Novità in biblioteca

Amnesty International Rapporto 2015 - 2016

La situazione dei diritti umani nel mondo

Amnesty International

Infinito, Mnocalazati (AV), 2016

Per milioni di persone, il 2016 è stato un anno di continua sofferenza e paura, poiché governi e gruppi armati hanno compiuto violazioni dei diritti umani nei modi più diversi. Il mondo si sente insicuro e impaurito davanti a un futuro tanto incerto. Ma è proprio in questi momenti che abbiamo bisogno di voci coraggiose, di eroi comuni che si oppongano all'ingiustizia e alla repressione.

La società circolare

fordismo, capitalismo molecolare, sharing economy

Aldo Bonomi, Federico Della Puppa. Roberto Masiero

Comunità Concrete, Roma, 2016

Questo libro intende offrire strumenti e visioni per interpretare l'Italia contemporanea. Dopo la lunga stagione del fordismo novecentesco imperniato sulla dialettica capitale-lavoro e quella del postfordismo basato sull'egemonia della micro e piccole impresa territorializzata, siamo oggi entrati in una nuova fase, quella dell'economia circolare, nella quale la nostra socialità è alla base della creazione del valore economico. In questo contesto cambia la relazione tra economia, società e istituzioni regolative. Non più la verticalità del fordismo che includeva con il welfare e i diritti, non più l'orizzontalità dell'economia diffusa che includeva con il fare impresa, bensì la circolarità tra il nostro essere, il nostro sentire, il nostro pensare, connesso senza mediazioni al grande gioco dei flussi globali, dove non è chiaro se il destino individuale e collettivo si configuri come ruota della fortuna o come ruota del criceto.

Montessori

Dio e il bambino e altri scritti inediti

a cura di Fulvio De Giorgi

Editrice La scuola, Brescia, 2013

Una grande pedagogista, scienziata, femminista, educatrice, pacifista: Maria Montessori è stata la donna italiana più famosa nel mondo in ambito intellettuale. La sua opera pedagogica è ancora molto studiata; il suo "metodo" è vivo e presente nelle scuole dell'infanzia di vari Paesi. Dotata di sincera e calda fede religiosa, Maria Montessori è stata apprezzata e lodata dai papi Benedetto XV e Paolo VI, anche se attorno a lei si è andata costruendo la "leggenda nera" di una Montessori laicista, naturalista, anti-cristiana, teosofa. Questo libro cerca di rileggere, con verità storica e senza preconcetti storiografici, la sua figura e la sua prospettiva pedagogica, presentando opere sull'educazione religiosa - il testo, inedito in Italia, Dio e il bambino e altri scritti, mai pubblicati e finora ignoti, degli anni Trenta - e materiali documentari che gettano nuova luce sulla biografia della Montessori, oltre ogni deformazione o leggenda.

Golem

Lorenzo Ceccotti

BAO Publishing, Milano, 2016

Satira sociale sugli estremi del capitalismo, parabola politica sulla fine delle economie mondiali, esperimento visuale di narrazione a fumetti senza limiti grafici, distopia sulla conquista del mondo da parte delle nanomacchine, Golem è il primo romanzo grafico lungo di Lorenzo Ceccotti, in arte LRNZ, apprezzatissimo illustratore e industrial designer. Nascosti nei disegni di questa storia ci sono elementi narrativi segreti, rilevabili solo con un'apposita App gratuita, che nei mesi successivi all'uscita del volume completeranno l'affresco socio-narrativo della storia con contenuti multimediali inediti realizzati appositamente e disseminati, nascosti nel web dall'autore. Un libro memorabile, in un'edizione da mozzare il fiato.

Il Dizionario illustrato dei giovanimerda

Amleto De Silva

MagicPress, Aricca (RM), 2016

Da che mondo è mondo, gli anziani hanno sempre redarguito e criticato le nuove generazioni: vuoi per consuetudine sociale, vuoi per semplice invidia, vuoi per pura cretinaggine, e quasi sempre i giovani hanno avuto ragione, anche se qualche volta sul filo di lana. Oggi, invece, assistiamo a un evento epocale: per la prima volta nella storia, i giovani hanno torto marcio, e gli anziani hanno ragione. Indolenti, accidiosi, presuntuosi, reazionari (soprattutto quando si atteggiano a sinistra pura e dura), pressappochisti, cazzocanisti, i giovani d’oggi si sono trasformati negli anziani di ieri. Tra overdose di politically correct e orride canzoncine indie suonate male, il Dizionario Illustrato dei #giovanimerda cerca di tracciare una mappa alfabetica dei difetti delle nuove generazione attraverso uno sguardo rancoroso, sarcastico e ironico.

Per piacere

Storia culturale della chirurgia estetica

Rossella Chigi

Il Mulino, Bologna, 2008

Paola studia all'università e lavora il fine settimana in un supermarket per pagarsi una "taglia in più" di seno. Laura ha deciso di cancellare le rughe del viso con un lifting per salvare il suo matrimonio. Piero è deriso dai compagni per le sue orecchie a sventola e i genitori stanno pensando di farlo operare. Trasformare il corpo a colpi di bisturi è una pratica sempre più diffusa, ma è davvero una novità solo degli ultimi anni? E perché lo facciamo, per piacere a noi stessi o agli altri? Rossella Ghigi ripercorre la storia della chirurgia estetica scoprendo insospettabili continuità nel processo che ha portato alla banalizzazione di questa pratica nell'era contemporanea. Dalla ricostruzione dei nasi tagliati nei duelli medioevali alla cancellazione dell'infamia della sifilide, dalla correzione del "naso da ebreo" negli immigrati del primo '900 alla occidentalizzazione degli occhi asiatici del secondo dopoguerra sino al corpo scolpito della donna in carriera, quello che è chiamato in causa è soprattutto l'individuo e il suo desiderio di integrazione sociale. Più che a istanze di eccezionalità corporea, la chirurgia estetica sembra rispondere a un bisogno di "normalità" esteriore, quale che sia il significato attribuito a questa parola nelle diverse epoche.

Telecamorra

guerra tra clan per il controllo dell'etere

Alessandro De Pascale

Lantana, Frosinone, 2012

"Telecamorra" è una storia di soldi, clan e potere, gli ingredienti di sempre quando si tratta di criminalità organizzata. Quella che si è costituita in Campania è una vera e propria "cricca delle telecomunicazioni", che ha come obiettivo la conquista dell'etere. Nella terza regione d'Italia per numero di licenze si contano 77 televisioni e 165 radio locali registrate. In ballo ci sono contributi pubblici per 12 milioni di euro l'anno e centinaia di spot elettorali utilizzati per ottenere protezioni politiche. Per non parlare della gestione dei posti di lavoro dell'indotto, quasi un ammortizzatore sociale dei clan, cui si aggiunge l'esercito di cantanti neomelodici e sedicenti maghi da utilizzare per ottenere consenso sociale, riciclare soldi sporchi e fare un mucchio di quattrini puliti. Un'illegalità diffusa, tollerata da anni nonostante le numerose denunce presentate alla magistratura e per la prima volta raccontata in questo libro.

Le politiche della condivisione

la sharing economy incontra il pubblico

a cura di Emanuele Polizzi e Matteo Bassoli

Giuffrè, Milano, 2016

“Le politiche della condivisione. La sharing economy incontra il pubblico” è un libro suggerito per coloro a cui piace il genere di libro economia, e coloro i quali leggono spesso economia. In ogni caso questo libro può essere letto anche da lettori che vogliono leggere la categoria libri diritto e la categoria libri economia dello sviluppo.

Guerra & Droga

Un libro-inchiesta sul rapporto indissolubile, tra guerra e droga

Alessandro De Pascale

Castelvecchi, Roma, 2017

Dagli oppiacei assunti - e spesso trafficati - dai contingenti internazionali in Afghanistan a quelli dell'Uck nel Kosovo protetto dalla Nato; dall'anfetamina usata dai Top Gun e dalle forze speciali statunitensi alle metanfetamine prodotte dai nazisti ieri e dallo Stato Islamico oggi, passando per il boom di psicofarmaci prescritti a reduci e soldati, in qualche caso provocandone addirittura la morte, fino agli interessi dei servizi segreti, a esperimenti condotti anche su civili inconsapevoli, con nuove sostanze psicoattive, usate persino contro gli oppositori politici o per finanziare conflitti clandestini tramite il narcotraffico. Sostanze che riducono inibizioni e paure, che aiutano a sopportare la fatica e ad aumentare la soglia del dolore, o usate come "arma tattica" per rendere il nemico inabile a combattere. Un rapporto, questo tra guerra e droga, che ha origini antiche quasi quanto la guerra stessa. Sullo sfondo, la sottile linea, tutta politica, che divide le sostanze considerate legali, da quelle ritenute illegali, per capire come gli usi/abusi generati dalle guerre siano stati sfruttati strumentalmente per imporre il proibizionismo, il cui fallimento è ormai sotto gli occhi di tutti. In questo libro si ricostruisce una fotografia del passato e del presente attraverso i numerosi viaggi in Medio Oriente (Balcani, Iraq, Siria, Libano, Libia, Afghanistan, Turchia) che l'autore compie da più di dieci anni e grazie a documenti ufficiali desecretati dagli Archivi di Stato di Usa, Gran Bretagna e Germania.

Bumf

Vol 1

Joe Sacco

Rizzoli Lizard, Milano, 2016

Cosa resterà di Barack Obama? In che modo i suoi otto anni di mandato hanno segnato la politica americana e internazionale? Nel 2009, quando gli fu assegnato il Premio Nobel per la Pace, in molti storsero il naso e si chiesero: "Che ha fatto per meritarselo?". Oggi, mentre la sua parabola politica è prossima alla conclusione e qualcun altro scalpita per prendere il suo posto, sono in tanti a domandarsi se le sue parole d'ordine (change e hope, cambiamento e speranza) non siano state solo delle vaghe promesse. Tra le fila dei delusi, la voce di Joe Sacco è senza dubbio la più radicale e schietta. Il Re del giornalismo a fumetti, infatti, ha concentrato in "Bumf" tutta la sua rabbia nei confronti di un presidente che si è presentato al mondo come un'alternativa per poi tenere in vita, con la scusa della lotta al terrorismo, alcune delle peggiori manifestazioni del potere a stelle e strisce: il campo di prigionia di Guantanamo, l'uso spropositato di droni in Pakistan e le sistematiche intrusioni nella privacy dci cittadini americani denunciate da Edward Snowden, per citare solo le più evidenti. In una folle cavalcata narrativa che mescola guerre mondiali e universi paralleli, Sacco immagina un Nixon redivivo che si sostituisce a Obama senza che nessuno noti la differenza, un presidente senza scrupoli per il quale ogni forma di violenza è permessa nel nome della ragion di Stato.

L'Alternativa ambiente

Gilles Clément

Quodlibet, Macerata, 2015

Mentre l'ecologia radicale, trincerata dietro i suoi rigorosi precetti, cerca di resistere, mentre il Green business si organizza per accaparrarsi il mercato bio, una terza strada, senza nome, ma che qui chiamo "Alternativa ambiente", nasce dall'intrecciarsi di mormorii - analisi contraddittorie, bilanci di catastrofi, azzardate profezie -, ma anche da dati certi, esperienze e ricerche attendibili. L'"Alternativa ambiente" guarda con interesse alla decrescita, ma senza aderirvi del tutto, prende le distanze dal Green business, ritenuto eccessivo, e, piuttosto che attendersi una qualche forma di salvezza dai parlamentari della Repubblica, si mette in attesa interrogando i possibili impatti dell'effetto-farfalla. Sì, il giardino è planetario, più nessuno può dubitarne, ma chiunque sia sufficientemente avvertito, da misurare l'ampiezza di una tale questione, si chiede come si possa diventare giardinieri, di questo giardino qui. Nessuna risposta arriva in un colpo solo. L'umanità incredula, di volta in volta addormentata dai media e risvegliata dalla crisi, saggia nuovi modi di vita, tenta nuovi percorsi in territori sconosciuti. Tutto è da inventare, tutto sembra nuovo.

Non siamo figlio contro-figure

docenti beat, studenti bit generation

Benedetto Cosmi

Sovera, Roma, 2010

Adolescenti ben oltre quell'età che, in generazioni diverse, era già considerata matura. Oppure la fuga, dover trovare finalmente chi sa apprezzare qualità e impegno. Una nuova ondata migratoria con la valigia di cartone, ma con titoli accademici. Benedetta Cosmi esce dagli schemi. Puntigliosa vuole entrare dentro le questioni. Non si accontenta delle verità superficiali. Dei luoghi comuni. Una giovane donna, consapevole dei suoi mezzi e disposta a lottare per sè ma anche per il riscatto di una generazione. Un seme che lascia pensare che questi trentenni non siano destinati in blocco a non lasciare traccia.

Elogio della depressione

Aldo Bonomi, Eugenio Borgna

Einaudi, Milano, 2011

Un sociologo e uno psichiatra si confrontano su un tema che li unisce: la crisi esasperata e radicale delle forme di relazione e di convivenza nel nostro Paese. Al centro sono la crisi dei territori sotto l'impatto sempre più violento dei flussi (di uomini, merci e denaro come mostra Bonomi) e la crisi della famiglia, travolta dal disordine dei ruoli e dalla scarsa comunicazione tra genitori e figli, anziani e giovani, e inevitabile sede di conflitto (la illustra Borgna). Sono temi di estrema attualità che interessano tutti, e che trovano beneficio nell'essere osservati incrociando i diversi linguaggi e i convergenti punti di vista dei due autorevoli studiosi.

Il dilemma della pace

Femministe e pacifiste sulla scena internazionale, 1914 .1939

Elda Guerra

Viella, libreria editrice, Roma, 2014

Quali dilemmi dovettero affrontare le protagoniste del movimento politico delle donne nei nuovi drammatici contesti novecenteschi? Esito di un'ampia ricerca, il volume affronta le vicende dell'associazionismo internazionale femminile nel periodo compreso tra le due guerre mondiali, dagli schieramenti di fronte alla Grande guerra alla ricerca di politiche innovative negli anni Venti e Trenta nel dialogo con la Società delle Nazioni, al giudizio su fascismi e totalitarismi, fino alla scelta tra pacifismo e difesa della democrazia nel precipitare degli eventi nella seconda guerra mondiale. Viene così introdotto, sulla base di una rigorosa analisi delle fonti, uno sguardo innovativo sulla storia del secolo appena concluso grazie alla ricostruzione delle grandi questioni della cultura politica delle donne nelle sue tensioni tra affermazione della giustizia per entrambi i sessi, ricerca di politiche di pace e crescita dei diritti e delle libertà delle donne e di tutti gli esseri umani.

Il senso del lavoro

Pratiche e saperi di donne

a cura del Comitato pari opportunità dell'Università degli Studi di Verona

Ombre Corte/culture, Verona, 2014

Il "senso del lavoro", come pratica e pensiero, che tiene assieme bisogni, desideri e relazioni, è il filo conduttore del ciclo di incontri seminariali dal quale nasce questo volume. Donne di generazioni diverse affrontano le tante questioni che riguardano il lavoro inteso anche come lavoro di relazione. Ne scaturisce un ampio confronto che ruota attorno alla consapevolezza che il lavoro di ciascuna è perlomeno duplice, retribuito e non retribuito, e che sempre meno può essere circoscritto a un'attitudine strettamente "lavorativa". Ciò che in effetti viene richiesto nel tempo di lavoro è un impegno relazionale, affettivo, comunicativo e di cura che appartiene a ciascuna prima e oltre il lavoro. Un lavoro, dunque, sulla complessità del "tenere insieme", che si nutre di un sapere femminile e che può essere un potente motore di cambiamento non solo del lavoro delle donne, ma del lavoro tout court. Organizzato dal Comitato pari opportunità dell'Università di Verona, il percorso mostra anche la capacità di lavorare a partire dall'eterogeneità delle esperienze e collocazioni dentro l'Università, rendendola un elemento di trasformazione. Questi contributi si affiancano così a tutta quella ricerca che oggi si interroga sulla "femminilizzazione" del lavoro in un sistema produttivo che ormai si nutre dell'intera vita delle persone e non solo del loro tempo di lavoro.

Il caso Uber

La sharing economy nel confronto tra common law e civil law

Edmondo Mostacci e Alessandro Somma

EGEA Università Bocconi Editore, Milano, 2016

L’avvento di Uber, al pari delle altre modalità di produzione e scambio di beni e servizi che costituiscono la parte meno collaborativa e più imprenditoriale di quella che i più chiamano sharing economy, promette di incidere in misura significativa sulla struttura economica e sociale dei Paesi occidentali e pone al diritto questioni che sono in parte integralmente nuove e in parte la riedizione in termini rinnovati di tematiche ormai risalenti. Questo volume intende offrire al lettore una visione il più possibile ampia e unitaria della congerie di problemi comportati dall'affermarsi di Uber, intesa quale archetipo fondamentale della più ampia trasformazione sottesa alla sharing economy, analizzando le sue molteplici sfaccettature e le soluzioni che nel corso di questi anni sono state approntate dai diversi ordinamenti della western legal tradition, senza rinunciare a fornire alcune indicazioni prospettiche sulle ricadute future di un fenomeno in continua trasformazione. A tal fine, il lavoro, dopo una prima ricognizione del fenomeno del ridesharing e delle connesse problematiche, prende le mosse dal contesto statunitense, dove Uber è nata e ha conosciuto la sua prima affermazione, per volgere lo sguardo poi agli altri Paesi di common law. Successivamente l’analisi si indirizza al diverso approccio tenuto dagli ordinamenti di civil law, dedicando particolare attenzione al caso italiano e alle sue specificità. Infine, alcune considerazioni conclusive legano l’indagine precedentemente svolta al più generale fenomeno della sharing economy e ai temi che essa pone alla riflessione giuridico comparativa.

Libertà di espressione e libertà religiosa in tempi di crisi economica e di rischi per la sicuerzza

a cura di Francesco Dal Canto, Pierluigi Consorti e Saulle Panizza

Pisa University Press, Pisa, 2016

Il presente volume raccoglie i contributi sviluppati a seguito di un incontro svoltosi il 27 novembre 2015 nell'ambito di un Progetto di ricerca finanziato dall'Università di Pisa sul tema “Libertà religiosa e libertà di espressione in tempi di crisi economica e di rischi per la sicurezza”. Nel volume si propone una riflessione su svariati profili problematici di estrema attualità connessi alla tutela di tali diritti di libertà.

Il metodo degli shock culturali

Manuale di formazione per il lavoro sociale e umanitario

Margalit Cohen-Emerique e Ariella Rothberg

Franco Angeli, Milano, 2016

Lavorando con i migranti, gli operatori sociali e umanitari si confrontano a volte con situazioni destabilizzanti, che sembrano difficili da integrare nella loro pratica professionale. Come superare questi ostacoli e stabilire un rapporto di fiducia basato sulla ricchezza delle differenze culturali? Il metodo degli shock culturali consente di prendere distanza da se stessi attraverso il decentramento, aprendosi alla scoperta del quadro di riferimenti dell'altro e alla negoziazione indispensabile al "con-vivere". I numerosi esempi tratti da situazioni reali, commentati e analizzati dalle autrici, consentiranno di: individuare le situazioni di shock culturale per superarle; identificare le rappresentazioni su di sé e sull'altro; affrontare in modo diverso il rapporto con l'alterità. Sia per gli operatori sociali e umanitari che per gli studenti e i formatori interculturali, questo metodo, di apparente semplicità, richiede in realtà una grande perizia.

I disturbi psichici nella globalizzazione

Dalla crisi del campo familiare ai sistemi di cura per dipendenze, anoressie e distruttività

Francesco Comelli

Franco Angeli, Milano, 2015

Questo testo, rivolto a studenti universitari, psicologi, psicoterapeuti, psicoanalisti, psichiatri, riflette sul rapporto fra la crisi dei contenitori del soggetto e i suoi disagi psichici: la crisi del campo familiare e la sfiducia nelle ideologie hanno favorito una massificazione della persona che assume in toto gli stati mentali di massa, che allontanano il "negativo" o le esperienze soggettive, per identificarsi in inautentico tutto "positivo". La rimozione del concetto di morte, grazie ad un'ipertrofia tecnoscientifica, lascia la persona incapace di sapere perché soffre o tuttalpiù la spinge a trovare "farmaci" da cui dipendere per difendersi dal dolore ritenuto inaffrontabile. Le esperienze di gruppi di genitori, gruppi multifamiliari, gruppi equipe, gruppi allargati istituzionali (Large Group), sedute di gruppo monosintomatico per pazienti anoressico-bulimiche presenti nel testo danno conto di uno studio della crisi della famiglia. Con una costante attenzione al rapporto tra psicopatologia e cultura - anche grazie a una pluralità di riferimenti (da Bion a Pasolini e Gaber) - l'autore propone esperienze cliniche di sistemi di cura innovativi, volti a trasformare il dolore e l'autodistruttività, spesso trasmessi fra generazioni consciamente o inconsciamente, in una crescita e in un confronto fra gli "altri" provenienti da altre culture e "noi" occidentali.

Diventare uomini

Relazioni maschili senza oppressioni

Lorenzo Gasparrini

Settenove, Cagli (PU), 2016

Un saggio per l’antisessismo maschile in Italia che raccoglie la prospettiva femminista del «partire da sé». L’autore descrive la vita comune di un uomo, dall’infanzia all’età adulta, per mostrare come il sessismo – strumento con il quale il sistema patriarcale si mantiene e si evolve – condizioni il suo sviluppo, il suo linguaggio, le sue abitudini, la sua visione del mondo. I giochi dell’infanzia, i rapporti con l’altro sesso e con gli altri generi, la vita di coppia, il lavoro e la socialità. Ogni uomo incorpora pregiudizi e abitudini sessiste, diventando parte attiva di una politica discriminatoria. Tutto questo può cambiare, ma non si nasce antisessisti: solo una presa di coscienza libera e critica da parte degli uomini sul patriarcato vigente, può aprire uno sguardo maschile nuovo sui rapporti tra i generi e liberare dai condizionamenti sociali l’immagine che gli uomini hanno di sé.

L'ambiguità del patire

Quando la Psicopatologia svela le radici culturali del presente

Enrico Ferrari

Moretti & Vitali editori, Bergamo, 2014

Quale aria si respira oggi negli studi di psicoterapia? È l'aria dei problemi di sempre, oppure un'aria viziata da nuove forme di inquinamento? Le storie di vita degli uomini e delle donne che bussano alla porta delle stanze d'analisi e di psicoterapia non raccontano solo di un disagio individuale, cresciuto nelle mura di casa. Esse raccontano anche di un nuovo disagio della civiltà, dove la speranza nel futuro ha perso cittadinanza, la cultura ha delegittimato la natura e la perdita di senso non si accompagna all'aspettativa di un tempo migliore. Il libro analizza i modi della sofferenza oggi più eloquenti, in quei pazienti che scelgono di ricavarsi un tempo e uno spazio nei luoghi della cura psicologica, osando chiedere un ascolto che i farmaci non possono e non sanno dare. Pazienti che soffrono lo smarrimento del panico, l'inimicizia anoressica con il proprio corpo, la noia che opacizza il quotidiano, la rabbia che non tollera il limite, la colpa che rende pesante ogni separazione. Forme di sofferenza individuale, ma che svelano anche nuovi stili collettivi di vivere il tempo, lo spazio, le relazioni. Dentro questo scenario la richiesta di aiuto si fa socialmente più pressante e non si accontenta di anestetizzare il dolore. Per questo le psicologie, come quella di ispirazione fenomenologica e psicoanalitica, che si interessano all'interiorità del paziente e a ciò che si cela oltre la loro coscienza, hanno ancora un irrinunciabile ruolo terapeutico e sociale.

La bambina filosofica

L'opera (quasi) Omnia

Vanna Vinci

Rizzoli Lizard, Milano, 2013

Muta da sub, colbacco e Moon Boot anni Settanta: dopo aver conquistato il pianeta Terra ed essersi resa conto che non ne valeva assolutamente la pena, la Bambina Filosofica ha deciso di estendere il raggio delle proprie nefandezze al suolo lunare, non ancora infestato dalla più enorme, terribile, definitiva calamità mai conosciuta dall’universo: la razza umana. Armata di una buona scorta di marshmallow e accompagnata dal basito Lillo, partirà così alla scoperta del corpo celeste più amato, sognato e temuto del mondo, fosse anche solo per pronunciare la frase destinata a imprimersi indelebilmente nella storia delle esplorazioni spaziali: “È un piccolo passo per l’uomo, ma un grande passo per una bambina filosofica e un gorilla nichilista.” La Bambina Filosofica è tornata. Ma non ditelo alla NASA. Contiene: intenzioni abiette; esercizi di insubordinazione verbale; epidemie di peste bubbonica; sette cinefile; poeti maledetti, mostri sacri e altri soggetti davvero poco, poco raccomandabili.

No Future

La bambina filosofica

Vanna Vinci

BAO Publishing, Milano, 2015

Manuale di sopravvivenza a questi tempi incerti, effimeri e così pettinati, "No future" è il manifesto dadaista della bambina filosofica. Tenetelo con voi se temete di trovarvi in situazioni a rischio noia e omologazione; vi fornirà infiniti spunti per far iniziare una conversazione... o per stroncarla sul nascere.

Il futuro che (non) c'è

Costruire un domani migliore con la demografia

Alessandro Rosina e Sergio Sorgi

EGEA Università Bocconi Editore, Milano, 2016

Welfare, lavoro, cultura, mercato, democrazia, innovazione, sviluppo sostenibile: questi temi evocano sempre più spesso apprensione e timori, come se ogni questione di ampio respiro fosse all'origine di nuovi problemi e ulteriori insicurezze. Eppure è in queste parole che si nasconde il futuro. Ma che cosa hanno in comune i processi di trasformazione che segnano questo scorcio di secolo? Una chiave di lettura efficace per spiegare e unificare fenomeni tanto complessi è offerta dalla demografia: con la sua capacità di interpretare i mutamenti che rivoluzionano i rapporti tra le generazioni, la vita dei singoli e le loro interazioni, dimostra come solo ponendo al centro le persone si possa produrre vera crescita. La sfida sta nel mettere in relazione positiva da un lato l'aggiunta di qualità (e non solo di anni) alla nostra vita, dall'altro la possibilità di contribuire al benessere condiviso, per tutti e a tutte le età, misurabile non solo in termini di ricchezza materiale.

Interazionismo simbolico

Herbert Blumer

Il Mulino, Milano, 2008

Coniata da Blumer, l'espressione "interazionismo simbolico" designa una delle prospettive che hanno maggiormente influenzato la sociologia, la psicologia sociale e le altre scienze sociali contemporanee. In questo volume fondativo sono enucleate le premesse dell'approccio interazionista, che ha ispirato anche autori come Goltman: gli esseri umani agiscono sulla base dei significati che attribuiscono alle cose; tali significati, elaborati e modificati attraverso un processo interpretativo, emergono dall'interazione tra individui. Questi, dunque, non sono attori passivi guidati da forze esterne, bensì artefici della propria condona. L'importanza primaria riconosciuta al significato soggettivo e al processo, abbinata a una metodologia prevalentemente qualitativa che si sforza di comprendere il "mondo dell'altro" come questi lo vede, ha portato l'interazionismo simbolico a conquistare stabilmente uno spazio di indiscusso rilievo nella teoria e nella ricerca sociale.

La famiglia inattesa

I genitori omosessuali e i loro figli

Federico Ferrari

Mimesis, Sesto San Giovanni, 2015

Se il matrimonio tra persone dello stesso sesso è ormai discusso apertamente e legittimato in molti paesi, sulle possibilità per le coppie omosessuali di avere dei figli c’è ancora molta chiusura. Le ragioni addotte si rifanno spesso a presunte ricadute negative sul benessere che deriva ai bambini dall’avere un modello affettivo e relazionale diverso da quello di due genitori eterosessuali. Federico Ferrari, psicoterapeuta familiare, smentisce questi preconcetti sulla base delle evidenze scientifiche e delle esperienze pratiche. L’autore, a partire dalla realtà delle famiglie omogenitoriali, riscopre le dinamiche fondamentali del fare famiglia e del divenire genitori, al di là degli stereotipi di genere e delle forme del familiare ad essi improntate. Il libro include un capitolo sulla consulenza con i genitori omosessuali e i loro figli, per sostenere queste famiglie ad affrontare un contesto sociale, istituzionale e scolastico, che spesso, ancora, non le prevede e può mostrarsi fortemente discriminatorio. Chiude il volume una raccolta dei maggiori studi suddivisi secondo la metodologia della ricerca e il tipo di campione utilizzato.

Comunità di pratica

Apprendimento, significato e identità

Etienne Wenger

Raffaello Cortina Editore, Milano, 2006

Comunità di pratica presenta una teoria dell’apprendimento secondo cui il coinvolgimento nella pratica sociale è il processo fondamentale attraverso cui impariamo. L’unità di riferimento è quella “comunità operativa” che formano le persone svolgendo delle attività in comune per conseguire un obiettivo. L’idea che un’organizzazione sia una costellazione di “comunità di pratica” è veramente rivoluzionaria e ha implicazioni profonde su ciò che occorre per gestire un’organizzazione di successo nella nuova economia.

Il buio in sala

Leo Ortolani

BAO Publishing, Milano, 2016

"Alcuni anni fa avevo pubblicato sul mio blog la recensione a fumetti del film Marvel The Avengers. Poco più che una serie di vignette quasi uguali tra loro, disegnate in fretta e furia, giusto per dire la mia, quella di un uomo perplesso da questo film, in un mondo che lo adora incondizionatamente. Ricordo che fin dalla scena iniziale avevo pensato "Cos'è, questa roba?" e mi ero girato verso Marcello Cavalli, compagno di merende cinematografiche, a cercare conferme. Lui però continuava a fissare lo schermo, anche per non darmi corda, che quando inizio a fare il cagadubbi sono oggettivamente insopportabile. E niente, mi ero visto questo film, povero nella sceneggiatura e nella messa in scena, attento alla battuta, ma non al fatto che l'epicità fosse andata in bagno e probabilmente fosse rimasta chiusa dentro, perché poi non si era più fatta vedere. E poi ero uscito dal cinema ed era piaciuto a tutti. Tranne a me." (Leo)

Tutta un'altra storia

Come spiegare ai bambini la diversità

Elisabetta Maùti

Erickson, Trento, 2013

Se vogliamo far crescere i nostri bambini come figli di un mondo multietnico, aperto al nuovo e tollerante, dobbiamo aiutarli a comprendere e apprezzare il valore delle differenze sin da quando sono piccoli. Ma come possiamo spiegare loro un argomento tanto difficile con parole semplici e facilmente comprensibili? Attraverso 10 favole ambientate negli scenari più insoliti e inconsueti, questo libro ci darà la possibilità di entrare con i nostri piccoli in un mondo abitato da personaggi diversi, con il preciso obiettivo di aiutarli a comprendere che della diversità non si deve avere paura, né vergogna. Insieme al Principe con 2 piedi destri e a Gelsomino Senzanaso, ecco sfilare davanti a noi un chicco di caffè, un bambino di vetro, una corte di pennarelli di tutti i colori, alcuni più popolari e altri meno… Lo scopo è di insegnare ai bambini che tutti siamo un po’ diversi dagli altri, sia dentro che fuori, ma è proprio questa diversità che ci contraddistingue, e che ci rende unici. È la diversità che fa di noi delle persone davvero speciali. (Età di lettura: da 3 anni)

Genere, politica, storia

Joan W.Scott

Viella, Roma, 2013

Il saggio di Joan W. Scott che apre il volume (Il "genere": un'utile categoria di analisi storica) è uno degli scritti più influenti e citati della letteratura storica contemporanea, e un cardine degli studi femministi. Il suo contributo critico ha inciso profondamente sulla storia delle donne e più in generale sulla nostra comprensione del passato, sulle scienze sociali, sugli studi culturali, sulla teoria femminista, ispirando ricerche innovative nel nuovo campo della storia di genere. Oltre a questo, si pubblicano qui alcuni dei testi più significativi e attuali di Scott sul rapporto tra genere, politica e storia. Li accompagnano i saggi di sei storiche di diverse aree geografiche e di diverse specializzazioni cronologiche, che sulla "American Historical Review" hanno recentemente fatto il punto sull'impatto della categoria di genere nei diversi campi della ricerca storica delle donne. Con interventi di Maria Bucur, Dyan Elliott, Gail Hershatter, Joanne Meyerowitz, Heidi Tinsman, Wang Zheng. Postfazione di Paola Di Cori.

La psicologia clinica in ospedale

Consulenza e modelli d'intervento

Carlo Alfredo Clerici e Laura Veneroni

Il Mulino, Bologna, 2014

Punto d'incrocio fra la soggettività del paziente e quella dell'equipe, fra l'oggettività della malattia e gli aspetti istituzionali, l'attività di psicologia clinica in ospedale è oggi un ambito di intervento di crescente rilevanza. Il professionista che in tale contesto fornisce la propria opera di consulenza è chiamato ad affrontare la complessità dei fenomeni che agiscono sul paziente nel corso delle cure mediche. Questo volume offre gli strumenti utili per comprendere i vissuti che si accompagnano alla malattia in ottica fisiopatologica, psicopatologica, psicologica e relazionale.

Il Corano spiegato ai giovani

Rachid Benzine

Archinto, Milano, 2016

Il Corano: tutti ne parlano, ma chi lo conosce veramente? Questo libro rivela al grande pubblico un Corano misconosciuto, spesso poco conosciuto persino dagli stessi musulmani. Con metodo e con chiarezza, Rachid Benzine mette alla portata di tutti gli strumenti necessari per leggerlo e per capirlo. Come si è prodotta la rivelazione coranica? In quale società è apparso il Corano? A chi si rivolge? Chi era Maometto? Come è successo che la predicazione orale dei primi tempi sia diventata il libro a cui oggi fanno riferimento più di un miliardo di nostri contemporanei? Quali insegnamenti propone il Corano? Quali punti ha in comune con la Bibbia? Per quale motivo ha qualcosa da dirci? Un libro per scoprire come il Corano è diventato, fin da quando è apparso nella storia, una fonte di ispirazione spirituale e di trasformazione sociale.

