alcune storie anamnestiche di particolare rilevanza ad illustrare i fattori di resilienza implicati nel superare gli eventi traumatici connessi alla violenza familiare. Il target di lettori cui il testo si rivolge è in primo luogo quello specialistico delle professioni d'aiuto, interessato ad implementare le competenze metodologiche per governare il processo di cambiamento nei rapporti di genere.

Gioventù sprecata

Perché in Italia si fatica a diventare grandi

Marco Iezzi e Tonia Mastrobuoni

Laterza, Bari, 2010

Ma chi ha detto: "Mandiamo i bamboccioni fuori casa!" (il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa) lo sapeva che per l'attuale 'generazione mille euro' comprare casa è un miraggio, ottenere un prestito o tramutare un'idea geniale in un'impresa una missione impossibile, approfittare della flessibilità per costruirsi una carriera in ascesa una pia illusione? Che non c'è verso di sfuggire per anni alla trappola del precariato, con prospettive di pensioni da fame? Come si spiega che condividano lo stesso, amaro destino due generazioni che dovrebbero essere distanti fra loro, i ventenni e i quarantenni? Allora è il mammismo italiano, e tutti gli altri luoghi comuni che ne conseguono, la causa di tutto o il nostro paese che fa acqua? Il volume indaga nella prima parte come e perché si è arrivati a queste condizioni e quali sono le conseguenze anche nei comportamenti, nei desideri e nelle aspettative di tante donne e uomini. Nella seconda parte raccoglie le storie di alcune 'mosche bianche' - Chloè Cipolletta, Emma Dante, Frida Giannini, Michel Martene, Valeria Parrella e Filippo Preziosi, le eccezioni che confermano la regola - e quelle di alcuni cervelli in fuga esiliati: Paola Antonelli, Ugo Bot, Antonio Giordano, Roberto Isolani, Enrico Moretti e Luca Santarelli. In ultimo, le opinioni sui giovani di sei grandi vecchi: Gae Aulenti, Andrea Camilleri, Dario Fo, Margherita Hack, Dacia Maraini e Mario Monicelli.

Vivo altrove

Giovani e senza radici: gli emigranti italiani di oggi

Claudia Cucchiarato

Bruno Mondadori, Milano, 2010

Gabriele, ingegnere navale a Oslo, Davide che fa l'autore teatrale a Berlino, Giulia che sta a Barcellona, canta in una band, e ha avuto un colpo di fortuna... Sono l'Italia fuori dall'Italia. Sono i giovani, sempre più numerosi, che hanno scelto di vivere lontani da casa, alla ricerca di un lavoro che qui non hanno trovato, o di una vita diversa. Questo libro racconta le loro storie, che sono piene di vitalità e venate di malinconia, scanzonate, tenere, in fondo preoccupanti. Sono il ritratto di un paese virtuale, e di un futuro, forse, mancato: perché il paese che questi ragazzi hanno deciso di abbandonare continua a non ascoltarli.

PAIDEIA

la formazione dell'uomo greco

Wener Jaeger

Bompiani, Milano, 2011

Jaeger (1888-1961) è stato uno dei più grandi interpreti del pensiero antico e il fondatore del "Terzo Umanesimo", insieme a Julius Stenzel. Si è imposto a partire dagli anni venti del Ventesimo secolo soprattutto per la sua interpretazione storico-genetica di Aristotele. In questo testo, considerato il suo capolavoro, Jaeger interpreta la genesi, lo svolgimento e l'essenza della "Paideia", ossia della formazione spirituale dell'uomo greco e ritiene che essa sia da recuperare per superare la crisi spirituale dell'Europa del Ventesimo secolo.

Il tuo sangue è rosso come il mio

immigrazione e psicologia dell'accoglienza

Ezio Zucconi Mazzini e Gilberta Alpa

alpes, Roma, 2016

Questo libro spazia dalle origini remote dell'immigrazione alla psicogenesi del pregiudizio, del razzismo e dei razzismi mascherati. Il grande problema dell'immigrazione inizia con il trauma dell'esilio e dell'accoglienza che può essere curato con la psicologia dell'Altruismo per cui il Noi non è la somma di tanti Io. La nostra specie si è evoluta per effetto delle continue migrazioni, per questo abbiamo inteso parlare dei migranti, non come un problema ma come di una grande opportunità, considerando le loro sofferenze, i loro dubbi, le loro difficoltà, i loro tentativi di adattarsi e cambiare. Perché sono fonte di vita e di conoscenza per tutti noi mentre il loro sacrificio in mare o sui muri eretti in tutta Europa, ci ricorderà per sempre il nostro silenzio e la nostra indifferenza. Tutte le religioni, ma anche le morali laiche, come ampiamente descritto nel capitolo sui Diritti Umani Universali, riguardano la libertà, l'uguaglianza, la dignità e la solidarietà che fanno apprezzare le differenze come ricchezza e opportunità: perché non riconoscere e apprezzare le diversità e l'Alterità è un modo di preparare la strada al razzismo e alla xenofobia, purtroppo dilagante anche nel nostro Paese. Nel volume è ben esplicitata anche la nostra innovativa ricerca sulla nascita del Sé morale e sull'importanza del pluralismo culturale che amplia gli orizzonti dei saperi e della cultura che sono i fattori evolutivi di crescita e di civilizzazione.

Con beneficio d'inventario

Marguerite Yourcenar

Bompiani, Milano, 2013

Sette saggi scritti tra il 1939 e il 1975, sette "sguardi" attenti e illuminanti rivolti a opere famose e grandi nomi della cultura. Dalla Historia Augusta sulla decadenza dell'antica Bonia alla rievocazione della Parigi cruenta e intollerante della Notte di San Bartolomeo attraverso il fosco ugonotto Agrippa d'Aubigné e il suo Poema tragico. Da Selma Lagerlöf a Kostantinos Kavafis, a Thomas Mann, fino a due pezzi che per il modo della scrittura sono piuttosto ascrivibili alla narrativa che alla saggistica: uno ha per protagonista il castello di Chenonceaux, testimone per oltre due secoli di intrighi reali, e l'altro tenta di penetrare il mistero di quelle costruzioni oniriche e segrete che sono le Carceri di Piranesi.

Mare Monstrum, mare nostrum

Migranti, scafisti, trafficanti. Cronaca dalla lotta all'immigrazione clandestina

Cristina Giudici

UTET, Novara, 2015

Ogni giorno decine di migliaia di persone abbandonano il loro paese, in fuga da conflitti, guerre civili, scontri etnici o religiosi, da condizioni di vita insostenibili. Partono da città e villaggi dell’Africa e del Medioriente, da luoghi così remoti che non sono neanche segnalati sulle carte geografiche. Vanno a ingrossare il flusso dei migranti che si riversa nel Mediterraneo, diretto verso un futuro diverso e, forse, migliore. In questo esodo, le coste della Sicilia costituiscono uno snodo per il traffico di esseri umani, gestito da organizzazioni criminali senza scrupoli. Una volta raggiunta l’Italia via mare, su barconi fatiscenti o gommoni, i migranti verranno poi ceduti ad altri trafficanti, i cosiddetti scafisti di terra, per raggiungere i paesi ricchi del Nord Europa, la meta più ambita. Di questa realtà complessa e sotterranea a noi arriva solo una minima parte, attraverso le immagini tragiche che quasi ogni giorno invadono i servizi dei telegiornali e le pagine dei quotidiani. E la liturgia mediatica, quasi sempre la stessa, fa sì che le scene degli sbarchi e dei naufragi si assomiglino tutte, così come ogni nuova strage (a Lampedusa, Pozzallo, Porto Empedocle, Catania...) assomiglia alle precedenti e ne cancella il ricordo. Ma che cos'è che non vediamo? Che cosa succede dopo i salvataggi e gli atti di eroismo dei militari di Marina militare e Guardia costiera, che sottraggono i migranti al mare e alla morte? Da quel momento, ciò che si sviluppa è una fitta trama investigativa di indagini giudiziarie che si espandono da un porto all'altro, con l’obiettivo di dividere i “buoni” dai “cattivi”, chi sfrutta da chi viene sfruttato.

