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31/05/2010
Assemblea mondiale della sanità: Strategia per riduzione dell'abuso di alcol

Dopo decenni di discussioni e un lungo processo di consultazione e di creazione di consenso, i Paesi afferenti all'Assemblea mondiale della sanità, riunita nella sede di Ginevra dell'Organizzazione mondiale della sanità, hanno adottato la prima Strategia globale per ridurre l'uso rischioso di alcol.
"L'Oms stima che l'alcol causi 2,5 milioni di morti l'anno, 320 mila tra i 15 e i 29 anni", afferma Emanuele Scafato, direttore del Centro Oms per la promozione della salute e la ricerca sull'alcol e dell'Osservatorio nazionale alcol del Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità, "nel mondo il 3,8 per cento di tutte le morti sono attribuibili all'alcol, in Europa sono il doppio, con un sempre più evidente impatto su patologie importanti come il cancro, le patologie vascolari, quelle epatiche. Le ricadute nei giovani, invece, si fanno sentire soprattutto relativamente a incidenti stradali, suicidi e uso della violenza".
Il principio della responsabilità
L'alcol è il terzo fattore di rischio importante per morti premature e disabilità nel mondo, il secondo in Europa, che si contraddistingue come l'area con i più elevati consumi alcolici e il più elevato impatto registrato su scala mondiale in termini di disabilità, mortalità prematura e malattia.
La risoluzione adottata all'unanimità da 193 Stati membri condivide la necessità e l'urgenza di una azione e di una articolata strategia di prevenzione. Le raccomandazioni, redatte dopo due anni di dibattito, non sono vincolanti, ma servono come orientamento per tutte le nazioni del mondo.
"Attraverso alcuni principi guida" - prosegue Scafato - "la strategia sollecita una attenta valutazione delle opzioni che le politiche di prevenzione e di controllo sull'alcol devono considerare per superare le barriere che impediscono l'esercizio del diritto della persona a vivere in un ambiente protetto dalle conseguenze negative dell'alcol. Si tratta di un invito alla responsabilità, che sintetizza l'approccio da perseguire nel breve, medio e lungo termine: responsabilità dell'individuo, della famiglia, ma anche responsabilità etica delle imprese, del mondo della produzione, della distribuzione, del marketing e delle stesse istituzioni.
La strategia sollecita l'adozione delle buone pratiche basate sull'evidenza e sull'efficacia proposte nel manuale "Handbook for action to reduce alcohol-related harm" rivolto ai policy maker, alla cui stesura ha contribuito il Centro Oms per la ricerca sull'alcol dell'Iss, identificando le azioni efficienti che costituiscono la cornice legale e scientifica della strategia mondiale per la riduzione del consumo nocivo di alcol".
Le azioni prioritarie
Dieci aree di azione evidenziano le priorità da perseguire attraverso convinte opzioni di policy e interventi che ribadiscono le evidenze scientifiche disponibili. Nella strategia si sottolinea, ad esempio, che vi è una forte evidenza che un basso limite per la concentrazione di alcol nel sangue (0,02-0,05 per cento) riduce efficacemente gli incidenti stradali dovuti all'abuso di alcol. Inoltre, la Strategia pone l'accento sull'opportunità di rendere l'alcol meno "abbordabile" fissando un prezzo minimo per unità di alcol: ciò influirebbe notevolmente sia sulla riduzione del consumo sia sui danni alcol correlati.
La strategia consta di ventiquattro pagine dense di indicazione relative in parte anche alle misure legislative e alle politiche di controllo da adottare, il cui obiettivo è contrastare i fattori che favoriscono il rischio e proteggere i minori dagli effetti negativi di una società in cui l'alcol, oltre a possedere un valore di consumo, ha assunto anche un valore di uso associato agli effetti che produce sull'individuo.

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