Il lavoro femminile

Lo sviluppo economico in Italia

Laura Savelli con la collaborazione di Alessandra Martinelli

Edifir, Firenze, 2009

E' il settimo volume della serie “Lo sviluppo economico in Italia”, e si pone l’obbiettivo di mettere in luce il contributo femminile nel mondo del lavoro e nell'economia del nostro paese, con particolare riguardo agli ultimi due secoli, che hanno visto le donne presenti non più solo nelle campagne, nell'artigianato, nel piccolo commercio, ma in misura crescente nell'industria, nei servizi, dall'istruzione alla sanità, dalle comunicazioni ai trasporti, nelle professioni, nell'imprenditoria e nella finanza.Cercheremo di mettere in rilievo come questa crescita di presenza extra-domestica si sia intrecciata con forti persistenze, ma anche con rilevanti trasformazioni nella vita familiare e nelle relazioni sociali.Ad accompagnare il testo è un percorso fotografico, che presenta mestieri, impieghi, e momenti salienti della vicenda delle lavoratrici italiane.

La sharing economy

Dai rischi incombenti alle opportunità possibili

Vincenzo Comito

Ediesse, Roma, 2016

Tra i diversi aspetti della trasformazione in atto nello scenario economico mondiale un posto di tutto rilievo spetta all'affermazione della cosiddetta «economia della condivisione» (sharing economy), nell'ambito di una più generale e per alcuni versi potenzialmente devastante tendenza alla numerizzazione dell’economia. Quasi ogni settore possiede il suo sistema numerico che fornisce un servizio di messa in relazione tra privati e/o imprese. Tra le prime success stories va ricordata l’affermazione di Uber nei trasporti di persone e di cose e di Airbnb per l’affitto di appartamenti per le vacanze. Ma i servizi espletati, basati spesso su lavoro mal pagato e precario, si vanno estendendo ormai ad ogni settore. Il volume analizza, oltre al rapporto tra evoluzione tecnologica e mutamenti nel mondo del lavoro, l’influenza negativa che tali sviluppi hanno sulla struttura dei mercati e sulla concorrenza, sull'evasione e l’elusione fiscale, sulla concentrazione della ricchezza e sul crescente dominio dei rapporti di mercato nell'organizzazione della società e degli Stati, che faticano a gestire la situazione. È invece necessario che i poteri pubblici non blocchino sviluppi che potrebbero avere anche aspetti positivi e intervengano per controllare i fenomeni «spontanei» in atto e orientarli verso esiti più accettabili.

La rabbia

a cura di Valerio Bindi e Luca Raffaelli

Einaudi Stile Libero Extra, Milano, 2016

Vent'anni dopo "Gioventù cannibale", un gruppo di narratori spariglia improvvisamente le carte e trova un linguaggio inedito non solo per testimoniare, ma anche per sfidare il nostro tempo. Sono nati tra il 1978 e il 1992, anni in cui l'Italia covava la crisi che ha cancellato ogni idea di futuro. Sono autori di fumetti, arrivano dalla fucina di Crack!, il festival nato al Forte Prenestino: spaziano dal manga al punk, dall'underground al pop, e narrano storie metropolitane, visionarie, taglienti, comiche, rabbiose. Non è la rabbia di chi ha perso la partita, ma quella di chi non ha nemmeno potuto giocarla. La rabbia di chi è rimasto bloccato in ascensore per un fine settimana che dura da una vita. Di chi non ha trovato un posto in questo mondo, eppure sa raccontarlo come nessun altro. Se una volta la rabbia era un sentimento collettivo, di azione politica, oggi che il mondo la umilia si trasforma in confessione, in diario quotidiano - minimalista, tragico o surreale - dove la posta in gioco è l'identità di un'intera generazione. Essere nati tra la fine degli anni settanta e gli inizi dei novanta caratterizza una generazione a cui, purtroppo o per fortuna, è stata preclusa ogni possibilità di guardare con certezza al futuro. La rabbia è un antologico tematico di otto fumetti inediti realizzati da undici autori costretti quindi a convivere con quella rabbia di chi è rimasto bloccato in ascensore per un fine settimana che dura da una vita. Zerocalcare, Ratigher, Bambi Kramer, Vincenzo Filosa e Giusy Noce, Hurricane, Sonno, Tsò e Federico Primosig, Laura Nomisake e Annalisa Trapani sono riuniti in questo magnifico volume curato da Valerio Bindi e Luca Raffaelli e che riunisce i pensieri di questi giovani artisti che raccontano con parole e immagini le ansie di una generazione perduta, che tra i venticinque e i quarant’anni, non può costruirsi un domani fatto di un lavoro sicuro, di una famiglia, di un affetto stabile perché privato dei sogni, di una sicurezza che manca sotto i piedi. Il loro tratto fantasioso e diversissimo, come può essere per esempio quello di Zerocalcare o di Laura Nomisake, comunica più di mille post su facebook, di mille hashtag, anche perché l’ironia e la voglia di sognare sempre e comunque salvano comunque questa generazione che ha trovato nel reinventarsi l’asso nella manica.

L'uomo maltrattante

Dall'accoglienza all'intervento con l'autore di violenza domestica

Giacomo grifoni

Franco Angeli, Milano, 2016

Come approcciare nell'ambito della relazione di aiuto l'uomo che agisce violenza? Con quali strumenti è possibile pianificare un trattamento focalizzato sulla violenza? Quali insidie si nascondono nella presa in carico e come affrontare le inevitabili impasse della relazione operativa? Attraverso numerosi esempi e continui richiami teorici, il testo accompagna il lettore nel percorso che va dall'accoglienza all'intervento, delineando i criteri operativi necessari per avvicinarsi in modo appropriato al lavoro con l'uomo maltrattante. L'esperienza maturata sul campo dall'autore, tanto nel lavoro con gli uomini maltrattanti che con le donne vittime di violenza, dimostra infatti la crescente necessità di acquisire nuove competenze professionali per fornire risposte efficaci ed integrate in una dimensione ecologica ad un problema di salute pubblica quale è quello rappresentato dalla violenza. Psicologi, medici, assistenti sociali, educatori, ma anche i professionisti che lavorano in ambito giudiziario, possono trovare in questo testo alcune bussole fondamentali per orientarsi nella loro pratica e accompagnare gli uomini in un percorso di assunzione di responsabilità e di apprendimento di abilità di vita alternative alla violenza. Lavorare con questo tipo di utenza, infatti, comporta un'inevitabile rivisitazione dei propri percorsi formativi, per renderli sensibili alle tematiche che sottendono l'analisi della domanda delle situazioni in cui è presente il maltrattamento.

Il lavoro sociale nelle dipendenze da alcol e droga

Valerio Quercia

Erickson, Trento, 2014

Quali competenze devono avere gli operatori sociali che si occupano di persone con problemi di dipendenza? Come possono affrontare questa «prima linea» dei servizi, per offrire una prestazione professionale adeguata ed efficace? Il loro compito non è facile. Si relazionano con persone che spesso non sono ben disposte al cambiamento, devono svolgere contemporaneamente il ruolo d’aiuto e quello di controllo, si confrontano con un quadro normativo complesso e mutevole. Senza dimenticare che anche il concetto stesso di dipendenza è in continua evoluzione. Questa guida pratica vuole essere d’aiuto ai professionisti del servizio sociale impegnati nel campo delle dipendenze, tenendo presenti tutti i fattori che entrano in gioco: dal versante legale a quello del lavoro di rete; dalla conoscenza della natura e degli effetti delle sostanze stupefacenti all’assessment dei fattori di rischio individuali; dal lavoro con i gruppi alla progettazione di interventi di prevenzione e di promozione della salute. Un’attenzione particolare viene dedicata alla cura della relazione tra assistente sociale e cliente, soprattutto quando il fuoco delle interazioni è incentrato sul cambiamento comportamentale.

Generazione Tuareg

Giovani, flessibili e felici

Francesco Delzìo

Rubbettino, Soveria Mannelli, 2007

I trentenni e i quarantenni di oggi si sono formati in un deserto, causato dal rapido e imprevedibile dissolvimento delle certezze che avevano caratterizzato il Novecento. Sono i protagonisti della Generazione Tuareg. Costretti a vagare in un mare senz'acqua come i nomadi del deserto, privi delle bussole che avevano guidato padri e nonni. Proprio come i Tuareg, hanno una sola chance per sopravvivere: affrontare il deserto in gruppo, abbandonando l'iper-individualismo di fine Novecento. Colpita e marginalizzata dalle conseguenze della rivoluzione del '68 e della cultura dello spot televisivo, dai mercati dei servizi chiusi alla concorrenza e dalla riforma Dini, la Generazione Tuareg può riscattarsi solo costruendo una nuova mappa di valori, un nuovo pensiero comune. Coltivando visioni più ampie del proprio interesse, può rovesciare l'approccio di chi oggi è al potere in Italia. Battendo la "sindrome dell'alieno": l'idea - straordinariamente diffusa tra dirigenti pubblici e privati, intenditori, opinion maker, accademici - che le sorti dell'Italia siano qualcosa di altro rispetto ai propri comportamenti, ai propri giudizi, alle proprie ambizioni. Riaccendere la speranza, ricostruire il "sogno italiano". È la grande missione della Generazione Tuareg. flessibile per necessità, felice per scelta.

Corpi violati

Condizionamenti educativi e violenze di genere

a cura di Simonetta Ulivieri

Franco Angeli, Milano, 2014

Sono cronache di ordinaria follia quelle che leggiamo ogni giorno sui giornali: donne ammazzate, stuprate, massacrate di botte, senza che vi sia un limite nemmeno di età... e non solo in lontane società arretrate ma qui, nel nostro paese, nelle grandi città come nei piccoli centri. Come leggere questi fenomeni? Come soprattutto provare a contrastarli davvero? Questo volume - che accoglie i saggi di Anna Antoniazzi, Irene Biemmi, Francesca Borruso, Daniela Dato, Francesca Dello Preit, Rosa Gallelli, Silvia Leonelli, Anna Grazia Lopez, Elisabetta Musi, oltre che della stessa Simonetta Ulivieri, tutte pedagogiste - ha il merito di proporre una lettura non sociologica o psicologica ma finalmente pedagogica di questa tragedia, perché educativo è il dispositivo che lo fonda e solo educativa sarà la via d'uscita. Le radici del male non vanno cercate nelle "anomalie" delle singole storie, delle infanzie ferite, dei raptus imprevedibili, ma nella normalità di un ordine simbolico intrinsecamente violento. Alla pedagogia, più che ad ogni altra disciplina, spetta dunque il compito di individuare pratiche e dispositivi inediti con cui riformulare l'ordine simbolico che incornicia le relazioni tra i soggetti. Perché quando si hanno le parole per nominare la realtà, si hanno anche gli strumenti per trasformarla.

C'è differenza

idendtità di genere e linguaggi: storie, corpi, immagini e parole

Graziella Priulla

Franco Angeli, Milano, 2013

Questo libro ha l'ambizione di porsi come manuale di educazione di genere; vuole favorire una riflessione sugli stereotipi presenti nella comunicazione per sviluppare nuove modalità che contribuiscano a creare nelle giovani generazioni identità positive e paritarie, che le aiutino a difendersi da modelli di femminilità e mascolinità limitativi delle potenzialità di ciascuna e di ciascuno. Le storie che raccontiamo sono quelle delle progressive conquiste di parità, di autonomia, di libertà delle donne italiane. I corpi cui ci riferiamo sono quelli delle donne di oggi. Per le donne il corpo non segna la propria unicità allo stesso modo in cui lo fa per gli uomini, perché è il segno prioritario attraverso il quale da sempre sono guardate e pensate. Le immagini e le parole sono quelle impiegate dai mass media e dai linguaggi quotidiani per parlare di uomini e di donne. Quattro sono i punti in cui si articola il volume: i concetti e la loro storia: di che cosa ci occupiamo, da dove veniamo; - la lingua italiana: come parliamo; - i mass media: che cosa guardiamo; - l'educazione di genere: che cosa impariamo.

L'indicibile tenerezza

In cammino con Simone Weil

Eugenio Borgna

Feltrinelli, Milano, 2016

Una vita esemplare e un pensiero folgorante. Eugenio Borgna ha trascorso molto della sua vita in dialogo con gli scritti di Simone Weil, che hanno saputo offrirgli infinite suggestioni per il suo cammino di medico e psichiatra, impegnato nell'ascolto e nella condivisione della sofferenza e della speranza. In questo vero e proprio diario di un lettore d'eccezione, Eugenio Borgna interroga l'enigma di questa giovane donna che ha attraversato un'epoca di guerre e totalitarismi armata della sua fragilità, della sua intelligenza luminosa, della sua febbrile passione per l'amicizia e la trascendenza. Eugenio Borgna rievoca gli anni di formazione di Simone, l'appartenenza alla colta borghesia ebraica della capitale francese, la vicinanza ad alcuni grandi irregolari della cultura del tempo. Mette al centro di questa sua rivisitazione il momento drammatico in cui Simone decide di andare a lavorare in fabbrica con l'idea di condividere la sofferenza degli ultimi in un estremo esperimento con se stessa e con le proprie forze. E indaga in Simone Weil il costante, misterioso intreccio tra una bruciante sensibilità che la avvicina alle grandi figure della mistica e della poesia femminile come Teresa di Lisieux, Etty Hillesum, Madre Teresa di Calcutta, e un impegno politico senza riserve, che la porta alla volontà di partecipare alla guerra civile spagnola e più tardi alla Resistenza francese, morendo a Londra stremata dalla malattia e dalla solitudine

Tutto quello che non vi hanno mai detto sull'immigrazione

Stefano Allievi, Gianpiero Dalla Zuanna

GLF editori Laterza, Roma-Bari, 2016

Un quadro aggiornato sui flussi migratori e sul loro contributo reale allo sviluppo economico, culturale e sociale del paese Senza eludere nessuno dei temi scottanti degli ultimi mesi: l'aumento esponenziale dei richiedenti asilo, l'impatto della crisi sulle migrazioni, il contributo degli stranieri all'economia italiana, i problemi di criminalità, l'integrazione fra le diverse culture e religioni.

Il secolo dei giovani

Le nuove generazioni e la storia del novecento

a cura di Paolo Sorcinelli e Angelo Varni

Donzelli Editore, Roma, 2004

Come si può raccontare il Novecento, da tanti definito proprio il "secolo dei giovani", senza assumerne lo sguardo? Come dar conto del mutamento di linguaggi che dal dopoguerra a oggi è intervenuto nel costume, nell'arte, nella musica, nella letteratura, nella politica, senza far riferimento a quella soggettività delle nuove generazioni che sembra essere uno dei caratteri più forti e originali della storia contemporanea? La scelta degli autori è quella di guardare a tali cambiamenti con gli occhi di chi li ha provocati, per capire in che modo i giovani hanno interpretato la storia che hanno vissuto e come, a loro volta, siano stati rappresentati dalla storiografia. Questo volume aggiunge un'altra tessera alla lettura dell'Italia.

La paranza dei bambini

Roberto Saviano

Giangiacomo Feltrinelli, Milano, 2016

Dieci ragazzini in scooter sfrecciano contromano alla conquista di Napoli. Quindicenni dai soprannomi innocui – Maraja, Pesce Moscio, Dentino, Lollipop, Drone –, scarpe firmate, famiglie normali e il nome delle ragazze tatuato sulla pelle. Adolescenti che non hanno domani e nemmeno ci credono. Non temono il carcere né la morte, perché sanno che l’unica possibilità è giocarsi tutto, subito. Sanno che “i soldi li ha chi se li prende”. E allora, via, sui motorini, per andare a prenderseli, i soldi, ma soprattutto il potere. La paranza dei bambini narra la controversa ascesa di una paranza – un gruppo di fuoco legato alla Camorra – e del suo capo, il giovane Nicolas Fiorillo.

Human

Quel che ci rende unici

Michael S. Gazzaniga

Raffaello Cortina Editore, Milano, 2009

Siamo davvero unici nel regno animale? Ed è unico il nostro cervello? Che cosa, nel corso dell'evoluzione, lo ha reso tale? Per oltre mezzo secolo le neuroscienze hanno cercato di spiegare la condizione umana individuando i processi psicologici e i meccanismi neurali che sottendono funzioni chiave quali la percezione, la memoria, le emozioni o il linguaggio. Quello che non hanno fatto è indagare la natura biologica, psicologica e sociale della specie umana nel quadro delle relazioni interpersonali che caratterizzano la nostra vita quotidiana. In questo volume Michael Gazzaniga affronta la sfida, guidandoci con stile chiaro e insieme rigoroso nella ricerca dei cambiamenti che ci hanno reso esseri senzienti e pensanti assai diversi dai nostri predecessori, capaci non solo di passare gran parte del tempo in società, confrontandoci con altri esseri umani e valutando le loro azioni e le loro intenzioni, ma anche di dar prova del nostro ingegno nella creazione artistica e nell'invenzione tecnico-scientifica.

La teoria sociologica contemporanea

Ruth A. Wallace e Alison Wolf

Il Mulino/Manuali, Bologna, 2008

Il volume offre l'opportunità di accostarsi alle principali teorie sociologiche contemporanee: il funzionalismo, la teoria del conflitto, le teorie della scelta razionale, l'interazionismo simbolico, la fenomenologia. L'attenzione delle autrici, focalizzata sui contributi apparsi dopo il 1945 e sui loro autori, si è spostata fino a ridosso del tempo presente, seguendo gli sviluppi dei vari filoni teorici, introducendo nuovi autori (ad esempio Luhmann, Giddens, Bourdieu, Boudon) e ampliando la trattazione alle nuove tendenze (ad esempio la sociologia del corpo, le correnti postmoderniste, le recenti teorie della scelta razionale, la teoria sociale dell'emozione, i contributi del movimento femminista all'interno dei vari approcci), attraverso le quali la riflessione sociologica si tiene al passo con le trasformazioni della società e della cultura.

10 cose che ogni bambino con autismo vorrebbe che tu sapessi

Ellen Notbohm

Erickson, Trento, 2015

Se fino a non molto tempo fa si riteneva che l’autismo fosse una «malattia incurabile», oggi, grazie ai progressi della ricerca, la credenza che chi ne è affetto debba rinunciare a una vita significativa e produttiva non ha più ragion d’essere. Ogni giorno, gli individui con autismo ci mostrano che sono in grado di superare, compensare e gestire in modi alternativi molti degli aspetti più difficoltosi della loro condizione e avere una vita realizzata e dinamica. Scrittrice e madre di un bambino con autismo, l’autrice si mette nei panni e nella testa di coloro che soffrono di questo disturbo, immaginando che siano loro stessi a dire agli adulti le «10 cose» essenziali da tenere a mente: 1. Io sono un bambino 2. I miei sensi non si sincronizzano 3. Distingui fra ciò che non voglio fare e non posso fare 4. Interpreto il linguaggio letteralmente 5. Fai attenzione a tutti i modi in cui cerco di comunicare 6. Fammi vedere! Io ho un pensiero visivo 7. Concentrati su ciò che posso fare e non su ciò che non posso fare 8. Aiutami nelle interazioni sociali 9. Identifica che cos'è che innesca le mie crisi. Amami incondizionatamente libro guiderà genitori, familiari, insegnanti e educatori lungo un viaggio di conoscenza e di scoperta, alla fine del quale l’autismo farà meno paura e grazie a cui si disporrà di informazioni e strumenti maggiori e più efficaci per poter rendere un bambino con autismo un adulto indipendente, migliorandone sensibilmente le capacità comunicative e le abilità sociali.

Le dipendenze comportamentali in età evolutiva

Valeria Verrastro

Alpes Italia, Roma, 2015

L'adolescenza è una particolare fase evolutiva per lo sviluppo di comportamenti di dipendenza patologica (dalla dipendenza delle figure di riferimento all'indipendenza, per la conquista dell'autonomia e la costruzione della propria identità). L'adolescente può essere spinto a sperimentare condotte devianti e trasgressive, con il rischio di sviluppare una "dipendenza" da comportamento. Le nuove dipendenze comportamentali comprendono quelle condotte con caratteristiche di addiction (l'oggetto implicato non è l'uso di una sostanza, ma un comportamento socialmente accettato). Queste condotte tra gli adolescenti, preoccupano l'intera comunità scientifica per le eventuali pericolose ricadute sul successivo sviluppo evolutivo. Una recente ricerca sulle dipendenze comportamentali individua i possibili fattori di rischio e di protezione, al fine di riconoscerne i segnali precoci e prevenirne la strutturazione della patologia. Si intende incoraggiare l'approfondimento dello studio sul campo e la programmazione di programmi d'intervento specifici, volti alla prevenzione della tendenza precoce degli individui in età evolutiva a sviluppare nuove forme di dipendenza patologica.

Tra me e il mondo

Ta - Nehisi Coats

Codice edizioni, Torino, 2015

Tra me e il mondo è una lettera che Ta-Nehisi Coates scrive al figlio Samori nel giorno del suo quindicesimo compleanno. Coates racconta la storia della sua infanzia nella parte sbagliata di Baltimora, della paura delle strade e delle gang, della scuola, della violenza, della polizia. Vincere questa paura, la paura di perdere il proprio corpo, diventerà lo scopo della sua vita. Per la prima volta la ricostruzione della storia americana riparte da zero; e riparte proprio da Ground Zero – dove ben prima del crollo delle torri gemelle c’era la sede del mercato degli schiavi della città di New York – per arrivare alle continue uccisioni ingiustificate di neri da parte della polizia, una violenza che diventa in questo racconto la storia universale del razzismo. Questo è un libro da cui nessuno uscirà indenne.

Aldo Capitini filosofo dell'azione e della libertà

Giuliana Mannu

Mimesis, Milano, 2016

Il saggio ricostruisce criticamente l’opera di Aldo Capitini, con particolare attenzione allo spazio teoretico in cui si intrecciano i rapporti tra morale e politica, individuo e società, ontologia ed esistenza, con riferimento anche al pensiero di Augusto Del Noce. La prima sezione indaga le categorie del pensiero capitiniano che definiscono la sua proposta etico-politica come filosofia dell’azione e della libertà. La seconda parte riguarda il pensiero di Augusto Del Noce, in particolare l’epistolario inedito con Aldo Capitini dal quale emerge, non solo la grande rilevanza dei temi trattati ai fini della ricostruzione dei rapporti intercorsi tra i due pensatori, ma soprattutto un’interpretazione del loro pensare che sostanzia la linea etico-politica del nostro tempo. Il carteggio documenta le traversie, il periodo di crisi, di rivoluzione intellettuale e morale, durante la loro amicizia, mettendo in luce che il nodo teoretico della loro riflessione si ritrova nel valore attribuito all’agire pratico e alla libertà come scopo e tensione continua della coscienza attiva dell’individuo.

Generazione tradita

Gli adulti contro i giovani

Pier Luigi Celli

Mondadori, Milano, 2010

Una generazione tradita da una società divisa, rissosa, individualista. Una generazione tradita da una politica faziosa, immorale e strafottente. Una generazione tradita dal suo Paese. Quel bel Paese in cui cultura e competenza sono requisiti trascurabili per accedere al mondo del lavoro e dove le aspirazioni di una generazione giovane vengono sacrificate a un sistema vecchio e malato. Pier Luigi Celli, conduce con uno sguardo critico e impietoso un'indagine che scandaglia i sistemi educativi e gli intrighi della politica, i debiti della vecchia generazione e la lotta degli adulti contro i giovani. Dal suo punto di vista di manager di lungo corso, Celli recupera e sviluppa i temi che aveva lanciato in una provocatoria e assai discussa lettera a "la Repubblica", Figlio mio lascia questo Paese, fermamente determinato a trovare una risposta positiva possibile. C'è nell'aria un sentimento che ondeggia pericolosamente tra ineluttabilità, rassegnazione e voglia di riscatto. Solo un esame intransigente può restituire le condizioni per sperare e ricominciare. E, in questo, trova un suo senso preciso l'impegno di leggere pagine che sono, prima di tutto, un invito a guardare ai giovani con lungimiranza e generosità. Per prendere parte alla sfida. Per riconsegnare ai giovani la loro scommessa. Per rendere alla generazione tradita ciò che le spetta.

Cronache di Gerusalemme

Guy Delisle

Rizzoli - Lizard, Milano, 2012

Agosto 2008: un volo notturno porta Guy Delisle a Gerusalemme, dove il fumettista e la sua famiglia trascorreranno un anno della propria vita per dare modo a Nadège, la compagna di Guy, di partecipare a una missione di Medici Senza Frontiere. Vivranno a Beit Hanina, un quartiere nella zona est della città che sin dalla prima passeggiata si mostrerà, in tutta la sua desolazione, decisamente diverso dalla Gerusalemme propagandata dalle guide turistiche; e si destreggeranno più o meno goffamente in una quotidianità fatta di checkpoint e frontiere - teatro di perquisizioni e infiniti quanto surreali interrogatori -, delle mille sfumature di laicità e ultraortodossia, di tensioni feroci e contrasti millenari, e della disperata speranza, della rabbia e della frustrazione del popolo palestinese, in lotta ogni giorno contro l'occupazione, devastato dall'atrocità di un attacco (la tristemente nota Operazione Piombo Fuso) di cui l'autore si trova a essere basito spettatore. Una quotidianità condizionata dunque da grandi questioni, eppure fatta, come ogni altra, di piccoli momenti, narrati dall'autore di "Pyongyang", "Cronache birmane" e "Shenzen".

Dipendenza da alcol

Veronica Frilli

Sovera Edizioni, Roma, 2015

L'alcolismo resta, ancora oggi, la principale fonte di dipendenza e la principale causa di problemi psico-fisici, incidenti stradali e sul lavoro, crisi familiari. Anche tra i giovani il problema richiede la massima attenzione. In questo volume vengono forniti utili strumenti per aiutare ad aiutarsi a uscire dal tunnel della dipendenza.

Memorie Traumatiche

EMDR e strategie avanzate in psicoterapia e psicotraumatologia

Michele Giannantonio

Mimesis, Millano - Udine, 2014

La letteratura contemporanea più avanzata pone al centro dell'interesse psicoterapeutico il ruolo svolto dalle cosiddette "memorie somatiche" nella genesi e del mantenimento di ampia parte della psicopatologia, non solo di tipo post-traumatico. Oltre a ciò, è sempre più evidente la necessità di ricorrere (anche) ad approcci psicoterapeutici che utilizzino il linguaggio per andare al di là di esso, e accedere - dietro e dentro alle parole - al vasto e complessivamente indicibile regno delle emozioni e soprattutto delle sensazioni fisiche e viscerali, impermeabili al linguaggio, alla costruzione di significati e alla razionalità, e potenzialmente immortali. L'EMDR è certamente uno tra gli approcci maggiormente consolidati e verificati in sede di ricerca evidence-based per il trattamento del PTSD, ma la fenomenologia caleidoscopica dei disturbi post-traumatici e connessi alla storia di attaccamento richiede necessariamente uno sguardo clinico ampio e sofisticato, nonché l'adattamento delle procedure standard che hanno consentito una così ampia diffusione dell'EMDR. Può dunque rivelarsi utile, se non indispensabile, modificare le procedure standard dell'EMDR, integrarle, alternarle o sostituirle con altri approcci che "dialogano" con il corpo del paziente, adattando cioè il procedere clinico alle esigenze del paziente, e non a quelle (talvolta scolastiche) del terapeuta.

Quando i corpi ricordano

esperienze politiche dell'AIDS in sudafrica

Didier Fassin

ARGO, Lecce, 2016

All'inizio degli anni Duemila, mentre si scatenava un'aspra polemica sulle cause e le cure di questa malattia, il Sudafrica è diventato la nazione con il più alto numero di malati di Aids al mondo. Frutto di cinque anni di ricerca nelle township e nelle ex homeland, ma anche negli ambienti scientifici e politici, in "Quando i corpi ricordano" Didier Fassin ricostruisce lo sviluppo di una crisi epidemiologica e politica senza precedenti che, nel contesto del post-apartheid, ha scosso il rapporto fra sapere e potere. Mentre la storia della segregazione razziale si perpetua nelle violenze e nelle disuguaglianze di oggi, questo libro mostra come il lavoro della memoria delle sofferenze collettive faccia rivivere negli eventi del presente le tragedie del passato. Con una riflessione che va al di là del caso sudafricano, l'autore indaga i modi in cui, nelle società contemporanee, i corpi ricordano.

Rifugiati

Conversazioni su frontiere, politica e diritti

Filippo Miraglia con Cinzia Gubbini

Edizioni GruppoAbele, Torino, 2016

La più grande emergenza profughi dal secondo dopoguerra investe l’Europa in modo marginale e quantitativamente limitato: dei 60 milioni di donne e bambini che nel 2015 sono fuggiti da guerre e violenze solo un milione è approdato in Europa. Eppure la vulgata è che siamo di fronte a una invasione insostenibile e l’Unione europea, per “difendere” se stessa, stipula accordi con la Turchia di Erdogan per delegarle la gestione dei profughi, ricacciati ai confini dei Paesi da cui provengono. Eppure, nonostante l’asprezza della situazione, il nodo resta quello dei diritti: i diritti delle persone che, una per una, devono poter avere, ovunque si trovano e tanto più se fuggono da guerre e violenze, una vita dignitosa e libera. Per questo in migliaia lavorano ogni giorno, forse troppo silenziosi. Ma sono loro dalla parte giusta, e c’è da augurarsi che non sia troppo tardi quando chi ci governa se ne renderà conto.

La Repubblica degli stagisti

come non farsi sfruttare

Eleonora Voltolina

Laterza, Bari, 2010

«Il primo stage è il contrario del primo bacio: di solito è il migliore. Per varie ragioni: ha nel suo dna giovinezza, entusiasmo, innocenza. Al primo stage non ci sono aspettative né rancori né disillusioni: è il primo contatto di una persona con il mondo del lavoro, e nella maggior parte dei casi è emozionante». Il peggio viene dopo: perché l’Italia ormai è una Repubblica fondata sullo stage, spesso utilizzato come espediente per risparmiare sul costo del personale. Ma quali sono le leggi che lo regolamentano? E come si fa a distinguere le occasioni buone dalle fregature? Eleonora Voltolina, direttore del sito Repubblica deglistagisti.it, raccoglie le voci di tanti giovani che sono passati attraverso questa esperienza, indica le strade per uscirne indenni e lancia proposte per moltiplicare le ‘buone pratiche stagistiche’.

Antropologia culturale

seconda edizione

Fabio Dei

Mulino - Manuali, Bologna, 2016

Il manuale di Fabio Dei è riproposto in una nuova edizione arricchita e offre un quadro d'insieme dell'antropologia culturale, illustrandone metodo, teoria e linguaggi. L'approccio privilegia la focalizzazione sui nodi problematici e sulle categorie interpretative che fanno dell'antropologia uno strumento di riflessione fondamentale per la comprensione del mondo contemporaneo.

Cronache Birmane

Guy Delisle

Rizzoli - Lizard, Milano, 2013

Cronache birmane è un fumetto autobiografico in bianco e nero di Guy Delisle, scritto e pubblicato originariamente in francese. È un diario di viaggio sul periodo passato da Delisle in Birmania con sua moglie Nadège, un'amministratrice per Medici senza frontiere (MSF) e il loro bambino Louis. Delisle ha documentato in precedenza i suoi viaggi verso paesi retti da regimi nei fumetti Shenzhen e Pyongyang, focalizzati sui suoi viaggi in Cina e in Corea del Nord. Il fumetto racconta del viaggio di Guy Delisle nel paese del sud-ovest asiatico che è ufficialmente riconosciuto dalle Nazioni Unite come Myanmar ma conserva la denominazione di Birmania da parte delle nazioni che non riconoscono la giunta militare al comando. All'inizio del viaggio, la famiglia Delisle deve sistemarsi in un alloggio di Medici senza frontiere mentre cercano una sistemazione più permanente. Guy rimane a casa a prendersi cura di Louis mentre Nadège è spesso assente per le attività legate a MSF. Guy porta spesso Louis con il passeggino fuori nel quartiere e incontra personaggi locali.

Francesca Woodman

Gli anni romani tra pelle e pellicola

Isabella Pedicini

Contrasto, Roma, 2015

È il 1977. A diciannove anni Francesca Woodman è a Roma per un soggiorno studio. Figlia d'arte, studentessa presso il Rhode Island School of Design, per lei Roma rappresenta quel luogo e quel momento in cui le suggestioni estetiche e stilistiche coltivate in America, arrivano a definitiva maturazione. Attraverso lo studio delle immagini, dei carteggi privati, degli appunti sparsi che Francesca Woodman ha lasciato ai suoi amici romani, come attraverso le testimonianze di chi ha condiviso con lei questo periodo creativo, Isabella Pedicini compone un ritratto inedito, accompagnando il lettore attraverso un intimo viaggio dove parole e immagini si intrecciano a disegnare i contorni dell'originale universo della grande fotografa. Nel lavoro di Francesca Woodman si ritrovano gli echi e le suggestioni surrealiste, l'uso del corpo come linguaggio, gli influssi dei testi di Breton uniti a quelli della fotografia americana. Francesca Woodman si trasforma e per farlo utilizza i due strumenti che permettono il suo gioco magico: il corpo e la macchina fotografica. Si arriva così a individuare al centro della sua opera il topos della metamorfosi come continuazione della vita.

Le italiane e la storia

Un percorso di genere nella cultura contemporanea

Maria Pia Casalena

Bruno Mondadori, Milano - Torino, 2016

Nel XXI secolo le donne italiane che si occupano di storia sono molto meno numerose rispetto ai loro colleghi uomini e, soprattutto, sembrano ancora lontane - nonostante alcuni segnali incoraggianti - dal raggiungere un ruolo pienamente paritario nella comunità degli storici accademici. Cosa c'è all'origine di tale fenomeno? La storiografia è davvero una pratica intellettuale da uomini? Quando si potrà finalmente parlare di un pieno accesso delle italiane alla "cittadinanza storiografica"? Maria Pia Casalena ricostruisce la tortuosa vicenda della partecipazione femminile alla storiografia italiana a partire dalla nascita della Nazione, per giungere alle soglie del nuovo millennio. Dal confronto puntuale e sistematico tra produzione femminile e produzione maschile emergono tutti i motivi della feconda "differenza" portata dalle studiose e vengono alla luce i momenti salienti della risposta delle istituzioni italiane all'affermarsi di voci femminili sempre più numerose nelle riviste specializzate e nelle università del nostro Paese.