Il metodo danese per crescere bambini felici ed essere genitori sereni

Jessica Alexander e Iben Sandahl

Newton Compton Editori, Roma, 2016

Da oltre 40 anni la Danimarca domina il World Happiness Report, la classifica dei Paesi più felici stilata ogni anno dalle Nazioni Unite. Tanto da diventare oggetto di studi sociologici: sono in molti ad analizzare lo stile di vita dei suoi abitanti che, al di là di questioni strettamente legate all'efficienza dei servizi e al tasso di ricchezza del Paese, è quello ritenuto il più vicino all'optimum. Dopo tredici anni di ricerca e collaborazione, Iben Sandahl, psicologa, e Jessica Joelle Alexander, giornalista, ritengono di aver scoperto il vero segreto della felicità del piccolo Paese del nord e lo svelano in questo manuale. Sembra che alla base dell'appagamento ci sia il modo in cui genitori e figli si relazionano tra di loro, l'empatia e la capacità degli adulti di offrire strumenti e istruzioni senza porre ultimatum ai piccoli. I genitori danesi crescono figli felici, che a loro volta diventano genitori sereni di altri bimbi felici, e così via in un circolo virtuoso. Partendo dalle loro osservazioni e dai loro studi, Sandahl e Alexander sono riuscite nell'intento di scrivere una guida pratica, da poter seguire passo passo per analizzare i propri comportamenti, evitare errori e orientare i propri metodi educativi nella giusta direzione.

Parlarsi

la comunicazione perduta

Eugenio Borgna

Einaudi, Torino, 2015

Nel corso della nostra vita siamo accompagnati da alcune esperienze fondamentali che ci consentono di conoscere cosa noi siamo e cosa sono gli altri; e fra queste esperienze come non ripensare alla tristezza, alla sofferenza, alla felicità, alla solitudine, alla tenerezza, al desiderio di comunità e di comunità di destino, alla speranza, alla malattia e alla morte volontaria, e ai modi con cui entrare in comunicazione con ciascuna di queste esperienze? Ma cosa è questa parola ambivalente, «comunicazione», che entra in gioco in ogni forma di discorso e di vita? Comunicare vuol dire rendere comune (dal latino munus, dono): è dialogo, relazione. Significa entrare in relazione con la nostra interiorità e con quella degli altri, nella convinzione che comunicazione sia sinonimo di cura. Noi entriamo in relazione con gli altri, allora, in modo tanto piú intenso e terapeutico quanta più passione è in noi, quante piú emozioni siamo in grado di provare e di vivere.

Arriva la mamma

Kate Banks e Tomek Bogacki

EDT Giralangolo, Torino, 2016

Scena d’interni: è fine pomeriggio, l’orologio segna le 6, i bambini giocano, il papà prepara una pizza. In esterno: è l’ora di uscita dagli uffici, la metropolitana si riempie, tutti ritornano a casa. Anche la mamma si appresta a rientrare. Forza! Riordinate, apparecchiate, tra poco è ora di cena, arriva la mamma! I bambini dispongono le posate, il papà sforna la pizza e la mamma la serve a tutti! Questa nuova storia della collana Sottosopra si goca sul ritorno della mamma a casa e sul parallelismo tra il mondo domestico e quello esterno. Quando la mamma rientra i due mondi si ricongiungono, la famiglia si riunisce attorno alla tavola. Che c’è di più naturale e gioioso? DA 3 ANNI

Il piccolo giardiniere

Emily Hughes

Settenove, Cagli (PU), 2015

C'era una volta un giardino. Grandissimo. E c'era una volta un giardiniere. Minuscolo. Il giardiniere lavorava notte e giorno per curarlo a dovere ma, nonostante tutto, il giardino appariva incolto e non era un granché. Quel giardino era la sua casa, il suo cibo, la sua gioia, ma il giardiniere era troppo piccolo. Una sola cosa cresceva rigogliosa: un fiore rosso, dallo stelo alto e robusto che gli dava grande speranza e lo induceva a non arrendersi mai. Ma un giorno il giardino morì, e il piccolo giardiniere non ebbe più una casa, non ebbe più cibo e non ebbe più gioia. Così una notte espresse un desiderio, con la sua piccola, piccola voce: vorrei solo un po' di aiuto. Nessuno lo udì, ma qualcuno vide quel fiore. Era rosso, e aveva uno stelo alto e robusto e diede la speranza in chi lo vide di ridare vigore ad un grande giardino... Età di lettura: da 4 anni.

Cosa fare delle nostre ferite

la fiducia e l'accettazione dell'altro

Michela Marzano

Erickson, Trento, 2012

Un nuovo libro di Michela Marzano, dedicato al rapporto con se stessi e con gli altri: una raccolta di tre saggi in un’edizione agile (nelle dimensioni e nel prezzo), dedicata al grande pubblico. Una piccola grande opera da una delle pensatrici più conosciute e apprezzate della nostra epoca.Questo libro asciutto e al tempo stesso soave e profondo affronta un tema particolarmente spinoso ai nostri giorni: la trappola in cui moltissime persone si impigliano ascoltando le sirene di una società che propone e impone un modello di individuo vincente e autocentrato, costantemente capace di esercitare controllo e padronanza. Le nostre ferite — le faglie, le fratture, le mancanze del nostro essere — vengono messe al bando dalla società «performante» e spesso ci rassegniamo a considerarle gravi errori e a trattarle come pattume che finiamo per nascondere sotto il tappeto della nostra consapevolezza. Capita così di produrre un corto circuito fra la nostra parte «accettabile», con cui ci identifichiamo, e quella parte di noi che è fragile, spaventata e per ciò stesso «impresentabile», sfoderando agli occhi del mondo e ai nostri stessi occhi un’autonomia posticcia che non solo ci dissocia ma ci impedisce persino di accettare gli altri, come noi abitati da debolezze e imperfezioni, in una spirale di proiezioni che ci lasciano sempre più soli e ciechi rispetto alle occasioni di creare legami autentici. È indispensabile fare i conti con le proprie fragilità, riconoscerle in se stessi, per conquistare un piccolo ma saldo spazio interiore di certezza che possa permetterci di rimanere in piedi quand'anche arrivassero le immancabili delusioni. La fiducia ci espone al rischio del tradimento, ma se non si accetta di correre questo rischio si resta murati nei ruoli dello spettatore e dell’antagonista. Vivere sul serio la propria vita è molto più di questo.

Un compleanno nella giungla

Simona Miola e Daniela Volpari

EDT Giralangolo, Torino, 2016

Ecco il testo vincitore della terza edizione del Premio Narrare la Parità promosso dall’Associazione Woman To Be nell’intento di invitare a creare storie che ragionino sulla parità e sugli equilibri di genere, improntati sull’interscambiabilità dei ruoli, premiato poche settimane fa a Strasburgo, all’Istituto Italiano di Cultura. In pieno spirito quindi della collana Sottosopra di EDT Giralangolo di cui vi abbiamo più volte segnalato le diverse uscite, tutti albi illustrati che puntano a combattere gli stereotipi di genere. In questo caso Beatrice – fresca di soffio sulle candeline dei suoi cinque anni – parte per un’avventura mettendosi di traverso a un luogo comune: chi l’ha detto che gli esploratori sian tutti maschi? Equipaggiata di tutto punto con binocolo, mappa, bussola, lente di ingrandimento e persino il pugnale di Sandokan, eccola partita: il giardino di casa si trasforma in una giungla, una lucertola in un serpente, il gatto in una tigre. E al compimento dell’impresa non può che essere felice come chiunque raggiunga l’obiettivo che si è prefissato. Specie se puoi scegliere con libertà cosa vuoi fare, cosa vuoi essere. Eta da 3 anni

L'immigrazione spiegata ai bambini

Il viaggio di Amal

Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso

Becco Giallo, Isola dei liri (FR), 2016

"Il sole splendeva alto, il mare sembrava tranquillo, e una gatta, un cane, una capretta e un falco si erano messi in viaggio su una vecchia barca. Insieme ai loro padroncini, fuggivano da uomini crudeli che avevano distrutto i loro paesi, nella speranza di trovare una vita migliore al di là del mare..." Età di lettura: da 7 anni.

Il policlinico della deliquenza

Storia degli ospedali psichiatrici giudiziari italiani

a cura di Gaddomaria Grassi e Chiara Bombardieri

Franco Angeli, Milano, 2016

Con la Legge 9 del 2012 e con la Legge 81 del 2014 è stata sancita la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari italiani che per centoquaranta anni hanno ospitato persone malate di mente autrici di reato. Oggi che, finalmente, il nostro Paese ha saputo rinunciare a un istituto le cui contraddizioni erano ormai insostenibili e che si accinge a sperimentare nuove forme di assistenza, può essere utile rivolgere lo sguardo al passato e ripercorrerne la storia. Il volume dà ampio spazio al dibattito che ha caratterizzato la nascita dei primi manicomi criminali italiani e cerca poi di delinearne l'evoluzione a seguito dei più importanti cambiamenti legislativi, dalla legge Giolitti, al Codice Rocco ai più recenti provvedimenti del 2012 e del 2014. Il testo è completato da ricerche d'archivio originali. Il testo cerca di affrontare alcune questioni particolarmente rilevanti: quale funzione sono stati chiamati a svolgere gli ospedali psichiatrici giudiziari? In che modo hanno assolto al loro compito? Come sono stati interessati, o solo lambiti, o piuttosto ignorati, dalle trasformazioni sociali, scientifiche e culturali del loro tempo? Quali sono stati gli ambiti del confronto, a volte serrato, fra psichiatria, politica e magistratura? Il volume si rivolge ai professionisti della psichiatria e delle materie giuridiche oltre che agli storici e a tutti coloro che, in questa fase di radicale cambiamento, desiderano approfondire la storia di questa istituzione.

