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12/07/2010
Mondo: cambiano le politiche?

Si tratta di una di quelle notizie che non balzano ai clamori della cronaca eppure potrebbe rappresentare l'inizio di una prossima svolta delle politiche sulla droga a livello internazionale. L'Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga ha un nuovo Direttore che succede ad Antonio Costa: è un Russo e si chiama Jurij Fedotov. E' un diplomatico di carriera ed il Segretario Generale delle Nazioni Unite lo ha definito come persona con una "una ricca esperienza di altissimo livello" e "perfettamente al corrente delle attuali difficoltà e delle sfide che deve affrontare questa organizzazione". Ora, se è chiaro che un Direttore di una Agenzia ONU risponde, prima di tutto, alle Nazioni Unite e non al suo Paese di Origine, è anche chiaro che la scelta di un Diplomatico di Carriera di un determinato Paese, piuttosto che di un altro, ha significati specifici che non possono essere ignorati. La Russia, a differenza dell'Italia che, sta sottovalutando ampiamente e colpevolmente la questione droga, vive gravissimi problemi anche in relazione alla diffusione di eroina afghana. In tempi molto recenti il rappresentante di Mosca presso la NATO, Dmitry Rogozin, ha manifestato sconcerto per la mancanza di coesione all'interno dell'organizzazione proprio per quanto riguarda la lotta al traffico di droga in Afghanistan. Ha ricordato che nel suo Paese c'è un milione di tossicodipendenti mentre circa 30.000 persone muoiono ogni anno per cause legate all'uso della droga. La posizione di Rogozin in sede NATO è stata durissima. Il suo Paese ha, tra l'altro, contestato i dati ufficiali relativi alla produzione perchè sottodimensionati ed ha definito la situazione "una guerra non dichiarata" nei confronti della Russia. Rogozin ha anche criticato gli Stati Uniti per la loro doppia politica nella lotta al traffico di stupefacenti in Afghanistan e in Sud America: "la strategia di Washington in Colombia è una vera guerra contro la droga perché questo paese è la principale via di transito di cocaina verso gli USA. Ma per quanto riguarda l'eroina, prodotta in Afghanistan, e il suo traffico in Russia, gli americani non stanno facendo praticamente nulla". Stranamente queste posizioni hanno avuto poca eco, almeno per quanto riguarda i media occidentali, ma, evidentemente, la Russia ha in qualche modo voluto la direzione della Agenzia ONU contro la droga ed il crimine organizzato per cambiare la situazione attuale. Bisogna ricordare, tra l'altro, che la Federazione Russa, il prossimo agosto, assumerà la presidenza di turno nel Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Da questa posizione e dirigendo l'Ufficio della Nazioni Unite contro la droga, potrebbe tentare di provocare una svolta radicale, riportando il problema droga all'attenzione internazionale e stimolando una politica più interventista contro quella che in molti Paesi continua ad essere avvertita come una grave minaccia.
(www.droga.net)

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