Umanizzare il carcere

Diritti, resistenze, contraddizioni ed opportunità di un percorso finalizzato alla restituzione dell

Pietro Buffa

Laurus, Roma, 2015

L'opera ripercorre vari aspetti connessi alle trasformazioni normative e gestionali del sistema penitenziario italiano a seguito delle note sentenze di condanna della Corte Europea per i Diritti dell'Uomo di Strasburgo. Acquista il valore di un vero e proprio manuale d'uso per tutti coloro vogliano intraprendere con decisione la strada del cambiamento di questo delicato settore, partendo dai suoi fondamenti giuridici per toccare anche i meccanismi per la creazione del consenso necessario.

Rom e Sinti

Il genocidio dimenticato

Carla Osella

Tau Editrice, Perugia, 2013

Questo libro, inserito nella collana dei quaderni della Fondazione Migrantes, è nato dall'amore verso il popolo rom e sinto con il quale da oltre quaranta anni l'autrice condivide la sua vita. Questo lavoro, iniziato nel 2005, è stato svolto in collaborazione con Francesca Sardi, senza la quale questo libro non avrebbe mai visto la luce. Sono stati anni faticosi di ricerche, visite, consultazione di documenti, incontri con i direttori dei musei e, soprattutto, con le persone che erano state internate. Il progetto ha previsto sia le visite ai lager fondati dai nazisti durante l'ultima guerra mondiale, sia le foreste in cui venivano trucidati: è stato un pellegrinaggio nel dolore del passato dove milioni di uomini, donne e bambini soffrirono a causa della deportazione, la fame, il lavoro inumano cui erano sottoposti, mentre altri venivano assassinati nelle camere a gas. Il filo rosso che collega ogni capitolo del libro è stato quello di dar voce a chi di loro ha vissuto il dramma della deportazione e della morte. Ci auguriamo che questo passato non ritorni mai più. Cosa dicono le persone - Scrivi una recensione

Kobane Calling

Zerocalacare

BAO Publishing, Milano, 2016

L'opera è un reportage in forma grafica del viaggio che ha portato l'autore al confine tra la Turchia e la Siria a pochi chilometri dalla città assediata di Kobanê, tra i difensori curdi del Rojava, opposti alle forze dello Stato Islamico. Nella prima parte del fumetto Zerocalcare racconta i motivi che lo hanno spinto nella piccola cittadina di Mehser, al confine turco-siriano, a poca distanza dalla città assediata di Kobanê, simbolo dell'agognata indipendenza della regione del Rojava, a maggioranza curda, contro le forze dello Stato Islamico. Il disegnatore racconta con umorismo gli esiti dell'annuncio, fatto ai genitori, della sua partenza verso Kobanê con un gruppo di volontari romani per supportare la resistenza curda e narrare obiettivamente il conflitto con testimonianze di prima mano. L'arrivo e la permanenza sono quindi tratteggiati nelle vignette con umorismo e digressioni tipiche dello stile di Zerocalcare ma con spirito critico verso le contraddizioni con cui internazionalmente vengono condotti gli interventi bellici e un fortissimo coinvolgimento emotivo verso le persone e i volontari conosciuti.

Barbara Kruger

testi di Angela Vattese, Paolo Fabbri e Marco Pierini

Palazzo delle Papesse, Museo d'arte contemporanea Siena, Siena, 2002

Palazzo delle Papesse Centro Arte Contemporanea, mostra personale dedicata all'artista americana. Per l'occasione il primo e secondo piano dello storico palazzo erano state interamente destinati ai lavori di Barbara Kruger. Sono state esposte circa venticinque opere, delle quali alcune ancora inedite, per lo più di grande formato e provenienti da collezioni pubbliche e private europee. Uno dei pezzi più significativi è stata la video-installazione "Power/Pleasure/Desire/Disgust", presentata in prima assoluta in Italia, e rielaborata appositamente dall'artista per adattarsi ai difficili spazi del Palazzo delle Papesse. Barbara Kruger, inoltre, aveva realizzato fuori dalle Papesse alcuni interventi specificamente pensati e progettati per la cità di Siena, che hanno coinvolto il sistema dei trasporti pubblici e delle comunicazioni pubblicitarie, in accordo con lo spirito e la natura della sua produzione-provocazione artistica. Questo è il catalogo della mostra.

Tamara De Lempicka

Icona dell'art Déco

Vanna Vinci

24 Ore Cultura, Roma, 2015

La scandalosa Tamara de Lempicka, artista e musa delle avanguardie del Novecento, è entrata nel mondo del graphic novel. E ora Grazie alla matita di Vanna Vinci che le ha dedicato questo splendido libro libro.

Cindy Sherman

Paul Moorhouse

Phaidon Press, Londra, 2014

Poco tempo dopo la sua nascita, la famiglia lasciò il New Jersey per trasferirsi a Huntington, Long Island. Cindy Sherman cominciò a interessarsi di arti visive già al college (SUNY Buffalo), dove cominciò a dedicarsi alla pittura, che però abbandonò presto per dedicarsi alla fotografia. Insieme a Longo (Compagno di studi), a Charls Clough e altri artisti fonda la galleria d'arte Hallwalls. Per un breve periodo si focalizza sulla pittura dipingendo in maniera realista copie di foto tratte da riviste e ritratti. Quando in America ci fu la contestazione femminile, Sherman si appropria dello stereotipo maschilista della donna sensuale, lo interpreta in prima persona per riutilizzarlo in chiave ironica. Usa lo stereotipo per eliminare lo stereotipo. Nel 1995, Sherman ha ricevuto uno dei prestigiosi premi MacArthur Fellowships, conosciuti come "Genius Awards." Nel 2006 ha creato una serie di pubblicità di moda per il designer Marc Jacobs. Nell'autunno del 2011 MAC, azienda leader nella produzione di cosmetici professionali, esce con una collezione i cui poster pubblicitari ufficiali sono delle caratterizzazioni della Sherman. Attualmente lavora a New York. Sherman produce serie di opere, fotografando se stessa in una varietà di costumi. In serie recenti, datate 2003, si presenta come clown. Sebbene la Sherman non consideri il proprio lavoro femminista, molte delle sue serie di fotografie, come "Centerfolds," (1981), richiamano l'attenzione sullo stereotipo della donna come appare nella cinematografia, nella televisione e sui giornali. Cindy Sherman non manipola in alcun modo le sue foto. all'estremità opposta c'è invece la fotografia composta e manipolata, resa finzione.

Intermedialità al femminile: l'opera di Ketty La Rocca

Elena Del Becaro

Mondadori/Electa, Milano, 2008

Il Museo Nazionale delle arti del XXI secolo mira a diffondere e valorizzare le ricerche artistiche e architettoniche più attuali, al fine di aprire la cultura artistica italiana a una nuova stagione di riflessione sulla contemporaneità artistica, che diviene il baricentro di un'articolata attività di ricerca, conservazione e documentazione nonché di uno specifico impegno dedicato alla formazione di nuove leve di critici e studiosi. È con questo intento che il Ministero per i Beni e le Attività culturali e il MAXXI hanno istituito nel 2006 un premio per la miglior tesi di laurea e dottorato di ricerca dedicata all'arte contemporanea italiana. Questo volume presenta il lavoro di Elena Del Becaro dedicato all'opera di Ketty La Rocca. Ricostruisce il percorso di una delle personalità artistiche più originali italiane tra anni Sessanta e Settanta, in una lettura che va oltre la ricostruzione storica riuscendo a collocare il lavoro dell'artista nel quadro d'insieme del vivace panorama artistico italiano del periodo.

Nostro figlio è autistico

Guida pratica per genitori dopo la diagnosi

Stefano Vicari

Erickson, Trento, 2016

Tu e tua moglie siete appena usciti dallo studio del neuropsichiatra infantile. Dicono tutti sia molto bravo. Insieme a voi c’è anche Luigi, il vostro secondo figlio. Il pediatra vi ha consigliato questa visita perché Luigi è un bambino «strano». A 3 anni ancora non parla e se ne sta tutto il tempo per conto suo. Anche all'asilo non gioca con i compagni e tende a starsene in disparte, si isola e le maestre sono preoccupate. Ora il medico ha appena confermato con la sua diagnosi le tue paure: «Si tratta di un disturbo dello spettro autistico». Molti genitori ci sono già passati e hanno provato quello che state provando adesso voi, papà e mamma. Molti sono disperati e, incapaci di vedere prospettive per il futuro, continuano a ripetersi: «Perché proprio a me?». Altri faticano a capire e cercano informazioni su Internet o da qualche amico medico. Non tutti sono disposti ad accettare quella che appare loro una realtà troppo gravosa e continuano in una sorta di pellegrinaggio che li condurrà da mille specialisti, sperando, in cuor loro, di trovare qualcuno che cambierà la diagnosi tanto temuta. Non devi preoccuparti se sta succedendo anche a te. Queste reazioni sono assolutamente normali, nel senso che le provano la stragrande maggioranza delle persone che si ritrova, proprio come te, ad affrontare una diagnosi di disturbo dello spettro autistico. Ma questo è solo l’inizio di un lungo viaggio. Questo libro cerca di non lasciarti solo e di rispondere alle mille domande che un genitore generalmente si pone appena ricevuta una diagnosi di autismo per il proprio figlio, suggerendo i percorsi migliori di cura.

Nostro figlio è dislessico

manuale di autoaiuto per i genitori di bambini con DSA

Gianluca Lo Presti

Erickson, Trento, 2016

Le più recenti normative ministeriali che riguardano gli alunni con BES segnano un ulteriore passo in avanti nell'inclusione scolastica, ampliando e differenziando la gamma dei bisogni educativi a cui offrire risposte e interventi mirati. Non sempre però le famiglie conoscono davvero le ricadute di queste nuove disposizioni sul piano del successo scolastico e delle metodologie didattiche, né quali sono le richieste da fare e le azioni da intraprendere con la scuola in seguito, ad esempio, a una diagnosi di disturbo specifico dell’apprendimento. Frutto di anni di pratica professionale diretta, il volume nasce con lo scopo di rendere i genitori:• informati sui cambiamenti normativi in materia di DSA;• in grado di riconoscere i fattori di rischio e i sintomi;• consapevoli delle risposte che lo specialista deve fornire alla conclusione del percorso diagnostico;• condividere con gli insegnanti il Piano Didattico Personalizzato;• gestire la delicata attività dello studio a casa;• prevenire gli effetti secondari del disturbo sul piano emotivo, motivazionale e relazionale.Pensato per le famiglie, il volume può fornire anche a psicologi e docenti indicazioni operative e un ampio panorama di strumenti didattici e interventi di recupero, grazie soprattutto a un linguaggio chiaro e ai numerosi suggerimenti pratici e consigli di esperti.

La storia

Elsa Morante

Einaudi, Milano, 1974

A questo romanzo (pensato e scritto in tre anni, dal 1971 al 1974) Elsa Morante consegna la massima esperienza della sua vita "dentro la Storia" quasi a spiegamento totale di tutte le sue precedenti esperienze narrative: da "L'isola di Arturo" a "Menzogna e sortilegio". La Storia, che si svolge a Roma durante e dopo la seconda guerra mondiale, vorrebbe parlare in un linguaggio comune e accessibile a tutti.

HIV/AIDS 2.0

Profezia di un'evoluzione possibile

Claudia Turrisi

Franco Angeli, Milano, 2015

L'infezione da HIV e l'AIDS oggi sono ancora presenti nella nostra società, e non sono circoscritti a una parte marginale della popolazione. Le nuove diagnosi sono attribuibili, nella maggioranza dei casi, alla trasmissione sessuale. I dati ci dicono che si tratta di un fenomeno trasversale e in complessivo aumento, eppure è come se il problema fosse scomparso, nessuno ne parla più. La cronicizzazione della malattia, insieme agli straordinari traguardi medico-scientifici nel frattempo raggiunti, rischiano di far trascurare difficoltà, fatiche, nascondimenti e sofferenze che ancora oggi vivono le persone HIV-positive nel confrontarsi con una patologia che ha implicazioni personali, fisiche, relazionali e sociali molto diverse dalle altre. La disattenzione in merito al tema HIV, oltre a lasciar proliferare il potenziale distruttivo del virus, sta impedendo di accogliere l'inedita sfida (culturale, pedagogica, etica, politica, psicologica, umana e sociale) che questo tipo di malattia rappresenta. Il volume si rivolge a educatori, formatori, insegnanti, assistenti sociali, medici, operatori dell'area psicosociale e socio-educativa, studenti, educatori degli oratori, delle associazioni sportive e a tutti coloro che, in contesti differenti, desiderano sviluppare un'attenzione profonda alla tematica dell'infezione da HIV.

Guarire i Giovani dalle dipendenze

100 domande e risposte

Vincent Dodin

LSWR, Milano, 2016

Qual è la differenza tra uso occasionale e tossicodipendenza? Esistono individui più vulnerabili di altri alle dipendenze? Che cosa sono le droghe sintetiche? Si può diventare dipendenti da Facebook, dal lavoro o dallo sport? Si può obbligare un giovane a curarsi? Alcool, sigarette, droghe, medicinali, cyber-dipendenze, disturbi alimentari, giochi patologici, acquisti compulsivi, la lista è lunga e nuovi comportamenti compaiono senza tregua. Sotto forma di 100 domande/risposte, brevi e precise, Vincent Dodin affronta, in modo chiaro e concreto, tutto ciò che c'è da sapere sulle dipendenze, sui prodotti e sui nuovi consumi, sui comportamenti delle persone affette da dipendenze, sul loro trattamento e sulla loro presa in carico. Sintetizzando le conoscenze attuali, quest'opera pratica, frutto di anni di ricerche che hanno avuto un riscontro nella realtà quotidiana e con i pazienti, spiana la strada verso la guarigione.

Esilio dalla Siria

una lotta contro l'indifferenza

Shady Hamadi

add, Torino, 2016

Che cos'è oggi la Siria dopo anni di sconfitte e di speranze, di occasioni negate e di lotta quotidiana contro l'indifferenza? È nel difetto, anzi nell'assenza, di qualsiasi solidarietà e riconoscimento di quanto accade che attecchiscono i semi dell'integralismo. Perché non dovrebbe essere così? Abbiamo lasciato soli i siriani all'interno del Paese, ignorando la loro tragedia abbiamo spinto le nuove generazioni al sacrificio, al martirio. Eppure è in Siria che affondano, cristallizzandosi, questioni importanti che toccano il mondo intero. Dopo "La felicità araba", Shady Hamadi racconta il suo esilio fatto di partenze e di incontri, di sconfitte e di resistenza civile: la morte di Mustafa, inghiottito nelle carceri del regime; il viaggio di Samer con un borsellino per i soldi e le foto come bagaglio; il ragazzo pronto a combattere con un braccio solo, per difendere un popolo che vuole l'emancipazione dalla dittatura e dal fondamentalismo e che, ogni giorno da anni, lotta per la vita e la libertà.

Kobane, diario di una resistenza

Racconti di una staffetta di solidarietà

Rojava Calling

Alegre, Roma, 2015

La resistenza popolare a Kobane ha mostrato l'esistenza di una terza via tra il fascismo islamico dell'Isis e l'imperialismo occidentale che si nutre di islamofobia. E sempre in Rojava, regione a maggioranza curda del nord della Siria, è nato l'esperimento del "confederalismo democratico", sistema di autogoverno che rimette in discussione gli Stati-nazione e che persegue un'economia solidale, riaffermando il principio di autodeterminazione dei popoli. Eppure questa esperienza fondamentale di lotta all'Isis, che potrebbe rappresentare anche un punto di svolta nella questione curda aperta da quasi un secolo, viene boicottata dal Governo turco e ignorata dai media occidentali. Non solo, tuttora il Pkk di Abdullah Öcalan è annoverato tra le organizzazioni terroristiche, al pari proprio dell'Isis che combatte. Collettivi e singoli - tra cui Zerocalcare che cura la prefazione a fumetti di questo volume - hanno sentito la necessità di recarsi a Kobane e a Suruc, in territorio turco a pochi metri dal confine, dando vita alla staffetta italiana "Rojava calling" per portare solidarietà concreta e dare visibilità a chi non si è mai arreso e continua a lottare per la propria autonomia. Questo libro è il loro diario di viaggio collettivo, raccontato in prima persona plurale dalle decine di attivisti che si sono succeduti nelle staffette. Un racconto corale dei veri protagonisti di questa drammatica e straordinaria esperienza, che come tutte le resistenze parla non soltanto al popolo curdo...

Quando Marina Abramovic morirà

James Westcott

Johan & Levi, Monza, 2014

Belgrado 1974. Marina Abramovic dà fuoco a una monumentale stella a cinque punte, simbolo del regime di Tito, e ci si distende dentro fino a svenire per asfissia. Napoli 1975. Uno spettatore le punta al collo una pistola carica: l'artista ha sfidato il pubblico a usare su di lei, risolutamente passiva, uno qualsiasi degli oggetti disposti su un tavolo. New York 2002. Marina vive per dodici giorni in un'abitazione pensile allestita alla Sean Kelly Callery. Digiuna. L'unico nutrimento è l'avido sguardo degli astanti che la osservano bere, dormire, lavarsi e urinare. Tra la schiera di spettatori c'è James Westcott: è il suo primo incontro con "la nonna della Performance Art", come lei ama definirsi, e l'incipit di "Quando Marina Abramovic morirà", biografia intima di un'artista che da quarantanni gioca con la morte mettendo il proprio corpo al centro di performance divenute leggendarie. Agli esordi, lanciarsi nell'arte performativa significa per Marina ribellarsi a un'esistenza "militarizzata", tiranneggiata da una madre che le impone diktat culturali comunisti e non la bacia mai. Cruciale per il decollo da Belgrado è l'unione artistica e sentimentale con il fotografo tedesco Ulay, con cui avvia una collaborazione tanto ardita quanto fruttuosa. A bordo di un furgone Citroen trasformato in casa mobile, la coppia gira l'Europa esibendosi in pezzi che mettono a nudo una simbiosi culminata nel prolifico "Nightsea Crossing".

Attraversare i muri

un'autobiografia

Marina Abramovic

Bompiani, Milano, 2016

Nel 2010, in occasione della retrospettiva che il MoMA dedicò a Marina Abramovic ́, più di 750mila persone aspettarono in fila fuori dal museo per avere la possibilità di sedersi di fronte all’artista e di comunicare con lei senza dire una parola, in una performance senza precedenti durata più di settecento ore. Una celebrazione di quasi cinquant’anni di performance art rivoluzionaria. Figlia di genitori comunisti, eroi di guerra sotto il regime di Tito nella Jugoslavia postbellica, Marina Abramovic ́ fu cresciuta secondo una ferrea etica del lavoro. Agli esordi della sua carriera artistica internazionale viveva ancora con la madre e sotto il suo totale controllo, obbedendo a un rigido coprifuoco che la costringeva a rincasare entro le dieci di sera. Ma nulla poté placare la sua insaziabile curiosità, il suo desiderio di entrare in contatto con la gente e il suo senso dell’umorismo. Tutto ciò che ancora oggi la contraddistingue e dà forma alla sua vita. Al cuore di Attraversare i muri c’è la storia d’amore con il collega perfomance artist Ulay: una relazione sentimentale e professionale durata dodici anni, molti dei quali passati a bordo di un furgone viaggiando attraverso l’Europa, senza un soldo. Un legame che arrivò al drammatico epilogo sulla Grande Muraglia cinese. La storia di Marina Abramovic ́, commovente, epica e ironica, parla di un’incomparabile carriera artistica che spinge il corpo oltre i limiti della paura, del dolore, dello sfinimento e del pericolo, in una ricerca assoluta della trasformazione emotiva e spirituale. Esso stesso straordinaria performance, Attraversare i muri è la rappresentazione vivida e potente della vita di un’artista eccezionale.

Mi chiamo Sonia e sono stata adottata

Posso raccontarti la mia storia?

Anne Braff Brodzinsky

Erickson, Trento, 2016

La protagonista di questo libro illustrato è una bambina, si chiama Sonia, è stata adottata e racconta la sua storia. Vuole raccontarla, soprattutto agli altri bambini — ma non solo — per far capire che cosa significa essere figli adottivi, quali difficoltà e quali soddisfazioni ci si trova a vivere. Con parole semplici e dirette, Sonia invita i piccoli lettori a osservare l’adozione dal punto di vista dei bambini. Sonia dà voce ai dubbi, alle preoccupazioni e ad alcuni pensieri che possono accompagnare l’esperienza adottiva. Il libro diventa così un’occasione preziosa e un utile strumento per aprire riflessioni e ulteriori domande non solo per chi vive in prima persona l’adozione, ma anche per chi — bambino o adulto — incontra le storie di adozione degli altri. La Guida per genitori, insegnanti e operatori psicosociali contenuta nel volume, scritta appositamente da Anne Braff Brodzinsky per l’edizione italiana, è ricca di spunti di riflessione e suggerimenti operativi e rappresenta una risorsa di facile consultazione per avvicinare e trattare le domande e le questioni complesse che ogni esperienza adottiva porta con sé. Si rivolge a tutti coloro che, a diverso titolo, incontrano, seguono e aiutano bambini e ragazzi adottati.

Padri calpestati

Dieci storie vere di uomini separati

Renea Rocchino Nardari

Effatà, Cantalupa (TO), 2014

Padri maltrattati che diventano improvvisamente nemici da allontanare e da sfruttare. Padri costretti ad elemosinare l'affetto dei figli. Padri obbligati a vivere in condizioni di estrema povertà. Padri emarginati, ignorati e calpestati. Padri vittime di pregiudizi e resistenze culturali da parte degli Operatori di Giustizia. Padri che invocano una riforma equa per i loro diritti in materia familiare. Le dieci storie raccontate intendono dar voce a tutti quei padri privati del diritto di amare e di essere amati dai loro figli, facendoci toccare con mano situazioni paradossali di uomini dimenticati e violati nei loro affetti e nei loro diritti.

Nel paese delle pulcette

Beatrice Alemagna

Phaidon, Londra, 2009

E’ il compleanno di Pulcetta Grassa che, per l’occasione, ha deciso di invitare a casa tutte le pulcette che abitano nel materasso in fondo al giardino per conoscerle e farle conoscere tra di loro. Ma scoprirà presto che nessuna le somiglia, ognuna è diversa dall’altra. Dopo un primo momento di disorientamento, le pulcette arrivano alla conclusione che non è possibile scegliere come essere, ma semplicemente si nasce tutti diversi. E questo non impedisce loro di vivere tutte insieme e di godersi in compagnia la festa di compleanno di Pulcetta Grassa. Una favola divertente sulla differenza e la tolleranza, capace di catturare l'interesse di ogni bambino. Scritta e illustrata con una tecnica singolare, grazie alla quale Beatrice Alemagna coniuga il collage con l'impiego di inserti e tessuti. Età di lettura: da 3 anni.

Margini d'Italia

L'esclusione sociale dall'Unità a oggi

David Forgacs

Editori Laterza, Bari, 2015

I ‘margini d’Italia’ sono tutto ciò che si è scelto di relegare alla periferia fisica o simbolica della nazione: le popolazioni africane delle colonie, le zone meno sviluppate del meridione, i manicomi prima della loro chiusura, le baraccopoli delle grandi città e i campi nomadi di oggi. È indubbio che l’esclusione di alcuni soggetti e alcuni luoghi contribuisce a determinare l’identità culturale di una nazione. Nel nostro paese l’esclusione sociale non è sempre passata attraverso un progetto politico preciso, ma è sempre stata contrassegnata da un discorso pubblico che ha rappresentato luoghi e persone come marginali. Nel libro, le voci e le fotografie di coloro che hanno contribuito alla segregazione politica e sociale, o l’hanno combattuta, ci raccontano molto sul processo di formazione dell’Italia moderna. Il risultato è un ribaltamento di prospettiva nella considerazione della nostra identità, destinato a lasciare il segno nella storiografia italiana.

Cura della dipendenza da cocaina

indicazioni cliniche e organizzative per il trattamento dei pazienti integrati soialmente

a cura di Antonia Cinquegrana e Tiziana Bussola

Franco Angeli, Milano, 2015

A partire dal 2010 a Brescia e a Lugano sono state istituite due Unità Operative Ambulatoriali espressamente dedicate ai soggetti cocainomani socialmente integrati. Si tratta di persone affette da una dipendenza anche grave, per quanto privi di problematiche legali o di una psicopatologia rilevante e che riescono a mantenere, tra alti e bassi, rapporti affettivi significativi e/o un'attività lavorativa anche soddisfacente: decidono di chiedere aiuto nel momento in cui comprendono di non avere più punti fermi, riconoscendo così che sono forse in procinto di perdere con essi "tutta la loro normalità". Tuttora questa tipologia di pazienti accede con difficoltà ai Ser.T. ma, benché possa essere considerata una popolazione eccessivamente selezionata, in realtà rappresenta la maggior parte dei soggetti che consumano cocaina in termini di dipendenza patologica. La cooperazione tra il gruppo lombardo e quello ticinese si è consolidata in sperimentazioni congiunte e l'esperienza acquisita nel curare oltre cinquecento pazienti ha consentito di individuare un modello organizzativo e clinico adatto a quanti, pur patologicamente dipendenti da cocaina, hanno conservato un'adeguata rete di sostegno psicosociale. Questo libro vuole descrivere un'esperienza professionale sottoposta al vaglio del metodo scientifico, ma nata soprattutto dall'integrazione di tecniche, attitudini, osservazioni che provengono dalla competenza clinica, con lo scopo di fornire utili indicazioni ai professionisti interessati ad approfondire l'attuazione di setting di cura specialistici espressamente dedicati a questo specifico target.

Ricerche e terapie sul gioco d'azzardo

Edoardo Giusti e Nicoletta Cittarelli

Sovera, Roma, 2016

Conoscere la dipendenza eccessiva e la trappola del giochi d’azzardo, aiuta a comprendere un fenomeno di alto costo sociale. Le illusioni, il desiderio di vincere, la difficoltà di controllare l’impulso di scommettere e non riuscire a smettere nonostante le cospicue perdite di denaro e le conseguenze familiari, riguarda la patologia distruttiva del giocatore compulsivo. Il testo fornisce strumenti di valutazioni e strategie d’intervento utili per contenere e trattare soggetti alla ricerca di sensazioni estreme e per la prevenzione di ricadute.

Il gioco d'azzardo in Italia

Contributi per un approccio interdisciplinare

a cura di Fabio La Rosa

Franco Angeli, Milano, 2016

Il gioco d’azzardo rappresenta un fenomeno in continuo mutamento, di crescente complessità e di non facile controllo, con impatti talvolta imprevedibili sull’individuo, sull’azienda, sull’economia di una nazione, sulla criminalità organizzata, sull’intera collettività. Con questa consapevolezza, nel corso del 2014 è stato creato presso l’Università degli Studi “Kore” di Enna un gruppo di ricerca sul tema, che ha visto l’adesione di un cospicuo numero di ricercatori e docenti. Ad un anno dalla sua formazione, il gruppo ha prodotto questo primo volume composto da sedici saggi, a carattere tanto teorico quanto empirico, volto ad offrire un approccio interdisciplinare del fenomeno. Questo è, infatti, osservato in una pluralità di chiavi di lettura: economica, aziendale, sociologica, psicologica e giuridica, così come in una pluralità di oggetti d’indagine, che spaziano dalle relazioni tra il gioco d’azzardo e la crisi economica, al mercato e ai suoi costi sociali, dal gioco d’azzardo patologico alle particolari tipologie di gioco. Tali profili d’indagine talvolta possono risultare in contrasto tra loro e in questo senso il volume si presta altresì ad una lettura critica nel tentativo di comporre interessi opposti. I contributi proposti forniscono così un’istantanea attuale di un fenomeno in inarrestabile mutamento sotto ognuno dei profili indagati, nonché un supporto per tutti i soggetti interessati dalla filiera del gioco d’azzardo, nel tentativo di migliorarne i risultati, nel pieno rispetto delle “regole del gioco” concorrenziale, delle esigenze erariali dello Stato e, ancor prima, nel pieno rispetto del giocatore in quanto individuo

Gioco d'azzardo e ludopatia

dal divertimento alla dipendenza

Caterina Donadeo

Haze, Milano, 2014

Le dinamiche della dipendenza da gioco, della cosiddetta 'ludopatia', sono molto complesse e delicate. Questo studio sul campo, in una delle aree più critiche del nostro Paese, la Lombardia, analizza motivazioni, origine, conseguenze e possibili vie d'uscita di un fenomeno sempre più diffuso, verso cui lo Stato mantiene una posizione di sostanziale ambiguità.

Rischiar per gioco

L'azzardo come patologia sociale

Franca Tani e Massimo Morisi

Passigli, Firenze, 2016

"Il gioco è un'attività tipicamente umana che, pur nel rispetto di regole, apre all'imprevisto, alla fantasia, alla creatività. Certo i significati che si sono aggregati intorno a questa parola fascinosa e a suo modo ambigua sono molteplici (mettersi in gioco, stare al gioco, la posta in gioco, il gioco della vita) e molti si riferiscono non tanto all'attività del giocare, ma a significati ulteriori di carattere psicologico, etico, filosofico. Il gioco è di per sé anche un'attività saltuaria, intermittente, non si può giocare sempre. Non a caso si dice che uno è un giocatore non perché gioca, ma gioca con determinate caratteristiche di continuità, quando quel particolare gioco diventa la sua professione, il suo lavoro: un lavoro appunto, o un'ossessione, non più un gioco. Nessuno dice di un ragazzo che gioca al pallone con altri coetanei che è un calciatore; o, se uno gioca a tennis con gli amici, che è un tennista. È da chiedersi allora come il gioco possa diventare una patologia comportamentale che genera e giustifica un forte allarme sociale, e una patologia che colpisce in modo significativo i nostri adolescenti. Il buon senso suggerisce che ciò avviene quando il gioco non serve più a giocare in senso ludico ma è lo strumento per un fine diverso, di carattere lucrativo, attraverso un meccanismo di tipo casuale e aleatorio che non mette in gioco, se non in parte, sovente minima, la bravura dell'operatore." (Dalla Prefazione del professar Ivano Paci)

Proibito parlare

Cecenia, Beslan, teatro Dubrovka: le verità scomode della Russia di Putin

Anna Politkovskaja

Mondadori, Milano, 2007

Il 7 ottobre 2006 Anna Politkovskaja è stata ritrovata nell'androne della sua casa moscovita uccisa da quattro colpi di arma da fuoco. Dopo pochi giorni avrebbe pubblicato sul giornale "Novaja Gazeta" i risultati di una sconvolgente inchiesta sulle torture perpetrate in Cecenia dai russi, l'ultimo reportage di una carriera giornalistica sempre all'insegna del coraggio, della verità, della lotta per i diritti e la dignità degli individui, per la libertà e la democrazia. Quella che ancora, in Russia, non c'è. Testimone scomoda, sempre in prima linea, ha vissuto sulla propria pelle e raccontato al mondo senza mezzi termini i lati più oscuri della Russia postsovietica, gli episodi più drammatici, dalla strage di bambini nella scuola di Beslan al sequestro di ostaggi al Teatro Dubrovka, alla guerra cecena.

Diario Russo

2003 .- 2005

Anna Politkovskaja

Adelphi, Milano, 2007

Diario russo è il testamento morale di Anna Politkovskaja, ma anche la spiegazione implicita del suo assassinio, avvenuto il 7 ottobre 2006 e rimasto impunito. Il libro ricostruisce infatti in dettaglio, su basi rigorosamente documentarie, anni cruciali della storia russa contemporanea. Rispetto alla Russia di Putin, questa volta la verità sul Paese non si rivela attraverso un affresco polifonico, storie convergenti che solo alla fine individuano il loro motore immobile nella figura di Putin. Qui la prospettiva è rovesciata: si parte dal centro stesso del potere, documentando giorno per giorno lo scaltro gioco politico che ha portato alla morte della democrazia parlamentare russa e al progressivo contrarsi della libertà di informazione. Una morte annunciata già nel 1999, ma divenuta palese con l’elezione pilotata della Quarta Duma nel dicembre 2003 e l’indebolimento del fronte democratico. L’esplosione nella metropolitana di Mosca, il crollo del Parco acquatico di Jasenevo, l’insabbiamento dell’inchiesta sull’eccidio al teatro Dubrovka, l’assassinio del presidente ceceno Achmet Kadyrov e l’eccezionale intervista a suo figlio Ramzan, le testimonianze sul sequestro di Beslan, le cosiddette «azioni terroristiche di Al-Qaeda nel Caucaso»: sono solo alcune tappe di un viaggio perturbante nella storia di ieri. E la formula del diario permette di ricostruire i passaggi intermedi di avvenimenti che hanno sconvolto la Russia e insieme le loro connessioni con la politica, spesso sfuggite ai media occidentali. Passione civile, pertinace ricerca della verità, coraggio davanti al pericolo, volontà di giustizia hanno fatto di Anna Politkovskaja non solo «la coscienza morale perduta della Russia» – come qualcuno ha scritto – ma, ancor meglio, la coscienza morale «salvata» della sua terra.

Per questo

Anna Politkovskaja

Adelphi, Milano, 2007

Di tutti i libri di Anna Politkovskaja, questo, uscito dopo il suo assassinio, è il più tragico e potente: ci dice infatti il perché di un destino, consentendoci di leggere in successione le cronache che nel tempo hanno decretato la fine di una vita. Gli articoli sono stati raccolti grazie al lavoro appassionato dei giornalisti di "Novaja gazeta", dei figli e della sorella di Anna Politkovskaja ne è uscito un documento dove testi pubblicati e altri ancora inediti o incompiuto promemoria personali e testimonianze confluiscono in una sorta di ininterrotto reportage sulla Russia contemporanea, dall'ottobre 1999 a fine settembre 2006, pochi giorni prima della morte avvenuta il 7 ottobre nell'androne di casa per mano di un killer. Il 19 febbraio 2009 un tribunale moscovita ha assolto i tre imputati del delitto, ma il 25 giugno la Corte Suprema ha annullato "per significative violazioni procedurali" la sentenza di assoluzione. Il processo dunque si rifarà. Per Anna Politkovskaja l'unico giornalismo possibile era un giornalismo "sanitario" - così lei lo definiva -, teso a proclamare una verità che si imprime nella memoria anche grazie al vigore dello stile, al senso dello humour, all'alta percettività nello scandagliare l'anima di vincitori e vinti. Il campo di indagine è vastissimo, ma qui gli scenari già delineati nei libri precedenti vengono ripercorsi con nuovi dettagli e approfondimenti rivelatori.