Il corpo accusa il colpo

Mente, corpo cervello nell'elaborazione delle memorie traumatiche

Bessel Van Der Kolk

Raffaello Cortina Editore, Milano, 2015

In questo libro, Van der Kolk amplia radicalmente lo spettro delle cause e delle conseguenze del trauma, dando speranza e fornendo spiegazioni chiare a chiunque ne sia colpito. Sulla base di trent'anni di esperienza e pratica clinica, evidenzia che il terrore e l'isolamento, aspetti centrali del trauma, rimodellano radicalmente sia il corpo sia il cervello. Le nuove conoscenze sull'istinto di sopravvivenza spiegano perché le persone traumatizzate sperimentino un'ansia e una rabbia intollerabili, e permettono di capire l'impatto del trauma sulla capacità di concentrazione e di memorizzazione, e sulla possibilità di instaurare relazioni basate sulla fiducia, sentendosi "a casa" nel proprio corpo. Integrando i recenti progressi delle neuroscienze e degli studi sull'attaccamento, l'autore indica nuovi percorsi di ricerca, che consentono di ricablare il funzionamento cerebrale, contrastando il senso di impotenza e invisibilità associato al trauma e facendo sì che adulti e bambini possano recuperare la padronanza del proprio corpo e della propria vita.

Il Principino scende da cavallo

Irene Biemmi, AntonGionata Ferrari

EDT Giralangolo, Torino, 2015

La vita di un principe bambino non è poi così facile. Tra le tante incombenze, bisogna pure andare a cavallo. Ma il cavallo è grande e il principino così piccolo che si vergogna. Un giorno una tipetta magrolina lo convince a scendere: il principino scoprirà quanto è bello essere bambino, e come, volendolo, si puo’ sfuggire a un ruolo un po’ stretto…(Età di lettura: da 3 anni).

Maus

Art Spiegelman

Einaudi, Torino, 2010

Maus (Maus: A Survivor's Tale) è un romanzo a fumetti di Art Spiegelman, ambientato durante la seconda guerra mondiale ed incentrato sulla tragedia della Shoah, sulla base dei racconti del padre dell'autore, un sopravvissuto ad Auschwitz. L'opera è suddivisa in due parti: Mio padre sanguina storia – composta da 6 capitoli pubblicati per la prima volta nel 1986 (in Italia nel marzo 1989 da Milano Libri), mostra il rapido inasprimento delle condizioni di vita degli ebrei polacchi negli anni immediatamente precedenti allo scoppio della guerra. E qui sono cominciati i miei guai – composta da 5 capitoli pubblicati per la prima volta nel 1991 (in Italia nel settembre 1992 sempre da Milano Libri), dà invece un chiaro spaccato della vita dei deportati all'interno del campo di concentramento negli anni della guerra. A spezzare la narrazione delle vicende d'epoca nazista, si interpongono istantanee di vita quotidiana che mostrano il difficile rapporto tra Spiegelman e il padre: il padre reduce dagli orrori del nazismo, ha uno stile di vita impossibile che impone anche a chi gli sta intorno (raccoglie e conserva anche il filo di rame che trova per strada); il figlio all'apparenza menefreghista, è tormentato da un enorme senso di inadeguatezza di fronte a quanto passato dal genitore. Tutto questo si trasforma, nel finale, in una sorta di autoanalisi dell'autore, che sperimenta appieno il significato di essere figlio di un deportato, mostrando come gli orrori patiti dai genitori si siano estesi anche alla generazione successiva. La storia del giovane Art, un autore intenzionato a narrare la storia del padre, reduce dell'Olocausto, fa da cornice alle vere vicende centrali dell'opera, ovvero la narrazione dell'anziano padre di Art, Vladek, delle sue esperienze durante la seconda guerra mondiale.

Dell'aurora

Maria Zambrano

Marietti 1820, Bari, 2006

Allieva di Ortega y Gasset, Maria Zambrano (Vélez-Malaga, 1904 - Madrid 1991) fu tra le prime donne spagnole ad intraprendere le carriera universitaria in un contesto in cui "una filosofa, nella Spagna degli anni Trenta, era quasi `una donna barbuta', un'eresia, una curiosità da circo". La sua caratteristica più affascinante consiste in uno sforzo intellettuale e viscerale insieme di dar voce a ciò che resta silente, di celebrare l'oscurità, l'altro lato dell'esistenza, quello esiliato, muto, nascosto ma profondamente `sentito', che solo libera dalla tendenza assolutizzante ed impone l'umiltà, compagna necessaria di ogni cammino di conoscenza. La filosofia fu il suo prioritario impegno e la sua irrinunciabile passione: una sfida costante al pensiero oggettivante che tende a negare l'anima stessa da cui trae origine. Non amò quindi mai alcun `sistema filosofico', che vedeva come "castello di ragioni, muraglia chiusa del pensiero di fronte al vuoto." Aspirò sempre ad una verità al di fuori di criteri e stereotipi, fedele nell'intento di attuare una "filosofia vivente", disposta a confrontarsi con l'essere umano nella sua interezza, ad esplorare "il logos che scorre nelle viscere". Dell'aurora del libro che presentiamo possiamo dire che un 'opera lentamente cresciuta negli anni dell'esilio, Dell'Aurora è una straordinaria opera di pensiero, esorbitante dagli schemi del discorso filosofico; una trama poetica in cui si riannodano, riconoscibili ma trasfigurate, le domande, le riflessioni, le ricerche che occuparono la scrittura di tutta una vita. Ciascun brano è completo, compiuto in sé come il pezzo di una partitura musicale, e ciascuno sembra occupare esattamente lo spazio di una notte seguita dall'alba, tuttavia non c'è frammentazione, poiché comune è la tensione verso la luce, l'attesa della rivelazione portata dall'Aurora. «Come tutte le rivelazioni, l'Aurora mi è apparsa in molti modi. Nella Spagna del 1937, quando vi tornai a guerra ormai persa, fu un'Aurora di sangue. All'Avana, per sorprendere l'alba mi sdraiavo sulla riva del mare. Ho sempre camminato verso l'alba, non verso l'occaso; e ho sempre sofferto per tante albe precipitate nell'occaso».

Rita Levi Montalcini

Cristina Pulcinelli e Tina Simoiello

L'asino d'oro Edizioni, Roma, 2014

Una donna controcorrente che ha attraversato il XX secolo a modo suo: né moglie, né madre, ma grande protagonista della scena scientifica. Questo libro è la prima biografia di Rita Levi-Montalcini pubblicata dopo la sua morte, un racconto della sua vita a cavallo tra l’Italia e gli Stati Uniti: i momenti di gloria e di sconforto, il laboratorio, la famiglia, il Nobel del 1986 e gli anni successivi, in cui c’è ancora tanta scienza ma pure impegno civile, sociale e politico. Sullo sfondo, le vicende cruciali della storia: il fascismo, le leggi razziali, il conflitto mondiale, la guerra civile, la rinascita postbellica, la prima e la seconda Repubblica. Con un linguaggio semplice e divulgativo, le due autrici tratteggiano il profilo di questa donna eccezionale e rendono accessibili a tutti le sue scoperte descrivendo il contesto scientifico nel quale avvennero. Nel filo della narrazione, costruita sulle tante testimonianze che lei stessa ha lasciato, si inseriscono le voci di Primo Levi, Pietro Calissano, Luigi Aloe e di altri che hanno conosciuto la ‘Signora della scienza italiana’, hanno lavorato con lei, le hanno voluto bene.