La Russia di Putin

Anna Politkovskaja

Adelphi, Milano, 2004

La prima parte del libro si focalizza sull'esercito, descritto come un inferno dove i giovani soldati vengono sotto posti a vessazioni crudeli da parte dei loro superiori senza pietà. Poi si passa alle falsificazioni effettuate dai vari funzionari dell'esercito: creazione di false prove e documenti, torture e processi farsa. Molte parti sono dedicate alla descrizione di specifici personaggi come il colonnello Budanov, che violenta e poi uccide una giovane cecena, e il mafioso Fedolev. Dopo aver fatto una digressione sulle condizioni della vita di provincia, il libro si chiude con la vicenda del Teatro Dubrovka (che provocò la morte di 129 civili russi e 39 militari separatisti ceceni) e l'immediato incremento dell'odio e dell'eliminazione fisica nei confronti della popolazione cecena, nemica numero uno di Putin e della sua guerra contro il terrorismo

Gertrude Stein

identità di genere, temi di una scrittura magica

Anna Verna e Giulietta Rovera

Giuliana Tulani Editrice, Ferrara, 2016

A Stein si è riconosciuta subito la straordinaria personalità non la qualità di grande scrittrice. La sua capacità di affascinare veniva utilizzata contro chi ne riconoscesse il valore attribuendo il giudizio alla magia della sua conversazione. Sono state le studiose femministe e il Teatro d'Avanguardia a dare un apporto fondamentale alla comprensione di Stein. Le prime collocando la sua scrittura nelle problematiche di genere, il secondo liberando tutto il potenziale sovversivo della sua visione della scena teatrale. Tali prospettive hanno consentito di cogliere l'importanza di una scrittura che ha avuto profonda influenza su differenti fenomeni culturali del Novecento grazie a una creatività libera e molteplice fonte di un grande piacere intellettuale e di una sorta di euforia della mente.

La scuola è libertà

Maria Montessori

Garzanti, Milano, 2016

«Avendo in mente l’ampia discussione che tuttora esiste sulla scuola, sulla sua riforma, sulla preparazione dei maestri e dei docenti, leggere gli scritti di Maria Montessori non ha certo il senso di una fuga nel passato ma, anzi, quello di approfondire un insieme di conoscenze che entrano appieno nel dibattito di oggi.» Con queste parole Vittorino Andreoli ci invita a leggere le pagine profonde e moderne di una raccolta che ci apre le porte a una scuola diversa da quella a cui siamo abituati, e che si fonda sulla libertà di ogni bambino di crescere in sintonia con le sue inclinazioni. È la scuola basata sull’amore, che rifiuta l’imposizione di ogni modello predeterminato, in grado di gettare semi che aiutino i più piccoli a sviluppare la propria autonomia e le proprie peculiari potenzialità. È la scuola di Maria Montessori, capace contemporaneamente di educare e divertire, e che permette ai bambini di crescere come le persone che sono, e che desiderano essere.

Che genere di violenza

conoscere e affrontare la violenza contro le donne

Maria Luisa Bonura in collaborazione con Marcella Pirrone

Erickson, Trento, 2016

Il volume presenta in modo sintetico ma esaustivo il fenomeno della violenza maschile contro le donne, nelle sue implicazioni sia individuali sia sociali, e fornire alle operatrici e agli operatori indicazioni per un’azione professionale efficace, approfondendo le opportunità e le competenze relazionali necessarie per accompagnare in percorsi di uscita dalla violenza e promuovere una cultura della parità di genere e del rispetto delle differenze. Che genere di violenza è dedicato a chiunque voglia comprendere ciò che ognuno/a (in quanto familiare, amico/a o, semplicemente, cittadino/a) può fare e come i/le diversi/e professionisti/e e le persone impegnate nel volontariato possono intervenire per contrastare l’abuso e promuovere percorsi di libertà. Arricchiscono il volume numerosi box di approfondimento e testimonianze di donne, sia vittime di abuso e maltrattamenti, sia operatrici impegnate in prima linea nel contrasto alla violenza di genere.

Trauma, attaccamento e sessualità

Psicoterapia integrata-corporea e bodywork per le ferite invisibili

Michele Giannantonio

Mimesis, Milano-Udine, 2013

Ogni evento realmente traumatico deposita ombre insidiose e durature nel tempo, incide ferite profonde nella memoria corporea di una persona; questo condizionamento è particolarmente pervasivo quando tali esperienze avvengono all'interno di una storia di attaccamento problematica, e soprattutto quando coinvolgono anche la sfera della sessualità. Talvolta eloquenti ed eclatanti, queste tracce dolorose si accompagnano spesso a ferite invisibili, che appartengono al regno dell'indicibile; come tali, possono sfuggire anche alle maglie più sottili ed esperte del fare diagnosi e psicoterapia, in special modo quando si ha la pretesa di afferrare l'essenza dei ricordi somatici attraverso l'uso della comprensione razionale e del linguaggio. Muovendosi primariamente nell'ambito dei disturbi post-traumatici complessi e sessuali femminili, questo volume intende offrire al lettore nuove chiavi interpretative e di intervento clinico che possano facilmente integrarsi con altri modelli di riconosciuta efficacia. Dimensioni poco frequentate dalla maggior parte degli approcci, come lo schema e i confini corporei, la gestione delle distanze e del contatto fisico, il rapporto con il piacere in senso lato ma anche con l'accudimento, verranno affrontati da un punto di vista in parte innovativo, anche - ma non necessariamente - attraverso metodiche che prevedono l'uso consapevole, strategico e responsabile del contatto fisico, probabilmente uno dei temi più controversi dell'intera psicoterapia.

Un castello di sabbia

storia della mia vita e della mia schizofrenia

Elyn R. Sacks

Franco Angeli, Milano, 2007

Una malattia mentale come la schizofrenia, raccontata in prima persona da una paziente eccellente: una studiosa di filosofia che è diventata - proprio grazie alla sua malattia - docente di psichiatria all'Università della California. Un racconto denso e toccante, dove il dolore si tinge di ironia, passione e intelligenza. Un castello di sabbia è l'autobiografi a di Elyn Saks: le sue rotture psicotiche, i ricoveri, le regressioni, i suoi rapporti di amore e di amicizia, le sue conquiste come donna e come accademica. Cresciuta a Miami negli anni Cinquanta, in una famiglia normale e premurosa, intorno agli otto anni Elyn comincia a sentirsi "come un castello di sabbia con tutta la sabbia che si sta sgretolando sotto le onde". E con l'adolescenza, le cose peggiorano: "La schizofrenia arriva come una lenta nebbia, che diventa impercettibilmente sempre più fitta con il passare del tempo". È l'inizio di una battaglia lunga e difficile per tenere a bada i suoi demoni e i suoi incubi. Una battaglia che Elyn Saks è determinata a vincere: studia filosofia, psicologia e legge, si laurea prima a Oxford e poi a Yale: grazie alla sua determinazione e alla sua incrollabile forza di volontà, la sua malattia diventa una opportunità, uno stimolo ad allargare i propri orizzonti di conoscenza e ad aprirsi verso il mondo. E oggi, Elyn Saks è convinta che, un giorno, il suo successo sarà anche quello di quanti soffrono come ha sofferto lei.

Educazione sessista

Stereopiti di genere nei libri delle elementari

Irene Biemmi

Rosemberg & Sellier, Torino, 2010

Esiste un mondo popolato da valorosi cavalieri, dotti scienziati e padri severi ma anche da madri dolci e affettuose, casalinghe felici, streghe e principesse. Questo universo fantastico è quello con cui si interfacciano quotidianamente i bambini e le bambine che frequentano le elementari, quando leggono le storie raccolte nei loro libri di lettura. All'inizio del Duemila la scuola italiana continua a tramandare modelli di mascolinità e femminilità rigidi e anacronistici. Il progetto POLITE (Pari opportunità nei libri di testo), nato sulla scia della Piattaforma di Pechino del 1995, aveva elaborato un Codice di Autoregolamentazione per gli editori, ma pare che le sue indicazioni non siano state accolte. Occorre allora che maestri e maestre, educatori e educatrici, si dotino di strumenti utili a decostruire il fondamento sessista su cui si fondano i saperi trasmessi a scuola. Questo libro mette a disposizione di lettrici e lettori un kit di strumenti (di tipo sia quantitativo che qualitativo) che l'autrice ha testato in una ricerca condotta su un campione di dieci libri di lettura della classe quarta elementare, di alcune delle maggiori case editrici italiane: De Agostini, Nicola Milano, Piccoli, Il Capitello, La Scuola, Giunti, Elmedi, Piemme, Raffaello, Fabbri. I risultati dell'indagine testimoniano l'urgenza di liberare le nuove generazioni da un immaginario di Principi Azzurri e Belle addormentate nel bosco.

Frida Kahlo

A cura di Helga Prignitz - Poda

Electa, Milano, 2014

In immagini di grande impatto si esprime lo spirito rivoluzionario che portò alla rivalutazione del passato indigeno e delle tradizioni folkloriche, intesi come insopprimibili codici identitari generatori di un'inedita fusione tra l'espressione del sé e il linguaggio, l'immaginario, i colori e i simboli della cultura popolare messicana. Prestiti inusuali di opere mai presentate in Italia sono posti in un sapiente dialogo con una ricca selezione di lavori di pittori e movimenti a lei contemporanei le cui traiettorie ne intersecano l'arte d'avanguardia ponendola filologicamente in un quadro internazionale: la pittura metafisica, il dadaismo, la nuova oggettività e naturalmente il surrealismo. I diversi saggi degli studiosi, soprattutto stranieri, tra i quali spicca Salomon Grimberg, affrontano per l'occasione tematiche specifiche di grande originalità, finalmente fuori da ogni stereotipo del romanzo di una vita inesorabile, pure narrata in special modo attraverso i ritratti fotografici dell'artista, tra cui quelli realizzati da Nickolas Muray negli anni Quaranta, che codificano l'iconografia di una straordinaria interprete delle trasformazioni politiche, sociali e culturali del Novecento.

Psicotraumatologia

Fondamenti e strumenti operativi

Michele Giannantonio

Centro Scientifico Editore, Torino, 2009

I traumi sono esperienze trasversali a gran parte della psicopatologia: il volume accompagna il lettore a esplorare il modo complesso attraverso il quale questi si manifestano sia nell'individuo sia nei gruppi. Ausilio all'attività quotidiana del clinico, dalla diagnosi psicotraumatologica all'intervento psicoterapeutico, è il testo italiano di riferimento sull'argomento, nella sua edizione rinnovata e aggiornata. Una guida teorica e pratica per studenti, psichiatri, psicologi clinici, psicoterapeuti e per tutti gli operatori clinici che lavorano con persone traumatizzate. Il manuale, già adottato nelle precedenti edizioni presso corsi universitari, scuole di specializzazione in psicoterapia e master postuniversitari, segue il corso delle conoscenze scientifiche in tema di psicotraumatologia, uno dei settori clinici che stanno riscuotendo il maggiore interesse ed espansione a livello internazionale. Con il contributo di importanti autori, come Francine Shapiro e Roger Solomon, vengono affrontati i seguenti argomenti: categorie diagnostiche, fattori di rischio, fenomenologia dei ricordi post-traumatici, falsi ricordi, abuso sessuale, dissociazione, danno biologico, neurofisiologia dei disturbi post-traumatici, strategie psicoterapeutiche, intervento nelle catastrofi e interventi di defusing e debriefing.

Artiste

Dall'impressionismo al nuovo millennio

Martina Corgnati

Bruno Mondadori, Milano, 2004

Perché le donne artiste sono state così poche? Alla fine degli anni ottanta la storica dell'arte Linda Nochlin, accesa militante femminista, formulava questa domanda provocatoria. Quel punto di vista ormai storico è solo la base per ripercorrere le vicende della creatività al femminile dagli ultimi decenni dell'Ottocento ai nostri giorni, considerando attraverso le figure più importanti (tra cui Berthe Morisot, Käthe Kollwitz, Natalja Goncarova, Meret Oppenheim, Georgia O'Keeffe, Louise Nevelson, Eva Hesse, Carla Accardi, Shirin Neshat) le tendenze e i problemi specifici dell'arte prodotta da donne.

Carl Gustav Jung

Romano Màdera

Feltrinelli, Milano, 2016

Ogni vita umana chiede di essere salvata. Ogni vita umana si fa strada nel mondo impersonale delle convenzioni, si scava nella pietra refrattaria dei conformismi, si mette in cerca della voce segreta che la chiama a spogliarsi di ciò che è noto ma non le appartiene, per assumere fino in fondo ciò che le appartiene ma non conosce ancora. È sull'onda di questa idea di salvezza che Romano Màdera rivisita il pensiero di Carl Gustav Jung, mettendo al centro della sua rilettura il documento più enigmatico dell'intera opera junghiana, quel Libro rosso che lo psicoanalista svizzero aveva composto in una stagione segnata dal travaglio interiore e dalla necessità drammatica della trasformazione della propria vita come del proprio pensiero. Màdera rilegge con pazienza e audacia queste pagine sconcertanti e personalissime regalandoci una rivisitazione filosofica e quasi sapienziale del lascito junghiano. E ci dona un libro capace di misurarsi in maniera radicale con gli enigmi tutti umani del sacro come potenza di trasformazione, della morte interiore come fuga dai pericoli della metamorfosi, della rinascita come incalcolabile avventura del divenire se stessi.

Regina di Quadri

Vita e passioni di Palma Bucarelli

Rachele Ferrario

Mondadori, Milano, 2010

Donna di grande fascino e carattere, occhi color ghiaccio e capelli pettinati alla Greta Garbo, amante del bello in tutte le sue forme, dalle sublimi espressioni dell'arte, al design, all'alta sartoria, Palma Bucarelli ha attraversato il Novecento lasciando un'impronta indelebile nel panorama artistico italiano. Nominata nel 1933, a soli ventitré anni, ispettrice della Galleria Borghese, dimostra fin dal principio il suo spirito determinato: quando Mussolini convoca tutti i soprintendenti d'Italia, lei non si presenta, e difenderà questa posizione indipendente per tutti gli anni del regime. Il coraggio, certo, non le manca: ai primi bombardamenti alleati sulla capitale, si impegna a portare in salvo il patrimonio della Galleria nazionale d'arte moderna, di cui è diventata funzionario con mansioni direttive, prima a Caprarola e poi a Castel Sant'Angelo. Il secondo no a Mussolini lo dice quando la RSI chiama i suoi a raccolta: resta senza stipendio, collabora con la Resistenza distribuendo in bicicletta il foglio clandestino "L'azione", e continua a proteggere la "sua" Galleria. Finita la guerra, Palma si deve confrontare con una società conservatrice e culturalmente arretrata. Per tutta la sua lunga vita, potrà contare sull'appoggio dei suoi amici e corteggiatori. Pioniera nell'arte e nella vita, donna libera in un mondo che alle donne lasciava poco spazio, Palma Bucarelli ha contribuito a imporre nel nostro paese l'idea moderna di museo.

Dipendenze comportamentali

Criteri, evidenze, trattamento

Kenneth Paul Rosemberg e Laura Curtiss Feder

Edra, Milano, 2015

Il DSM-5 ha introdotto una nuova categoria clinica chiamata “dipendenza comportamentale” (esplicitamente quella dal gioco d’azzardo, implicitamente le altre, fra cui il gioco online e l’uso di Internet), ponendo immediate esigenze di aggiornamento professionale per psicoterapeuti e psichiatri. In cosa differisce una dipendenza comportamentale da un disturbo del controllo degli impulsi? Quali sono i criteri per determinare che alcuni comportamenti sono dipendenze? Che cosa comportano tali differenze in termini di trattamento efficace? Questo è il primo e più autorevole testo mai scritto sul tema delle dipendenze comportamentali (differenti dalle addiction relative a sostanze/farmaci) e si propone come punto di riferimento unico (per ora) del settore in ambito professionale (e potenzialmente accademico). Questo lavoro spiega esaurientemente i criteri utilizzati per determinare la dipendenza, le prove per identificare comportamenti assortiti come dipendenze, e il trattamento evidence-based per ciascuno di essi. Si tratta di una risorsa preziosa e puntuale per qualsiasi professionista clinico (psicoterapeuta, psichiatra, medico) che cura le dipendenze. - Guida di riferimento per la nuova categoria DSM-5 di “dipendenza comportamentale” - Rassegna esaustiva delle varie dipendenze comportamentali - Definizione dei criteri per diagnosticare ogni dipendenza comportamentale, per analizzare un ampio spettro di comportamenti suscettibili di diagnosi, per comprendere le differenze con la vecchia classificazione dei disturbi del controllo degli impulsi - Diagnosi e trattamento evidence-based per ogni dipendenza comportamentale - Patrocinio SIP (Società Italiana Psichiatria)

NEET

Giovani che non studiano e non lavorano

Alessandro Rosina

Vita e Pensiero, Milano, 2015

Vagano senza meta, senza aver chiaro il loro ruolo nella società e nel mercato del lavoro, sempre più disincantati e disillusi, con il timore di essere marginalizzati e di dover rinunciare definitivamente a un futuro di piena cittadinanza. Sono i Neet (acronimo inglese per Not in Education, Employment or Training), i giovani che non studiano e non lavorano: un fenomeno in crescita allarmante, tanto che si comincia a parlare di loro come di una 'generazione perduta'. Questo spreco di potenziale umano ha un costo rilevante, sul piano sia sociale sia economico, perché le nuove generazioni sono la componente più preziosa e importante per la produzione di benessere in un Paese. Come si è arrivati a questa situazione? Come la vivono i giovani? E come se ne esce? Parte da queste domande il libro-inchiesta di Alessandro Rosina. Il suo sguardo lucido e acuto individua le responsabilità dei vari attori istituzionali, economici, sociali (dalla scuola al sistema produttivo, alla famiglia, ai mass media) svelando inefficienze e limiti. Poi, indicatori ufficiali e dati di ricerche scientifiche alla mano, disegna un percorso di riscatto possibile, che passa attraverso il cambio di atteggiamento verso le nuove generazioni, l'attenzione ai talenti giovani, l'investimento nelle nuove competenze, il sostegno dell'intraprendenza. Per arrivare un giorno non lontano a dire: "C'erano una volta i Neet?".

La disforia di genere in età evolutiva

Implicazioni cliniche, sociali ed etiche

Davide Dèttore, Jiska Ristori, Paolo Antonelli (a cura di)

Alpes Italia, Roma, 2015

L'idea del libro nasce dalla mancanza e conseguente necessità di un manuale di riferimento sulla disforia di genere in età evolutiva nel contesto italiano in base all'esperienza clinica e di ricerca degli autori. Nella realtà italiana, ma non solo, il tema della disforia di genere in età evolutiva risulta essere di sempre maggiore attualità e rilevanza scientifico-sociale, come sancito dalla nascita di numerosi gruppi clinici e di ricerca, soprattutto a livello ospedaliero e universitario, che se ne occupano. Testo fondamentale per i professionisti che a vario titolo (clinico, sociale ed educativo) sono a contatto con la disforia di genere in età evolutiva, oltre che per gli studenti nei loro percorsi formativi e didattici, descrivendo lo stato dell'arte e le questioni ancora aperte relativamente alla disforia di genere in età evolutiva. Lo scopo di questo libro è occuparsi degli aspetti psicologici, medici ed etici correlati alla disforia di genere in bambini e adolescenti, e fornire una panoramica dei dibattiti attuali e delle opzioni cliniche disponibili a livello internazionale.

Io sono con te

storia di Brigitte

Melania G. Mazzucco

Einaudi, Torino, 2016

Brigitte arriva alla stazione Termini un giorno di fine gennaio. Addosso ha dei vestiti leggeri, ha freddo, fame, non sa nemmeno bene in che Paese si trova. È fuggita precipitosamente dal Congo, scaricata poi come un pacco ingombrante. La stazione di Roma diventa il suo dormitorio, la spazzatura la sua cena. Eppure era un'infermiera, madre di quattro figli che ora non sa nemmeno se sono ancora vivi. Quando è ormai totalmente alla deriva l'avvicina un uomo, le rivolge la parola, le scarabocchia sul tovagliolo un indirizzo: è quello del Centro Astalli, lì troverà un pasto, calore umano e tutto l'aiuto che le serve. Di fatto è un nuovo inizio, ma è anche l'inizio di una nuova odissea. "Io sono con te" è un libro raro e necessario per molte ragioni: è la storia di un incontro e di un riconoscimento, di un calvario e una rinascita, la descrizione di un'Italia insieme inospitale e accoglientissima, politicamente inadeguata e piena di realtà e persone miracolose. Melania Mazzucco si è messa in gioco a ogni pagina come essere umano e come scrittrice, scegliendo una forma flessibile e nuova, esatta, personale, carica di un'emozione trattenuta e dirompente. Se in "Vita" aveva narrato l'epopea dell'emigrazione italiana, ora ribalta la prospettiva: guardando negli occhi questi uomini e queste donne, specchiandoci nelle loro storie, non potremo non riconoscere l'energia disperata che ci accomuna tutti, quando la vita ci ha travolti e tentiamo di rimetterci in piedi.

Il mio nome non è Wendy

Wendi Uba con Paola Monzini

Laterza, Bari, 2007

"Scrivere questo libro mi ha permesso di raccontare la mia storia e dunque di fare un po' di ordine, o forse di ricreare un necessario disordine. La mia intenzione era di far conoscere ad altri, che non sanno, come succedono certe cose, come si comprano e si vendono le persone, e far vedere che c'è un altro modo, per chi arriva da solo in un paese straniero, di guadagnare. Non c'è solo la prostituzione. E poi, anche se quello che mi è successo mi ha provocato un danno enorme, mi piace poter pensare e dire che ne ho tratto anche forza e che ho imparato moltissimo. Finora ho dovuto sempre nascondere tutto. Ora capisco invece che raccontare è anche una liberazione."

Identità di genere

Consulenza tecnica per la riattribuzione del sesso

Filippo Petruccelli, Chiara Simonelli, Roberta Grassotti, Francesca Tripodi

Franco Angeli, Milano, 2014

Il termine identità di genere indica il vissuto personale di esistere nel tempo continuando ad essere se stessi malgrado i cambiamenti che avvengono durante l'intero arco di vita. Si tratta della percezione unitaria e persistente di se stessi come appartenente al genere maschile o femminile o ambivalente (di grado minore o maggiore). Il soggetto può vivere la non corrispondenza in modo ambiguo, ambivalente o lineare al punto da non riconoscersi appartenente al proprio sesso biologico e/o riconoscersi e desiderare di appartenere all'altro sesso. La disforia di genere rappresenta la condizione in cui c'è discordanza, parziale o completa, tra il sesso di nascita da un lato, e il genere codificato dal cervello, dall'altro, e rappresenta da sempre un argomento piuttosto dibattuto in ambito clinico, giuridico e mediatico. Il volume raccoglie contributi esplicativi ed applicativi derivati dall'esperienza professionale e clinica degli autori, con l'obiettivo di fornire strumenti utili per tutti gli operatori impegnati nei campi della psicologia, della sessuologia, della giustizia, dell'educazione e della divulgazione di massa.

Schenzen

Guy Delisle

Rizzoli Lizard, Milano, 2016

Shenzhen è un fumetto autobiografico in bianco e nero di Guy Delisle, scritto e pubblicato originariamente in francese. È un diario di viaggio su un periodo di tre mesi passato da Delisle a Shenzhen, una megalopoli costruita nel giro di 35 anni dalla Repubblica Popolare Cinese vicino ad Hong Kong. Delisle vi si reca a fare da coordinatore tra la casa belga di produzione di animazioni Dupuis e uno studio cinese in cui animatori cinesi disegnano lungometraggi per bambini (Papyrus) partendo dallo Storyboard in francese. Il fumetto racconta delle difficoltà a gestire il lavoro di coordinamento con lo studio cinese e dello shock culturale di un occidentale in questa megalopoli cinese orientata al profitto.

L'invenzione dei giovani

Jon Savage

Feltrinelli, Milano, 2007

“Un libro che può cambiare il modo in cui le persone pensano all’adolescenza.”“The Guardian”I giovani non sono sempre esistiti. Al contrario: sono stati inventati.In America e in Europa, a cavallo tra Ottocento e Novecento, un nuovo attore sociale e un nuovo stile di vita si sono fatti strada in modo prepotente fino a rivoluzionare il costume e la società.Jon Savage racconta questa rivoluzione in un libro di storia avvincente come un romanzo. Che parte dai sogni di ribellione della generazione romantica e attraversa due secoli di fermenti e tormenti, entusiasmi e angosce: Peter Pan e il mito dell’eterna giovinezza, la fondazione dei boy scout, lo choc della Prima guerra mondiale, lo sviluppo di una psicologia dell’adolescenza, la militarizzazione della gioventù nella Germania hitleriana e nell’Italia fascista, la diffusione di nuovi stili musicali dal ragtime allo swing al rock’n’roll, la nascita della pubblicità e di un mercato pronto a sfruttare economicamente i nuovi gusti e la nuova cultura di massa. Fino alla consacrazione definitiva, quando nel giugno 1945 – poche settimane prima dello scoppio della bomba atomica su Hiroshima e Nagasaki – il “New York Times” annuncia trionfante che “i teenager sono un’invenzione americana”. Da quel momento in poi il mondo non sarà più lo stesso. Il futuro sarà dei teenager.

Dioniso: alcol e disturbi correlati

Concettualizzazione e trattamento secondo l'orientamento cognitivo

Tullio Scrimali

Franco Angeli, Milano, 2016

Il consumo di bevande alcoliche e i disturbi ad esso correlati costituiscono una topica estremamente complessa che esibisce un impatto drammatico sulla salute dell'uomo a livello planetario. L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha calcolato che, in media, 3,3 milioni di morti ogni anno possono essere imputate, direttamente o indirettamente, al consumo eccesivo di alcol e che un'assunzione esagerata di bevande alcoliche costituisce il principale fattore eziopatogenetico di oltre 200 diverse affezioni psichiatriche e mediche. D'altra parte, le bevande alcoliche costituiscono inoltre il fulcro di importanti valenze storiche, culturali ed economiche e il loro uso moderato non danneggia la salute, favorisce la socializzazione e completa un'alimentazione, non solo sana, ma anche estetica e rilassante, come quella mediterranea. Nella monografia, l'autore descrive un originale modello cognitivo complesso, da lui stesso sviluppato, per i disturbi correlati all'alcol, nonché le strategie di prevenzione e di cura, individuate in molti anni di ricerca, di didattica e di lavoro clinico nell'ambito dell'alcologia. La monografia offre informazioni aggiornate ed esaurienti a studenti, ricercatori e operatori della sanità e della salute mentale che desiderino fare il punto sulla problematica alcologica, secondo una prospettiva d'orientamento cognitivocomportamentale, l'unica, a tutt'oggi, evidence-based. Per il suo linguaggio chiaro e discorsivo, il libro può essere utilizzato anche ai fini della psicoeducazione e dell'informazione di persone non addette ai lavori.

Fuori dal fango

La relazione d'aiuto per superare la violenza di genere

Rosanna Rutigliano e Cinzia Spriano

Franco Angeli, Milano, 2016

L'opera propone un metodo dinamico e performativo per affrontare il fenomeno della violenza di genere e suggerisce alcuni strumenti per migliorare gli interventi d'aiuto e promuovere un reale cambiamento nella vittima. Il volume nasce dell'esperienza di rielaborazione di un percorso di supervisione di un gruppo di operatori di un Centro Antiviolenza e dalla collaborazione professionale delle autrici, l'una psicoterapeuta di scuola junghiana, l'altra assistente sociale esperta in assistenza alle vittime di violenza, criminologia e servizio sociale. Insieme hanno inteso proporre la loro esperienza teorica ed empirica per fornire un prezioso modello di intervento operativo, che dialoga continuamente con altre proposte di lettura - provenienti da indirizzi teorici diversi - che guardano al fenomeno complesso della violenza. Si è affrontata la questione delle marginalità socio-culturali dell'occidente, che entrano in gioco nell'alimentare la violenza, per ricondurla alle radici mitiche della nostra società, al fine di più viva partecipazione per il bene comune con la creazione di un modello sociale alternativo di integrazione delle differenze. Il volume dà spazio anche al tema dell'intercultura, offrendo spunti per una profonda riflessione su come realizzare il dialogo tra le diverse tradizioni per aprirsi al rinnovamento. Il capitolo finale raccoglie inoltre alcune storie anamnestiche di particolare rilevanza ad illustrare i fattori di resilienza implicati nel superare gli eventi traumatici connessi alla violenza familiare. Il target di lettori cui il testo si rivolge è in primo luogo quello specialistico delle professioni d'aiuto, interessato ad implementare le competenze metodologiche per governare il processo di cambiamento nei rapporti di genere.

Gioventù sprecata

Perché in Italia si fatica a diventare grandi

Marco Iezzi e Tonia Mastrobuoni

Laterza, Bari, 2010

Ma chi ha detto: "Mandiamo i bamboccioni fuori casa!" (il ministro dell'Economia Tommaso Padoa-Schioppa) lo sapeva che per l'attuale 'generazione mille euro' comprare casa è un miraggio, ottenere un prestito o tramutare un'idea geniale in un'impresa una missione impossibile, approfittare della flessibilità per costruirsi una carriera in ascesa una pia illusione? Che non c'è verso di sfuggire per anni alla trappola del precariato, con prospettive di pensioni da fame? Come si spiega che condividano lo stesso, amaro destino due generazioni che dovrebbero essere distanti fra loro, i ventenni e i quarantenni? Allora è il mammismo italiano, e tutti gli altri luoghi comuni che ne conseguono, la causa di tutto o il nostro paese che fa acqua? Il volume indaga nella prima parte come e perché si è arrivati a queste condizioni e quali sono le conseguenze anche nei comportamenti, nei desideri e nelle aspettative di tante donne e uomini. Nella seconda parte raccoglie le storie di alcune 'mosche bianche' - Chloè Cipolletta, Emma Dante, Frida Giannini, Michel Martene, Valeria Parrella e Filippo Preziosi, le eccezioni che confermano la regola - e quelle di alcuni cervelli in fuga esiliati: Paola Antonelli, Ugo Bot, Antonio Giordano, Roberto Isolani, Enrico Moretti e Luca Santarelli. In ultimo, le opinioni sui giovani di sei grandi vecchi: Gae Aulenti, Andrea Camilleri, Dario Fo, Margherita Hack, Dacia Maraini e Mario Monicelli.

Vivo altrove

Giovani e senza radici: gli emigranti italiani di oggi

Claudia Cucchiarato

Bruno Mondadori, Milano, 2010

Gabriele, ingegnere navale a Oslo, Davide che fa l'autore teatrale a Berlino, Giulia che sta a Barcellona, canta in una band, e ha avuto un colpo di fortuna... Sono l'Italia fuori dall'Italia. Sono i giovani, sempre più numerosi, che hanno scelto di vivere lontani da casa, alla ricerca di un lavoro che qui non hanno trovato, o di una vita diversa. Questo libro racconta le loro storie, che sono piene di vitalità e venate di malinconia, scanzonate, tenere, in fondo preoccupanti. Sono il ritratto di un paese virtuale, e di un futuro, forse, mancato: perché il paese che questi ragazzi hanno deciso di abbandonare continua a non ascoltarli.

PAIDEIA

la formazione dell'uomo greco

Wener Jaeger

Bompiani, Milano, 2011

Jaeger (1888-1961) è stato uno dei più grandi interpreti del pensiero antico e il fondatore del "Terzo Umanesimo", insieme a Julius Stenzel. Si è imposto a partire dagli anni venti del Ventesimo secolo soprattutto per la sua interpretazione storico-genetica di Aristotele. In questo testo, considerato il suo capolavoro, Jaeger interpreta la genesi, lo svolgimento e l'essenza della "Paideia", ossia della formazione spirituale dell'uomo greco e ritiene che essa sia da recuperare per superare la crisi spirituale dell'Europa del Ventesimo secolo.

Il tuo sangue è rosso come il mio

immigrazione e psicologia dell'accoglienza

Ezio Zucconi Mazzini e Gilberta Alpa

alpes, Roma, 2016

Questo libro spazia dalle origini remote dell'immigrazione alla psicogenesi del pregiudizio, del razzismo e dei razzismi mascherati. Il grande problema dell'immigrazione inizia con il trauma dell'esilio e dell'accoglienza che può essere curato con la psicologia dell'Altruismo per cui il Noi non è la somma di tanti Io. La nostra specie si è evoluta per effetto delle continue migrazioni, per questo abbiamo inteso parlare dei migranti, non come un problema ma come di una grande opportunità, considerando le loro sofferenze, i loro dubbi, le loro difficoltà, i loro tentativi di adattarsi e cambiare. Perché sono fonte di vita e di conoscenza per tutti noi mentre il loro sacrificio in mare o sui muri eretti in tutta Europa, ci ricorderà per sempre il nostro silenzio e la nostra indifferenza. Tutte le religioni, ma anche le morali laiche, come ampiamente descritto nel capitolo sui Diritti Umani Universali, riguardano la libertà, l'uguaglianza, la dignità e la solidarietà che fanno apprezzare le differenze come ricchezza e opportunità: perché non riconoscere e apprezzare le diversità e l'Alterità è un modo di preparare la strada al razzismo e alla xenofobia, purtroppo dilagante anche nel nostro Paese. Nel volume è ben esplicitata anche la nostra innovativa ricerca sulla nascita del Sé morale e sull'importanza del pluralismo culturale che amplia gli orizzonti dei saperi e della cultura che sono i fattori evolutivi di crescita e di civilizzazione.

Con beneficio d'inventario

Marguerite Yourcenar

Bompiani, Milano, 2013

Sette saggi scritti tra il 1939 e il 1975, sette "sguardi" attenti e illuminanti rivolti a opere famose e grandi nomi della cultura. Dalla Historia Augusta sulla decadenza dell'antica Bonia alla rievocazione della Parigi cruenta e intollerante della Notte di San Bartolomeo attraverso il fosco ugonotto Agrippa d'Aubigné e il suo Poema tragico. Da Selma Lagerlöf a Kostantinos Kavafis, a Thomas Mann, fino a due pezzi che per il modo della scrittura sono piuttosto ascrivibili alla narrativa che alla saggistica: uno ha per protagonista il castello di Chenonceaux, testimone per oltre due secoli di intrighi reali, e l'altro tenta di penetrare il mistero di quelle costruzioni oniriche e segrete che sono le Carceri di Piranesi.