I ponti di babele

Cantiere, progetti e criticità nell'Italia delle religioni

a cura di Paolo Naso e Brunetto Salvarani

EDB, Bologna, 2015

Una navigazione tra le tante isole dell’Italia multireligiosa consente di esplorare il pluralismo confessionale che si sta faticosamente affermando anche nel Paese in cui «non possiamo non dirci cristiani». È una ricerca sui ponti di comunicazione e sui luoghi di incontro che favoriscono l’integrazione e la coesione sociale in un tempo attraversato anche da radicalismi e fondamentalismi, ma anche un’indagine per cogliere gli elementi di continuità, le fratture e le novità nelle espressioni religiose degli italiani. A partire dall’«effetto papa Francesco», che ha avviato dinamiche sorprendenti e inedite sia all’interno della comunità cattolica sia nei circuiti del dialogo ecumeni

Mia

Antonio Ferrara

Settenove, Cagli (PU), 2015

Quando viene arrestato per il femicidio di Stella Cesare ha 15 anni. Dalla cella in cui si trova ci restituisce i pensieri, i ricordi e le ossessioni di una storia di controllo e possesso mascherata da amore romantico. Rabbia e dolore, certezze e rimorsi, si mescolano in un diario che dà conto di tutto quello che Cesare ha costruito e poi distrutto. Mia nasce da un percorso di educazione sentimentale e di prevenzione del disagio attraverso «laboratori di scrittura per emozioni» che hanno coinvolto scuole italiane e straniere. L'autore ha chiesto a ragazze e ragazzi di pensarsi vittima di una qualsiasi forma di prevaricazione, e di descrivere lo stato d'animo di quella condizione a partire da quanto immaginato, osservato o realmente vissuto. Dai racconti emersi, filtrati dall'autore, sono nati i personaggi, la trama e il linguaggio della storia.

Manuale sulla disabilità

Dai bisogni educativi speciali ai programmi di integrazione scolastica

Giovanna Lo Sapio

Armando, Roma, 2012

Compito dell'operatore che lavora con le persone diversamente abili è quello di potenziare e sviluppare sia le abilità presenti che quelle da rinforzare o recuperare. Questo libro consente di farsi un'idea a tutto tondo della disabilità. È proprio a questa presa di coscienza civica da parte dei soggetti che si occupano di disabilità che gli autori richiamano i lettori e gli operatori del settore. La visione integrata del soggetto disabile parte proprio dalla capacità di ogni operatore, con cui lavorerà, di percepirlo non solo nella sua complessità individuale, ma anche personale e soggettiva.

Psicopatologia e scrittura

Florence Witkowski

Epsylon, Roma, 2015

La grafia del depresso, quella dell’isterica, i segni della paranoia e quelli dell’ossessione… Questo vivace manuale, scritto con uno stile scorrevole e accattivante da una grafologa di esperienza ed acume, cerca di far emergere, attraverso una selezione di sintomi diversi estrapolati dal vasto ambito della patologia mentale, il nucleo essenziale degli elementi grafici corrispondenti a stati psicopatologici.Se la grafologia non consente infatti di individuare il grado di gravità della malattia, può però analizzare la personalità del malato nella sua dinamica e seguirlo nel percorso psicologico, offrendo un utile strumento di supporto a professionisti e familiari che assistono quotidianamente i malati psichici.

Terapie imperfette

Il lavoro psicosociale nei servizi pubblici

Roberto Mazza

Raffaello Cortina Editore, Milano, 201+

L’elevata complessità dei casi affrontati nei servizi pubblici richiede relazioni di aiuto adeguate ai contesti e alla peculiarità dei pazienti-utenti. Affinché le azioni terapeutiche siano efficaci sono necessari un dialogo interdisciplinare rispettoso dei differenti modelli teorici e operativi (sistemici, psicodinamici, relazionali…) e una costante integrazione professionale. Il cambiamento non potrà essere circoscritto ai soli rapporti diadici terapeuta-paziente, ma sarà attivato nell’interazione tra i due grandi campi relazionali intersoggettivi: il gruppo di lavoro e il sistema individuo-famiglia. Con l’apporto di ricerche psicologiche sui processi evolutivi e con l’ausilio di numerosi casi clinici, il testo delinea un modello metodologico utile per valutare e costruire criteri d’azione integrati tra professionisti di diverso orientamento.

Impariamo dai bambini a essere grandi

Maria Montessori

Garzanti, Milano, 2014

Impariamo dai bambini a essere grandi raccoglie i passi fondamentali e più illuminanti tratti dai libri di Maria Montessori: un’antologia in cui si affermano con dolcezza e sorprendente modernità i diritti dei bambini, il ruolo dei padri e delle madri nella loro educazione, ma anche l’importanza che maestri e insegnanti rivestono nella nostra società. Come scrive infatti Vittorino Andreoli nell'introduzione inedita che apre questo volume, gli studi di Maria Montessori «contengono non soltanto un notevole valore storico nel campo scientifico e pedagogico, ma principi e tecniche utili per migliorare l’educazione nel nostro tempo». I testi di questa raccolta indicano perciò un percorso ideale per introdurre il lettore alla eccezionalità del pensiero di Maria Montessori che, muovendo dal mondo della scuola, si apre a riflessioni profonde e lungimiranti sui temi più diversi, dai problemi delle donne lavoratrici al pacifismo. Le sue restano così parole ancora attualissime e commoventi per comprendere, amare e proteggere i bambini, ma anche per imparare dalla loro innocenza e dalla loro candida voglia di vivere a essere tutti adulti migliori.

Al giardino ancora non l'Ho detto

Pia Pera

Ponte alle Grazie, Milano, 2016

"Per molti versi, avrei preferito non dover pubblicare questo libro, che non esisterebbe se una delle mie scrittrici preferite - non posso nemmeno incominciare a spiegare l'importanza che ha avuto nella mia vita, professionale ma soprattutto personale, il suo 'Orto di un perdigiorno' - non si trovasse in condizioni di salute che non lasciano campo alla speranza. Eppure. 'L'orto di un perdigiorno' si chiudeva con una frase che mi è sempre sembrata un modello di vita, un obiettivo da raggiungere: "Ho la dispensa piena". Oggi questa dispensa, forse proprio grazie alla sua malattia, Pia ha trovato modo di aprircela, anzi di spalancarcela. E la scopriamo davvero piena di bellezza, di serenità, di quelle che James Herriot ha chiamato cose sagge e meravigliose, di un'altra speranza. È davvero un dono meraviglioso quello che in primo luogo Pia Pera ha fatto a se stessa e che poi, per nostra fortuna, dopo lunga riflessione ha deciso di condividere con i suoi lettori. Non posso aggiungere molto, se non raccomandare con tutto il mio cuore la lettura di un libro che, come pochi altri, ci aiuta a comprendere la straordinaria avventura di stare al mondo." (Luigi Spagnol)

Fernanda Pivano

Diari 1917.1973

a Cura di Enrico Rotelli e Maria Rosa Bricchi

RCS libri, Milano, 2010

Quando negli anni '50 Fernanda Pivano si reca per la prima volta negli Stati Uniti è una giovane studiosa innamorata dell'America di quegli anni e desiderosa di incontrare dal vivo, sul campo, i maestri di una narrativa che in Italia si era appena cominciato a conoscere, grazie a Cesare Pavese ed Elio Vittorini. Immediatamente scopre un mondo di sogni, ideali, valori, che non si stancherà più di celebrare: dal pacifismo di Norman Mailer, maestro riconosciuto della narrativa americana, amato e contemporaneamente odiato dalla beat generation degli anni sessanta, che a lui e al suo antiimperialismo si rifece, all'esempio di inesausta sete di nuovo e di autenticità del mito vivente Ernest Hemingway. Dai guru della beat generation Ginsberg, Kerouac, Corso, Ferlinghetti, uomini che in nome di un'idea di ritorno all'essenzialità dell'uomo, in contrasto con i pregiudizi del consumismo capitalistico, hanno vissuto e scritto senza distinguere fra arte e vita, a Don DeLillo e ai minimalisti. Un nuovo viaggio americano, insomma, fra le contraddizioni e le speranze segrete di quel grande, osannato e temuto paese che è, da sempre, l'America.