Mare Monstrum, mare nostrum

Migranti, scafisti, trafficanti. Cronaca dalla lotta all'immigrazione clandestina

Cristina Giudici

UTET, Novara, 2015

Ogni giorno decine di migliaia di persone abbandonano il loro paese, in fuga da conflitti, guerre civili, scontri etnici o religiosi, da condizioni di vita insostenibili. Partono da città e villaggi dell’Africa e del Medioriente, da luoghi così remoti che non sono neanche segnalati sulle carte geografiche. Vanno a ingrossare il flusso dei migranti che si riversa nel Mediterraneo, diretto verso un futuro diverso e, forse, migliore. In questo esodo, le coste della Sicilia costituiscono uno snodo per il traffico di esseri umani, gestito da organizzazioni criminali senza scrupoli. Una volta raggiunta l’Italia via mare, su barconi fatiscenti o gommoni, i migranti verranno poi ceduti ad altri trafficanti, i cosiddetti scafisti di terra, per raggiungere i paesi ricchi del Nord Europa, la meta più ambita. Di questa realtà complessa e sotterranea a noi arriva solo una minima parte, attraverso le immagini tragiche che quasi ogni giorno invadono i servizi dei telegiornali e le pagine dei quotidiani. E la liturgia mediatica, quasi sempre la stessa, fa sì che le scene degli sbarchi e dei naufragi si assomiglino tutte, così come ogni nuova strage (a Lampedusa, Pozzallo, Porto Empedocle, Catania...) assomiglia alle precedenti e ne cancella il ricordo. Ma che cos'è che non vediamo? Che cosa succede dopo i salvataggi e gli atti di eroismo dei militari di Marina militare e Guardia costiera, che sottraggono i migranti al mare e alla morte? Da quel momento, ciò che si sviluppa è una fitta trama investigativa di indagini giudiziarie che si espandono da un porto all'altro, con l’obiettivo di dividere i “buoni” dai “cattivi”, chi sfrutta da chi viene sfruttato.

Il metodo danese per crescere bambini felici ed essere genitori sereni

Jessica Alexander e Iben Sandahl

Newton Compton Editori, Roma, 2016

Da oltre 40 anni la Danimarca domina il World Happiness Report, la classifica dei Paesi più felici stilata ogni anno dalle Nazioni Unite. Tanto da diventare oggetto di studi sociologici: sono in molti ad analizzare lo stile di vita dei suoi abitanti che, al di là di questioni strettamente legate all'efficienza dei servizi e al tasso di ricchezza del Paese, è quello ritenuto il più vicino all'optimum. Dopo tredici anni di ricerca e collaborazione, Iben Sandahl, psicologa, e Jessica Joelle Alexander, giornalista, ritengono di aver scoperto il vero segreto della felicità del piccolo Paese del nord e lo svelano in questo manuale. Sembra che alla base dell'appagamento ci sia il modo in cui genitori e figli si relazionano tra di loro, l'empatia e la capacità degli adulti di offrire strumenti e istruzioni senza porre ultimatum ai piccoli. I genitori danesi crescono figli felici, che a loro volta diventano genitori sereni di altri bimbi felici, e così via in un circolo virtuoso. Partendo dalle loro osservazioni e dai loro studi, Sandahl e Alexander sono riuscite nell'intento di scrivere una guida pratica, da poter seguire passo passo per analizzare i propri comportamenti, evitare errori e orientare i propri metodi educativi nella giusta direzione.

Parlarsi

la comunicazione perduta

Eugenio Borgna

Einaudi, Torino, 2015

Nel corso della nostra vita siamo accompagnati da alcune esperienze fondamentali che ci consentono di conoscere cosa noi siamo e cosa sono gli altri; e fra queste esperienze come non ripensare alla tristezza, alla sofferenza, alla felicità, alla solitudine, alla tenerezza, al desiderio di comunità e di comunità di destino, alla speranza, alla malattia e alla morte volontaria, e ai modi con cui entrare in comunicazione con ciascuna di queste esperienze? Ma cosa è questa parola ambivalente, «comunicazione», che entra in gioco in ogni forma di discorso e di vita? Comunicare vuol dire rendere comune (dal latino munus, dono): è dialogo, relazione. Significa entrare in relazione con la nostra interiorità e con quella degli altri, nella convinzione che comunicazione sia sinonimo di cura. Noi entriamo in relazione con gli altri, allora, in modo tanto piú intenso e terapeutico quanta più passione è in noi, quante piú emozioni siamo in grado di provare e di vivere.

Arriva la mamma

Kate Banks e Tomek Bogacki

EDT Giralangolo, Torino, 2016

Scena d’interni: è fine pomeriggio, l’orologio segna le 6, i bambini giocano, il papà prepara una pizza. In esterno: è l’ora di uscita dagli uffici, la metropolitana si riempie, tutti ritornano a casa. Anche la mamma si appresta a rientrare. Forza! Riordinate, apparecchiate, tra poco è ora di cena, arriva la mamma! I bambini dispongono le posate, il papà sforna la pizza e la mamma la serve a tutti! Questa nuova storia della collana Sottosopra si goca sul ritorno della mamma a casa e sul parallelismo tra il mondo domestico e quello esterno. Quando la mamma rientra i due mondi si ricongiungono, la famiglia si riunisce attorno alla tavola. Che c’è di più naturale e gioioso? DA 3 ANNI

Il piccolo giardiniere

Emily Hughes

Settenove, Cagli (PU), 2015

C'era una volta un giardino. Grandissimo. E c'era una volta un giardiniere. Minuscolo. Il giardiniere lavorava notte e giorno per curarlo a dovere ma, nonostante tutto, il giardino appariva incolto e non era un granché. Quel giardino era la sua casa, il suo cibo, la sua gioia, ma il giardiniere era troppo piccolo. Una sola cosa cresceva rigogliosa: un fiore rosso, dallo stelo alto e robusto che gli dava grande speranza e lo induceva a non arrendersi mai. Ma un giorno il giardino morì, e il piccolo giardiniere non ebbe più una casa, non ebbe più cibo e non ebbe più gioia. Così una notte espresse un desiderio, con la sua piccola, piccola voce: vorrei solo un po' di aiuto. Nessuno lo udì, ma qualcuno vide quel fiore. Era rosso, e aveva uno stelo alto e robusto e diede la speranza in chi lo vide di ridare vigore ad un grande giardino... Età di lettura: da 4 anni.

Cosa fare delle nostre ferite

la fiducia e l'accettazione dell'altro

Michela Marzano

Erickson, Trento, 2012

Un nuovo libro di Michela Marzano, dedicato al rapporto con se stessi e con gli altri: una raccolta di tre saggi in un’edizione agile (nelle dimensioni e nel prezzo), dedicata al grande pubblico. Una piccola grande opera da una delle pensatrici più conosciute e apprezzate della nostra epoca.Questo libro asciutto e al tempo stesso soave e profondo affronta un tema particolarmente spinoso ai nostri giorni: la trappola in cui moltissime persone si impigliano ascoltando le sirene di una società che propone e impone un modello di individuo vincente e autocentrato, costantemente capace di esercitare controllo e padronanza. Le nostre ferite — le faglie, le fratture, le mancanze del nostro essere — vengono messe al bando dalla società «performante» e spesso ci rassegniamo a considerarle gravi errori e a trattarle come pattume che finiamo per nascondere sotto il tappeto della nostra consapevolezza. Capita così di produrre un corto circuito fra la nostra parte «accettabile», con cui ci identifichiamo, e quella parte di noi che è fragile, spaventata e per ciò stesso «impresentabile», sfoderando agli occhi del mondo e ai nostri stessi occhi un’autonomia posticcia che non solo ci dissocia ma ci impedisce persino di accettare gli altri, come noi abitati da debolezze e imperfezioni, in una spirale di proiezioni che ci lasciano sempre più soli e ciechi rispetto alle occasioni di creare legami autentici. È indispensabile fare i conti con le proprie fragilità, riconoscerle in se stessi, per conquistare un piccolo ma saldo spazio interiore di certezza che possa permetterci di rimanere in piedi quand'anche arrivassero le immancabili delusioni. La fiducia ci espone al rischio del tradimento, ma se non si accetta di correre questo rischio si resta murati nei ruoli dello spettatore e dell’antagonista. Vivere sul serio la propria vita è molto più di questo.

Un compleanno nella giungla

Simona Miola e Daniela Volpari

EDT Giralangolo, Torino, 2016

Ecco il testo vincitore della terza edizione del Premio Narrare la Parità promosso dall’Associazione Woman To Be nell’intento di invitare a creare storie che ragionino sulla parità e sugli equilibri di genere, improntati sull’interscambiabilità dei ruoli, premiato poche settimane fa a Strasburgo, all’Istituto Italiano di Cultura. In pieno spirito quindi della collana Sottosopra di EDT Giralangolo di cui vi abbiamo più volte segnalato le diverse uscite, tutti albi illustrati che puntano a combattere gli stereotipi di genere. In questo caso Beatrice – fresca di soffio sulle candeline dei suoi cinque anni – parte per un’avventura mettendosi di traverso a un luogo comune: chi l’ha detto che gli esploratori sian tutti maschi? Equipaggiata di tutto punto con binocolo, mappa, bussola, lente di ingrandimento e persino il pugnale di Sandokan, eccola partita: il giardino di casa si trasforma in una giungla, una lucertola in un serpente, il gatto in una tigre. E al compimento dell’impresa non può che essere felice come chiunque raggiunga l’obiettivo che si è prefissato. Specie se puoi scegliere con libertà cosa vuoi fare, cosa vuoi essere. Eta da 3 anni

L'immigrazione spiegata ai bambini

Il viaggio di Amal

Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso

Becco Giallo, Isola dei liri (FR), 2016

"Il sole splendeva alto, il mare sembrava tranquillo, e una gatta, un cane, una capretta e un falco si erano messi in viaggio su una vecchia barca. Insieme ai loro padroncini, fuggivano da uomini crudeli che avevano distrutto i loro paesi, nella speranza di trovare una vita migliore al di là del mare..." Età di lettura: da 7 anni.

Il policlinico della deliquenza

Storia degli ospedali psichiatrici giudiziari italiani

a cura di Gaddomaria Grassi e Chiara Bombardieri

Franco Angeli, Milano, 2016

Con la Legge 9 del 2012 e con la Legge 81 del 2014 è stata sancita la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari italiani che per centoquaranta anni hanno ospitato persone malate di mente autrici di reato. Oggi che, finalmente, il nostro Paese ha saputo rinunciare a un istituto le cui contraddizioni erano ormai insostenibili e che si accinge a sperimentare nuove forme di assistenza, può essere utile rivolgere lo sguardo al passato e ripercorrerne la storia. Il volume dà ampio spazio al dibattito che ha caratterizzato la nascita dei primi manicomi criminali italiani e cerca poi di delinearne l'evoluzione a seguito dei più importanti cambiamenti legislativi, dalla legge Giolitti, al Codice Rocco ai più recenti provvedimenti del 2012 e del 2014. Il testo è completato da ricerche d'archivio originali. Il testo cerca di affrontare alcune questioni particolarmente rilevanti: quale funzione sono stati chiamati a svolgere gli ospedali psichiatrici giudiziari? In che modo hanno assolto al loro compito? Come sono stati interessati, o solo lambiti, o piuttosto ignorati, dalle trasformazioni sociali, scientifiche e culturali del loro tempo? Quali sono stati gli ambiti del confronto, a volte serrato, fra psichiatria, politica e magistratura? Il volume si rivolge ai professionisti della psichiatria e delle materie giuridiche oltre che agli storici e a tutti coloro che, in questa fase di radicale cambiamento, desiderano approfondire la storia di questa istituzione.

Il corpo accusa il colpo

Mente, corpo cervello nell'elaborazione delle memorie traumatiche

Bessel Van Der Kolk

Raffaello Cortina Editore, Milano, 2015

In questo libro, Van der Kolk amplia radicalmente lo spettro delle cause e delle conseguenze del trauma, dando speranza e fornendo spiegazioni chiare a chiunque ne sia colpito. Sulla base di trent'anni di esperienza e pratica clinica, evidenzia che il terrore e l'isolamento, aspetti centrali del trauma, rimodellano radicalmente sia il corpo sia il cervello. Le nuove conoscenze sull'istinto di sopravvivenza spiegano perché le persone traumatizzate sperimentino un'ansia e una rabbia intollerabili, e permettono di capire l'impatto del trauma sulla capacità di concentrazione e di memorizzazione, e sulla possibilità di instaurare relazioni basate sulla fiducia, sentendosi "a casa" nel proprio corpo. Integrando i recenti progressi delle neuroscienze e degli studi sull'attaccamento, l'autore indica nuovi percorsi di ricerca, che consentono di ricablare il funzionamento cerebrale, contrastando il senso di impotenza e invisibilità associato al trauma e facendo sì che adulti e bambini possano recuperare la padronanza del proprio corpo e della propria vita.

Il Principino scende da cavallo

Irene Biemmi, AntonGionata Ferrari

EDT Giralangolo, Torino, 2015

La vita di un principe bambino non è poi così facile. Tra le tante incombenze, bisogna pure andare a cavallo. Ma il cavallo è grande e il principino così piccolo che si vergogna. Un giorno una tipetta magrolina lo convince a scendere: il principino scoprirà quanto è bello essere bambino, e come, volendolo, si puo’ sfuggire a un ruolo un po’ stretto…(Età di lettura: da 3 anni).

Maus

Art Spiegelman

Einaudi, Torino, 2010

Maus (Maus: A Survivor's Tale) è un romanzo a fumetti di Art Spiegelman, ambientato durante la seconda guerra mondiale ed incentrato sulla tragedia della Shoah, sulla base dei racconti del padre dell'autore, un sopravvissuto ad Auschwitz. L'opera è suddivisa in due parti: Mio padre sanguina storia – composta da 6 capitoli pubblicati per la prima volta nel 1986 (in Italia nel marzo 1989 da Milano Libri), mostra il rapido inasprimento delle condizioni di vita degli ebrei polacchi negli anni immediatamente precedenti allo scoppio della guerra. E qui sono cominciati i miei guai – composta da 5 capitoli pubblicati per la prima volta nel 1991 (in Italia nel settembre 1992 sempre da Milano Libri), dà invece un chiaro spaccato della vita dei deportati all'interno del campo di concentramento negli anni della guerra. A spezzare la narrazione delle vicende d'epoca nazista, si interpongono istantanee di vita quotidiana che mostrano il difficile rapporto tra Spiegelman e il padre: il padre reduce dagli orrori del nazismo, ha uno stile di vita impossibile che impone anche a chi gli sta intorno (raccoglie e conserva anche il filo di rame che trova per strada); il figlio all'apparenza menefreghista, è tormentato da un enorme senso di inadeguatezza di fronte a quanto passato dal genitore. Tutto questo si trasforma, nel finale, in una sorta di autoanalisi dell'autore, che sperimenta appieno il significato di essere figlio di un deportato, mostrando come gli orrori patiti dai genitori si siano estesi anche alla generazione successiva. La storia del giovane Art, un autore intenzionato a narrare la storia del padre, reduce dell'Olocausto, fa da cornice alle vere vicende centrali dell'opera, ovvero la narrazione dell'anziano padre di Art, Vladek, delle sue esperienze durante la seconda guerra mondiale.

Esterno Notte

GIPI

Coconino Press, Bologna, 2015

Non c’è dubbio che Gipi sia una delle figure di maggior spicco nel panorama fumettistico italiano: basta leggere questo Esterno Notte per capire perché. In questi sei racconti, dai genere e contenuti diversi ma legati dallo stile personalissimo e intimo di Gipi, si può trovare molto materiale da riflessione, oltre a delle tavole di rara bellezza. La raccolta è preceduta da una breve introduzione. Qui Gipi ci racconta qualcosa di più sulla sua opera in generale, sul suo modo di disegnare storie, per poi fornire una breve introduzione personale per ognuno dei racconti: cosa più che apprezzabile, visto che le storie sono quasi ermetiche e sicuramente una chiave interpretative dell’autore non può che aiutare il lettore nel godimento dell’opera. Il primo racconto è La storia di faccia: una storia di periferia, di ragazzini che annoiati e tediati dal grigiore del cielo e dei palazzi decidono di sfogare la loro esuberanza contro una guardia giurata, che la prenderà in maniera abbastanza esasperata. Sarà proprio Faccia, questo ragazzo poco raccomandabile e dal carattere forte, a tenergli testa. Gipi ci racconta la facilità della violenza in un ambiente del genere, con pochi sfoghi e con poche opportunità per i ragazzi. Ma ci parla anche dell’interesse un po’ morboso, del fascino che esercitano quei ragazzi come Faccia, che dovrebbero allontanare gli altri ma diventano quasi eroi per il loro coraggio violento.

Il libro rosso

Liber Novus

C.G. Jung

Bollati Boringhieri, Torino, 2012

Jung lavorò al Libro rosso – trascrizione in parole e immagini dei sogni e delle visioni che popolarono il suo «viaggio di esplorazione verso l’altro polo del mondo» – per oltre sedici anni, dal 1913 al 1930, e ancora in tardissima età egli lo definì una sorta di presagio numinoso, l’opera di fondazione in cui aveva deposto il nucleo vitale e di pensiero della sua futura attività scientifica. Nondimeno, non volle mai autorizzarne la pubblicazione, e dopo di lui anche gli eredi si attennero alla consegna. La presente edizione, comprensiva della riproduzione in facsimile dell’originale e corredata da un ampio saggio di contestualizzazione storica e da un ricchissimo apparato di commento, segna ora un punto di svolta, inaugurando una stagione nuova ne gli studi junghiani. Grazie alla pubblicazione di questo che è l’inedito forse più importante nella storia della psicologia, diviene infatti possibile ricostruire le fasi dell’autosperimentazione di Jung – e dunque comprendere la genesi e l’articolazione dell’opera successiva – sulla base di una fonte documentaria di prima mano, e non di congetture fantasiose e pettegolezzi. Il Libro rosso è, in effetti, il libro segreto di Jung. Ma segreto soprattutto in quanto riproduzione simbolica di un universo altro, rappresentazione di un significato esistenziale che è e deve rimanere ignoto. Le immagini interiori in esso evocate e personificate provengono infatti da un aldilà mitico, in cui si caricano di una potenza numinosa che le rende a un tempo guaritrici e pericolose: operatori magici di forze psichiche autonome che solo attraverso un corpo a corpo con l’inconscio è possibile neutralizzare e incanalare in un percorso terapeutico. Quella che Jung chiamerà più tardi «immaginazione attiva», è appunto lo strumento inedito di cui egli si servì, nel corso della sua «discesa agli inferi», per suscitare i contenuti archetipici della psiche e oggettivarli attraverso il dialogo interiore, la scrittura, la pittura. Con il suo tesoro di esperienze iniziatiche e meditazioni sapienziali e con il suo corredo di immagini fantasmagoriche e virtuosismi calligrafici, il Libro rosso si situa dunque al centro di una straordinaria sperimentazione artistica e psicologica che ne fa un unicum nel panorama novecentesco. Esso rinnova la tradizione del manoscritto miniato medievale, riprendendone tecniche scrittorie, schemi di impaginazione e moduli di decorazione pittorica e ornamentale. È a tutti gli effetti un libro d’arte di superiore qualità, e volutamente prezioso: perché messo al servizio di un progetto esistenziale il cui scopo è il compimento del proprio mito personale, l’automanifestazione della Vita entro una vita.

Psicologia delle disabilità

Salvatore Soresi

Il Mulino, Bologna, 2007

La ricerca e la riflessione teorica sulle disabilità ha visto in questi anni importanti e profondi cambiamenti. Lo stesso concetto di "handicap" si è trasformato ponendo sempre più l'attenzione non agli aspetti deficitari, ma alle risorse delle persone con difficoltà. In questo volume Salvatore Soresi presenta, sotto una veste completamente nuova e aggiornata, gli strumenti di analisi e di intervento riabilitativo di persone con disabilità. Nei diversi capitoli l'autore affronta gli aspetti diagnostici, neuropsicologici e sociali con particolare attenzione ai metodi riabilitativi, al contesto famigliare, scolastico e lavorativo per il recupero e l'integrazione delle persone disabili nel tessuto sociale. Un testo in cui gli aspetti teorici e di ricerca trovano la loro concreta applicazione nella realtà e nelle difficoltà quotidiane che le persone con menomazioni e i loro familiari, operatori psicosociali, educatori, datori di lavoro, volontari si trovano ad affrontare.

La rivolta del corpo

I danni di un'educazione violenta

Alce Miller

Raffaello Cortina Editore, Milano, 2005

Chi da piccolo è stato maltrattato e abusato dai genitori può amarli solo a patto di rimuovere le proprie autentiche emozioni. E dunque accade spesso che il corpo, rivoltandosi contro la negazione dei traumi infantili irrisolti, si ammali gravemente. In questo libro l'autrice interpreta i messaggi trasmessi dalla malattia e spiega per quale motivo rivivere l'esperienza delle emozioni negate consente di riconoscere la verità di quei messaggi. Un percorso intenso per indicare come uscire dal circolo vizioso dell'autoinganno e rispondere agli appelli del corpo liberandolo dai sintomi.

La morte di Virginia

Leonard Woolf

Lindau, Torino, 2015

Il 28 marzo 1941 Virginia Woolf appoggia il suo bastone da passeggio sull'argine dell'Ouse e poi si getta nelle acque del fiume. La depressione che la tormenta da anni con crisi acute che durano mesi, l'ha inghiottita nell'abisso di una disperazione assoluta. Nella lettera con cui si congeda dal suo caro Léonard scrive: "Sono certa che sto per impazzire di nuovo. Sento che non possiamo affrontare un altro di quei terribili momenti. E questa volta non mi riprenderò". Quelli che Léonard Woolf - storico, politico, editore, saggista - racconta in questo capitolo della sua autobiografia sono gli ultimi mesi di vita di Virginia. E sono anche i mesi iniziali del secondo conflitto mondiale: prima la "strana guerra", a partire dal settembre 1939, con la lancinante tensione dell'attesa mentre sul continente i tedeschi avanzano inesorabilmente in un Paese dopo l'altro; e poi la guerra vera con i bombardamenti su Londra, lo sfollamento, i morti. Léonard Woolf descrive e analizza gli eventi, racconta la loro vita di tutti i giorni, il suo lavoro alla Hogarth Press e per il Partito Laburista, i libri di Virginia, e i loro amici (Vita Sackville-West, Morgan Forster, Adrian Stephen e altri). E soprattutto cerca di ricostruire la discesa nell'abisso della sua amata moglie, incrociando i suoi ricordi con i brani del diario di Virginia (alcuni del tutto inediti), nella vana ricerca di una consolazione e di un sollievo dal rovello di una sofferenza profonda e di un vuoto incolmabile.

Maria Zambrano

Il pensiero appassionato

Eliana Nobili

Leone editore, Milano, 2016

Maria Zambrano e il suo pensiero rappresentano uno dei pochi tentativi riusciti, nella storia della filosofia, di non speculare "sulla vita" ma di ascoltarla dall'interno, di sentirla e di comprenderla dandole una voce. E questa voce-parola si traduce inevitabilmente in uno stile linguistico molto diverso dai consueti registri, in una scrittura che attinge al linguaggio poetico, alla tradizione delle guide spirituali, un linguaggio ricco di pathos e capace di arrivare al nucleo più profondo e sacrale della vita.

Parole tossiche

Cronache di ordinario sessismo

Graziella Priulla

Settenove, Cagli (PU), 2014

In ogni ambito della vita sociale, pubblica o privata, ci esprimiamo comunemente con le parole di una cultura razzista, omofoba e sessista che amplifica la pancia del paese e che nessuna political correctness riesce a debellare. È solo lo specchio della volgarità diffusa o esiste un rapporto circolare per cui parole, pensiero e azione si rafforzano a vicenda? Périulla segue le tracce del turpiloquio per accedere alle zone d'ombra della società e far luce sui nodi irrisolti del rapporto fra i generi. Tutt'altro che inerti le parole definiscono il contesto in cui viviamo e rivestono un ruolo decisivo nella costruzione delle soggettività individuali e dell'identità collettiva, contribuendo a creare le fondamenta sulle quali erigere situazioni di disparità e di prevaricazione nella vita quotidiana. Il rimedio non è dunque il galateo, ma una pratica quotidiana del dissenso e un recupero dell'uso consapevole della lingua come portatrice di significati.

Dell'aurora

Maria Zambrano

Marietti 1820, Bari, 2006

Allieva di Ortega y Gasset, Maria Zambrano (Vélez-Malaga, 1904 - Madrid 1991) fu tra le prime donne spagnole ad intraprendere le carriera universitaria in un contesto in cui "una filosofa, nella Spagna degli anni Trenta, era quasi `una donna barbuta', un'eresia, una curiosità da circo". La sua caratteristica più affascinante consiste in uno sforzo intellettuale e viscerale insieme di dar voce a ciò che resta silente, di celebrare l'oscurità, l'altro lato dell'esistenza, quello esiliato, muto, nascosto ma profondamente `sentito', che solo libera dalla tendenza assolutizzante ed impone l'umiltà, compagna necessaria di ogni cammino di conoscenza. La filosofia fu il suo prioritario impegno e la sua irrinunciabile passione: una sfida costante al pensiero oggettivante che tende a negare l'anima stessa da cui trae origine. Non amò quindi mai alcun `sistema filosofico', che vedeva come "castello di ragioni, muraglia chiusa del pensiero di fronte al vuoto." Aspirò sempre ad una verità al di fuori di criteri e stereotipi, fedele nell'intento di attuare una "filosofia vivente", disposta a confrontarsi con l'essere umano nella sua interezza, ad esplorare "il logos che scorre nelle viscere". Dell'aurora del libro che presentiamo possiamo dire che un 'opera lentamente cresciuta negli anni dell'esilio, Dell'Aurora è una straordinaria opera di pensiero, esorbitante dagli schemi del discorso filosofico; una trama poetica in cui si riannodano, riconoscibili ma trasfigurate, le domande, le riflessioni, le ricerche che occuparono la scrittura di tutta una vita. Ciascun brano è completo, compiuto in sé come il pezzo di una partitura musicale, e ciascuno sembra occupare esattamente lo spazio di una notte seguita dall'alba, tuttavia non c'è frammentazione, poiché comune è la tensione verso la luce, l'attesa della rivelazione portata dall'Aurora. «Come tutte le rivelazioni, l'Aurora mi è apparsa in molti modi. Nella Spagna del 1937, quando vi tornai a guerra ormai persa, fu un'Aurora di sangue. All'Avana, per sorprendere l'alba mi sdraiavo sulla riva del mare. Ho sempre camminato verso l'alba, non verso l'occaso; e ho sempre sofferto per tante albe precipitate nell'occaso».

Rita Levi Montalcini

Cristina Pulcinelli e Tina Simoiello

L'asino d'oro Edizioni, Roma, 2014

Una donna controcorrente che ha attraversato il XX secolo a modo suo: né moglie, né madre, ma grande protagonista della scena scientifica. Questo libro è la prima biografia di Rita Levi-Montalcini pubblicata dopo la sua morte, un racconto della sua vita a cavallo tra l’Italia e gli Stati Uniti: i momenti di gloria e di sconforto, il laboratorio, la famiglia, il Nobel del 1986 e gli anni successivi, in cui c’è ancora tanta scienza ma pure impegno civile, sociale e politico. Sullo sfondo, le vicende cruciali della storia: il fascismo, le leggi razziali, il conflitto mondiale, la guerra civile, la rinascita postbellica, la prima e la seconda Repubblica. Con un linguaggio semplice e divulgativo, le due autrici tratteggiano il profilo di questa donna eccezionale e rendono accessibili a tutti le sue scoperte descrivendo il contesto scientifico nel quale avvennero. Nel filo della narrazione, costruita sulle tante testimonianze che lei stessa ha lasciato, si inseriscono le voci di Primo Levi, Pietro Calissano, Luigi Aloe e di altri che hanno conosciuto la ‘Signora della scienza italiana’, hanno lavorato con lei, le hanno voluto bene.

I ponti di babele

Cantiere, progetti e criticità nell'Italia delle religioni

a cura di Paolo Naso e Brunetto Salvarani

EDB, Bologna, 2015

Una navigazione tra le tante isole dell’Italia multireligiosa consente di esplorare il pluralismo confessionale che si sta faticosamente affermando anche nel Paese in cui «non possiamo non dirci cristiani». È una ricerca sui ponti di comunicazione e sui luoghi di incontro che favoriscono l’integrazione e la coesione sociale in un tempo attraversato anche da radicalismi e fondamentalismi, ma anche un’indagine per cogliere gli elementi di continuità, le fratture e le novità nelle espressioni religiose degli italiani. A partire dall’«effetto papa Francesco», che ha avviato dinamiche sorprendenti e inedite sia all’interno della comunità cattolica sia nei circuiti del dialogo ecumeni

Mia

Antonio Ferrara

Settenove, Cagli (PU), 2015

Quando viene arrestato per il femicidio di Stella Cesare ha 15 anni. Dalla cella in cui si trova ci restituisce i pensieri, i ricordi e le ossessioni di una storia di controllo e possesso mascherata da amore romantico. Rabbia e dolore, certezze e rimorsi, si mescolano in un diario che dà conto di tutto quello che Cesare ha costruito e poi distrutto. Mia nasce da un percorso di educazione sentimentale e di prevenzione del disagio attraverso «laboratori di scrittura per emozioni» che hanno coinvolto scuole italiane e straniere. L'autore ha chiesto a ragazze e ragazzi di pensarsi vittima di una qualsiasi forma di prevaricazione, e di descrivere lo stato d'animo di quella condizione a partire da quanto immaginato, osservato o realmente vissuto. Dai racconti emersi, filtrati dall'autore, sono nati i personaggi, la trama e il linguaggio della storia.

Manuale sulla disabilità

Dai bisogni educativi speciali ai programmi di integrazione scolastica

Giovanna Lo Sapio

Armando, Roma, 2012

Compito dell'operatore che lavora con le persone diversamente abili è quello di potenziare e sviluppare sia le abilità presenti che quelle da rinforzare o recuperare. Questo libro consente di farsi un'idea a tutto tondo della disabilità. È proprio a questa presa di coscienza civica da parte dei soggetti che si occupano di disabilità che gli autori richiamano i lettori e gli operatori del settore. La visione integrata del soggetto disabile parte proprio dalla capacità di ogni operatore, con cui lavorerà, di percepirlo non solo nella sua complessità individuale, ma anche personale e soggettiva.

Psicopatologia e scrittura

Florence Witkowski

Epsylon, Roma, 2015

La grafia del depresso, quella dell’isterica, i segni della paranoia e quelli dell’ossessione… Questo vivace manuale, scritto con uno stile scorrevole e accattivante da una grafologa di esperienza ed acume, cerca di far emergere, attraverso una selezione di sintomi diversi estrapolati dal vasto ambito della patologia mentale, il nucleo essenziale degli elementi grafici corrispondenti a stati psicopatologici.Se la grafologia non consente infatti di individuare il grado di gravità della malattia, può però analizzare la personalità del malato nella sua dinamica e seguirlo nel percorso psicologico, offrendo un utile strumento di supporto a professionisti e familiari che assistono quotidianamente i malati psichici.

Terapie imperfette

Il lavoro psicosociale nei servizi pubblici

Roberto Mazza

Raffaello Cortina Editore, Milano, 201+

L’elevata complessità dei casi affrontati nei servizi pubblici richiede relazioni di aiuto adeguate ai contesti e alla peculiarità dei pazienti-utenti. Affinché le azioni terapeutiche siano efficaci sono necessari un dialogo interdisciplinare rispettoso dei differenti modelli teorici e operativi (sistemici, psicodinamici, relazionali…) e una costante integrazione professionale. Il cambiamento non potrà essere circoscritto ai soli rapporti diadici terapeuta-paziente, ma sarà attivato nell’interazione tra i due grandi campi relazionali intersoggettivi: il gruppo di lavoro e il sistema individuo-famiglia. Con l’apporto di ricerche psicologiche sui processi evolutivi e con l’ausilio di numerosi casi clinici, il testo delinea un modello metodologico utile per valutare e costruire criteri d’azione integrati tra professionisti di diverso orientamento.

Impariamo dai bambini a essere grandi

Maria Montessori

Garzanti, Milano, 2014

Impariamo dai bambini a essere grandi raccoglie i passi fondamentali e più illuminanti tratti dai libri di Maria Montessori: un’antologia in cui si affermano con dolcezza e sorprendente modernità i diritti dei bambini, il ruolo dei padri e delle madri nella loro educazione, ma anche l’importanza che maestri e insegnanti rivestono nella nostra società. Come scrive infatti Vittorino Andreoli nell'introduzione inedita che apre questo volume, gli studi di Maria Montessori «contengono non soltanto un notevole valore storico nel campo scientifico e pedagogico, ma principi e tecniche utili per migliorare l’educazione nel nostro tempo». I testi di questa raccolta indicano perciò un percorso ideale per introdurre il lettore alla eccezionalità del pensiero di Maria Montessori che, muovendo dal mondo della scuola, si apre a riflessioni profonde e lungimiranti sui temi più diversi, dai problemi delle donne lavoratrici al pacifismo. Le sue restano così parole ancora attualissime e commoventi per comprendere, amare e proteggere i bambini, ma anche per imparare dalla loro innocenza e dalla loro candida voglia di vivere a essere tutti adulti migliori.