La felicità al potere

Josè "Pepe" Mujica

Castelvecchi, Roma, 2016

Da guerrigliero Tupamaro a Presidente della Repubblica dell'Uruguay, passando per 14 anni di carcere sotto la dittatura: la parabola esistenziale di José "Pepe" Mujica è diventata per il mondo intero un'immagine di speranza e felicità. "El Pepe" è l'esempio vivente di come si possa pensare al bene comune senza avere brame di potere e di ricchezza vivendo, anzi, come qualsiasi cittadino della propria nazione. Il libro ospita un'intervista esclusiva rilasciata a Montevideo a Cristina Guarnieri. una biografia autorizzata di Mujica scritta da Massimo Sgroi. nonché i discorsi più importanti e famosi del Presidente, fra cui spicca quello sulla felicità che dà il titolo al libro. Nuova edizione aggiornata con i contributi di Roberto Saviano e Milena Gabanelli. “Per essere liberi bisogna avere tempo: tempo da spendere nelle cose che ci piacciono, poiché la libertà è il tempo della vita che se ne va e che spendiamo nelle cose che ci motivano”

Perché ho ucciso Pierre

Graphic Novel

Alfred & Olivier Ka

BAO Publishing, Milano, 2015

Pierre non è un prete come tutti gli altri. È gioviale, canta, organizza i campi estivi. Pierre cambierà la vita di Olivier per sempre, e ci sarà bisogno di questo libro per esorcizzare i demoni dell'estate dei suoi dodici anni. Basato su una reale esperienza di vita, Perché ho ucciso Pierre è un romanzo grafico nel quale Alfred, uno dei massimi talenti francesi attualmente in attività, raccoglie le memorie d'infanzia dell'amico scrittore Olivier Ka, sul problematico rapporto con un prete sopra le righe, responsabile di una colonia estiva per ragazzi. Toccante, spiazzante nella sua franchezza, lacerante nelle emozioni che evoca e racconta, Perché ho ucciso Pierre è un libro difficile da definire, impossibile da dimenticare.

Bellezza

Graphic Novel

Kerascoet & Hubert

BAO Publishing, Milano, 2014

Una ragazza molto brutta, Baccalà, ottiene per magia di sembrare bellissima agli occhi di chi la guarda. In un crescendo parossistico di principi e guerrieri che si sfidano a duello per conquistarla, il dono tanto sognato si rivela una maledizione. Un libro sontuoso nella veste, delizioso nel disegno e impeccabile nello svolgimento della trama, destinato a deliziare i lettori, grazie anche all'apparato grafico dei sempre più bravi Kerascoët.

Artemide

Lo spirito indomito dentro la donna

Jean S. Bolen

Astrolabio, Roma, 2014

Dea greca della caccia e della luna, Artemide erra per i campi armata di arco e faretra. Nel panorama archetipico già dipinto dall'autrice nel "Le dee dentro la donna", Artemide rappresenta la predisposizione alle relazioni paritarie con gli uomini, la solidarietà tra donne, la capacità di perseguire un obiettivo e di accettare una sfida. Ma prima ancora incarna l'archetipo della donna psicologicamente indipendente, tenace e allo stesso tempo riflessiva, intuitiva e passionale. Un libro che parla a donne, e uomini, di ogni età: l'archetipo di Artemide può infatti rimanere nascosto per anni ed emergere in qualsiasi momento della vita.

Taccuini

1919 - 1921

Marina Svetaeva

Voland, Roma, 2014

Nella Mosca postrivoluzionaria stretta dalla morsa della fame e della guerra civile, Marina Cvetaeva affida alle pagine dei taccuini il racconto delle sue giornate. Episodi di vita quotidiana si mescolano a lettere, progetti di opere, versi, fulminee riflessioni su di sé, sull'epoca, la poesia, la natura umana, ritratti di contemporanei, narrazioni di sogni e ricordi d'infanzia. Ne scaturisce un quadro vivissimo della Russia dell'epoca e un nudo ritratto dell'interiorità cvetaeviana.

Disturbo dell'umore

dalla diagnosi DSM-5 al trattamento

Edoardo Giusti, Marco Pacifico, Giada Fiume

Soreva edizioni, Roma, 2014

Il disturbo temperamentale delle alterazioni dell'umore si configura tra esagerata allegria ed eccesso di tristezza con prostrazione letargica. L'instabilità pervasiva della tonalità emotiva, predispone a sbilanciamenti compensativi sia biologici che stagionali-contestuali, che minano l'equilibrio del soggetto. La terapia consiste nel trattamento delle modificazioni invalidanti degli stati umorali bipolari, in modo da contenere e stabilizzare i disturbi che passano dall'esaltazione maniacale all'angosciosa depressione.

Il circolo della sicurezza

Sostenere l'attaccamento nelle prime relazioni genitore-bambino

Bert Powell, Glen Cooper, Kent Hoffman, Bob Marvin

Raffaello Cortina Editore, Milano, 2016

Viene presentato per la prima volta in maniera esauriente l’intervento basato sul Circolo della sicurezza, un efficace programma, fondato empiricamente, utilizzato in tutto il mondo con bambini, dalla nascita ai cinque anni, e genitori con difficoltà nei legami di attaccamento. Basato sulle più avanzate conoscenze nel campo dell’attaccamento e degli interventi precoci, il Circolo della sicurezza aiuta i genitori a sintonizzarsi con i bisogni emotivi dei propri bambini, sviluppando in loro fiducia e sicurezza. Scritto dagli ideatori dell’approccio, il libro riporta la struttura concettuale sottostante al Circolo della sicurezza e illustra con dettagli clinici l’innovativo assessment e le strategie di intervento.

La passione della purezza

Simone Weill e Cristina Campo

Federica Negri

Il Poligrafico, Padova, 2015

Cristina Campo conosce il pensiero di Simone Weil a ventisette anni; secondo la sua amica e biografa Margherita Pieracci Harwell l'incontro con la filosofa francese è per Campo una "rivelazione" di qualche cosa già presente dentro di sè ancora allo stato indefinito che prende finalmente forma e consistenza. L'affermazione di Pieracci Harwell dà inizio a un'intervista rilasciata nel 2001 a Federica Negri, autrice del libro La Passione della purezza. Simone Weil e Cristina Campo; l'intervista costituisce una delle due Appendici che concludono la ricerca; l'altra è una tabella di confronto testuale tra alcuni passi di Weil e i brani di Campo nei quali gli assunti weiliani appaiono assimilati e reinterpretati in modo assolutamente originale.

Giovani musulmane in Italia

Percorsi biografici e pratiche quotidiane

Ivana Acocella e Renata Pepicelli (a cura di)

Il Mulino, Bologna, 2015

Il volume riporta i risultati di un’indagine sui processi di configurazione identitaria di giovani musulmane di origine marocchina, bengalese, pakistana nate e/o cresciute in Italia. A partire dall'analisi di narrazioni biografiche raccolte nelle città di Roma, Firenze e Padova, i lavori qui presentati affrontano, da prospettive di ricerca empiriche e teoriche diverse, quattro temi centrali per il dibattito accademico e l’opinione pubblica: «seconda generazione», «genere», «Islam» e «cittadinanza». Privilegiando le categorie analitiche dell’intersezionalità e dell’«agency», il libro esplora la «capacità di agire» di queste giovani donne nella sfera privata e in quella pubblica e, allo stesso tempo, analizza il loro contributo al processo di trasformazione dell’Islam in occidente.

Circular Economy

Dallo spreco al valore

Peter Lacy, Jakob Rutqvist, Beatrice Lamonica

Egea, Milano, 2016

Un dato è incontrovertibile: le risorse della terra sono limitate. Se le pratiche attuali continueranno, il forte incremento demografico, abbinato al boom della domanda di beni e servizi, le sfrutterà fino al punto di rottura. a peggiorare le cose, l’attuale modello di crescita lineare considera l’impatto dello spreco come una questione che «qualcun altro» dovrà risolvere – e nel frattempo la capacità del pianeta di assorbire e smaltire i rifiuti diminuisce ogni anno. È evidente che bisogna fare qualcosa. Non si tratta soltanto di reinserire nel ciclo produttivo gli sprechi intesi nel senso tradizionale di rifiuti, ma anche di porre rimedio all'enorme sottoutilizzazione di risorse naturali, prodotti e materiali. Si tratta di fare piazza pulita del concetto stesso di «scarti» e di riconoscere che ogni cosa ha un valore. In questa direzione, Circular economy propone strategie disruptive, in grado di dare un contributo sia al pianeta, sia ai profitti. Gli autori individuano cinque nuovi modelli di business che promuovono la crescita circolare, e identificano le tecnologie e le capacità richieste per trasformarli in vantaggio competitivo. Dal ridisegno delle filiere a una diversa gestione degli scarti, dall'estensione del ciclo di vita del prodotto alla sharing economy, dall'impiego di risorse sostenibili alla concezione del prodotto come servizio: ogni modello è illustrato dal racconto di numerosi casi ed esperienze concrete, caratteristica che fa di queste pagine una lettura fondamentale per imparare a superare le sfide epocali legate all'applicazione su larga scala dei nuovi modelli circolari.

Voltando pagina

Saggi 1904 - 1941

Virginia Woolf ( a cura di Liliana Rampello)

Il Saggiatore, Milano, 2011

Virginia Woolf non fu solo la grande romanziera che tutti conosciamo, ma anche una raffinata saggista, una critica acutissima, un'instancabile pubblicista. Lettrice onnivora e anarchica, cercò nei libri "una forma per il caos", vi trovò universi abitati da creature umane, con cui intrecciare ininterrotte conversazioni. Fin dalle prime recensioni lavorò senza pregiudizi: che si trattasse di epistolari, memorie o biografie, saggi critici o romanzi, autori celebri o emeriti sconosciuti, lo studio preparatorio era accurato, il giudizio schietto. La curiosità la guidava senza alcun preconcetto, alimentava i suoi piaceri più intensi, leggere e scrivere, due atti annodati fra loro, due oscure potenze che, fino alla fine, si definirono e si alimentarono reciprocamente. Le qualità della sua penna erano forza, grazia e trasparenza. La sua lingua, ironica e originale, ha attraversato il tempo e lo spazio con una immediatezza folgorante. Femminista, nel senso proprio della consapevolezza di essere una donna, dalla sua scrittura non traspare mai una lagna, nessuna recriminazione, con lei vediamo al lavoro un occhio lucido e spietato, che non perdona, ma spesso sorride e fa ridere. "Pensare le cose come sono" e "dire la verità" le bussole di sempre. In una parola, integrità: "Seguire il proprio istinto, usare il proprio cervello, trarre le conclusioni da soli".

Cip e Croc

Alexis Deacon

settenove, Cagli (PU), 2015

Qual è il proprio posto nel mondo? Qual’ è il gruppo sociale di cui dobbiamo fare parte? Alexis Deacon in Cip e Croc dà la risposta che nessuna società sembra offrire: nessuno può rispondere per noi soprattutto nessuno può dirlo a un bambino. Cip e Croc è un’opera illustrata raffinata, delicata, umana che introduce il piccolo lettore – ascoltatore – al miracolo che è la possibilità di scegliere seguendo il proprio cuore. Chi è a decidere che un coccodrillo e un pappagallo non possono essere fratelli? Piume e squame possono viaggiare nella stessa direzione, possono cantare la stessa canzone quando la notte le sorprende e possono stringersi per ripararsi dal freddo. Il libro è la storia di Cip, un pappagallino, e di Croc, un coccodrillo, nati da uova capitate, chissà come, l’una vicina all'altra e che schiudendosi al contempo si sono pensate fratelli. Come fratelli sono cresciuti nelle differenze, imparando l’uno dall'altro fino a quando si sono resi conto che forse non erano della stessa famiglia. Ma le notti sono lunghe e il sentire del cuore è più forte delle parole gridate. Alexis Deacon è considerato uno dei migliori illustratori inglesi, Cip e Croc è la sua prima opera dopo che una grave malattia l’ha costretto a smettere ogni attività per lungo tempo, sono illustrazioni a matita, dipinte con acquarello e gouache in cui emerge tutta la magia di una scelta “non convenzionale”

Frida Kahlo

Nadia Fink

Rapsodia, Roma, 2015

Con questo libro l'editore inaugura la collezione "Antiprincipesse", cominciando con Frida Kahlo, una di quelle donne che non si sono accontentate di fare ciò che gli altri si aspettavano da lei. Una donna che non ebbe paura di mostrare il suo corpo, che dipinse su tela i momenti più tristi e più felici della sua vita, che nonostante i dolori fisici cercò sempre l'arte, l'allegria e lottò per il bene del mondo, non solo per lei stessa, ma anche per tanti altri... Età di lettura: da 8 anni.

Donne

Marìa Zambrano

Morcelliana, Brescia, 2006

Raccolti in questo volume per la prima volta sono gli articoli della pensatrice spagnola - attivamente impegnata nella vita civile del suo paese - pubblicati nella rubrica "donne" sul giornale "El Liberal" durante il 1928; testi che tracciano le origini di quel "sapere dell'anima" che aspira a segnare un mutamento - o un'alternativa - nella tradizione filosofica. Ad emergere è la donna relegata nell'oblio ed esiliata dalla storia. Frammenti di un pensiero che, anziché teorizzare, incede con semplicità e schiettezza, toccando gli aspetti quotidiani e le aspettative più concrete della vita femminile. In queste giovanili illuminazioni M. Zambrano riflette sulla peculiarità dell'essere donna, sulla sua differenza: un'"aristocrazia" che - in virtù del suo custodire il "nascere" e il segreto dell'esistenza - anela a ridisegnare il futuro nella nella vita familiare, nel lavoro, nella politica, nel mondo del sapere.

Storia ed evoluzione dell'islamismo arabo

I fratelli Musulmani e gli altri

a cura di Laura Guazzone

Mondadori/Educational, Milano, 2015

Cos'è l'islamismo? Come si definisce e si distingue da fenomeni simili, ma diversi, quali il salafismo o il jihadismo? Quali sono in concreto le posizioni degli islamisti su questioni fondamentali quali la concezione dello stato, dell'economia e dei diritti delle donne? Come e perché queste posizioni si sono evolute nei diversi paesi arabi? Qual è stato l'esito della partecipazione degli islamisti nelle cosiddette Primavere arabe, specialmente in Marocco, Tunisia ed Egitto? Qual è oggi il ruolo dell'islamismo nel mondo arabo? I Fratelli musulmani sono ancora la principale organizzazione islamista araba? A queste domande gli studi presentati in questo volume offrono risposte originali, documentate sul campo, frutto di una ricerca che ha coinvolto un gruppo multidisciplinare di studiosi appartenenti ai principali centri di ricerca italiani specializzati sul mondo arabo e l'islam contemporaneo.

Storia di Giulia

che aveva un'ombra da bambina

Christian Bruel e Anne Bozzelle

Settenove, Cagli (PU), 2015

Giulia è una bambina vivace e poco aggraziata. I genitori la rimproverano continuamente di essere un «maschio mancato», un maschiaccio. Tanto che un mattino, Giulia si sveglia e trova attaccata ai suoi piedi un’ombra da bambino. L’ombra la segue ovunque, imita i suoi gesti e si prende gioco di lei. Quando Giulia fa dei «giochi da femmine», la sua ombra fa dei giochi «da maschi». Quando fa dei «giochi da maschi» invece, la sua ombra fa gli stessi giochi. Quando fa la pipì come le femmine, la sua ombra la fa come i maschi. Giulia è triste, è una bambina ma la accusano di essere un «maschio mancato». Non si riconosce più perché per essere amata davvero dovrebbe essere un'altra, diversa da lei. Fino a quando l’incontro con un bambino che vive la sua stessa condizione, le fa capire che entrambi hanno il diritto di essere quello che sono, di decidere quello che amano e quello che non amano, senza etichette che impediscano loro di essere sé stessi. Storia di Giulia è la riedizione, 40 anni più tardi, di un album illustrato che ha segnato la storia della letteratura francese per l’infanzia, apparso per la prima volta nel 1975 ad opera di Im Media, pubblicato nel 1978 dalle Edizioni dalla parte delle bambine (Milano) e riproposto ora dalle edizioni Settenove, in un’epoca in cui il tema dell’identità di genere è più che mai di attualità. Storia di Giulia che aveva un'ombra da bambino ci ricorda, oggi più che allora, che la libertà di essere riconosciuti come «persone», speciali e uniche, senza stereotipi, è un diritto insopprimibile per ogni essere umano.

A Wonder Story

Il libro di Julian

R.J. Palacio

Giunti, Firenze, 2015

La storia di Wonder, bestseller italiano e internazionale di R.J. Palacio, riscritta attraverso il punto di vista di Julian, il personaggio "cattivo" del romanzo. Perché in fondo tutti hanno una storia da raccontare, anche i “cattivi” e per questo è importante essere gentili con tutti. Julian non si capacita di come siano andate le cose nell'ultimo anno scolastico. Era il ragazzo più popolare della classe e si ritrova ad essere escluso dai compagni e costretto a cambiare scuola. Solo per aver fatto delle battute! Ma lui ha sempre fatto dell'ironia, e tutti ridevano, prima! Appena arrivato in classe, Auggie, il nuovo compagno di scuola affetto dalla sindrome di Treacher-Collins, lo aveva veramente turbato. Fin da piccolissimo, infatti, Julian aveva il terrore degli zombi e la faccia deforme di Auggie gli aveva fatto tornare gli incubi infantili. Era questo il vero motivo del suo accanimento. Era stato sospeso da scuola quando il preside aveva scoperto i bigliettini che Julian faceva trovare ad Auggie e al suo ex amico Jack e così non aveva potuto partecipare alla gita scolastica. Un provvedimento che i genitori non avevano mai accettato, accusando la scuola di aver sottovalutato la difficoltà della situazione che l'inserimento di Auggie in classe avrebbe comportato. Durante l'estate, però, Julian scopre una verità sconvolgente sulla sua nonna francese. Lei, ebrea, gli confessa che durante la guerra era stata salvata dallo ''storpio'' della classe, il ''Tartaruga'', come lo chiamavano tutti deridendolo. Non solo l'aveva nascosta e portata dai suoi genitori che l'avevano accudita come una figlia, ma si era rivelato un amico straordinario e, solo pochi giorni prima di essere deportato egli stesso, perché non ''perfetto'', le aveva dato il suo primo bacio. Il suo nome era Julian. Julian per la prima volta prova rimorso per il proprio comportamento e, grazie ad una email dello stimato professor Brownie, scrive un messaggio di scuse ad Auggie. Ancora una volta l'autrice si dimostra una maestra nell'immergere il lettore nell'intimo percorso di un personaggio attraverso un'empatia totale. Straordinaria è la sua capacità di immedesimarsi nella psicologia di un ragazzo viziato, di una madre superficiale e di un padre interventista, creando delle situazioni in cui il lettore può riconoscersi e immedesimarsi.