Al giardino ancora non l'Ho detto

Pia Pera

Ponte alle Grazie, Milano, 2016

"Per molti versi, avrei preferito non dover pubblicare questo libro, che non esisterebbe se una delle mie scrittrici preferite - non posso nemmeno incominciare a spiegare l'importanza che ha avuto nella mia vita, professionale ma soprattutto personale, il suo 'Orto di un perdigiorno' - non si trovasse in condizioni di salute che non lasciano campo alla speranza. Eppure. 'L'orto di un perdigiorno' si chiudeva con una frase che mi è sempre sembrata un modello di vita, un obiettivo da raggiungere: "Ho la dispensa piena". Oggi questa dispensa, forse proprio grazie alla sua malattia, Pia ha trovato modo di aprircela, anzi di spalancarcela. E la scopriamo davvero piena di bellezza, di serenità, di quelle che James Herriot ha chiamato cose sagge e meravigliose, di un'altra speranza. È davvero un dono meraviglioso quello che in primo luogo Pia Pera ha fatto a se stessa e che poi, per nostra fortuna, dopo lunga riflessione ha deciso di condividere con i suoi lettori. Non posso aggiungere molto, se non raccomandare con tutto il mio cuore la lettura di un libro che, come pochi altri, ci aiuta a comprendere la straordinaria avventura di stare al mondo." (Luigi Spagnol)

Fernanda Pivano

Diari 1917.1973

a Cura di Enrico Rotelli e Maria Rosa Bricchi

RCS libri, Milano, 2010

Quando negli anni '50 Fernanda Pivano si reca per la prima volta negli Stati Uniti è una giovane studiosa innamorata dell'America di quegli anni e desiderosa di incontrare dal vivo, sul campo, i maestri di una narrativa che in Italia si era appena cominciato a conoscere, grazie a Cesare Pavese ed Elio Vittorini. Immediatamente scopre un mondo di sogni, ideali, valori, che non si stancherà più di celebrare: dal pacifismo di Norman Mailer, maestro riconosciuto della narrativa americana, amato e contemporaneamente odiato dalla beat generation degli anni sessanta, che a lui e al suo antiimperialismo si rifece, all'esempio di inesausta sete di nuovo e di autenticità del mito vivente Ernest Hemingway. Dai guru della beat generation Ginsberg, Kerouac, Corso, Ferlinghetti, uomini che in nome di un'idea di ritorno all'essenzialità dell'uomo, in contrasto con i pregiudizi del consumismo capitalistico, hanno vissuto e scritto senza distinguere fra arte e vita, a Don DeLillo e ai minimalisti. Un nuovo viaggio americano, insomma, fra le contraddizioni e le speranze segrete di quel grande, osannato e temuto paese che è, da sempre, l'America.

La felicità al potere

Josè "Pepe" Mujica

Castelvecchi, Roma, 2016

Da guerrigliero Tupamaro a Presidente della Repubblica dell'Uruguay, passando per 14 anni di carcere sotto la dittatura: la parabola esistenziale di José "Pepe" Mujica è diventata per il mondo intero un'immagine di speranza e felicità. "El Pepe" è l'esempio vivente di come si possa pensare al bene comune senza avere brame di potere e di ricchezza vivendo, anzi, come qualsiasi cittadino della propria nazione. Il libro ospita un'intervista esclusiva rilasciata a Montevideo a Cristina Guarnieri. una biografia autorizzata di Mujica scritta da Massimo Sgroi. nonché i discorsi più importanti e famosi del Presidente, fra cui spicca quello sulla felicità che dà il titolo al libro. Nuova edizione aggiornata con i contributi di Roberto Saviano e Milena Gabanelli. “Per essere liberi bisogna avere tempo: tempo da spendere nelle cose che ci piacciono, poiché la libertà è il tempo della vita che se ne va e che spendiamo nelle cose che ci motivano”

Perché ho ucciso Pierre

Graphic Novel

Alfred & Olivier Ka

BAO Publishing, Milano, 2015

Pierre non è un prete come tutti gli altri. È gioviale, canta, organizza i campi estivi. Pierre cambierà la vita di Olivier per sempre, e ci sarà bisogno di questo libro per esorcizzare i demoni dell'estate dei suoi dodici anni. Basato su una reale esperienza di vita, Perché ho ucciso Pierre è un romanzo grafico nel quale Alfred, uno dei massimi talenti francesi attualmente in attività, raccoglie le memorie d'infanzia dell'amico scrittore Olivier Ka, sul problematico rapporto con un prete sopra le righe, responsabile di una colonia estiva per ragazzi. Toccante, spiazzante nella sua franchezza, lacerante nelle emozioni che evoca e racconta, Perché ho ucciso Pierre è un libro difficile da definire, impossibile da dimenticare.

Bellezza

Graphic Novel

Kerascoet & Hubert

BAO Publishing, Milano, 2014

Una ragazza molto brutta, Baccalà, ottiene per magia di sembrare bellissima agli occhi di chi la guarda. In un crescendo parossistico di principi e guerrieri che si sfidano a duello per conquistarla, il dono tanto sognato si rivela una maledizione. Un libro sontuoso nella veste, delizioso nel disegno e impeccabile nello svolgimento della trama, destinato a deliziare i lettori, grazie anche all'apparato grafico dei sempre più bravi Kerascoët.

Artemide

Lo spirito indomito dentro la donna

Jean S. Bolen

Astrolabio, Roma, 2014

Dea greca della caccia e della luna, Artemide erra per i campi armata di arco e faretra. Nel panorama archetipico già dipinto dall'autrice nel "Le dee dentro la donna", Artemide rappresenta la predisposizione alle relazioni paritarie con gli uomini, la solidarietà tra donne, la capacità di perseguire un obiettivo e di accettare una sfida. Ma prima ancora incarna l'archetipo della donna psicologicamente indipendente, tenace e allo stesso tempo riflessiva, intuitiva e passionale. Un libro che parla a donne, e uomini, di ogni età: l'archetipo di Artemide può infatti rimanere nascosto per anni ed emergere in qualsiasi momento della vita.

Taccuini

1919 - 1921

Marina Svetaeva

Voland, Roma, 2014

Nella Mosca postrivoluzionaria stretta dalla morsa della fame e della guerra civile, Marina Cvetaeva affida alle pagine dei taccuini il racconto delle sue giornate. Episodi di vita quotidiana si mescolano a lettere, progetti di opere, versi, fulminee riflessioni su di sé, sull'epoca, la poesia, la natura umana, ritratti di contemporanei, narrazioni di sogni e ricordi d'infanzia. Ne scaturisce un quadro vivissimo della Russia dell'epoca e un nudo ritratto dell'interiorità cvetaeviana.

Disturbo dell'umore

dalla diagnosi DSM-5 al trattamento

Edoardo Giusti, Marco Pacifico, Giada Fiume

Soreva edizioni, Roma, 2014

Il disturbo temperamentale delle alterazioni dell'umore si configura tra esagerata allegria ed eccesso di tristezza con prostrazione letargica. L'instabilità pervasiva della tonalità emotiva, predispone a sbilanciamenti compensativi sia biologici che stagionali-contestuali, che minano l'equilibrio del soggetto. La terapia consiste nel trattamento delle modificazioni invalidanti degli stati umorali bipolari, in modo da contenere e stabilizzare i disturbi che passano dall'esaltazione maniacale all'angosciosa depressione.

Il circolo della sicurezza

Sostenere l'attaccamento nelle prime relazioni genitore-bambino

Bert Powell, Glen Cooper, Kent Hoffman, Bob Marvin

Raffaello Cortina Editore, Milano, 2016

Viene presentato per la prima volta in maniera esauriente l’intervento basato sul Circolo della sicurezza, un efficace programma, fondato empiricamente, utilizzato in tutto il mondo con bambini, dalla nascita ai cinque anni, e genitori con difficoltà nei legami di attaccamento. Basato sulle più avanzate conoscenze nel campo dell’attaccamento e degli interventi precoci, il Circolo della sicurezza aiuta i genitori a sintonizzarsi con i bisogni emotivi dei propri bambini, sviluppando in loro fiducia e sicurezza. Scritto dagli ideatori dell’approccio, il libro riporta la struttura concettuale sottostante al Circolo della sicurezza e illustra con dettagli clinici l’innovativo assessment e le strategie di intervento.

La passione della purezza

Simone Weill e Cristina Campo

Federica Negri

Il Poligrafico, Padova, 2015

Cristina Campo conosce il pensiero di Simone Weil a ventisette anni; secondo la sua amica e biografa Margherita Pieracci Harwell l'incontro con la filosofa francese è per Campo una "rivelazione" di qualche cosa già presente dentro di sè ancora allo stato indefinito che prende finalmente forma e consistenza. L'affermazione di Pieracci Harwell dà inizio a un'intervista rilasciata nel 2001 a Federica Negri, autrice del libro La Passione della purezza. Simone Weil e Cristina Campo; l'intervista costituisce una delle due Appendici che concludono la ricerca; l'altra è una tabella di confronto testuale tra alcuni passi di Weil e i brani di Campo nei quali gli assunti weiliani appaiono assimilati e reinterpretati in modo assolutamente originale.

Giovani musulmane in Italia

Percorsi biografici e pratiche quotidiane

Ivana Acocella e Renata Pepicelli (a cura di)

Il Mulino, Bologna, 2015

Il volume riporta i risultati di un’indagine sui processi di configurazione identitaria di giovani musulmane di origine marocchina, bengalese, pakistana nate e/o cresciute in Italia. A partire dall'analisi di narrazioni biografiche raccolte nelle città di Roma, Firenze e Padova, i lavori qui presentati affrontano, da prospettive di ricerca empiriche e teoriche diverse, quattro temi centrali per il dibattito accademico e l’opinione pubblica: «seconda generazione», «genere», «Islam» e «cittadinanza». Privilegiando le categorie analitiche dell’intersezionalità e dell’«agency», il libro esplora la «capacità di agire» di queste giovani donne nella sfera privata e in quella pubblica e, allo stesso tempo, analizza il loro contributo al processo di trasformazione dell’Islam in occidente.

Circular Economy

Dallo spreco al valore

Peter Lacy, Jakob Rutqvist, Beatrice Lamonica

Egea, Milano, 2016

Un dato è incontrovertibile: le risorse della terra sono limitate. Se le pratiche attuali continueranno, il forte incremento demografico, abbinato al boom della domanda di beni e servizi, le sfrutterà fino al punto di rottura. a peggiorare le cose, l’attuale modello di crescita lineare considera l’impatto dello spreco come una questione che «qualcun altro» dovrà risolvere – e nel frattempo la capacità del pianeta di assorbire e smaltire i rifiuti diminuisce ogni anno. È evidente che bisogna fare qualcosa. Non si tratta soltanto di reinserire nel ciclo produttivo gli sprechi intesi nel senso tradizionale di rifiuti, ma anche di porre rimedio all'enorme sottoutilizzazione di risorse naturali, prodotti e materiali. Si tratta di fare piazza pulita del concetto stesso di «scarti» e di riconoscere che ogni cosa ha un valore. In questa direzione, Circular economy propone strategie disruptive, in grado di dare un contributo sia al pianeta, sia ai profitti. Gli autori individuano cinque nuovi modelli di business che promuovono la crescita circolare, e identificano le tecnologie e le capacità richieste per trasformarli in vantaggio competitivo. Dal ridisegno delle filiere a una diversa gestione degli scarti, dall'estensione del ciclo di vita del prodotto alla sharing economy, dall'impiego di risorse sostenibili alla concezione del prodotto come servizio: ogni modello è illustrato dal racconto di numerosi casi ed esperienze concrete, caratteristica che fa di queste pagine una lettura fondamentale per imparare a superare le sfide epocali legate all'applicazione su larga scala dei nuovi modelli circolari.

Voltando pagina

Saggi 1904 - 1941

Virginia Woolf ( a cura di Liliana Rampello)

Il Saggiatore, Milano, 2011

Virginia Woolf non fu solo la grande romanziera che tutti conosciamo, ma anche una raffinata saggista, una critica acutissima, un'instancabile pubblicista. Lettrice onnivora e anarchica, cercò nei libri "una forma per il caos", vi trovò universi abitati da creature umane, con cui intrecciare ininterrotte conversazioni. Fin dalle prime recensioni lavorò senza pregiudizi: che si trattasse di epistolari, memorie o biografie, saggi critici o romanzi, autori celebri o emeriti sconosciuti, lo studio preparatorio era accurato, il giudizio schietto. La curiosità la guidava senza alcun preconcetto, alimentava i suoi piaceri più intensi, leggere e scrivere, due atti annodati fra loro, due oscure potenze che, fino alla fine, si definirono e si alimentarono reciprocamente. Le qualità della sua penna erano forza, grazia e trasparenza. La sua lingua, ironica e originale, ha attraversato il tempo e lo spazio con una immediatezza folgorante. Femminista, nel senso proprio della consapevolezza di essere una donna, dalla sua scrittura non traspare mai una lagna, nessuna recriminazione, con lei vediamo al lavoro un occhio lucido e spietato, che non perdona, ma spesso sorride e fa ridere. "Pensare le cose come sono" e "dire la verità" le bussole di sempre. In una parola, integrità: "Seguire il proprio istinto, usare il proprio cervello, trarre le conclusioni da soli".

Cip e Croc

Alexis Deacon

settenove, Cagli (PU), 2015

Qual è il proprio posto nel mondo? Qual’ è il gruppo sociale di cui dobbiamo fare parte? Alexis Deacon in Cip e Croc dà la risposta che nessuna società sembra offrire: nessuno può rispondere per noi soprattutto nessuno può dirlo a un bambino. Cip e Croc è un’opera illustrata raffinata, delicata, umana che introduce il piccolo lettore – ascoltatore – al miracolo che è la possibilità di scegliere seguendo il proprio cuore. Chi è a decidere che un coccodrillo e un pappagallo non possono essere fratelli? Piume e squame possono viaggiare nella stessa direzione, possono cantare la stessa canzone quando la notte le sorprende e possono stringersi per ripararsi dal freddo. Il libro è la storia di Cip, un pappagallino, e di Croc, un coccodrillo, nati da uova capitate, chissà come, l’una vicina all'altra e che schiudendosi al contempo si sono pensate fratelli. Come fratelli sono cresciuti nelle differenze, imparando l’uno dall'altro fino a quando si sono resi conto che forse non erano della stessa famiglia. Ma le notti sono lunghe e il sentire del cuore è più forte delle parole gridate. Alexis Deacon è considerato uno dei migliori illustratori inglesi, Cip e Croc è la sua prima opera dopo che una grave malattia l’ha costretto a smettere ogni attività per lungo tempo, sono illustrazioni a matita, dipinte con acquarello e gouache in cui emerge tutta la magia di una scelta “non convenzionale”

Frida Kahlo

Nadia Fink

Rapsodia, Roma, 2015

Con questo libro l'editore inaugura la collezione "Antiprincipesse", cominciando con Frida Kahlo, una di quelle donne che non si sono accontentate di fare ciò che gli altri si aspettavano da lei. Una donna che non ebbe paura di mostrare il suo corpo, che dipinse su tela i momenti più tristi e più felici della sua vita, che nonostante i dolori fisici cercò sempre l'arte, l'allegria e lottò per il bene del mondo, non solo per lei stessa, ma anche per tanti altri... Età di lettura: da 8 anni.

Donne

Marìa Zambrano

Morcelliana, Brescia, 2006

Raccolti in questo volume per la prima volta sono gli articoli della pensatrice spagnola - attivamente impegnata nella vita civile del suo paese - pubblicati nella rubrica "donne" sul giornale "El Liberal" durante il 1928; testi che tracciano le origini di quel "sapere dell'anima" che aspira a segnare un mutamento - o un'alternativa - nella tradizione filosofica. Ad emergere è la donna relegata nell'oblio ed esiliata dalla storia. Frammenti di un pensiero che, anziché teorizzare, incede con semplicità e schiettezza, toccando gli aspetti quotidiani e le aspettative più concrete della vita femminile. In queste giovanili illuminazioni M. Zambrano riflette sulla peculiarità dell'essere donna, sulla sua differenza: un'"aristocrazia" che - in virtù del suo custodire il "nascere" e il segreto dell'esistenza - anela a ridisegnare il futuro nella nella vita familiare, nel lavoro, nella politica, nel mondo del sapere.

Storia ed evoluzione dell'islamismo arabo

I fratelli Musulmani e gli altri

a cura di Laura Guazzone

Mondadori/Educational, Milano, 2015

Cos'è l'islamismo? Come si definisce e si distingue da fenomeni simili, ma diversi, quali il salafismo o il jihadismo? Quali sono in concreto le posizioni degli islamisti su questioni fondamentali quali la concezione dello stato, dell'economia e dei diritti delle donne? Come e perché queste posizioni si sono evolute nei diversi paesi arabi? Qual è stato l'esito della partecipazione degli islamisti nelle cosiddette Primavere arabe, specialmente in Marocco, Tunisia ed Egitto? Qual è oggi il ruolo dell'islamismo nel mondo arabo? I Fratelli musulmani sono ancora la principale organizzazione islamista araba? A queste domande gli studi presentati in questo volume offrono risposte originali, documentate sul campo, frutto di una ricerca che ha coinvolto un gruppo multidisciplinare di studiosi appartenenti ai principali centri di ricerca italiani specializzati sul mondo arabo e l'islam contemporaneo.

Storia di Giulia

che aveva un'ombra da bambina

Christian Bruel e Anne Bozzelle

Settenove, Cagli (PU), 2015

Giulia è una bambina vivace e poco aggraziata. I genitori la rimproverano continuamente di essere un «maschio mancato», un maschiaccio. Tanto che un mattino, Giulia si sveglia e trova attaccata ai suoi piedi un’ombra da bambino. L’ombra la segue ovunque, imita i suoi gesti e si prende gioco di lei. Quando Giulia fa dei «giochi da femmine», la sua ombra fa dei giochi «da maschi». Quando fa dei «giochi da maschi» invece, la sua ombra fa gli stessi giochi. Quando fa la pipì come le femmine, la sua ombra la fa come i maschi. Giulia è triste, è una bambina ma la accusano di essere un «maschio mancato». Non si riconosce più perché per essere amata davvero dovrebbe essere un'altra, diversa da lei. Fino a quando l’incontro con un bambino che vive la sua stessa condizione, le fa capire che entrambi hanno il diritto di essere quello che sono, di decidere quello che amano e quello che non amano, senza etichette che impediscano loro di essere sé stessi. Storia di Giulia è la riedizione, 40 anni più tardi, di un album illustrato che ha segnato la storia della letteratura francese per l’infanzia, apparso per la prima volta nel 1975 ad opera di Im Media, pubblicato nel 1978 dalle Edizioni dalla parte delle bambine (Milano) e riproposto ora dalle edizioni Settenove, in un’epoca in cui il tema dell’identità di genere è più che mai di attualità. Storia di Giulia che aveva un'ombra da bambino ci ricorda, oggi più che allora, che la libertà di essere riconosciuti come «persone», speciali e uniche, senza stereotipi, è un diritto insopprimibile per ogni essere umano.

A Wonder Story

Il libro di Julian

R.J. Palacio

Giunti, Firenze, 2015

La storia di Wonder, bestseller italiano e internazionale di R.J. Palacio, riscritta attraverso il punto di vista di Julian, il personaggio "cattivo" del romanzo. Perché in fondo tutti hanno una storia da raccontare, anche i “cattivi” e per questo è importante essere gentili con tutti. Julian non si capacita di come siano andate le cose nell'ultimo anno scolastico. Era il ragazzo più popolare della classe e si ritrova ad essere escluso dai compagni e costretto a cambiare scuola. Solo per aver fatto delle battute! Ma lui ha sempre fatto dell'ironia, e tutti ridevano, prima! Appena arrivato in classe, Auggie, il nuovo compagno di scuola affetto dalla sindrome di Treacher-Collins, lo aveva veramente turbato. Fin da piccolissimo, infatti, Julian aveva il terrore degli zombi e la faccia deforme di Auggie gli aveva fatto tornare gli incubi infantili. Era questo il vero motivo del suo accanimento. Era stato sospeso da scuola quando il preside aveva scoperto i bigliettini che Julian faceva trovare ad Auggie e al suo ex amico Jack e così non aveva potuto partecipare alla gita scolastica. Un provvedimento che i genitori non avevano mai accettato, accusando la scuola di aver sottovalutato la difficoltà della situazione che l'inserimento di Auggie in classe avrebbe comportato. Durante l'estate, però, Julian scopre una verità sconvolgente sulla sua nonna francese. Lei, ebrea, gli confessa che durante la guerra era stata salvata dallo ''storpio'' della classe, il ''Tartaruga'', come lo chiamavano tutti deridendolo. Non solo l'aveva nascosta e portata dai suoi genitori che l'avevano accudita come una figlia, ma si era rivelato un amico straordinario e, solo pochi giorni prima di essere deportato egli stesso, perché non ''perfetto'', le aveva dato il suo primo bacio. Il suo nome era Julian. Julian per la prima volta prova rimorso per il proprio comportamento e, grazie ad una email dello stimato professor Brownie, scrive un messaggio di scuse ad Auggie. Ancora una volta l'autrice si dimostra una maestra nell'immergere il lettore nell'intimo percorso di un personaggio attraverso un'empatia totale. Straordinaria è la sua capacità di immedesimarsi nella psicologia di un ragazzo viziato, di una madre superficiale e di un padre interventista, creando delle situazioni in cui il lettore può riconoscersi e immedesimarsi.

Biancaneve e i 77 nani

Davide Calì, Raphaëlle Barbanègre

EDT Giralangolo, Torino, 2016

Biancaneve, per sfuggire alla strega malvagia, scappa nel bosco e trova rifugio nella casetta dei 77 nani. In cambio dell’ospitalità i nani le chiedono di occuparsi della casa e della cucina. Esausta per il carico di lavoro Biancaneve, furibonda, torna nel bosco, cerca la strega cattiva e le chiede non una ma ben due mele, per essere sicura di fare un bel sonno tranquilla, senza nani né principi a disturbarla: se gli uomini sono questi, meglio un sano riposo! Una rivisitazione della classica fiaba di Biancaneve piena di ironia e umorismo. Spassosa per i piccoli, e utile anche ai grandi. Età di lettura: Da 5 anni.

Parlare Civile

Comunicare senza discriminare

A cura di Redattore Sociale

Bruno Mondadori, 2013, 2013

Ora non ci sono più alibi. Usare le parole giuste è "parlare civile". La comunicazione e le parole sono la prima forma di discriminazione. E' così che si forma e si alimenta lo stigma. Non si pensi che questo riguardi solo i giornalisti. Siamo tutti comunicatori: blog, siti, gli stessi social network, da facebook a twitter a Google+, fanno circolare le idee attraverso le parole. Se cambiamo uno status su facebook facciamo comunicazione. Ecco perché l’attenzione al linguaggio è ancora più importante. Per tutti. Ora ci sono meno scuse per chi utilizza termini sbagliati. Redattore Sociale, agenzia di comunicazione nata dalla Comunità di Capodarco, ha curato il volume

Il gioco della bottiglia

Alcol e adolescenti, quello che non sappiamo

Alessandra Di Pietro

add, Torino, 2015

Alessandra Di Pietro, che ha pubblicato con add editore Godete!, con il rigore della giornalista e il cuore di un genitore, indaga il fenomeno del consumo alcolico tra i minori attraverso le storie dei diretti protagonisti e gli interventi dei maggiori esperti: psicologi, sociologi, epidemiologi, forze dell’ordine. Un mosaico di voci per ricostruire come stanno veramente le cose, una guida utile per genitori, insegnanti, operatori sociali. «Come è potuto accadere che alle feste di scuola media ci siano birre al posto dell’aranciata?»

Percorsi di pedagogia al femminile

Dall'unità d'Italia al secondo dopoguerra

Tiziana Pironi

Carocci, Roma, 2014

Il volume presenta cinque donne – note e meno note – che hanno sfidato l’esistente, realizzando esperienze educative non conformiste: Ernesta Galletti Stoppa, Maria Montessori, Leda Rafanelli, Giovanna Caleffi Berneri, Margherita Zoebeli. Pur nella diversità delle loro storie personali, si tratta di donne le cui idee non nascono da aprioristiche premesse dottrinarie, ma da un criterio di concretezza che si traduce in immediata efficacia operativa. Dalle loro esperienze possiamo, ancora oggi, trarre insegnamenti per elaborare progetti formativi ispirati alla libertà piuttosto che alla conformazione, all'emancipazione piuttosto che al controllo, all'autonomia piuttosto che all'addestramento strumentale, allo spirito comunitario piuttosto che all'individualismo competitivo, all'apertura piuttosto che all'isolamento culturale.

Adolescenti e comunità terapeutiche. Tra trasformazioni e nuove forme di malessere

Contributi clinici, ricerche e pareri a confronto

Claudio Bencivenga, Alessandro Uselli (a cura di)

Alpes, Roma, 2016

Il tema centrale del libro è la cura dell’adolescente attraverso la comunità terapeutica. Tema quanto mai attuale, soprattutto per quei percorsi adolescenziali in cui l’arresto dello sviluppo, il fallimento dei compiti evolutivi e le difficoltà familiari sono conclamati e la sofferenza emotiva, a volte, dirompente. Ormai è un aspetto acquisito, nell’esperienza clinica e nella ricerca, che non esiste un’unica traiettoria di sviluppo adolescenziale ma percorsi differenti. Nel libro vengono riportate soprattutto le esperienze adolescenziali più complesse e difficili, dove la sofferenza narcisistica e le dissociazioni sono in primo piano e l’intervento degli operatori si centra sul promuovere un migliore rapporto con la realtà e una maggiore integrazione tra aspetti di Sé. Uno dei pregi dell’opera è quello di mettere in luce la complessità del percorso dell’adolescente in comunità terapeutica e nella rete dei servizi a questa collegati. Una rete di relazioni che ha, tra i suoi scopi, quello di rimandare all’adolescente in grave difficoltà un’ immagine di Sé il più possibile coerente, di riattivare le risorse, di aiutare a rinegoziare il rapporto con un passato spesso traumatico e progettare il futuro. Un libro dalle due anime, la prima espositiva, l’altra conversazionale, dove esponenti del mondo accademico, tecnici, ‘testimoni privilegiati’ di diversa formazione della cultura nazionale e internazionale si confrontano su prospettive teoriche, esperienze sul campo, dati scientifici, per un dialogo rinnovato sull’adolescenza e i luoghi della cura.

Affetti da adozione

uno studio antropologico della famiglia post-familiare in Italia

Rossana D i Silvio

Alpes, Roma, 2015

Descrivendo la quotidianità delle relazioni domestiche, questo libro offre uno sguardo sul modo in cui le famiglie adottive trasformano l'iniziale estraneità dei suoi membri in familiarità, intimità, affetti, cura e come fabbricano, nel tempo, le nuove esistenze e le soggettività dei parenti 'per legge'. La letteratura sull'argomento ha illustrato soprattutto i temi del dislocamento del bambino, dell'alienazione delle famiglie adottive, dei poteri esercitati dai paesi di arrivo sui paesi di origine. Una prospettiva etnografica e narrativa, ancorata alle riflessioni dei Critical Kinship Studies e all'idea di 'famiglia post-familiare', restituisce un'appassionante lettura dell'esperienza adottiva dal punto di vista dei genitori, dei figli e di molti altri parenti coinvolti nella ricerca. Pratiche e sentimenti del fare e sentirsi famiglia attraversano così il mondo quotidiano, le relazioni e le storie di vita dei testimoni, situandosi fra la dimensione pubblica dell'essere parenti adottivi e la dimensione più intima e privata.

Quando l'amore uccide

Come e perché la violenza femminicida può nascere dalla coppia romantica

Antonio Piotti e Maria Sara Mignolli

Franco Angeli, Milano, 2015

Quando, con drammatica ripetitività, la cronaca ci riferisce di un uomo che uccide la sua compagna per poi magari colpire a morte anche se stesso, ognuno di noi sente che quella violenza è - insieme - tanto distante e tanto vicina. È inevitabile perciò che ci si interroghi sulle ragioni che hanno condotto quella coppia ad una fine così tragica. Molti dicono che non può essere amore, che, anzi, l'amore è il contrario della violenza: è il desiderio di proteggere e di abbandonarsi, di corteggiare e di attendere; è la passione in seguito alla quale si vuole - innanzitutto - la felicità dell'altro e, in nome di ciò, si sacrifica ogni cosa. E se non fosse così? E se invece le cause della violenza fossero intimamente connesse con quella forma particolare di amore che prende il nome di romanticismo? Se, al di là dei fiori, delle canzoni struggenti, delle dichiarazioni appassionate, dei sospiri e delle lacrime ci fosse l'imposizione di un legame che prevede la definizione dei ruoli e la sottomissione? Seguendo questa ipotesi inconsueta, uno psicoanalista e una regista, un uomo e una donna, hanno scritto questo saggio e questa pièce sull'amore da cui emerge come la violenza non sia altro che il lato osceno dell'amore romantico ma che essa sia così cruda ai giorni nostri proprio perché le sue ore sono contate: nuove forme di amore, più libere, più emancipate, meno esclusive sembrano dire, nel nome di un narcisismo maturo, che il tempo dell'amore romantico è scaduto.

Uomini che maltrattano le donne

come ricoscerli per tempo e cosa fare per difendersi

Lundy Bancrof

Vallardi, Milano, 2013

Perché tanti uomini sono convinti che sia normale e legittimo maltrattare mogli, compagne e fidanzate? Quali sono i meccanismi che mettono in atto per far sentire le donne stesse responsabili delle violenze subite? Uomini che maltrattano le donne è dedicato a tutte coloro che si trovano coinvolte in una storia di violenza fisica o psicologica, insegnando loro a riconoscerne le dinamiche e a trovare una via d'uscita. L'autore, che ha un'esperienza ventennale nella gestione dei casi di violenza domestica come consulente giudiziario e responsabile di programmi di riabilitazione per uomini violenti, ha trattato più di 2000 casi e ha sintetizzato in questo testo una sorta di "libretto di istruzioni" sui comportamenti-tipo degli uomini violenti, sui loro sistemi di pensiero e sulle modalità con cui di norma impostano le relazioni.

I labirinti del male

Femminicidio, stalking e violenza sulle donne: che cosa sono, come difendersi

Luciano Garofano e Rossella Diaz

Infinito, Modena, 2014

Luciano Garofano con Rossella Diaz ci racconta storie vere di donne e ci conduce nei drammatici labirinti del male, tra paura, rassegnazione, umiliazioni e brutalità. Dallo stalking all'omicidio, i due autori, attraverso i racconti dei familiari delle vittime di femminicidio, portano alla luce le responsabilità delle istituzioni. Questo libro è un'approfondita indagine nell'universo della violenza contro le donne e un invito a denunciare, per reagire a questo scempio. "Senza una grande alleanza sociale e collettiva le donne, tutte le donne, non ce la faranno. Le leggi, da sole, non bastano. La psichiatria, sganciata da un'analisi del contesto sociale, può soltanto dare un contributo. E i giornalisti, se non hanno il tatto e la pazienza indispensabili per entrare nel cuore delle persone nel corso delle indagini o dei processi, possono alterare la realtà in modo irreversibile. E' un'emergenza che dobbiamo fronteggiare tutti insieme. Un saggio come questo propone una via d'uscita dai labirinti del male: ha un valore immenso, è una guida per sconfiggere un nemico spesso invisibile, a volte imprevisto, sempre ingiusto". (Barbara Palombelli) “Quella dello stalking è una storia dell’Occidente post-industriale e post-moderno. Non è una storia planetaria. Parliamo di una storia che è socio-culturalmente ben definita nella nostra società”.

Donne e Chiesa

Una storia di genere

Adriana Valerio

Carocci, Roma, 2016

Cosa significa ricostruire oggi la storia della Chiesa con un'ottica di genere? Il volume utilizza una metodologia inclusiva per interpretare le dinamiche del mondo cattolico. Attraverso una differenziata periodizzazione, che va da Gesù di Nazareth ai giorni nostri, raffronta le esperienze maschili e femminili, quasi come in un gioco di specchi, in un molteplice intreccio di livelli e di circolarità all'interno della fitta trama del tessuto spirituale, culturale e politico. Ne emerge un affresco inedito che contrappone gli aspetti legati al''esercizio del potere nella Chiesa con la presenza viva e combattiva delle donne impegnate nei tanti cammini di fede. Lo sguardo retrospettivo su queste vicende interroga il presente e, allo stesso tempo, apre a più coraggiose indicazioni di cambiamento per il futuro.

Il marketing del terrore

Twitter e Jihad: la comunicazione dell'isis

Monica Maggioni e Paolo Magri

ISPI, Trento, 2016

La diffusione del califfato in Medio Oriente e la minaccia, militare e culturale, portata all'Occidente sono il grande tema della politica internazionale odierna. Una lotta combattuta con le armi della violenza e del sangue, ma soprattutto quelle del terrore, diffuso con una strategia comunicativa sofisticata e studiata nei minimi dettagli. In questo saggio, che riprende un dossier pubblicato da ISPI, il più importante istituto di studi internazionali in Italia, otto esperti di comunicazione e di Medio Oriente analizzano questo aspetto cruciale nel successo militare e di consenso dello Stato Islamico. Per capire da una prospettiva inedita le radici di uno dei fenomeni più preoccupanti del nostro mondo.

Paolo Borsellino

L'agenda Rossa

Giacomo Bendotti

Becco Giallo, Frosinone, 2012

Il 23 maggio 1992, all'ospedale Civico di Palermo, Paolo Borsellino abbraccia il suo amico Giovanni Falcone per l'ultima volta, prima che muoia. Agli occhi dell'opinione pubblica, Borsellino diventa l'erede naturale di Falcone, e la prossima vittima designata di Cosa Nostra. Dopo neppure due mesi, il 19 luglio 1992, un'auto bomba carica di tritolo stronca la vita del giudice Borsellino e della sua scorta davanti alla casa della madre. L'agenda rossa sulla quale appuntava scrupolosamente ogni scoperta dopo la morte di Falcone sparisce dal luogo dell'attentato. Chi voleva l'agenda rossa? Cosa accadde in quei 57 giorni che vanno dalla Strage di Capaci alla Strage di Via D’Amelio? Chi poteva trarre vantaggio dalla sua morte? A condannare a morte Borsellino sono state le sue ultime, affannose indagini sulle trattative Stato-Mafia? "Mi uccideranno, ma non sarà una vendetta della mafia, la mafia non si vendica. Forse saranno mafiosi quelli che materialmente mi uccideranno, ma quelli che avranno voluto la mia morte saranno altri." - Paolo Borsellino

Giovanni Falcone

Giacomo Bendotti

Becco Giallo, Frosinone, 2013

Giovanni Falcone, magistrato ucciso dalla mafia, medaglia d’oro al valore civile e vero e proprio eroe nazionale, è stato – con il collega Paolo Borsellino – rappresentante di punta del pool antimafia, gruppo innovativo di magistrati che si sono dedicati a tempo pieno alle indagini di mafia nel corso degli anni Ottanta. Al loro lavoro si devono, tra gli altri successi, la collaborazione del boss Tommaso Buscetta con la giustizia e il clamoroso maxiprocesso a Cosa Nostra, conclusosi con 360 condanne. “La mafia non è affatto invincibile. È un fenomeno umano e come tutti i fenomeni umani ha avuto un inizio, una sua evoluzione e avrà quindi anche una fine. Piuttosto bisogna rendersi conto che è un fenomeno terribilmente serio e molto grave e che si può vincere non pretendendo eroismo da inermi cittadini, ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni.” Giovanni Falcone Una Graphic Novel affascinante e semplice per andare in profondità in una vita spezzata dalla mafia mentre faceva il suo dovere.