Biancaneve e i 77 nani

Davide Calì, Raphaëlle Barbanègre

EDT Giralangolo, Torino, 2016

Biancaneve, per sfuggire alla strega malvagia, scappa nel bosco e trova rifugio nella casetta dei 77 nani. In cambio dell’ospitalità i nani le chiedono di occuparsi della casa e della cucina. Esausta per il carico di lavoro Biancaneve, furibonda, torna nel bosco, cerca la strega cattiva e le chiede non una ma ben due mele, per essere sicura di fare un bel sonno tranquilla, senza nani né principi a disturbarla: se gli uomini sono questi, meglio un sano riposo! Una rivisitazione della classica fiaba di Biancaneve piena di ironia e umorismo. Spassosa per i piccoli, e utile anche ai grandi. Età di lettura: Da 5 anni.

Parlare Civile

Comunicare senza discriminare

A cura di Redattore Sociale

Bruno Mondadori, 2013, 2013

Ora non ci sono più alibi. Usare le parole giuste è "parlare civile". La comunicazione e le parole sono la prima forma di discriminazione. E' così che si forma e si alimenta lo stigma. Non si pensi che questo riguardi solo i giornalisti. Siamo tutti comunicatori: blog, siti, gli stessi social network, da facebook a twitter a Google+, fanno circolare le idee attraverso le parole. Se cambiamo uno status su facebook facciamo comunicazione. Ecco perché l’attenzione al linguaggio è ancora più importante. Per tutti. Ora ci sono meno scuse per chi utilizza termini sbagliati. Redattore Sociale, agenzia di comunicazione nata dalla Comunità di Capodarco, ha curato il volume

Il gioco della bottiglia

Alcol e adolescenti, quello che non sappiamo

Alessandra Di Pietro

add, Torino, 2015

Alessandra Di Pietro, che ha pubblicato con add editore Godete!, con il rigore della giornalista e il cuore di un genitore, indaga il fenomeno del consumo alcolico tra i minori attraverso le storie dei diretti protagonisti e gli interventi dei maggiori esperti: psicologi, sociologi, epidemiologi, forze dell’ordine. Un mosaico di voci per ricostruire come stanno veramente le cose, una guida utile per genitori, insegnanti, operatori sociali. «Come è potuto accadere che alle feste di scuola media ci siano birre al posto dell’aranciata?»

Percorsi di pedagogia al femminile

Dall'unità d'Italia al secondo dopoguerra

Tiziana Pironi

Carocci, Roma, 2014

Il volume presenta cinque donne – note e meno note – che hanno sfidato l’esistente, realizzando esperienze educative non conformiste: Ernesta Galletti Stoppa, Maria Montessori, Leda Rafanelli, Giovanna Caleffi Berneri, Margherita Zoebeli. Pur nella diversità delle loro storie personali, si tratta di donne le cui idee non nascono da aprioristiche premesse dottrinarie, ma da un criterio di concretezza che si traduce in immediata efficacia operativa. Dalle loro esperienze possiamo, ancora oggi, trarre insegnamenti per elaborare progetti formativi ispirati alla libertà piuttosto che alla conformazione, all'emancipazione piuttosto che al controllo, all'autonomia piuttosto che all'addestramento strumentale, allo spirito comunitario piuttosto che all'individualismo competitivo, all'apertura piuttosto che all'isolamento culturale.

Adolescenti e comunità terapeutiche. Tra trasformazioni e nuove forme di malessere

Contributi clinici, ricerche e pareri a confronto

Claudio Bencivenga, Alessandro Uselli (a cura di)

Alpes, Roma, 2016

Il tema centrale del libro è la cura dell’adolescente attraverso la comunità terapeutica. Tema quanto mai attuale, soprattutto per quei percorsi adolescenziali in cui l’arresto dello sviluppo, il fallimento dei compiti evolutivi e le difficoltà familiari sono conclamati e la sofferenza emotiva, a volte, dirompente. Ormai è un aspetto acquisito, nell’esperienza clinica e nella ricerca, che non esiste un’unica traiettoria di sviluppo adolescenziale ma percorsi differenti. Nel libro vengono riportate soprattutto le esperienze adolescenziali più complesse e difficili, dove la sofferenza narcisistica e le dissociazioni sono in primo piano e l’intervento degli operatori si centra sul promuovere un migliore rapporto con la realtà e una maggiore integrazione tra aspetti di Sé. Uno dei pregi dell’opera è quello di mettere in luce la complessità del percorso dell’adolescente in comunità terapeutica e nella rete dei servizi a questa collegati. Una rete di relazioni che ha, tra i suoi scopi, quello di rimandare all’adolescente in grave difficoltà un’ immagine di Sé il più possibile coerente, di riattivare le risorse, di aiutare a rinegoziare il rapporto con un passato spesso traumatico e progettare il futuro. Un libro dalle due anime, la prima espositiva, l’altra conversazionale, dove esponenti del mondo accademico, tecnici, ‘testimoni privilegiati’ di diversa formazione della cultura nazionale e internazionale si confrontano su prospettive teoriche, esperienze sul campo, dati scientifici, per un dialogo rinnovato sull’adolescenza e i luoghi della cura.

Affetti da adozione

uno studio antropologico della famiglia post-familiare in Italia

Rossana D i Silvio

Alpes, Roma, 2015

Descrivendo la quotidianità delle relazioni domestiche, questo libro offre uno sguardo sul modo in cui le famiglie adottive trasformano l'iniziale estraneità dei suoi membri in familiarità, intimità, affetti, cura e come fabbricano, nel tempo, le nuove esistenze e le soggettività dei parenti 'per legge'. La letteratura sull'argomento ha illustrato soprattutto i temi del dislocamento del bambino, dell'alienazione delle famiglie adottive, dei poteri esercitati dai paesi di arrivo sui paesi di origine. Una prospettiva etnografica e narrativa, ancorata alle riflessioni dei Critical Kinship Studies e all'idea di 'famiglia post-familiare', restituisce un'appassionante lettura dell'esperienza adottiva dal punto di vista dei genitori, dei figli e di molti altri parenti coinvolti nella ricerca. Pratiche e sentimenti del fare e sentirsi famiglia attraversano così il mondo quotidiano, le relazioni e le storie di vita dei testimoni, situandosi fra la dimensione pubblica dell'essere parenti adottivi e la dimensione più intima e privata.

Quando l'amore uccide

Come e perché la violenza femminicida può nascere dalla coppia romantica

Antonio Piotti e Maria Sara Mignolli

Franco Angeli, Milano, 2015

Quando, con drammatica ripetitività, la cronaca ci riferisce di un uomo che uccide la sua compagna per poi magari colpire a morte anche se stesso, ognuno di noi sente che quella violenza è - insieme - tanto distante e tanto vicina. È inevitabile perciò che ci si interroghi sulle ragioni che hanno condotto quella coppia ad una fine così tragica. Molti dicono che non può essere amore, che, anzi, l'amore è il contrario della violenza: è il desiderio di proteggere e di abbandonarsi, di corteggiare e di attendere; è la passione in seguito alla quale si vuole - innanzitutto - la felicità dell'altro e, in nome di ciò, si sacrifica ogni cosa. E se non fosse così? E se invece le cause della violenza fossero intimamente connesse con quella forma particolare di amore che prende il nome di romanticismo? Se, al di là dei fiori, delle canzoni struggenti, delle dichiarazioni appassionate, dei sospiri e delle lacrime ci fosse l'imposizione di un legame che prevede la definizione dei ruoli e la sottomissione? Seguendo questa ipotesi inconsueta, uno psicoanalista e una regista, un uomo e una donna, hanno scritto questo saggio e questa pièce sull'amore da cui emerge come la violenza non sia altro che il lato osceno dell'amore romantico ma che essa sia così cruda ai giorni nostri proprio perché le sue ore sono contate: nuove forme di amore, più libere, più emancipate, meno esclusive sembrano dire, nel nome di un narcisismo maturo, che il tempo dell'amore romantico è scaduto.