Il mondo al femminile di Maria Montessori

regine, dame e altre donne

Giovanna Alatri

Fedè, Roma, 2015

Nata a Chiaravalle, in provincia di Ancona, nel 1870, Maria Montessori fu una grande pedagogista italiana, oltre che medico, scienziata e filosofa. È entrata nella storia per via del metodo che prende il suo nome, usato con successo in migliaia di scuole in tutto il mondo. Nel 1896 diventò la prima dottoressa d'Italia e si scontrò con il maschilismo, molto forte nel suo ambiente professionale, che finì per influenzarla così tanto da spingerla a non prender mai marito. Cominciò a lavorare sempre più spesso a contatto con bambini, in particolare disabili o con turbe comportamentali: da qui l'inizio dei suoi studi che la portarono all'elaborazione di un nuovo metodo di insegnamento, basato sulla constatazione che i bambini hanno fasi di crescita differenziate, all'interno delle quali sono più o meno propensi a imparare alcune cose per trascurarne delle altre. Morì nel 1952 a Noordwijk, in Olanda, vicino al Mare del Nord. Questo è un libro tutto al femminile scritto da una donna, dedicato ad una donna che ha speso una gran parte della sua esistenza per l'emancipazione della donna per poi passare alla causa del bambino, una donna che incontra tante altre donne di cui si fa sorella e madre, oltre che maestra.

Blu

E' un colore caldo

Julie Maroh

Rizzoli Lizard, Milano, 2015

Il primo sguardo tra due persone destinate a innamorarsi può essere un evento sconvolgente: una scossa destinata a far tremare le fondamenta di una vita banale, un'esplosione di colore che ravviva un mondo altrimenti grigio. È quello che accade a Clémentine 15 anni, in un pomeriggio qualsiasi, quando una macchia di colore si fa strada verso di lei tra la folla: una testa dai capelli tinti di blu, un paio d'occhi dello stesso colore che per i mesi a venire invaderanno, notte dopo notte, ogni suo sogno. Eppure, la storia di Clementine non è solo una storia d'amore. È una storia di vergogna, di negazione, di rabbia, di insicurezza: perché il nome della sua ossessione è Emma, e in un mondo intriso di pregiudizi vivere la propria omosessualità alla luce del sole può provocare fratture emotive insanabili, e deviare per sempre il corso di un'esistenza. Un graphic Novel unico, bestseller in Francia e vincitore del premio del pubblico al Festival di Angouleme 2011, è stato tratta da "La vita di Adele" film vincitore della Palma d'Oro al Festival di Cannes 2013

Se ti chiami Mohamed

Jérome Ruillier

Il Sirente, Fagnano Alto, 2015

Un graphic novel originale, che con semplicità e chiarezza ricostruisce la storia dell'immigrazione maghrebina. Ispirandosi al giornalismo investigativo, Jérome raccontaa di vite precarie, di frequenti umiliazioni, di una complessa tessitura di rapporti che i tanti Mohamed hanno mantenuto con il paese d'origine e con quello d'accoglienza. Racconti autentici, lontani dai cliché, di grande forza emotiva, che abbracciano vari temi, della ricerca identitaria all'integrazione, dall'esclusione sociale al razzismo, proponendo dubbi e interrogativi che coinvolgono oggi più che mai ogni cittadino europeo.

Il pericolo delle idee

Edgar Morin e Tariq Ramadan

Erickson, Trento, 2015

Può esistere un dibattito costruttivo tra due concezioni del mondo e della fede che tutto fa sembrare opposte l'una all'altra? Molti, oggi soprattutto, risponderebbero di no. Eppure questo libro è la prova del contrario, la dimostrazione che, se si ascolta veramente l'altro rispettandone la diversità, il dialogo può non solo avere luogo ma diventare la chiave di lettura per comprendere il passato e interpretare la complessità del presente. Edgar Morin, tra i maggiori pensatori viventi, e Tariq Ramadan, intellettuale e teologo musulmano molto discusso in Francia per le sue opinioni su islamismo e Occidente, danno vita a una conversazione intensa e autentica, antidogmatica ed estremamente attuale, che tocca i nodi tra i più critici del dibattito contemporaneo: il conflitto israeliano-palestinese, il fondamentalismo, l'antisemitismo e l'islamofobia, la laicità e il laicismo, i diritti delle donne, la globalizzazione… In un periodo come quello presente, in cui i principi fondativi della democrazia e del vivere comune sono minacciati e offesi, ciò che rende attuale questo libro è anche ciò che lo rende "pericoloso": l'ambizione di poter vivere insieme anche essendo diversi, la speranza che la pluralità — di opinioni, fedi, culture — possa non ridursi a scontro fra civiltà. E' questo il pericolo delle idee: un rischio che vale la pena assumersi, oggi più che mai.

Omofobia a scuola

Una classe fa ricerca

Franco Cambi

ETS, Pisa, 2015

Prima allusioni, poi prese in giro, fino agli insulti. Come si può reagire in una scuola media quando si presenta un caso di bullismo omofobico? In questo libro didattico, Franco Cambi prova a calarsi nei panni degli studenti di una terza media e immagina il percorso che una classe può fare per capire il pregiudizio e affrontarlo riflettendo, ricercando e imparando. L'omofobia, l'aggressività, l'odio, diventano un'occasione per interrogarsi sulle paure, uno stimolo a conoscere imparando a farsi delle domande e, soprattutto, indagando l'identità personale in uno dei suoi aspetti più forti: la sessualità, proprio quando sta per risvegliarsi.

Sei tu mia madre?

Un'opera buffa

Alison Bechdel

Rizzoli Lizard, Milano, 2012

Una figura materna forte ed enigmatica: lettrice vorace, appassionata di musica, attrice dilettante, ma anche e soprattutto una donna travagliata, incastrata in un matrimonio infelice con un uomo dichiaratamente gay, e frustrata nelle proprie aspirazioni artistiche dalla sua condizione familiare e dalla presenza della stessa Alison, che da lei non ha più ricevuto il bacio della buonanotte dalla tenera età di sette anni. Questo graphic novel riporta gran parte dei fatti riguardanti anche la stesura e il travagliato parto che ha generato il precedente libro dell'autrice - "Fun home" - ma è soprattutto un graphic memoir spietato e pungente sul difficile rapporto tra madre e figlia; una densa e sofferta opera autobiografica impregnata della brillante ironia che contraddistingue l'opera di Alison Bechdel.

Oltre le passioni tristi

Dalla solitudine contemporanea alla creazione condivisa

Miguel Benasayag

Feltrinelli, Milano, 2016

Miguel Benasayag riprende la celebre diagnosi formulata dodici anni fa con L'epoca delle passioni tristi. La approfondisce, la radicalizza, ma ne fa anche un osservatorio da cui guardare al futuro con forza e speranze inedite. Benasayag descrive un paesaggio sociale devastato dal neoliberismo, dominato dall'individualismo sfrenato, dal mito della prestazione illimitata, dalla competizione senza quartiere. Tutto questo, ci spiega, si traduce in un profondo dolore individuale e in una radicale impotenza collettiva. Siamo vittime di questo malessere, e allo stesso tempo non ce ne rendiamo conto. Un intero mondo costruisce sistematicamente la nostra solitudine, e noi scambiamo questa violenta espropriazione per una perenne inadeguatezza individuale. Di fronte a questo panorama, da un lato Benasayag denuncia la collusione di tutti quei saperi che dovrebbero aiutarci ad affrontare questo oceano di sofferenza individuale e collettiva. Denuncia per esempio la psicologia cognitivista, che rinuncia a interrogare il senso del nostro dolore per promuovere il semplice riadattamento all'economia della prestazione. Ma denuncia anche la psicoanalisi più blasonata, che riconduce la sofferenza umana a una matrice soggettiva e abbandona così il terreno della critica sociale e della proposta politica. Dall'altro lato, Benasayag ci insegna a leggere in filigrana questo scenario di distruzione per valorizzarne le potenzialità inespresse. E, soprattutto, per mostrarci che quelle potenzialità sono alla portata di chiunque di noi. Se le catene del neoliberismo inchiodano ciascuno al proprio posto, Benasayag ci spiega come trasformare quelle catene in legami interpersonali. Se l'individualismo ci divide, Benasayag ci spiega come fare di quella separazione ciò che ci rende prossimi e necessari gli uni agli altri. I vecchi rapporti di potere diventano così il terreno di una nuova comunità di esperienze. E l'epoca delle passioni tristi si rivela come il tempo della creazione condivisa.

Parlare di ISIS ai bambini

Dario Ianes (a cura di)

Erickson, Gardolo, 2016

Quali parole può usare un genitore per spiegare al figlio il fanatismo religioso, gli attentati terroristici e riuscire a farlo sentire protetto e al sicuro? Come può un insegnante discutere con i propri alunni di islam, Corano, califfato, senza semplificazioni né pregiudizi? L'educazione può essere un antidoto alla violenza? Un libro che informa, orienta e fa riflettere: perché capire e parlarne insieme sono l'unica possibilità che abbiamo di creare nei nostri ragazzi gli anticorpi all'intolleranza.

Il Bullismo in epoca di crisi

Una lettura pedagogica

Tommaso Fratini

Anicia, Roma, 2015

Questo libro propone un approccio innovativo al tema del bullismo, che integra il ricorso alla psicoanalisi, dal versante dell'interpretazione del fenomeno a livello della mente profonda, con la riflessione pedagogica. Ne scaturisce un punto di vista originale, che colloca il bullismo nel suo terreno di comprensione più naturale, quello clinico, per poi curvare la riflessione sul piano dei processi formativi, nel contesto più ampio della crisi attuale della nostra società. E' in questa luce, lungo una numerosa casistica, che viene colta la lettura del bullismo, quale estensione nelle relazioni tra pari in età evolutiva di quei meccanismi e di quegli affetti di invidia, odio e intolleranza della diversità che rappresentano in nuce, nelle più giovani generazioni, gli elementi speculari dei massicci processi di esclusione sociale all'opera attivamente nell'attuale società occidentale.

Fare e pensare l'arterapia

Metodi di conduzione dei laboratori esperienziali

Laura Grignoli

Franco Angeli, Milano, 2013

Le strategie di conduzione dei laboratori di arteterapia, che in questo nuovo testo dell'autrice di Percorsi trasformativi in arteterapia vengono narrate, si basano come è evidente sull'impiego di strumenti artistici, ma anche sull'ascolto silenzioso, sull'intuizione, servendosi, là dove è possibile, anche dell'interpretazione/decifrazione in modo interattivo dell'esperienza soggettiva in atelier. Narrando una vasta gamma di esperienze laboratoriali sperimentate e rielaborate negli anni, l'autrice offre al lettore, in un modo vivo, partecipato, la possibilità di entrare nel suo Artelieu, lo accompagna con una modalità quasi maieutica in un percorso di introspezione ed esplorazione del metodo arteterapeutico da lei utilizzato. L'arteterapia, in quest'ottica, non è un farmaco per i sintomi delle malattie, ma piuttosto la riscoperta di un linguaggio dimenticato. Si rivolge in particolare a quei "malati terminali" delle emozioni che, attraverso il recupero dell'immaginario, possono reimparare a "provare" i moti dell'animo. L'arte serve ad arginare il "collasso del simbolico" di un apparato psichico evidentemente in panne, riavviandone il processo di soggettivazione. Il libro è rivolto a psicologi e arteterapeuti, ad animatori, a insegnanti, ad operatori della salute e della rieducazione, a quanti amano confrontarsi con il linguaggio profondo delle arti.

I talenti delle donne

L'intelligenza femminile al lavoro

Anna Simone

Einaudi, Torino, 2014

Questo libro prende le mosse da un desiderio e da una necessità. Il desiderio è quello di intersecare piú voci di donne piene di talento e di passione per quel che fanno - donne spesso assai diverse tra loro - con una narrazione che cerca di leggere i mutamenti sociali del presente evitando il piú possibile la retorica della vittimizzazione o, al contrario, l'esaltazione di un femminile da cui estrarre solo plusvalore economico. Tra storie di vita e pensieri, ventuno donne autorevoli raccontano il proprio percorso, per dimostrare quanto le loro singole biografie, le loro esperienze e le loro scelte siano irriducibili alle narrazioni di superficie che, per fortuna o per sfortuna, a seconda delle circostanze, toccano l'universo femminile. Uno sforzo necessario, si diceva, un mosaico di testimonianze, casi esemplari e riflessioni di ampio respiro - dai rapporti di potere al mondo del lavoro, dal gender gap alla leadership - per dimostrare come possa essere possibile, nonostante tutto, per passione e per talento, riuscire a fare ciò che si desidera anche se si è donne.

Libere di sapere

Il diritto delle donne all’istruzione dal Cinquecento al mondo contemporaneo

Alessia Lirosi

Edizioni di storia e letteratura, Roma, 2015

La storia del diritto delle donne all’istruzione e il secolare pregiudizio riguardante le capacità razionali del cosiddetto ‘sesso debole’ non sono mai stati finora oggetto di una trattazione sistematica. Partendo dalla questione della formazione femminile nella storia dell’Europa e soprattutto in quella italiana tra XVI e XX secolo, la prospettiva si allarga a tutto il contesto mondiale, prendendo in esame le principali conferenze e i documenti internazionali e regionali sul tema, dalla Dichiarazione universale dei diritti umani del 1948 alla Piattaforma di Pechino del 1995

Come i bambini diventano consumatori

Simona Ironico

Laterza, Roma-Bari, 2010

I bambini fra i 5 e i 13 anni vedono la televisione in media 110 minuti al giorno e i programmi per loro hanno pubblicità ad hoc. Se spengono la tv passano ai videogiochi, che non solo mettono in scena mondi virtuali popolati da marche e prodotti reali ma offrono ai giocatori la possibilità di imbattersi nelle più svariate attività di consumo, dallo shopping in negozi monomarca alla scelta di un guardaroba per il proprio alter ego virtuale. È questa l'infanzia dei nostri giorni, immersa nella logica del consumo, un imperativo universale che non ammette differenze di status, genere o età. Molte teorie e studi sull'argomento ritengono la condizione di consumatori come un dato di fatto, acquisita una volta per tutte sin dalla nascita. Non è così. Simona Ironico dimostra come gli individui non nascano consumatori ma lo diventino e illustra l'iter per creare dei piccoli dipendenti. Il lavoro offre una chiave di lettura per orientarsi nel peculiare mondo dei consumi infantili, rivolgendosi a tutti coloro che intendono approfondire le complesse dinamiche che intercorrono fra bambini, mercato e società: dagli studenti universitari in discipline economiche e umanistiche agli operatori di settore, dagli studiosi di infanzia e consumi ai genitori.

Ragazze rubate

Le storie delle ragazze rapite da Boko Haram

Viviana Mazza, Adaobi Tricia Nwaubani

Mondadori, Milano, 2016

Chibok, Nigeria, 14 aprile 2014. Più di 200 ragazze stanno riposando nel dormitorio della loro scuola, in attesa degli esami di fine anno. Nel cuore della notte i miliziani di Boko Haram fanno irruzione e le rapiscono, trascinandole nella foresta di Sambisa. Come loro, a centinaia sono state risucchiate nel buco nero della Storia. Sono le "ragazze rubate". A parte le loro famiglie, quasi nessuno sa chi siano. Per il mondo sono un numero senza volto. Eppure tutte hanno una vita, genitori, fratelli, amicizie e progetti. Nessuno conosce il numero preciso delle giovani donne rapite e violate in nome di una guerra contro la libertà, ma più dei numeri contano i loro nomi, i loro occhi, i loro sogni. Alternando realtà e narrazione, cronaca e romanzo, Viviana Mazza e Adaobi Tricia Nwaubani danno voce alle loro storie e alla speranza che tornino presto a casa. Età di lettura: dai 12 anni.

Dossier Statistico Immigrazione 2015

Centro Studi e Ricerche IDOS (a cura di)

IDOS Edizioni, Roma, 2015

Come ogni anno, il dossier parte dalla dimensione internazionale ed europea, per poi soffermarsi sull’Italia e su quanto accaduto nel corso del 2014: flussi migratori, residenti e soggiornanti, inserimento lavorativo e sociale, discriminazioni e pari opportunità, convivenza interreligiosa. A quest’ultimo aspetto, in particolare, è stato riservato uno specifico spazio di riflessione, nella consapevolezza che le migrazioni e la convivenza con i nuovi cittadini di origine immigrata possono arricchire e dare nuovo riconoscimento anche al pluralismo religioso del nostro paese. Completano il volume i consueti capitoli dedicati alle singole regioni. Il Rapporto, pur riservando una speciale attenzione ai flussi di richiedenti asilo e profughi, per via della loro dimensione crescente e delle modalità di arrivo sempre più drammatiche, descrive l’Italia come un paese in cui l’immigrazione ha raggiunto uno stato avanzato di maturità. Lo attestano non solo i numeri relativi alla popolazione straniera residente (oltre 5 milioni) e alla sua articolazione interna (donne, minori, nuclei familiari, seconde generazioni), ma anche i numerosi ambiti in cui è visibile la presenza degli immigrati: scuola, sport, letteratura e arte, salute, mass-media, sindacati, patronati, rapporti con le banche e con il fisco, accesso alla casa, matrimoni e unioni miste. Non mancano dati e approfondimenti su aspetti problematici quali il carcere, i centri di trattenimento per migranti non regolari, il sistema di accoglienza per richiedenti asilo e per minori stranieri soli, le discriminazioni e il razzismo.

Donne e reato

Aspetti giuridici, antropologici, medico-legali, criminologici, psicologici e psichiatrico forensi

A.M. Casale, P. De Pasquali, A. Esposito, M.S. Lembo (a cura di)

Maggioli, Santargangelo di Romagna, 2015

Il libro esamina le varie tipologie di reati commessi dalle donne nei confronti degli uomini e dei minori vittime delle violenze perpetrate. Il volume illustra il fenomeno della delinquenza femminile da una prospettiva antropologica e criminologica, attraverso il quadro storico-scientifico dei più rilevanti reati nonché il profilo criminale e psicopatologico della donna autrice di reato. Vengono analizzati reati contro la famiglia in particolare, violazione degli obblighi di assistenza familiare, violenze in merito alla gestione dei figli, aggressività femminile nelle separazioni, violenza economica nei rapporti familiari, maltrattamenti contro familiari e conviventi, sindrome del bambino maltrattato, lesioni craniche non accidentali (NAHI) e shaken baby syndrome (SBS), patologia delle cure e Sindrome di Munchausen per procura. I reati sessuali vengono approfonditi nel terzo capitolo con attenzione alla sexual offender al femminile, alle diverse tipologie di pedofilia femminile, al fenomeno di uomini vittime di accuse di donne per “falsi” abusi su minori, al ruolo delle donne nello sfruttamento della prostituzione, tratta e riduzione in schiavitù. La quarta parte del testo è dedicata ai reati contro la vita e fornisce chiarimenti e competenze specialistiche sull’infanticidio e figlicidio, omicidi passionali al femminile, coppie assassine. A seguire, oggetto di analisi sono le nuove forme di manipolazione mentale (lo stalking, il mobbing, lo straining) e le nuove forme di crimini online (il grooming o adescamento di minori e il cyberbullismo). I fenomeni della devianza giovanile e delle gang, del bullismo, del ruolo delle donne nelle sette sataniche vengono esaminati da un punto di vista giuridico, psicologico, medico-legale e psichiatrico forense; a conclusione, un capitolo sul le caratteristiche della detenzione femminile, la detenzione domiciliare speciale, il legame di attaccamento madre-bambino nel contesto carcerario, il suicidio, il tentato suicidio e l’autolesionismo delle donne in carcere.

Reportages

Joe Sacco

Mondadori, Milano, 2012

Nel corso dell'ultimo decennio, Joe Sacco si è sempre più orientato verso una forma breve di giornalismo a fumetti per riferire sulle aree di conflitto nel mondo. Per la prima volta in questo libro sono raccolti i reportage (ora divertenti, ora sinistri, sempre illuminanti) che fanno di Sacco uno tra i più straordinari corrispondenti internazionali di oggi. Reportages conduce i lettori dalle gallerie di Gaza utilizzate per traffici di ogni tipo, ai processi per crimini di guerra alla Corte dell'Aia, dalle vite degli "intoccabili" dell'India alle drammatiche vicende dei profughi subsahariani approdati sulle coste della non sempre ospitale Malta. In un pezzo magistrale, Sacco si misura con la tragica assurdità della guerra in Iraq, soffermandosi anche su quella che costituisce una delle pagine più oscure della storia americana recente: la tortura dei detenuti.

Storia dello stupro e di donne ribelli

Enzo Ciconte

Rubbettino, Soveria Mannelli, 2014

Lo stupro non esiste. L'hanno detto in tanti; una folla di tutte le età e condizioni sociali, vecchi e giovani, ignoranti e colti. Dicevano: se la donna non vuole, l'uomo non riesce a violarla. La violenza? È la donna che la cerca. Tutto ciò non è vero. L'autore, con l'aiuto delle carte di migliaia di processi, ci fa incontrare donne che hanno avuto il coraggio di portare in giudizio gli stupratori che non hanno accettato di ritirare la denuncia in cambio di denaro o del matrimonio riparatore; ci descrive uomini violenti e padri incestuosi, ma ci fa scoprire altri uomini - i parenti delle vittime - che non si vendicano uccidendo, ma ricorrono alla giustizia; ci presenta giudici - tutti uomini - che emettono sentenze sorprendenti. Pagine dense e scorrevoli che delineano una nuova storia di donne e di uomini: francesi, inglesi, sammarinesi, settentrionali, meridionali, calabresi. Una storia in gran parte sconosciuta.

Volevo essere una farfalla

Come l'anoressia mi ha insegnato a vivere

Michela Marzano

Mondadori, Milano, 2013

Michela Marzano è un'affermata filosofa e scrittrice, un'autorità negli ambienti della società culturale parigina. Dalla prima infanzia a Roma alla nomina a professore ordinario all'università di Parigi, passando per una laurea e un dottorato alla Normale di Pisa, la sua vita si è svolta all'insegna del "dovere". Un diktat che l'ha portata negli anni a fare sempre di più, sempre meglio, cercando di controllare tutto. Una volontà ferrea, ma una costante violenza sul proprio corpo. «Lei è anoressica» le viene detto da una psichiatra quando ha poco più di vent'anni. «Quando finirà questa maledetta battaglia?» chiede lei anni dopo al suo analista. «Quando smetterà di volere a tutti i costi fare contente le persone a cui vuole bene» le risponde. E ha ragione, solo che è troppo presto. Non è ancora pronta a intraprendere quel percorso interiore che la porterà a fare la pace con se stessa.

Il Jihadista della porta accanto

L'ISIS a casa nostra

Khaled Fouad Allam

Piemme, Milano, 2014

Comincia con questa drammatica constatazione la lucida e allarmante analisi di Khaled Fouad Allam dopo la strage nella sede della rivista satirica Charlie Hebdo di Parigi. Il sociologo di origine algerina fa notare che non è un caso che l’attentato sia avvenuto nella capitale francese, luogo altamente simbolico per tutto ciò che concerne la libertà, dalla Rivoluzione illuminista in poi. Inoltre, la testata non è un periodico qualunque, poiché da sempre si batte contro ogni forma di censura. Anche questo, dunque, un luogo-simbolo. Infine, non è certo casuale il fatto che siano stati uccisi alcuni tra i più grandi vignettisti del mondo. Ci sono stati tentativi, in passato, in altri giornali, ma il contesto di oggi è totalmente cambiato, spiega Fouad Allam. E il contesto è quello della nascita di un Califfato e di un esercito che fa leva su nuove forme di jihadismo. Siamo entrati in un’altra epoca, molto pericolosa. Basta leggere i proclami dell’Isis per vedere come facciano leva su forme individuali di “guerra santa”, investendo ragazzi e ragazze – di seconda generazione e nati in Europa – di una missione sacrale che l’autore chiama “terrorismo di prossimità”, ovvero capace di esplodere in qualunque città, in qualunque Stato del mondo, perché l’Isis, anche sul web, dice: «Andate e colpite ovunque». Nel saggio l’autore spiega chi sono, dove si nascondono e come agiscono i jihadisti senza volto che parlano francese, tedesco, inglese, danese, italiano, delineando gli scenari raccapriccianti di un conflitto che l’Occidente non potrà più minimizzare e che dovrà affrontare con una forte cooperazione internazionale.

L'amore è tutto: tutto ciò che so sull'amore

Michela Marzano

UTET, Torino, 2013

Michela Marzano conosce l'arte di parlare di sé, delle proprie esperienze, delle proprie vicende, per spiegare sentimenti universali in cui è impossibile non riconoscersi. Sa bene che, sull'amore, di libri ce ne sono tanti; ha letto i filosofi, i poeti, i romanzieri. Ma è convinta che, con le teorie, coi libri, l'amore c'entri poco o niente: l'unico amore che vale la pena di essere raccontato è quello quotidiano, reale, concreto. "L'amore che siamo e che ci portiamo addosso." Bambina in attesa del Principe Azzurro, e poi donna sempre troppo romantica, ma anche amante capace di non farsi troppe illusioni, fino all'incontro - una sera, per caso, per gioco - con l'uomo che diventerà suo marito: apparentemente la vita sentimentale di Michela non è molto diversa da quella di tante altre donne di oggi. Infinitamente comprensiva e compassionevole con tutte le donne e gli uomini del mondo, Michela è capace di volgere su di sé uno sguardo spesso spietato. "I dialoghi tra me e me sono i più duri." E così che il suo occhio indagatore, coraggioso, limpido, scopertamente vero riesce a vedere al di là dei ristretti confini personali e a coinvolgerci, emozionarci, conquistarci.

Papà, mamma e Gender

Michela Marzano

UTET, Novara, 2015

Le discriminazioni e la violenza contro le donne e le persone omosessuali e transessuali sono oggi, almeno a parole, unanimemente condannate in Italia. Una frattura profonda divide invece il Paese quando si discute dei mezzi per combattere questi mali. Al centro del durissimo dibattito c’è la cosiddetta “teoria del gender”. Da un lato, i sostenitori sentono tutta l’ingiustizia di una società in cui una persona può ancora essere considerata inferiore a causa del proprio diverso orientamento sessuale, del proprio sesso, della propria identità di genere. Dall’altro, gli oppositori vedono nella teoria una pericolosa deriva morale, il tentativo di scardinare i valori fondamentali del vivere umano. È una questione sulla quale esiste, come diceva il cardinale Martini, un “conflitto di interpretazioni” perché ha a che fare con “le caverne oscure, i labirinti impenetrabili” che ci sono dentro ognuno di noi.
Sulla questione, Michela Marzano fa convergere la luce – a tratti incandescente – di tutta la sua passione, sensibilità e intelligenza. Raro esempio di “filosofa pubblica”, spiega nitidamente al lettore la genesi e le implicazioni dell’idea di gender e, senza mai rinnegare le sue radici cattoliche, decostruisce le letture spesso fantasiose che ne danno oggi molte associazioni religiose. Soprattutto, come sanno i suoi lettori, non esita mai a mettersi in gioco direttamente, raccontando se stessa e identificandosi nell’esperienza di chi ha vissuto da vittima innocente il dramma dell’esclusione.

Io non mi separo

Beatrice Masini, Monica Zani

Carthusia Edizioni, Milano, 2011

Giulio era un bambino felice; viveva con la sua mamma, il suo papà ed il cane bassotto Pepe. La mamma lo accompagnava a scuola ogni mattina e nel pomeriggio andavano insieme a fare la spesa. Il papà era sempre di buonumore e lo faceva ridere tanto; al rientro dal lavoro giocava con lui e ogni sera, a turno, mamma o papà gli leggevano una storia per farlo addormentare. Una volta era felice, Giulio. Oggi no, perché i suoi genitori hanno deciso di separarsi e il padre andrà a vivere in un’altra casa. Il bambino non riesce a capire il perché, arriva persino a darsi la colpa della loro separazione, ma i genitori provano a spiegargli che lui non c'entra niente con la separazione: i grandi qualche volta cambiano il loro modo di amarsi e devono lasciarsi. Ciononostante Giulio fatica ad accettare la situazione; il sabato a casa del papà, le case diverse e mezze vuote, la tristezza, la rabbia. Però ad un certo punto capisce, capisce che l’amore non è cambiato, né quello che i suoi genitori provano per lui, né quello che lui prova per ognuno di loro, e che, anche se alcune cose sono cambiate, l'importante è che quell'amore sia rimasto. Il protagonista ha già deciso: “Io non mi separo”... Il libro (adatto, orientativamente, alla fascia 3-8) nasce dalla collaborazione tra la casa editrice Carthusia e le ASL di Milano 1 e di Monza e Brianza, a ennesima conferma che il racconto è un mezzo molto duttile ed efficace per comunicare contenuti "pesanti" ai bambini.

Anya e il suo fantasma

Vera Brosgol

BAO Publishing, Milano, 2014

Anya è figli di immigrati. A scuola non ha molti amici e spasima in segreto per un ragazzo che la calcola appena. Un giorno incontra Emily... che è morta quasi un secolo prima. Tra la ragazza e il fantasma nasce una grande, inaspettata amicizia. Un giorno, però, Emily cambia e Anya sente il bisogno di scoprire come sia morta la sua amica. Vincitore dell'Eisner Award 2012, questo primo lavoro di Vera Brosgol ha entusiasmato autori come Neil Gaiman e Scott McCloud, che l'hanno definito un capolavoro.

Etenesh

l'odissea di una migrante

Paolo Castaldi

BeccoGiallo, Levada di Ponte di Piave, 2015

Etenesh è una ragazza etiope che sbarca sulle coste di Lampedusa quasi due anni dopo essere partita da Addis Abeba. Ha percorso il Sudan e il deserto del Sahara, è caduta nelle mani di trafficanti senza scrupoli ed è stata rinchiusa in un carcere in Libia in condizioni disumane. Ha infine attraversato il Mediterraneo in gommone pensando a ogni metro che tutto sarebbe stato vano. Oggi porta con sé i segni e il ricordo di un viaggio disperato, intrapreso nella speranza di un futuro migliore da costruire in Europa. "La storia di Etenesh, in queste pagine, si fa affresco dell'infamia del nostro mondo, che sacrifica all'egoismo dei privilegi le vite dei nostri simili che hanno l'unica colpa di essere nati nel posto sbagliato." (dalla prefazione di Moni Ovadia)

L' alterità che ci abita

donne migranti e percorsi di cambiamento : dieci anni del concorso letterario nazionale "Lingua madr

Daniela Finocchi (a cura di )

SEB 27, Torino, 2015

Condividere il mondo. Condividerlo perché nessuno può dirsi padrone, neppure della propria patria; perché tutte e tutti abbiamo bisogno d'essere riconosciute/i per esistere; perché siamo bisognose e bisognosi di amore; perché il mondo è globale, interconnesso e interdipendente. Stare insieme nel mondo. Questa la sfida del nostro presente. Esistono, certo, lingue nazionali e patrie ma esiste oggi, più di sempre, una lingua e una terra madre. Di tutte e tutti. Accoglienza, interazione, scambio, narrazione, ascolto, condivisione sono solo alcuni dei nomi di questa lingua materna a cui corrispondono le innumerevoli pratiche che nei luoghi più disparati del nostro pianeta cambiano la realtà e diventano da un lato catalizzatori in un percorso di personale individuazione creativa, dall'altro elementi determinanti di evoluzione collettiva. Ecco quindi un insieme di saggi delle docenti e studiose (italiane e straniere) del Gruppo di studio del Concorso "Lingua Madre". Una raccolta per riflettere sul tema della migrazione, attraverso la lettura situata di tante voci di donne. Il pensare delle donne e il loro sentire differentemente abbraccia il mondo, l'alterità che ci abita si sta tramutando in un patrimonio umano universale. Questa è la storia vivente che le migrazioni pongono tutti i giorni sotto i nostri occhi ed è qualcosa di unico e di nuovo.

Due di tutto

Arianna Papini

Fatatrac, Casalecchio di Reno (BO), 2015

Papà e mamma si dividono, tutto cambia e il mondo è capovolto: certezze e sicurezze fino a quel momento giudicate indistruttibili sembrano sgretolarsi per sempre. La vita ha una svolta molto dura, sempre, per i bambini, anche nel caso di genitori responsabili e attenti al loro equilibrio e alla loro serenità. L'autrice scrive in prima persona una sorte di diario, si affianca ai bambini per aiutarli a vivere la nuova realtà non solo come perdita rabbiosa e doloroso ricordo di "un'isola che non c'è", ma anche come crescita, come invito ad affrontare i cambiamenti. Ma il libro si rivolge anche ai genitori, perché ascoltino i loro figli per rispondere con parole giuste accompagnandoli sempre con lo stesso amore. Perché alla fine, forse il doloroso singhiozzo "voglio solo un abbraccio con me nel mezzo" può perfino trasformarsi nel gioioso caos di una grande famiglia allargata. Età di lettura: da 6 anni.

Tener viva la speranza

Hawa Abdi e Sarah J. Robbins

Vallardi, Milano, 2014

In Somalia c'è una donna che, nonostante le grandi difficoltà, gestisce uno dei pochi ospedali attivi nel Paese, oltre a una scuola e un campo profughi che ospita migliaia di rifugiati, per lo più donne e bambini. è la ginecologa somala protagonista di questa storia. "Armata prima solo della sua grinta e poi anche del sostegno delle sue figlie, Hawa ha costruito una miracolosa cittadella ospedaliera nel feroce caos della guerra."