Uomini che maltrattano le donne

come ricoscerli per tempo e cosa fare per difendersi

Lundy Bancrof

Vallardi, Milano, 2013

Perché tanti uomini sono convinti che sia normale e legittimo maltrattare mogli, compagne e fidanzate? Quali sono i meccanismi che mettono in atto per far sentire le donne stesse responsabili delle violenze subite? Uomini che maltrattano le donne è dedicato a tutte coloro che si trovano coinvolte in una storia di violenza fisica o psicologica, insegnando loro a riconoscerne le dinamiche e a trovare una via d'uscita. L'autore, che ha un'esperienza ventennale nella gestione dei casi di violenza domestica come consulente giudiziario e responsabile di programmi di riabilitazione per uomini violenti, ha trattato più di 2000 casi e ha sintetizzato in questo testo una sorta di "libretto di istruzioni" sui comportamenti-tipo degli uomini violenti, sui loro sistemi di pensiero e sulle modalità con cui di norma impostano le relazioni.

I labirinti del male

Femminicidio, stalking e violenza sulle donne: che cosa sono, come difendersi

Luciano Garofano e Rossella Diaz

Infinito, Modena, 2014

Luciano Garofano con Rossella Diaz ci racconta storie vere di donne e ci conduce nei drammatici labirinti del male, tra paura, rassegnazione, umiliazioni e brutalità. Dallo stalking all'omicidio, i due autori, attraverso i racconti dei familiari delle vittime di femminicidio, portano alla luce le responsabilità delle istituzioni. Questo libro è un'approfondita indagine nell'universo della violenza contro le donne e un invito a denunciare, per reagire a questo scempio. "Senza una grande alleanza sociale e collettiva le donne, tutte le donne, non ce la faranno. Le leggi, da sole, non bastano. La psichiatria, sganciata da un'analisi del contesto sociale, può soltanto dare un contributo. E i giornalisti, se non hanno il tatto e la pazienza indispensabili per entrare nel cuore delle persone nel corso delle indagini o dei processi, possono alterare la realtà in modo irreversibile. E' un'emergenza che dobbiamo fronteggiare tutti insieme. Un saggio come questo propone una via d'uscita dai labirinti del male: ha un valore immenso, è una guida per sconfiggere un nemico spesso invisibile, a volte imprevisto, sempre ingiusto". (Barbara Palombelli) “Quella dello stalking è una storia dell’Occidente post-industriale e post-moderno. Non è una storia planetaria. Parliamo di una storia che è socio-culturalmente ben definita nella nostra società”.

Donne e Chiesa

Una storia di genere

Adriana Valerio

Carocci, Roma, 2016

Cosa significa ricostruire oggi la storia della Chiesa con un'ottica di genere? Il volume utilizza una metodologia inclusiva per interpretare le dinamiche del mondo cattolico. Attraverso una differenziata periodizzazione, che va da Gesù di Nazareth ai giorni nostri, raffronta le esperienze maschili e femminili, quasi come in un gioco di specchi, in un molteplice intreccio di livelli e di circolarità all'interno della fitta trama del tessuto spirituale, culturale e politico. Ne emerge un affresco inedito che contrappone gli aspetti legati al''esercizio del potere nella Chiesa con la presenza viva e combattiva delle donne impegnate nei tanti cammini di fede. Lo sguardo retrospettivo su queste vicende interroga il presente e, allo stesso tempo, apre a più coraggiose indicazioni di cambiamento per il futuro.

Il marketing del terrore

Twitter e Jihad: la comunicazione dell'isis

Monica Maggioni e Paolo Magri

ISPI, Trento, 2016

La diffusione del califfato in Medio Oriente e la minaccia, militare e culturale, portata all'Occidente sono il grande tema della politica internazionale odierna. Una lotta combattuta con le armi della violenza e del sangue, ma soprattutto quelle del terrore, diffuso con una strategia comunicativa sofisticata e studiata nei minimi dettagli. In questo saggio, che riprende un dossier pubblicato da ISPI, il più importante istituto di studi internazionali in Italia, otto esperti di comunicazione e di Medio Oriente analizzano questo aspetto cruciale nel successo militare e di consenso dello Stato Islamico. Per capire da una prospettiva inedita le radici di uno dei fenomeni più preoccupanti del nostro mondo.

Paolo Borsellino

L'agenda Rossa

Giacomo Bendotti

Becco Giallo, Frosinone, 2012

Il 23 maggio 1992, all'ospedale Civico di Palermo, Paolo Borsellino abbraccia il suo amico Giovanni Falcone per l'ultima volta, prima che muoia. Agli occhi dell'opinione pubblica, Borsellino diventa l'erede naturale di Falcone, e la prossima vittima designata di Cosa Nostra. Dopo neppure due mesi, il 19 luglio 1992, un'auto bomba carica di tritolo stronca la vita del giudice Borsellino e della sua scorta davanti alla casa della madre. L'agenda rossa sulla quale appuntava scrupolosamente ogni scoperta dopo la morte di Falcone sparisce dal luogo dell'attentato. Chi voleva l'agenda rossa? Cosa accadde in quei 57 giorni che vanno dalla Strage di Capaci alla Strage di Via D’Amelio? Chi poteva trarre vantaggio dalla sua morte? A condannare a morte Borsellino sono state le sue ultime, affannose indagini sulle trattative Stato-Mafia? "Mi uccideranno, ma non sarà una vendetta della mafia, la mafia non si vendica. Forse saranno mafiosi quelli che materialmente mi uccideranno, ma quelli che avranno voluto la mia morte saranno altri." - Paolo Borsellino

Giovanni Falcone

Giacomo Bendotti

Becco Giallo, Frosinone, 2013

Giovanni Falcone, magistrato ucciso dalla mafia, medaglia d’oro al valore civile e vero e proprio eroe nazionale, è stato – con il collega Paolo Borsellino – rappresentante di punta del pool antimafia, gruppo innovativo di magistrati che si sono dedicati a tempo pieno alle indagini di mafia nel corso degli anni Ottanta. Al loro lavoro si devono, tra gli altri successi, la collaborazione del boss Tommaso Buscetta con la giustizia e il clamoroso maxiprocesso a Cosa Nostra, conclusosi con 360 condanne. “La mafia non è affatto invincibile. È un fenomeno umano e come tutti i fenomeni umani ha avuto un inizio, una sua evoluzione e avrà quindi anche una fine. Piuttosto bisogna rendersi conto che è un fenomeno terribilmente serio e molto grave e che si può vincere non pretendendo eroismo da inermi cittadini, ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni.” Giovanni Falcone Una Graphic Novel affascinante e semplice per andare in profondità in una vita spezzata dalla mafia mentre faceva il suo dovere.

Il mondo al femminile di Maria Montessori

regine, dame e altre donne

Giovanna Alatri

Fedè, Roma, 2015

Nata a Chiaravalle, in provincia di Ancona, nel 1870, Maria Montessori fu una grande pedagogista italiana, oltre che medico, scienziata e filosofa. È entrata nella storia per via del metodo che prende il suo nome, usato con successo in migliaia di scuole in tutto il mondo. Nel 1896 diventò la prima dottoressa d'Italia e si scontrò con il maschilismo, molto forte nel suo ambiente professionale, che finì per influenzarla così tanto da spingerla a non prender mai marito. Cominciò a lavorare sempre più spesso a contatto con bambini, in particolare disabili o con turbe comportamentali: da qui l'inizio dei suoi studi che la portarono all'elaborazione di un nuovo metodo di insegnamento, basato sulla constatazione che i bambini hanno fasi di crescita differenziate, all'interno delle quali sono più o meno propensi a imparare alcune cose per trascurarne delle altre. Morì nel 1952 a Noordwijk, in Olanda, vicino al Mare del Nord. Questo è un libro tutto al femminile scritto da una donna, dedicato ad una donna che ha speso una gran parte della sua esistenza per l'emancipazione della donna per poi passare alla causa del bambino, una donna che incontra tante altre donne di cui si fa sorella e madre, oltre che maestra.

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