Educare alla parità

proposte didattiche per orientare in ottica di genere

Biemmi, Irene

Conoscenza Edizioni, Roma, 2012

“Educare alla parità” è la finalità di questo volume, che dimostra come
sia possibile rimuovere tutti gli ostacoli culturali e gli stereotipi che, ancora 
oggi, condizionano le scelte negli studi e nel lavoro. I ragazzi e le ragazze
 non sono un’entità neutra, spiega l’autrice, ma le loro differenze
non devono essere il pretesto per incanalarli in ruoli precostituiti. Il libro,
 basandosi su importanti ricerche e analisi, ricostruisce l’universo giovanile 
in tutti i suoi aspetti, sociali, culturali, affettivi, svelandone di sorprendenti
 e inediti. Questo volume offre utili strumenti di lavoro, in 
primo luogo, alle/agli insegnanti, ma è una lettura istruttiva anche per
i genitori e per gli stessi giovani, che ne sono i veri protagonisti.

Favole per bambini molto stanchi

Dente

Bompiani, Milano, 2015

Descrizione Estesa Le favole di Dente sono un universo di pianeti curiosi e impertinenti, che rifiutano la logica, giocano con la morale, rovesciano le leggi della fisica e della sintassi. Eppure, come accade nella vita di tutti i giorni, i personaggi che li abitano si innamorano e si odiano, si parlano e non si capiscono, sono fragili e un po' spietati, ma soprattutto ridono molto, rimanendo serissimi.

Un' eternita a Tangeri

Ngangué, Eyoum ; Titi, Faustin

Lai-momo, Sasso Marconi, 2007

Le tavole originali sono state presentate all'interno della 52° Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia "Pensa con i sensi senti con la mente l'arte al presente (Venezia, Corderie dell'Arsenale, 10 giugno-21 novembre 2007)". Titi e Nganguè si confrontano con spirito con gli aspetti conflittuali e stimolanti della vita quotidiana africana, spesso addolcendo con l'acquosa evanescenza della levatura d'inchiostro lo shock potenziale delle loro immagini disegnate peraltro nel minimo dettaglio. 'Un'eternità a Tangeri' si immette nella tradizione della bande dessinée sovvertendola dall'interno. Il fumetto da voce e dignità a una narrazione trascurata, alla tragica esperienza di dislocamento vissuta dagli africani costretti a lasciare il loro paese per sottrarsi a patimenti di ordine economico, politico o sociale. Fantasiosa e realistica al contempo, è la storia di un ragazzino, Gawa, che lascia la sua città, l'immaginaria Gnasville, in cerca di un futuro migliore, in un viaggio di speranze e delusioni segnata dalla mancata traversata da Tangeri all'Europa. Parlando dell'Africa in una prospettiva africana, quest'opera fa da contrappunto alle immagini esotizzanti e allo sguardo stereotipante di molte bandes dessinée, esemplificante dal Tintin in Congo di Hergé."

Disturbi alimentari

Anoressia, bulimia, ortoressia e obesità. Cause e conseguenze

Francesca V. Pegorer

Editoriale Programma, Padova, 2012

È dall'età adolescenziale fino a quella che precede la maturità che più si manifestano disturbi alimentari quali anoressia, bulimia etc., disturbi che la maggior parte delle volte nascono a causa di modelli comunicativi errati che spingono le donne a prendere a esempio canoni di bellezza distorti. L'autrice, che non a caso è una studentessa universitaria, ha potuto vedere con i suoi occhi la sofferenza che scaturisce da questi disturbi e ha deciso di intraprendere uno studio personale, accurato ed estremamente approfondito, che nulla ha da invidiare ad un professionista del settore, per fornire alle persone un saggio in cui si individuano cause ed effetti di queste gravi patologie. Un saggio di denuncia e allo stesso tempo di sensibilizzazione che colpisce e lascia il segno. Oltre alle testimonianze di donne che sono uscite dalla malattia, o che purtroppo ne sono morte, esistono addirittura blog pro anoressia dove è possibile trovare degli "utili" suggerimenti per non mangiare: "Ti consiglio di tenere sempre accanto a te una bottiglia d'acqua. Appena senti lo stimolo di mangiare ti attacchi a quella. Bevi, bevi e bevi. Tutta di un fiato, senza respirare. Bevi finché non ne puoi davvero più e devi riprendere fiato. Forse così riesci a reprimere lo stimolo a mangiare... io ci riuscivo".

Rapporto annuale sull'economia dell'immigrazione

tranieri in Italia: attori dello sviluppo

Fondazione Leone Moressa

Il Mulino, Bologna, 2015

Nel 2014 in Italia è entrata in vigore la nuova disciplina generale sulla cooperazione internazionale allo sviluppo, che assegna per la prima volta un ruolo preminente alle comunità immigrate sia nella definizione delle politiche migratorie sia nelle politiche di cooperazione con i paesi d'origine. Inoltre, l'Unione europea ha dichiarato il 2015 anno europeo per lo Sviluppo, dedicandolo all'azione esterna dell'Unione e al ruolo dell'Europa nel mondo. Il contesto normativo italiano e la cornice europea rivestono un significato importante nella vita dei 5 milioni di stranieri residenti in Italia, divenuti ormai una componente economica importante non solo per il nostro paese (con 125 miliardi di ricchezza prodotta annualmente, pari all'8,6% del Valore aggiunto complessivo), ma anche per i paesi d'origine, attraverso le rimesse inviate in patria e le sinergie attivate tra le due economie. Per questo, il quinto rapporto annuale della Fondazione Leone Moressa si concentra sul tema dello sviluppo: qual è il contributo degli immigrati allo sviluppo locale dei territori in Italia? E quale il contributo alla crescita dei paesi d'origine? Il rapporto risponde a queste domande attraverso l'analisi di fonti statistiche ufficiali e il contributo di esperti del settore. Una delle novità di quest'anno è la presentazione di casi studio significativi: esperienze virtuose di integrazione degli immigrati nel mondo del lavoro, dell'imprenditoria e della cooperazione internazionale...

L' altra faccia della terra

Monica Triglia

Mondadori, Milano, 2012

Saima, torturata e uccisa dal padre per aver cercato, con il ragazzo che si era scelta, una vita diversa a Karachi. Marie, che dopo aver perso la figlia Laurette nell'epidemia di colera seguita al terremoto di Haiti, ora insegna alle altre donne in una scuola di Medici senza Frontiere come difendersi dall'infezione. Marie Lucie che ha vagato due giorni fra le macerie di Port-au-Prince stringendo a sé la piccola Marianne. Lidia, di Guatemala City, caricata a forza su un'auto e violentata tra la folla in un mercato. Anaya che ha partorito a sessanta miglia da Lampedusa su una carretta del mare in avaria. Jeany e Mercy, infettate dal virus dell'HIV in Malawi, che si curano e continuano a sperare. Sono solo alcune delle storie al femminile che Monica Triglia ha raccolto nei centri di Medici senza Frontiere, negli ospedali dove operano i suoi dottori e il suo personale. Racconti di donne senza volto, su cui i riflettori non si accendono mai, donne ferite, violate, emarginate. Ma anche di donne che, un giorno della loro vita, hanno preso una decisione esaltante e difficile al tempo stesso, quella di entrare a far parte di MSF. A queste donne dimenticate Monica Triglia ha regalato una voce: attraverso le testimonianze raccolte in Pakistan, Haiti, Guatemala, Lampedusa, Malawi, ci fa scoprire un mondo lontano ma di grande impatto emotivo, e ci dice, una volta di più, che se si vuole dare una speranza di futuro e di sviluppo a un Paese in difficoltà, si deve partire dalla donna.

Dove batte il cuore delle donne?

Voto e partecipazione politica in Italia

Assunta Sarlo, Francesca Zajczyk

GLF editori Laterza, Roma ; Bari, 2012

C'è uno scandalo, in Italia, che fa ancora poco scandalo. Lo scandalo sta nei numeri molto bassi della presenza delle donne nelle stanze decisionali della politica. Sta in quella media del 19 per cento che ci pone al cinquantaquattresimo posto nella classifica mondiale della presenza delle donne nei parlamenti nazionali. E sta nel ritardo particolarmente accentuato rispetto agli altri Paesi europei. L'Italia non è un paese per donne: a dirlo sono i numeri esigui della presenza femminile nelle istituzioni e il sentimento di estraneità molto diffuso rispetto a un territorio ancora monopolizzato dagli uomini. Analizzando i voti e le scelte politiche delle donne, emerge l'immagine di un puzzle complesso abitato da modelli femminili e gerarchie di valori ancora contrapposte anche se, proprio da parte delle donne, sta arrivando comunque un segnale di maggiore disponibilità a mettersi in gioco su un terreno tradizionalmente ostile. Queste pagine mettono insieme il doppio sguardo di una giornalista e di una sociologa che, con dati, tabelle e comparazioni alla mano, raccontano il rapporto controverso delle italiane con la politica, dal tardivo diritto al voto nel 1946 alle ultime amministrative.

Donne che corrono coi lupi

Clarissa Pinkola Estés

Frassinelli, Milano, 2015

Il libro-culto che ha cambiato la vita di milioni di donne. Attingendo alle fiabe e ai miti delle più diverse tradizioni culturali, Clarissa Pinkola Estés fonda una psicanalisi del femminile attorno alla straordinaria intuizione della Donna Selvaggia, intesa come forza psichica potente, istintuale e creatrice, lupa ferina e al contempo materna, ma soffocata da paure, insicurezze e stereotipi.

Il dramma del bambino dotato e la ricerca del vero sé. Riscrittura e continuazione

Alice Miller

Bollati Boringhieri, Torino, 2015

A quale prezzo psicologico si ottiene un "bravo bambino"? Di quali sottili violenze è capace l'amore materno? Per l'autrice, il dramma del "bambino dotato" - il bambino che è l'orgoglio dei suoi genitori - ha origine nella sua capacità di cogliere i bisogni inconsci dei genitori e di adattarvisi, mettendo a tacere i suoi sentimenti più spontanei (la rabbia, l'indignazione, la paura, l'invidia) che risultano inaccettabili ai "grandi". In tal modo, viene soffocato lo sviluppo della personalità più autentica, e il bambino soffrirà di insicurezza affettiva e di una sorta di impoverimento psichico. Da adulto, sarà depresso, oppure si nasconderà dietro una facciata di grandiosità maniacale. Numerosissimi esempi documentano la sofferenza inespressa di questi bambini e, al tempo stesso, le difficoltà dei genitori, incapaci di essere disponibili verso i figli.

Principessa Laurentina

Bianca Pitzorno

Mondadori, Milano, 2014

Barbara è costretta a trasferirsi a Milano a causa del secondo matrimonio di sua madre, che per di più è incinta... Come se non bastasse, da qualche mese, lo specchio le rimanda l'immagine di un'adolescente goffa e in sovrappeso. Barbara è sempre più inquieta e ribelle, e la situazione peggiora quando nasce Laurentina, una rivale coccolata e vezzeggiata da tutti come una piccola principessa. Poi, all'improvviso, una tragedia più grande di lei la porterà a uscire dall'isolamento e a considerare anche il dolore degli altri. Età di lettura: da 11 anni.

ABC di boccacce

Alessandro Sanna

Kite, Padova, 2010

Questo libro è un abbecedario formato da ritratti di bambini, pensato per essere aperto a fisarmonica in tutta la sua lunghezza di 8,30 metri. La bocca di ogni bambina e bambino rappresenta una lettera dell’alfabeto. La galleria di ritratti costituisce una vera e propria classe di una qualsiasi scuola del mondo.

Ghetto Italia

i braccianti stranieri tra caporalato e sfruttamento

Yvan Sagnet ; Leonardo Palmisano

Fandango, Roma, 2015

Dalla Puglia al Piemonte, passando per la Lucania, il Lazio e la Campania, i braccianti immigrati sono sempre più spesso vittime di un caporalato feroce, che li rinchiude in veri e propri "ghetti a pagamento", in cui tutto ha un prezzo e niente è dato per scontato, nemmeno un medico in caso di bisogno. Questa brutale realtà la conoscono in pochi, taciuta dalle istituzioni pubbliche locali, dal sistema agricolo italiano, dalla piccola e media distribuzione e dalle multinazionali dell'industria agroalimentare, che si servono di questa forma coatta di sfruttamento imponendo un ribasso eccessivo dei prezzi dei prodotti. Si tratta di un complesso sistema criminale in cui a rimetterei sono solo i braccianti, costretti a pagare cifre impensabili per vivere stipati in baraccopoli insalubri, lontano da qualsiasi forma di civiltà. Un reportage fatto di storie raccontate da chi vive in questa situazione al limite della sopportazione fisica e psicologica, un incredibile viaggio nei nuovi ghetti disseminati per l'Italia da nord a sud. La mappa di un paese ridisegnato da razzismo, ingiustizia e indifferenza. "Ghetto Italia" è questo e molto altro ancora.

Dai figli non si divorzia

separarsi e rimanere buoni genitori

Anna Oliverio Ferraris

BUR parenting, Milano, 2015

In Italia, le separazioni e i divorzi sono in continuo aumento: oggi un matrimonio su quattro finisce con una separazione e nella metà dei casi è coinvolto almeno un figlio minorenne. In questo studio una delle più note studiose italiane di psicologia infantile affronta questo tema dal punto di vista dei figli: la ricerca si fonda infatti sulle testimonianze di figli adulti di coppie divise che ripercorrono e valutano in prospettiva la loro vicenda. Attraverso queste esperienze in prima persona, il libro offre una panoramica delle fasi e delle modalità del processo di separazione e, in questo modo, diventa un'utile guida per i genitori che stanno affrontando una prova comunque complicata e dolorosa

Linee guida per la consulenza psicologica e la psicoterapia con persone lesbiche, gay e bisessuali

linee guida promosse dall'Ordine degli psicologi del Lazio (approvate l'11 febbraio 2013) e recepite

[a cura di] Vittorio Lingiardi, Nicola Nardelli

Raffaello Cortina, Milano, 2014

L' obiettivo di queste Linee guida è quello di i fornire agli psicologi, agli psicoterapeuti e a tutti i professionisti della salute mentale gli strumenti di base affinché siano in grado di riconoscere e affrontare senza pregiudizi i molti temi che possono riguardare la vita delle persone lesbiche, gay, bisessuali e delle loro famiglie. Il volume si divide in tre parti: un excursus storico sul processo di "depatotogizzazione dell'omosessualità" con accenni ai danni delle cosiddette "terapie riparative" e una sintesi delle Linee guida redatte da alcune tra le principali associazioni internazionali di professionisti della salute mentale; le Linee guida per la consulenza psicologica e la psicoterapia con persone lesbiche, gay e bisessuali, che consistono in una discussione teorica e clinica, accompagnata da vignette esemplificative, dei principali temi che possono favorire un ascolto competente e libero da pregiudizi e sono seguite da un glossario di definizioni; quattro appendici: il documento con cui, nel 1973, l'omosessualità è stata eliminata dal DSM; il comunicato della Pan American Health Organization che bandisce le cure per "una malattia che non esiste"; il documento "L'omosessualità non è una malattia da curare" redatto da autorevoli rappresentanti del mondo accademico e professionale italiano; la risoluzione dell'American Psychological Association sui tentativi di modificare l'orientamento sessuale.

Crescere nelle famiglie omosessuali

un approccio psicologico

[a cura di] Davide Dèttore e Alice Parretta

Carrocci, Roma, 2013

A differenza delle tamighe eterosessuali, quelle con genitori omosessuali sono spesso vittime di pregiudizio a causa dell'orientamento sessuale; ciò può indurre magistrati, legislatori, professionisti e il grande pubblico a sviluppare atteggiamenti loro contrari, con esiti negativi come perdita dell'affidamento, impossibilità dell'adozione ecc. Come per altri gruppi socialmente stigmatizzati, le convinzioni relative alle persone lesbiche, gay o bisessuali (lgb) sono spesso non basate sull'esperienza personale, ma trasmesse culturalmente e senza fondamento fattuale. Il volume passa in rassegna, valutandoli su basi empiriche, alcuni temi cruciali della genitorialità lgb in relazione alla sua presunta dannosità per i bambini. L'indagine dell'influenza di omofobia, stereotipi e pregiudizi sullo sviluppo psicologico è approfondita anche in relazione a fattori protettivi per la crescita dei figli in famiglie lgb e a considerazioni metodologiche e recenti prospettive di ricerca attualmente evidenziate nel dibattito scientifico.

Lessico familiare

per un dizionario ragionato della violenza contro le donne

Chiara Cretella, Inma Mora Sánchez

Settenove, Cagli, 2014

Un libro pensato per fare luce su un tema di grande attualità ma ancora poco conosciuto, rivolto non solo al grande pubblico ma anche a quello specialistico che si prefigge di mappare il vocabolario usato, le categorie di pensiero, i riferimenti teorici e culturali, i dati e le fonti nazionali e internazionali. Uno strumento di lavoro, utile a studenti/esse, insegnanti, operatrici/ori dei centri antiviolenza, educatrici/ori del settore sociale, culturale e sanitario, forze dell'ordine, medici, avvocate/i, giornaliste/i, e a tutte le figure professionali che operano attorno a questo fenomeno. Il volume, pensato per fornire risposte semplici ai quesiti sollevati da un problema complesso, costituisce un valido strumento di divulgazione per chi voglia avvicinarsi allo studio di queste tematiche o apprendere categorie più ampie, utili in qualsiasi contesto della vita sociale e professionale. Per questo motivo il testo è stato pensato per voci, con un taglio grafico e di consultazione semplificato ma arricchito con rimandi di approfondimento e bibliografie.

Cultura di genere e politiche di pari opportunità

il gender mainstreaming alla prova tra UE e Mediterraneo

[a cura di] Federica Di Sarcina

Il mulino, Bologna, 2015

Inizialmente rivolto agli aspetti salariali e lavorativi, l'interesse dell'Unione europea nei confronti delle "questioni di genere" si è progressivamente ampliato e, dalla seconda metà degli anni '90, la parità tra le donne e gli uomini costituisce uno degli obiettivi del processo di integrazione europea. Il Trattato di Lisbona (2009) ha posto l'uguaglianza di genere tra i valori dell'UE e ha conferito forza cogente alla Carta dei diritti fondamentali, dando nuovo slancio all'affermazione della cittadinanza europea di genere. Allo stesso tempo però, di fronte alle difficoltà degli Stati membri di implementare la normativa europea sulla parità di trattamento, alle statistiche sempre più sconcertanti sulla condizione femminile, alla prospettiva di nuovi allargamenti, numerosi interrogativi si pongono sul futuro del "gender main-streaming" in Europa e nelle sue aree di vicinato. Il volume, frutto di una collaborazione multidisciplinare, rappresenta una riflessione di ampio respiro su alcuni dei temi più attuali del dibattito sulla parità tra i sessi, senza tralasciarne tuttavia le profonde radici storiche. Ne risulta un laboratorio di idee per gli studi di genere e per il continuo sviluppo della "cultura di parità" nelle società contemporanee, prerequisito fondamentale per l'edificazione della "democrazia paritaria".

Il lato oscuro degli uomini

la violenza maschile contro le donne

Alessandra Bozzoli, Maria Merelli, Maria Grazia Ruggerini

Ediesse, Roma, 2013

Violenza contro le donne: cosa si sta facendo in Italia? Inasprire le norme repressive e isolare i comportamenti violenti maschili - che sono ormai arrivati ad un femminicidio ogni due giorni - facendone casi eccezionali, patologici, lascia inalterati i modelli culturali fondati su quegli equilibri patriarcali di potere contro i quali hanno lavorato fin dagli anni Ottanta i Centri antiviolenza e le Case per donne maltrattate, frutto delle lotte femminili e femministe. Comprendere invece che la violenza sulle donne è prima di tutto un problema degli uomini significa spostare l'attenzione dalle vittime agli autori, a quella "questione maschile" che tutta la violenza di genere sottende. Il volume coglie, nella parte iniziale, questo cambiamento di ottica attraverso una ricerca - la prima in Italia - che censisce le esperienze d'avanguardia rivolte agli uomini violenti nel nostro paese, nelle carceri e nei centri, in ambito privato e pubblico, e offre un quadro di programmi sviluppatisi a livello internazionale, cui le esperienze italiane fanno riferimento. Nella seconda parte sono presentate le riflessioni e le proposte di studiosi e studiose afferenti a molteplici discipline, e le esperienze di operatrici e operatori con ruoli professionali diversi. In appendice, un'analisi critica del recente decreto legge n. 93/2013 convertito nella legge del 15 ottobre 2013 n. 119.

Ragazzi di zinco

Svetlana Aleksievic

e/o, Roma, 2015

Dopo averci fatto ascoltare in "Preghiera per Cernobyl'" le voci delle vittime del disastro nucleare, Svetlana Aleksievic fa parlare qui i protagonisti di un'altra grande tragedia della storia sovietica: la guerra in Afghanistan tra il 1979 e il 1989. Un milione di ragazzi e ragazze partiti per sostenere la "grande causa internazionalista e patriottica"; almeno quattordicimila di loro rimpatriati chiusi nelle casse di zinco e sepolti di nascosto, nottetempo; cinquantamila feriti; mezzo milione di vittime afgane; torture, droga, atrocità, malattie, vergogna, disperazione... Gli 'afgancy', i ragazzi che la guerra ha trasformato in assassini, raccontano ciò che si è voluto nascondere. Accanto a loro, un'altra guerra. Quella delle infermiere e delle impiegate che partirono per avventura e patriottismo. E soprattutto le madri. Dolenti, impietose, stanche, coraggiose.

Il corpo delle donne

Lorella Zanardo

Feltrinelli, Milano, 2014

Da anni le donne italiane tacciono. Per fortuna non l'autrice de "Il corpo delle donne". Lei si è ribellata alla dittatura dei media usando per il suo documentario di denuncia le stesse immagini televisive che quotidianamente offendono la dignità femminile. "Perché le donne italiane continuano a sopportare una televisione che le umilia profondamente?" chiede Lorella Zanardo. "Perché le donne hanno silenziosamente introiettato il presunto modello maschile di bellezza e perché le donne italiane accettano di lavorare più di tutte le donne europee?" Attraverso i commenti che le lettrici del blog ilcorpodelledonne.com le inviano, Lorella Zanardo intuisce che il silenzio delle donne è solo nella sfera pubblica, mentre nell'ambito privato sono in atto cambiamenti profondi che la società e la politica non sono in grado di riconoscere. Dice Lorella Zanardo: "Se con il documentario mi ero proposta di lavorare sulla consapevolezza delle donne, di stimolarla e se possibile di approfondirla, a partire dai danni provocati dalla tv, il libro contempla anche la proposta di un metodo concreto su come educare i più giovani a una visione critica dei media: 'Nuovi Occhi per la tv' diventa così un percorso formativo per cambiare, da subito e concretamente". Più di un manifesto, più della ricostruzione di una stagione di lotta contro l'arroganza televisiva, "Il corpo delle donne" è innanzitutto la storia di una donna che ha finalmente detto basta all'abuso mediatico del corpo femminile.

Il letto di Frida

Slavenka Drakulić

elliot, Roma, 2014

Un mattino di luglio Frida Kahlo si sveglia nel suo letto in casa dei genitori. Ha subito da poco la trentaduesima operazione, l'amputazione della gamba destra. Prova ad alzarsi, ma non ci riesce. Il suo corpo è segnato ovunque da cicatrici: sulle gambe, sulle braccia, sulla pancia, sulla schiena. Aveva sei anni quando un mattino si era svegliata con la febbre alta. Poi era arrivato il dolore alla gamba, come se un grosso animale l'avesse morsa e non volesse riaprire le mascelle. I medici dissero che era poliomielite. Frida restò zoppa. Fino a quando, il 17 settembre del 1925, diciottenne, un incidente d'autobus completò l'opera di distruzione del suo corpo. Costretta da allora su un letto a baldacchino tra dolori costanti, cominciò a popolare il suo mondo di fantasmi, a dipingere l'infermità e l'isolamento. La scrittrice Slavenka Drakulic ha saputo raccontare la tormentata esistenza di Frida Kahlo a partire dalla fine, ripercorrendo in un flusso di pensieri l'infanzia, la gioventù, gli anni del matrimonio, l'amore ossessivo per il pittore Diego Rivera, i tradimenti, la continua lotta con il proprio corpo, la forza onirica e visionaria della sua arte, il fuoco, cupo e luminosissimo, in cui visse e si spense una pittrice straordinaria.

Corpo a corpo

la Bibbia e le donne

a cura di Marinella Perroni

Effatà, Cantalupa, 2015

Le donne sono ostinate: il Libro le interpella e se ne lasciano muovere, spostare, confortare o sconfortare. Sono nelle pagine: come protagoniste o come oggetti di descrizioni e prescrizioni. Sono tra le righe: vanno cercate nei nomi plurali, spesso declinati al maschile, vanno presupposte spesso anche dove non esplicitamente nominate. Sono narratrici sperimentate: nei tanti racconti che dalla Bibbia sono diventati storie, immagini, raccomandazioni, riforme. Dalla fine del XIX secolo hanno anche iniziato a porre la questione in forma critica e ancora oggi questa avventura continua e dà luogo non solo a narrazioni, ma anche a riflessioni sulla interpretazione, cioè a ermeneutiche. Questo corpo a corpo - confronto serrato fra un corpus di scritti e persone che con esso si implicano fino alla carne - è intercettato attraverso pratiche, in primo luogo quella del Festival Biblico di Vicenza e del lavoro internazionale su "Bibbia e donne", offrendo pagine critiche e nuove narrazioni. Anche le parole personali vivono un respiro condiviso, quello del Coordinamento Teologhe Italiane, comunità plurale di ricerca.

Non è un paese per vecchie

Loredana Lipperini

Feltrinelli, Milano, 2012

"I vecchi sono numeri. Numeri che ci fanno paura, come quell'uno su tre che riguarda la percentuale di anziani che abiteranno il nostro paese di qui ai prossimi anni. I vecchi non si vedono: nei piccoli paesi capita ancora di incontrarli al braccio di una badante dalle braccia larghe. Nelle città, qualora si avventurassero fuori di casa, vengono superati in corsa, con una scrollata di spalle e uno sbuffo di insofferenza. I vecchi non esistono: appaiono di rado in televisione, specie se di sesso femminile. O meglio, si vedono a volte quelle rare e preziose donne impossibili da ignorare, come Rita Levi Montalcini o Margherita Hack. Quanto alle altre, a volte si mimetizzano fra ospiti e comparse sotto i cinquantacinque anni (la soglia di apparizione televisiva per le donne) fingendo di esserne coetanee, o accettando di recitare l'antico ruolo della megera. I vecchi non vendono, non piacciono, non hanno appeal: su quotidiani e telegiornali appaiono soltanto quando sono [...]

La principessa Azzurra

Irene Biemmi

Coccole Books, Belvedere Marittimo, 2014

È tempo di recita a scuola e quindi di ruoli da interpretare. Rosino sarà il principe azzurro e Azzurra sarà la bella addormentata. Ma non è tutto così semplice... E se il principe azzurro non sapesse andare a cavallo? E se la bella addormentata fosse una tipa molto sveglia? I due amici troveranno insieme una soluzione... che lascerà tutti a bocca aperta! Età di lettura: da 3 anni.

Il grande libro dei mestieri

Eric Puybaret

Giralangolo, Torino, 2014

Un fantasioso catalogo dei mestieri capace di sedurre grandi e piccini. Le illustrazioni ricche di dettagli invitano il lettore a immergersi con gioia nel mondo dell'immaginazione e a essere di volta in volta esploratore, cosmonauta, pasticcere... Età di lettura: da 3 anni.

Ettore : l' uomo straordinariamente forte

Magali Le Huche

Settenove, Cagli, 2013

Ettore, l'uomo straordinariamente forte, lavora in un circo ed è capace di cose incredibili, il pubblico lo adora. Ma una volta finito il suo numero, Ettore diventa un uomo solitario, pacifico, persino schivo. Ha parcheggiato la sua roulotte in un luogo appartato, lontano da occhi indiscreti perché vuol custodire il suo segreto... una passione sfrenata per l'uncinetto e il lavoro a maglia! La popolarità però suscita invidia, e un brutto giorno lo scherzo di due domatori invidiosi svela a tutti le sue creazioni. Ma svela anche il suo grande talento... Un uomo straordinariamente forte, innamorato di una ballerina straordinariamente brava, in un circo straordinariamente dolce. Età di lettura: da 5 anni.

C'è qualcosa di più noioso che essere una principessa rosa?

Raquel Diaz Reguera

Settenove, Cagli, 2013

Carlotta era una principessa rosa, col suo vestito rosa e il suo armadio rosa, pieno di vestiti rosa... Ma Carlotta era arcistufa del rosa. Voleva vestire di rosso, verde, giallo e violetto e non aveva alcuna voglia di baciare rospi su rospi per trovare il principe azzurro. Perché non esistevano principesse che solcavano i mari o che salvassero i principi dalle fauci di un lupo feroce? Anche Carlotta voleva vivere le fantastiche avventure dei libri di fiabe, sognava di cacciare draghi e volare in mongolfiera... Età di lettura: da 5 anni.

La prima volta che sono nata

Vincent Cuvellier

Sinnos, Roma, 2015

La prima volta che ho giocato a pallone ero da sola. Ho vinto. Età di lettura: da 4 anni.

Omogenitorialità

famiglie con genitori gay o lesbiche: studi e ricerche

Goldberg, Abbie E.

Erickson, Trento, 2015

Negli ultimi anni si è discusso molto sulla possibilità per le coppie dello stesso sesso di diventare genitori, in un acceso dibattito che vede, da un lato, un approccio eterosessista e conservatore che ritiene in pericolo la famiglia tradizionale e che tende a non riconoscere diritti legali alle unioni e all'adozione per gli omosessuali, e dall'altro i primi risultati di studi e ricerche longitudinali che analizzano le dinamiche di coppia, lo sviluppo di identità, la percezione di sé e il benessere dei figli che crescono con due padri o due madri. Ma quali sono le esperienze di transizione alla genitorialità di queste coppie? Quali sono le conseguenze, positive e negative, sullo sviluppo dei figli? Come sta cambiando il concetto di famiglia? "Omogenitorialità" propone una panoramica delle ricerche su famiglie con genitori dello stesso sesso, esplorando le differenti modalità con cui gay e lesbiche rivisitano e trasformano i concetti di genere e famiglia. Integrando ricerche qualitative e quantitative il volume prende in considerazione il punto di vista di madri lesbiche e padri gay e dei loro figli sulle dinamiche familiari, i rapporti con i pari in varie fasi della crescita, la lotta contro i pregiudizi e le nuove prospettive di vita che riguardano le minoranze sessuali. Presentazione di Claudio Rossi Marcelli.

La grammatica dei conflitti.

L'arte maieutica di trasformare la contrarietà in risorse

Novara, Daniele

Edizioni Sonda, Casale Monferrato, 2012

Tutti i giorni viviamo un numero variabile di conflitti: di alcuni non ci accorgiamo neppure, altri invece lasciano il segno e possono cambiare la vita intera. Comunque tendiamo a sfuggirli, e a considerarli problemi da cui è meglio tenersi alla larga. Eppure i conflitti possono essere incredibili occasioni di apprendimento su noi stessi e sugli altri, possono aiutarci a incrementare le competenze relazionali e sociali e a migliorare la qualità della nostra vita. Ecco la prospettiva inedita che offre questa grammatica: dai conflitti è possibile imparare. Daniele Novara, pedagogista e formatore di lunga esperienza, individua le componenti fondamentali delle situazioni conflittuali e offre alcuni strumenti per provare a leggerle, decodificarle, capirle, ma soprattutto per viverle nell'ottica dell'apprendista. Chi impara dai conflitti vuole riuscire a superare modalità relazionali consolidate ma inefficaci per garantirsi relazioni più stabili e creative; da questa fondamentale, sistematica e anche difficile esperienza della vita vuole ricavare il meglio. Una lettura indispensabile per acquisire competenze personali interiori e durature, per essere in grado non solo di conoscere ciò che serve in teoria ma anche di riuscire a metterlo in pratica; una grammatica per attuare una nuova alfabetizzazione relazionale, per raggiungere e superare nuove frontiere di apprendimento, di conoscenza di sé e degli altri.

Il trattore della nonna

scritto da Roveda, Anselmo; illustrato da Domeniconi, Paolo

Giralangolo, Torino, 2014

Nessuno sa guidare il trattore meglio della nonna e nessuno sa fare delle crostate succulente come quelle del nonno!

I maschi non mi piacciono perché

Facchini, Vittoria

Fatatrac, Casalecchio di Reno, 2013

Il concetto dell'identità di genere trattato partendo dalle esperienze dei bambini e impiegando il loro stesso linguaggio. I maschi osservano le femmine con un misto di avversione e divertita curiosità, le trovano complicate e chiacchierone. Le bambine, dal canto loro, pensano ai maschi come sporchi e disordinati, ma alla fine tutti riconoscono proprio nella differenza le qualità degli uni e delle altre. Nei due albi speciali, "I maschi non mi piacciono perché..." e "Le femmine non mi piacciono perché...", l'autrice offre un equilibrato spunto di riflessione sul sano scontro-incontro tra i due sessi che i bambini sperimentano nel loro quotidiano. Età di lettura: da 5 anni.

Le femmine non mi piacciono perché

Facchini, Vittoria

Fatatrac, Casalecchio di Reno, 2013

Il concetto dell'identità di genere trattato partendo dalle esperienze dei bambini e impiegando il loro stesso linguaggio. I maschi osservano le femmine con un misto di avversione e divertita curiosità, le trovano complicate e chiacchierone. Le bambine, dal canto loro, pensano ai maschi come sporchi e disordinati, ma alla fine tutti riconoscono proprio nella differenza le qualità degli uni e delle altre. Nei due albi speciali, "I maschi non mi piacciono perché..." e "Le femmine non mi piacciono perché...", l'autrice offre un equilibrato spunto di riflessione sul sano scontro-incontro tra i due sessi che i bambini sperimentano nel loro quotidiano. Età di lettura: da 5 anni.

DSM-5

Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali

AA.VV.

Raffaello Cortina, Roma, 2014

Questa nuova edizione del DSM, usata da clinici e ricercatori per diagnosticare e classificare i disturbi mentali, è il prodotto di più di 10 anni di sforzi da parte di esperti internazionali specializzati nel campo della salute mentale. Il manuale, che crea un linguaggio comune per i clinici coinvolti nella diagnosi dei disturbi mentali, include concisi e specifici criteri che vogliono facilitare un'oggettiva valutazione dei sintomi in una varietà di setting clinici, aspetti che ne fanno, da sempre, il manuale per eccellenza usato da clinici e ricercatori per diagnosticare e classificare i disturbi mentali.

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